Cosa dice il bollettino per lunedì 12
Il bollettino di criticità del Dipartimento della Protezione Civile, emesso l’11 ottobre 2026 alle 14:17, descrive la giornata di lunedì 12 ottobre. Per il rischio idraulico indica allerta gialla, cioè criticità ordinaria, sul versante tirrenico della Calabria: centro-settentrionale, centro-meridionale, meridionale e settentrionale. Per i temporali indica allerta gialla sui Bacini Tordino Vomano e sul Bacino del Pescara, sugli stessi settori tirrenici calabresi, su settori della Sicilia nord-orientale (versante ionico e versante tirrenico con le isole Eolie) e sul versante tirrenico centro-settentrionale, e in Toscana su Serchio-Costa, Arno-Costa, Etruria-Costa Nord, Serchio-Lucca e Versilia. Per il rischio idrogeologico la gialla copre quegli stessi settori di Abruzzo, Calabria, Sicilia e Toscana, e in Campania la Piana campana, Napoli, isole e area vesuviana, la Piana Sele e l’Alto Cilento, la penisola sorrentino-amalfitana, i Monti di Sarno e i Monti Picentini.
Non è una mappa da ricopiare sul nome del capoluogo. «Settori» vuol dire che due vie della stessa provincia possono non avere lo stesso colore. Nel testo di lunedì la Campania compare sul rischio idrogeologico, non nell’elenco dei temporali. Il giallo idraulico, nello stesso bollettino, sta sul versante tirrenico calabrese, non su ogni città del Sud. I bollettini si aggiornano. Prima di decidere se il tuo isolato è ancora in quel colore, apri il bollettino del giorno e l’avviso del Comune, non un riassunto di ieri sera. Il Dipartimento, nella pagina del bollettino, ricorda che i livelli regionali e le azioni sul singolo territorio li gestiscono le strutture locali di protezione civile.
Il 10 ottobre le cronache descrivono torrenti esondati a Lipari, nelle Eolie, con acqua dentro cantine e negozi. Quelle isole restano nominate nell’allerta gialla di lunedì, per temporali e per rischio idrogeologico. La domanda di oggi non è un alone sul solaio e non è la levetta del salvavita. È il locale sotto la strada. Napoli, Messina, Reggio Calabria, Pescara, Livorno: sono città in cui questa scheda può servirti oggi, oppure no, a seconda del settore. Milano e Torino non sono in quel bollettino. Un box che si riempie, lì, si legge allo stesso modo dalla soglia. La data del riscaldamento, in zona E dal 15 ottobre salvo ordinanza del sindaco, sta in accensione del riscaldamento 2026. Non è questa pagina. Un alone sul soffitto sta in infiltrazione dal tetto. Il quadro elettrico sta in salvavita dopo il temporale. Qui resta l’acqua bassa.
Il giallo non è un permesso a «dare un’occhiata» in garage perché il colore non è arancione. Dice che il fenomeno può essere intenso. In casa il gesto è più piccolo: resti dove i piedi sono asciutti.
Dalla soglia asciutta, non dal gradino in acqua
Sulla pagina «Rischio meteo-idro. Sei preparato?» il Dipartimento scrive che, durante un’alluvione, l’acqua può salire anche di uno o due metri in pochi minuti, e che in casa le aree più pericolose sono cantine, piani seminterrati e piani terra. Se sei in un luogo chiuso, chiede di non scendere in cantine, seminterrati o garage per mettere in salvo i beni, di non uscire per mettere in salvo l’automobile, di salire ai piani superiori se sei al piano terra o in un seminterrato, di evitare l’ascensore perché si può bloccare, di chiudere il gas e disattivare l’impianto elettrico, di non toccare impianti e apparecchi con mani o piedi bagnati, di non bere acqua dal rubinetto perché potrebbe essere contaminata. Nella parte sui temporali in ambiente urbano, la stessa pagina chiede di evitare scantinati, piani bassi e garage durante gli scrosci intensi: la fogna può non smaltire l’acqua che cade in poco tempo, e la strada si allaga di colpo.
