Perché proprio questa settimana
Il 23 settembre 2026 Regione Lombardia ha aggiornato la scheda sulle misure temporanee per la qualità dell’aria. Il testo dice una cosa che a fine settembre si confonde spesso con un divieto già partito: le limitazioni si applicano dal 1° ottobre al 31 marzo di ogni anno. «Si applicano» non vuol dire che il 1° ottobre ogni stufa si spegne. Vuol dire che da quel giorno il meccanismo può attivarsi. Prima, in estate, quel meccanismo è fermo. Dopo, un weekend di aria ferma sulla pianura basta a cambiare cosa puoi bruciare in soggiorno.
Questa scheda non è l’accensione del riscaldamento 2026. Quella segue il D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74: in zona E, dov’è Milano, l’esercizio ordinario della caldaia parte dal 15 ottobre. Qui il calendario è un altro, e l’apparecchio è un altro. Una murale a gas, una pompa di calore, un teleriscaldamento non sono un generatore a biomassa. Il paragrafo regionale sulla legna e sul pellet non li spegne. Confondere le due date porta a tenere spenta la caldaia «per lo smog» o, peggio, ad accendere il camino il giorno in cui il livello è già attivo.
Il controllo utile sta nei giorni che restano, a impianto freddo. Leggi la targhetta, guardi se in casa c’è un altro calore, annoti se l’ultima volta il fumo è rientrato in stanza. Non è una pulizia della canna e non è una sostituzione. Se aspetti la prima allerta per cercare le stelle, le cerchi con il livello già acceso e con l’idraulico già preso da chi ha rimandato come te.
Il 1° ottobre apre la finestra. Il divieto sulla tua stufa parte solo se, nella tua provincia, scatta un livello. Senza quel livello, la limitazione temporanea descritta in questa pagina non è in vigore. Non anticiparla «per sicurezza» spegnendo l’unico calore, e non ignorarla perché «tanto è solo traffico».
Cosa scatta, e cosa no
La stessa scheda, nel testo aggiornato il 23 settembre 2026, lega i due livelli al limite giornaliero di PM10, 50 µg/m³, misurato dalle stazioni di riferimento. Almeno due giorni di superamento attivano il primo livello. Almeno sette giorni attivano il secondo. Il controllo cade di lunedì e di giovedì, sui due giorni precedenti. Le misure partono il giorno dopo, martedì o venerdì, e restano finché il valore non rientra per due giorni di fila, oppure secondo il controllo quotidiano che tiene conto anche del meteo. Non è un interruttore che giri tu dal telefono.
Sulle stufe la frase della Regione è stretta, e va letta stretta. Il divieto di utilizzo riguarda i generatori a biomassa di classe emissiva inferiore a 4 stelle e a 5 stelle, in base al livello di attivazione. Il dettaglio sta nell’infografica allegata a quella pagina e nell’allegato 1 della d.G.R. 12 gennaio 2026, n. XII/5613. Non ricopiamo qui la tabella al posto del PDF: una classe «inferiore a 4» e una classe «inferiore a 5» non sono la stessa giornata. Cinque stelle, lette così, non rientrano in quei due divieti. Una targhetta senza numero non diventa cinque stelle perché l’apparecchio è nuovo, né tre stelle perché è vecchio.
Le misure, quando scattano, valgono per tutti i Comuni della provincia interessata. I limiti al traffico, invece, la scheda li riserva ai Comuni sopra i 30.000 abitanti elencati nell’allegato 1. Una stufa in un paese piccolo non è «fuori» solo perché l’auto ancora circola. Il traffico e la biomassa non hanno lo stesso perimetro. Le combustioni all’aperto — falò, barbecue, residui di potatura — stanno in un altro divieto della stessa scheda, con le eccezioni scritte per le rievocazioni e per le ricorrenze riconosciute dal Comune. Il camino in casa non è un falò in cortile, e il falò in cortile non si giustifica con la targhetta della stufa.
