03 Bonus · Fonti, non promesse

Ecobonus e bonus casa 2026: come si chiedono

Ecobonus, bonus ristrutturazioni, Superbonus e Conto Termico. Le aliquote 2026 stanno sulle schede dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE. Qui leggi quale è ancora il percorso ordinario, chi può fare i lavori e come si paga. Non è una pratica inviata da noi.

Testi ufficiali riletti il 18 settembre 2026. Se la scheda cambia, vince quella.

Questa pagina non è un CAF

Un bonus fiscale non è uno sconto sul preventivo. È una detrazione che entra nella dichiarazione, o un contributo che paga il GSE. ArtigianiVicino non presenta pratiche, non certifica imprese e non «garantisce il 50 percento». Se una ditta lo fa al telefono, chiedi quale norma e quale anno di spesa sta citando.

Le fasce di prezzo stanno su Costi. Qui resta il percorso: quale misura, chi può eseguire, come si paga, dove si comunica. I numeri che vedi sotto sono quelli delle schede ufficiali per le spese 2026, non una media di cantiere.

Conta l’anno in cui esce il denaro, non l’anno in cui si firma. L’Agenzia delle Entrate lavora per cassa: l’aliquota è quella della spesa sostenuta. Un preventivo firmato nel 2024 e pagato nel 2026 segue le regole 2026.

Schede per misura

Questa pagina tiene il confronto e le fonti. Le schede sotto prendono una misura ciascuna, o i titoli da chiedere prima del bonifico. Nessuna decide l’ammissione e nessuna invia una pratica.

Fonti da tenere aperte

Non inventiamo percentuali. Prima di firmare, apri il testo, non un riassunto social. Queste sono le pagine da cui abbiamo letto le aliquote di questa guida.

Se una riga di questa pagina e la scheda ufficiale non coincidono, tieni la scheda. Non siamo l’Agenzia delle Entrate.

Quattro misure, quattro casse

Si confondono perché tutte toccano tetto, caldaia e cappotto. Non sono intercambiabili. Due sono detrazioni IRPEF a rate. Una, il Superbonus, non è più il percorso ordinario su un cantiere aperto ora. Una, il Conto Termico, è un contributo del GSE: soldi che arrivano da un portale, non dal 730.

Confronto delle quattro misure per un proprietario nel 2026
Misura Nel 2026 Cosa è
Ecobonus 36% o 50% Detrazione per l’efficienza energetica. Dieci rate. Limiti diversi per tipo di intervento.
Ristrutturazioni 36% o 50% Detrazione per il recupero edilizio. Tetto 96.000 € per unità. Dieci rate.
Superbonus Non ordinario Articolo 119. Il quadro generale si ferma al 31 dicembre 2025. Il 2026 è residuale.
Conto Termico 3.0 Fino al 65% Contributo GSE sulla spesa ammissibile, se c’è budget. Non passa dalla dichiarazione.

Sulle stesse spese, Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni non si sommano. Lo scrive l’Agenzia delle Entrate nella scheda sui limiti di detraibilità. Il Conto Termico ha regole sue: non trattarlo come una terza aliquota da accatastare sulla stessa fattura.

Ecobonus: efficienza, non «qualsiasi lavoro»

L’Ecobonus copre interventi che alzano l’efficienza di un edificio già esistente: involucro, infissi, schermature, solare termico, pompe di calore, sistemi ibridi, building automation. Non è il bonus del bagno nuovo. Se il lavoro non è in elenco sulla guida Riqualificazione energetica, non diventa Ecobonus perché «tanto è casa».

Per le spese 2025 e 2026 la scheda «Risparmio energetico» indica la detrazione al 36 percento, elevata al 50 percento se l’intervento è sull’abitazione principale. Per il 2027 scende al 30 percento, o al 36 percento sull’abitazione principale (legge n. 199/2025). Si ripartisce in dieci rate annuali.