Chiudere gas e luce vale se l’interruttore e il rubinetto sono raggiungibili restando all’asciutto, senza attraversare il locale allagato e senza mani o piedi bagnati. Se l’unico quadro è in cantina e la cantina ha già l’acqua, non scendi a fare l’eroe. Sali, avverti, e lascia l’ascensore fermo. Una pozza sulla rampa, anche se «arriva solo alle caviglie», è già il motivo per non entrare: il Dipartimento non misura un’altezza sotto la quale il garage torna sicuro. Aiuta chi è nell’edificio e fa fatica a salire, senza mandarlo sotto a recuperare scatoloni. Il cellulare si usa per avvisare, non per filmare dal gradino dove l’acqua ti arriva alle scarpe. Le linee, scrive il Dipartimento, servono anche ai soccorsi: il messaggio all’amministratore o al piano di sopra basta.
- Se sei già sotto, sali. Scale, non ascensore. Non torni giù a prendere chiavi, borse o il cane se per farlo devi entrare in acqua. Se qualcuno non riesce a salire, chiami il 112 dalla soglia asciutta.
- Guardi, non entri. Dalla soglia, dal pianerottolo o dall’inizio della rampa ancora asciutta: l’acqua sale o sta, entra da sotto il portone o esce da un chiusino, il quadro di quel locale è sopra il livello o già bagnato.
- Chiudi solo ciò che è asciutto. Il rubinetto di arresto dell’alloggio, se sta in casa e la casa è asciutta. Il generale della luce, se sta in casa e mani e pavimento sono asciutti. Se l’unico comando è nel bagnato, non esiste il tentativo.
- L’auto resta dov’è. Spostarla «prima che salga» è il gesto che la pagina vieta. Anche pochi centimetri in strada possono spegnere il motore o farti perdere il controllo. Un sottopasso non è una scorciatoia per uscire dal quartiere.
- Una frase, non un sopralluogo. Ora, città, se il livello sale, se il pozzetto gorgoglia, se hai chiuso l’acqua al piano asciutto e sotto continua, se il quadro è nel locale. La foto la fai dalla soglia. Poi ti fermi.
Non aprire il chiusino «per far defluire», non infilare una prolunga nell’acqua, non tenere su una levetta con il dito, non bere dal rubinetto finché un avviso del Comune non dice che si può. Impianti idrici e sanitari stanno nel decreto 22 gennaio 2008, n. 37, articolo 1, comma 2, lettera d. La parte elettrica è la lettera a. Non è un bollino di questo sito.
Da dove arriva l’acqua
Dalla soglia non misuri la portata e non trovi la crepa. Distingui tre arrivi, che non si chiamano allo stesso modo. L’acqua di strada entra da sotto il portone, dalla griglia della rampa, da una porta al piano strada, ed è la stessa che vedi in via. Il rigurgito esce dal pozzetto o dal chiusino del locale, spesso con odore di fogna, e può arrivare anche se in strada la pozza è già scesa. La perdita di casa è un tubo in vista, acqua più limpida, vicini asciutti, e si ferma se il rubinetto di arresto al piano asciutto è chiuso. Se non vedi quale dei tre è, non scendi per «essere sicuro». La frase al telefono può essere: non lo distinguo da qui.
| Cosa vedi senza entrare | Lettura più frequente | Cosa fai |
|---|---|---|
| Entra da sotto il portone o dalla rampa. In strada c’è acqua. | La rete non smaltisce, oppure l’acqua sta tornando dal tombino. | Non scendi e non sposti l’auto. Se il livello sale in fretta, 112. Non è uno spurgo da ordinare durante lo scroscio. |
| Il chiusino in cantina gorgoglia. Odore di fogna. I vicini sotto hanno lo stesso problema. | Rigurgito della colonna o della fognatura. | Non apri il chiusino e non usi lavandini, doccia, wc. Avvisi l’amministratore. L’idraulico entra dopo, non sotto il temporale. |
| Un tubo in vista perde. Acqua limpida. Chiudi il rubinetto al piano asciutto e sotto si ferma. | Perdita dell’impianto di casa, se quel rubinetto comanda proprio quel tubo. | Lasci chiuso. Non scendi a stringere un giunto. Chiami un idraulico quando il locale non è più un passaggio in acqua. |
| Chiudi l’acqua di casa e il livello sotto continua a salire. | Non è il lavandino. Strada o fogna. | Smetti di cercare il tubo. La frase al telefono è già questa. |
| Il soffitto dell’appartamento ha un alone. La cantina è asciutta. | Non è questa scheda. | Passi a infiltrazione dal tetto. Non sali in falda. |
| Quadro, prese o pavimento davanti al quadro sono bagnati. La luce è scattata. | Non è uno svuotamento. | Non tocchi. Vale salvavita dopo il temporale. L’elettricista vede il quadro quando è asciutto. |
Gli impianti idrici e fognari, fino al punto di diramazione ai locali di proprietà del singolo, si presumono parti comuni: articolo 1117, numero 3, del codice civile, nel testo della legge 11 dicembre 2012, n. 220. Il box o la cantina intestati a te non diventano del condominio perché stamattina hanno l’acqua. Diventa una frase per l’amministratore il fatto che il rigurgito esca dal chiusino comune, o che la colonna dei piani di sopra scarichi nel tuo locale. La foto dalla soglia, l’ora, e se altri box della stessa rampa sono nelle stesse condizioni, gli bastano per aprire il discorso. Non promettere al pianerottolo chi paga. Non è un titolo di spesa e non è un preventivo.