| Cosa è scritto | Lettura in casa | Cosa non fare |
|---|---|---|
| Finestra dal 1° ottobre al 31 marzo | Il meccanismo può attivarsi. Non è già attivo il 1° ottobre | Non spegnere l’unico calore «dal calendario» |
| 1° livello dopo almeno 2 giorni di PM10 sopra 50 µg/m³ | Controlli INFOARIA o l’avviso della Regione, non il cielo a occhio | Non accendere «tanto è grigio da ieri» |
| 2° livello dopo almeno 7 giorni | La classe vietata può essere più stretta del primo livello | Non usare la regola del livello precedente |
| Divieto sotto 4 stelle e sotto 5 stelle, secondo il livello | Conta la targhetta, non l’anno di acquisto | Non inventare le stelle se la placca è illeggibile |
| Traffico solo nei Comuni elencati, sopra 30.000 abitanti | La stufa può essere limitata anche dove l’auto circola | Non dedurre la stufa dal divieto delle targhe |
| Dettaglio e eccezioni nell’allegato e in ordinanza | Se la stufa è l’unico calore, lo verifichi lì | Non decidere l’esenzione da questa pagina |
Lo stato del livello, Comune per Comune, sta su INFOARIA, il sito che la stessa scheda indica, anche con un avviso se ti registri. Questa pagina non lo sostituisce e non sa se domani a Milano, Bergamo, Brescia o Monza il primo livello è acceso. Un titolo letto di corsa non è l’allegato.
La targhetta, a stufa spenta
Le stelle della classificazione ambientale stanno nel D.M. 7 novembre 2017, n. 186: è il regolamento che disciplina requisiti e certificazione dei generatori di calore alimentati a biomasse solide. In casa non ti serve il testo del decreto. Ti serve la placca sull’apparecchio, o il libretto, o la dichiarazione che ti hanno lasciato all’installazione. Si legge a freddo, con la porta chiusa, senza accendere «un minuto per vedere se tira».
Quattro esiti bastano, e non vanno mescolati. Vedi un numero di stelle chiaro: lo fotografi e lo tieni insieme alla data in cui controllerai il livello. Vedi una placca consumata, coperta di fuliggine o dietro un pannello che non sai smontare: ti fermi, non gratti il metallo caldo e non smonti la carrozzeria. Non trovi nessuna stella, perché l’apparecchio è anteriore a quella classificazione o perché la carta è nel cassetto di chi vendeva la casa: non assegni tu una classe. La classe mancante è un motivo per chiedere a una ditta prima del 1° ottobre, non un permesso a bruciare.
Pellet, legna e cippato non sono lo stesso combustibile, anche se la scheda regionale li mette insieme sotto «generatori a biomassa». Nel focolare va quello che è scritto sulla targhetta e sul libretto. Carta verniciata, legna di cantiere, bancali, plastica non sono una classe emissiva: sono un altro gesto, e non diventano leciti perché il livello è spento. Un camino aperto, senza generatore e senza stelle, non si «promuove» a cinque stelle con un’etichetta comprata dopo. Se non c’è un generatore classificato, la domanda da fare al tecnico è un’altra: cosa hai in casa, non quante stelle vorresti.
Fotografa la targhetta con la stanza nello sfondo, a luce accesa, prima di pulire il vetro. Se poi chiami, quella foto vale più di «mi sembra una quattro stelle».
Cosa puoi vedere senza aprire la canna
Il giro sta in soggiorno, a stufa fredda da ore. Non è un collaudo e non sostituisce la manutenzione sul libretto. Serve a sapere se, il giorno in cui il livello scatta, hai già un fatto: stelle, altro calore sì o no, fumo che l’ultima volta è rimasto fuori.
- Altro calore, sì o no. Caldaia a gas, pompa, teleriscaldamento, impianto di palazzo. Lo annoti su un foglio. Se la stufa è l’unico modo di scaldare, non concludere da qui che il divieto non ti tocca o che ti tocca per forza. L’eccezione, se esiste per il solo generatore di casa, sta nell’allegato 1 e nell’ordinanza, non in un riassunto.
- Guarnizione e vetro, a freddo. Una corda bruciata, un vetro nero già a metà carico, fuliggine sulla parete sopra la porta: l’ultima combustione non è stata pulita, o il tiraggio ha sofferto. Non è il momento di «farla andare forte» per pulire il vetro. È un segno da dire al telefono.