L’aliquota più alta non è automatica. Serve un diritto di proprietà o un diritto reale di godimento, e l’immobile deve essere abitazione principale. Inquilino, comodatario e familiare convivente, se spettano, restano sull’aliquota ordinaria. Il dettaglio è lo stesso criterio che l’Agenzia usa per le ristrutturazioni: titolarità all’inizio dei lavori, destinazione a principale a fine lavori.

Dal 2025 non sono detraibili le spese per sostituire l’impianto di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Condensazione inclusa. Se il preventivo è «caldaia in Ecobonus», la scheda dice di no.

I tetti di detrazione non sono un unico 96.000 euro. Cambiano per intervento: riqualificazione globale, involucro, infissi, generatori. Stanno sulla guida dell’Agenzia e sulla tabella ENEA 2026. Non li ripetiamo come se fossero un listino fisso: se il PDF si aggiorna, il PDF vince.

Chi può chiederlo: proprietari, titolari di diritto reale, condòmini sulle parti comuni, inquilini e comodatari, familiare convivente e convivente more uxorio, nei limiti della scheda. Residenti e non residenti. Impresa, se l’immobile è suo. La comunicazione tecnica va a ENEA.

Elenco idraulica Elenco edilizia Calcolo pompa di calore

Bonus Ristrutturazioni: il recupero, non l’energia

È la detrazione da articolo 16-bis del Tuir. Manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione, parti comuni, alcuni interventi sulle singole unità. Serve quando apri tracce, rifai un bagno, consolidi, cambi infissi senza inseguire l’Ecobonus. Non è un secondo Ecobonus con un altro nome.

Per le spese 2025 e 2026 l’Agenzia, dopo la legge n. 199/2025, tiene le stesse condizioni del 2025: 50 percento sull’abitazione principale se paga il proprietario o chi ha un diritto reale di godimento; 36 percento negli altri casi ammessi. Il tetto è 96.000 euro per unità immobiliare. Dieci rate. Nel 2027 le aliquote scendono (36% e 30%), sempre con tetto 96.000 euro.

Due requisiti per l’aliquota alta, insieme. Primo: titolarità reale all’inizio dei lavori, o al pagamento se è prima. Il familiare convivente e l’inquilino, se spettano, restano al 36 percento. Secondo: abitazione principale. Circolare n. 8 del 19 giugno 2025: se non lo è all’inizio, deve diventarlo a fine lavori. Sulle parti comuni la maggiorazione segue la quota del condomino che ha i due requisiti.

Dal 1° gennaio 2025 anche qui cadono le caldaie uniche a combustibili fossili. Un immobile usato promiscuamente per lavoro vede la detrazione dimezzata. Sopra i 75.000 euro di reddito complessivo, dal 2025 l’articolo 16-ter del Tuir mette un tetto alle detrazioni dell’anno, rate dei bonus edilizi comprese: lo calcola il CAF, non questa pagina.

Si paga con bonifico parlante. Si conserva la fattura. Per gli interventi che toccano energia o rinnovabili, ENEA vuole la scheda entro novanta giorni dalla fine lavori. La tardiva, scrive l’Agenzia (risoluzione 46/2019), non fa cadere la detrazione: non è un motivo per non inviarla.

Elenco edilizia Elenco tetti Fasce di ristrutturazione

Superbonus: non è il percorso di un cantiere nuovo

Il Superbonus è l’articolo 119 del decreto-legge n. 34/2020. Isolamento, impianti sulle parti comuni o sull’unifamiliare, sismica, e poi i lavori trainati. Per anni è stato il 110 percento. Non lo è più, e non è lo strumento da aprire per un intervento deciso nel 2026.

La scheda dell’Agenzia tiene il quadro generale fino al 31 dicembre 2025: 110% fino al 2023, 70% nel 2024, 65% nel 2025, quest’ultimo solo se al 15 ottobre 2024 c’erano già CILA, delibera o titolo, a seconda del caso. Quattro rate, salvo le scelte residuali sul 2023. Unifamiliari e IACP hanno chiuso prima.