Una saracinesca nel locale allagato non si va a chiudere «per isolare la colonna». Se non sei già sul posto e all’asciutto, quel gesto non esiste. Un contatore dell’acqua in cantina, sommerso, non si legge e non si smonta. Il numero che ti serve, se lo hai in una bolletta al piano di sopra, è già abbastanza per dire di quale utenza parli. Non è una misura da prendere con i piedi nell’acqua.
Se dopo aver chiuso il rubinetto al piano asciutto il livello si ferma, hai già fatto il controllo utile. Lasci chiuso e non riapri «per vedere se era quello». Se non si ferma, il controllo utile è l’altro: non è il tuo lavandino.
Quando l’acqua smette di salire
Dopo, la stessa pagina della Protezione Civile chiede di seguire le autorità prima di rientrare, spalare fango o svuotare le cantine. Chiede di non passare su strade ancora allagate: possono esserci voragini, tombini aperti, cavi tranciati, e l’acqua può essere inquinata da carburanti. Chiede di verificare se gas e impianto elettrico si possono riattivare e, se serve, di sentire un tecnico. Prima di usare gli scarichi, di informarsi che fognature, fosse biologiche e pozzi non siano danneggiati. Prima di bere dal rubinetto, di controllare che un’ordinanza comunale non lo vieti. I cibi che hanno toccato l’acqua dell’alluvione non si mangiano.
«L’acqua è scesa di dieci centimetri» non è il via libero. Il fondo della rampa può essere viscido, il tombino della via può essere senza griglia, e la presa del box può essere ancora in tensione anche se la luce del piano di sopra è accesa. Svuotare con un aspirapolvere di casa, o con una pompa attaccata a una prolunga che pesca nel bagnato, è il modo in cui un locale allagato diventa un incidente elettrico. La pompa di sollevamento, se il box ne ha già una, non si riavvia per prova finché un elettricista non ha visto presa e quadro. Chi lavora sulla parte idrica deve essere abilitato al DM 37/08, lettera d. Se tocca la presa o il quadro, serve anche la lettera a. ArtigianiVicino non certifica imprese e non mette bollini: in elenco mostriamo le voci già presenti sulla scheda.
Il fango si sposta quando le autorità dicono che si può entrare, e quando luce e gas sono stati visti da chi è abilitato. A quel punto una ditta di pulizie lava superfici già sicure: non è il primo numero da comporre mentre l’acqua sale. L’imbiancatura viene ancora dopo, a muro asciutto e a causa chiusa. Un muro umido da giorni, senza una pozza di queste ore, non è l’allerta di lunedì: è muffa negli angoli. Tinteggiare oggi copre il segno e non chiude la via d’acqua. Una crepa nuova sul muro del box, o un intonaco che suona a vuoto dopo che l’acqua se n’è andata, non si «guarda meglio» picchiando con un martello. Lo dici a chi fa edilizia, in un secondo momento, con le foto dalla soglia. Non è il lavoro di stamattina.
Il rubinetto di casa, se lo hai chiuso, resta chiuso finché l’idraulico non ha visto il tubo o finché non sei sicuro che il livello sotto si era fermato proprio per quel gesto. Riaprire per fare una doccia, mentre il pozzetto ha ancora odore di fogna, rimette acqua in una colonna che la Protezione Civile ti ha chiesto di non usare. La doccia può aspettare. Il Dipartimento, sui temporali, chiede comunque di rimandare il contatto con l’acqua finché il fenomeno non è passato.