Se nel 2026 una ditta ti «lascia il Superbonus», chiedi quale comma dell’articolo 119 sta applicando. Le spese 2026 restano residuali, nei casi previsti dal testo — non in un appartamento di Milano o Roma aperto ora. Lo sconto in fattura e la cessione non sono il default: l’articolo 121 è ristretto da anni. Il percorso ordinario di questa guida è la detrazione in dichiarazione, o il GSE.

Se hai già un cantiere Superbonus aperto, la fonte resta la scheda AdE e, per le asseverazioni, il portale SuperEcobonus ENEA. Questa pagina non ricostruisce SAL, SOA sopra 516.000 euro o cessione. Non è il posto per chiudere un 110 percento a voce.

Conto Termico 3.0: paga il GSE, non il 730

Il Conto Termico non è una detrazione. È un incentivo in conto capitale del Gestore dei Servizi Energetici. Il decreto 7 agosto 2025 (Conto Termico 3.0) lo descrive come sostegno fino a un massimo del 65 percento della spesa ammissibile, su una dotazione annua di 900 milioni di euro, di cui 500 riservati ai privati. «Fino a» non è «sempre 65»: l’importo lo calcola il GSE su producibilità, taglia e tipo di intervento.

Per un privato, il caso tipico è sostituire un impianto di climatizzazione invernale esistente con pompa di calore, ibrido o solare termico. Il decreto parla di sostituzione su edificio esistente, non di una casa al grezzo senza generatore. I dettagli, le deroghe e i termini di domanda stanno sulle Regole applicative e sulla pagina GSE, non in un preventivo orale.

La domanda si presenta sul portale del GSE. Non entra nella dichiarazione dei redditi. Il budget è finito: una pratica ammissibile può restare fuori se la dote dell’anno è esaurita. Non promettiamo tempi di erogazione. Non sommiamo da soli Conto Termico ed Ecobonus sulla stessa fattura: se vuoi entrambi i mondi, il tecnico deve dire quale spesa va dove.

Elenco riscaldamento Stima pompa di calore Potenza termica

Chi può fare i lavori (e cosa chiedere)

Il bonus non abilita chiunque. Un imbianchino può tinteggiare e, se il lavoro entra nel recupero edilizio, la detrazione segue le regole del pagamento. Una pompa di calore, un quadro, una caldaia a biomassa no: servono titoli. In elenco mostriamo solo le voci già scritte sulla scheda. Non sono un marchio ArtigianiVicino.

  • Impianti di cui al DM 37/08 (ex legge 46/90): idraulico, elettrico, riscaldamento, gas. Chiedi l’abilitazione e la dichiarazione di conformità.
  • Pompe di calore e circuiti con refrigerante: certificazione F-GAS di chi carica e recupera il gas.
  • Impianti da fonte rinnovabile: patentino FER (d.lgs. 28/2011). Non è un optional da «vediamo dopo il sopralluogo».
  • Lavori edili con pratica: impresa in Camera di Commercio e, se tocchi strutture o titoli edilizi, un tecnico iscritto.
  • Tetto: linea vita e, se c’è amianto, smaltimento con ditta abilitata. La detrazione non copre un lavoro irregolare.

Non certifichiamo e non assicuriamo le imprese. Se la scheda tace su DM 37/08 o F-GAS, non inventiamo il titolo. Lo chiedi tu, al telefono, prima del bonifico.

Elenco elettrico Elenco idraulica Elenco tetti

Il percorso, in ordine

Non c’è un modulo ArtigianiVicino. C’è una sequenza che l’Agenzia e ENEA già descrivono. Saltare il bonifico dedicato è il modo più semplice per perdere la detrazione.

  1. Apri la scheda della misura, non un riassunto. Segna l’aliquota dell’anno in cui pagherai e se l’immobile è abitazione principale.
  2. Scegli la ditta. Per gli impianti, Di.Co. e abilitazione. Per i refrigeranti, F-GAS. Per le rinnovabili, patentino FER. Due preventivi sullo stesso perimetro, non uno su foto.
  3. Paga con bonifico bancario o postale — anche online — da cui risultino la causale, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA o il codice fiscale della ditta. Dal 1° marzo 2024 la banca trattiene l’11 percento all’impresa: non è un errore sul tuo conto.
  4. Se le norme sulla sicurezza del cantiere lo chiedono, la comunicazione preventiva all’ASL va prima dell’inizio, non dopo il collaudo.
  5. Per Ecobonus e per i lavori del Bonus Casa che toccano energia o rinnovabili, invia la scheda su bonusfiscali.enea.it con SPID o CIE, entro novanta giorni dalla fine lavori. L’avviso ENEA del 25 giugno 2026 spiega da quando partono i novanta giorni se il cantiere è iniziato dal 4 febbraio 2026.
  6. La detrazione entra nella dichiarazione dei redditi, nei limiti di capienza e, sopra i 75.000 euro, del tetto 16-ter. Il Conto Termico si chiede sul portale GSE, a parte.

Conserva fatture, ricevute del bonifico e ricevuta ENEA. Non le carichiamo noi. Non le giriamo a una ditta.

Cinque frasi che non bastano

  • «Te lo lascio al 65 percento»: quale norma, quale anno, quale immobile. Senza questi tre, è una cifra detta a voce.
  • «La caldaia nuova è ancora in Ecobonus»: dal 2025 le uniche a fossile sono fuori, su entrambe le detrazioni.
  • «Facciamo Superbonus, tanto è casa»: il percorso ordinario è chiuso al 31 dicembre 2025.
  • «Pago in contanti e poi detrai»: senza bonifico parlante l’Agenzia non riconosce la spesa.
  • «Ve lo inviamo noi all’ENEA, firmate dopo»: la scheda è tua. Puoi delegare un intermediario; non delegare il controllo dei dati.

Quanto costa il lavoro, prima del bonus, sta su Costi. Il bonus abbassa l’imposta, non il preventivo. Se la ditta sconta in fattura, è un accordo suo, nei casi ancora ammessi: non è ArtigianiVicino che anticipa.

Apri l’elenco e chiama tu

Le schede restano sui siti ufficiali. Il recapito sta sulla scheda della ditta. Non inoltriamo la richiesta e non promettiamo che l’impresa «faccia il bonus». Scegli mestiere e città, poi telefoni tu.

Domande

Prima di pagare

No. Pubblichiamo il percorso e i rinvii ufficiali. La scheda ENEA, il bonifico e la dichiarazione restano tuoi, o del CAF e del tecnico che scegli.

No, non come aliquota unica. Sulle spese 2025 e 2026 l’Agenzia delle Entrate indica il 36 percento, elevato al 50 percento sull’abitazione principale. I limiti di detrazione per tipo di intervento stanno sulla guida Riqualificazione energetica e sulla tabella ENEA 2026.

Per un intervento aperto nel 2026 non è il percorso ordinario. La scheda dell’Agenzia delle Entrate ferma il quadro generale al 31 dicembre 2025. Le spese 2026 restano residuali, nei casi previsti dall’articolo 119. Non è una percentuale da farsi promettere al telefono.

Dal 1° gennaio 2025 le caldaie uniche alimentate a combustibili fossili sono escluse dall’Ecobonus e dal Bonus Ristrutturazioni. Lo scrive l’Agenzia delle Entrate sulle schede di entrambe le misure.

No. L’Agenzia delle Entrate precisa che sulle stesse spese si sceglie una sola delle due detrazioni. Il Conto Termico è un contributo GSE, con regole proprie: non trattarlo come una terza aliquota da accatastare sulla stessa fattura.

Serve un’impresa abilitata al DM 37/08 e, se si maneggia il refrigerante, certificazione F-GAS. Per gli impianti da fonte rinnovabile chiedi anche il patentino FER. ArtigianiVicino non certifica le ditte: in elenco mostriamo solo le voci già presenti sulla scheda.