Quando smettere e chiamare
Chiami il 112 se l’acqua sale in fretta, se c’è una persona o un animale che non riesce a salire, se senti odore di gas, se c’è fumo, oppure se non puoi togliere tensione senza entrare nel bagnato. Non chiami il 112 per far svuotare un box quando il livello è fermo, la strada è già libera e tutti sono al piano di sopra: quello, a fenomeno passato e a locale raggiungibile senza rischi, è un idraulico o, se il problema è la colonna, l’amministratore. Non è una coda da saltare con una chiamata di soccorso.
Chiami un idraulico quando il pericolo immediato è finito e resta il guasto: il chiusino ha rigurgitato, un tubo ha perso, la pompa di sollevamento non è da riavviare da solo, lo scarico del box non manda più via l’acqua ferma. Al telefono servi cinque cose, in una frase: città, se il locale è cantina, box o piano strada, se l’acqua entrava dal portone o dal pozzetto, se hai chiuso il rubinetto al piano asciutto e il livello si è fermato oppure no, se il quadro di quel locale è bagnato. «Box sotto strada a Napoli, rigurgito dal chiusino, rubinetto di casa chiuso e il livello non si è fermato, non sono sceso, quadro nel locale» è una frase che fa partire un sopralluogo. «C’è acqua di sotto» no. Non chiedere un prezzo chiuso al primo squillo: un tubo da chiudere e una colonna di scarico condominiale non sono lo stesso intervento. Per leggere un importo, usa Costi. Per una detrazione su un lavoro più ampio, Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate e di ENEA, non con una percentuale inventata qui. Questa scheda resta sul quando non scendere.
Se stai ancora decidendo la città, parti da idraulici. Napoli, Messina, Reggio Calabria e Pescara hanno la lista già aperta. Il colore dell’allerta, sul tuo isolato, lo conferma il bollettino, non il nome del Comune. Le pulizie, quando il tecnico ha detto che si può entrare, stanno in pulizie. Non sono il numero di mentre piove.
Tre schede già in archivio, se l’acqua ha lasciato anche altro: salvavita dopo il temporale quando è scattata la luce o il quadro è umido, infiltrazione dal tetto dopo la pioggia quando l’alone è sul solaio e la cantina è asciutta, grondaie piene di foglie se l’acqua esce dal canale e bagna la facciata, vista da terra. Qui resta il locale sotto la strada.
Salvavita Dopo la pioggia Grondaie Elenco idraulici Apri da Preventivo
Domande prima del telefono
Posso scendere a prendere l’auto se l’acqua è poca?
No. Nella pagina «Rischio meteo-idro. Sei preparato?» la Protezione Civile scrive di non scendere in cantina, seminterrato o garage per mettere in salvo i beni e di non uscire per mettere in salvo l’automobile. Pochi centimetri possono alzarsi in pochi minuti, e il locale può avere la corrente ancora inserita.
Se chiudo l’acqua di casa e la cantina continua a riempirsi?
Se il rubinetto di arresto è al piano asciutto e, dopo averlo chiuso, il livello sotto continua a salire, non è il tubo del lavandino. È più simile ad acqua di strada o a un rigurgito della fogna. Non scendi a cercare il punto. Lo dici al telefono.
In condominio il box allagato è una spesa mia?
Il box o la cantina di proprietà esclusiva non diventano comuni perché si allagano. Gli impianti idrici e fognari, fino al punto di diramazione verso il locale del singolo, si presumono parti comuni, art. 1117, numero 3, del codice civile. Scrivi all’amministratore con ora e foto dalla soglia. La ripartizione non la decide questa pagina.
Posso svuotare con una pompa o un aspirapolvere?
No, finché l’acqua è nel locale e una presa o il quadro possono essere bagnati. Una prolunga nell’acqua non è uno svuotamento. La Protezione Civile chiede di seguire le autorità prima di svuotare le cantine, e di far vedere a un tecnico se luce e gas si possono riattivare. Prima di usare gli scarichi, le fognature potrebbero essere danneggiate.
ArtigianiVicino manda un idraulico?
No. Apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese.
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se il box o la cantina hanno preso acqua e tu non sei sceso, filtra idraulica. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda. Non inoltriamo la richiesta. Se è scattata la luce e il quadro è umido, la scheda giusta è quella del salvavita.