- Cenere e presa d’aria. Svuoti il cassetto solo se è freddo e sai dove appoggiarlo, senza spargere cenere sul pavimento e senza buttarla ancora calda nel sacco della plastica. La presa d’aria della stanza, se c’è una griglia, non va tappata con un mobile «perché entra freddo». Un generatore a tenuta stagna ha un suo condotto: non lo prolunghi con un tubo di fortuna.
- Odore a camino spento. Se a stufa ferma da giorni senti ancora fumo, o se l’ultima accensione ha riempito la stanza, ti fermi. Non accendi per «provare se oggi tira». Un ritorno di fumo è il motivo della chiamata, non una prova serale.
- Rivelatore, se ce l’hai. Un allarme di monossido di carbonio che suona non si resetta per finire la serata. Apri le finestre, esci, e chiami i soccorsi se qualcuno sta male. Non è un codice della caldaia e non si legge su questa pagina.
- Poi ti fermi. Il comignolo, la canna nel sottotetto, lo sportello sul tetto del condominio non fanno parte del giro. La foto della targhetta e della porta annerita basta per telefonare.
Non salire sul tetto a guardare il comignolo. Non appoggiare la scala alla canna. Non bruciare rifiuti per «consumare la legna umida». Non accendere durante un livello attivo se la tua classe è tra quelle vietate. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 107, chiama lavoro in quota l’attività che espone chi lavora a una caduta da più di 2 metri rispetto a un piano stabile. Il comignolo è quel lavoro. La scala del ripostiglio non è la valutazione.
Milano non è Roma
La d.G.R. XII/5613 è lombarda. Tra le città dell’elenco, Milano, Bergamo, Brescia e Monza stanno in quella Regione: per loro la scheda del 23 settembre è il testo da aprire, insieme a INFOARIA. Torino, Bologna, Verona, Padova, Venezia, Trieste stanno in altre Regioni del bacino padano. Hanno spesso regole sorelle, non questa delibera. Non copiare le stelle lombarde su un’ordinanza piemontese o emiliana. Apri il sito della tua Regione e, se il Comune ha aderito con un’ordinanza, quella.
Roma, Napoli, Palermo, Bari, Catania non sono nella finestra lombarda. Un camino lì non si spegne perché a Milano scatta il primo livello. Resta vero l’altro controllo, che non dipende dallo smog: fumo in stanza, canna mai vista, guarnizione aperta. Quello è un motivo per chiamare anche dove il PM10 non attiva questa delibera. La data della caldaia, se la casa è in zona E, D o C, sta comunque in accensione del riscaldamento 2026. Non è un permesso a usare la stufa al posto della murale nei giorni di allerta.
In condominio il gesto cambia prima del mestiere. Se la canna serve più appartamenti, non è il tubo del tuo soggiorno. Di regola rientra tra le opere destinate all’uso comune, art. 1117 del codice civile, numero 3, salvo che il titolo dica il contrario. Non la apri dal tetto, non la spazzoli «nel tratto che è mio» e non prometti ai vicini chi paga. La foto della targhetta, l’odore di fumo in casa e la domanda sul livello le mandi all’amministratore. Un inquilino può avvisare. Non può autorizzare un lavoro sulla canna comune.
Quando smettere e chi chiamare
Chiami un termoidraulico se la targhetta non si legge, se non sai se l’apparecchio è classificato, se il fumo rientra, se la guarnizione è rotta, se vuoi sostituire la stufa prima della stagione, o se il libretto di manutenzione è fermo e il 1° ottobre è vicino. Chi tocca l’impianto termico deve essere abilitato al DM 37/08. Chiedilo. La pulizia della canna fumaria è un lavoro a sé: in elenco non c’è una voce «spazzacamino». Non la inventiamo. Chiedi alla ditta chi fa la canna, e quel numero lo componi tu. Se la canna è condominiale, prima l’amministratore.
Non chiamare l’imbianchino per la parete annerita sopra la stufa finché il fumo rientra: la macchia torna. Non chiamare il copritetto per una targhetta illeggibile. Se invece l’acqua entra dal comignolo quando piove, il mestiere può essere la copertura: la scheda giusta è infiltrazione dal tetto dopo la pioggia, non questa. Il manometro della murale, se nel frattempo guardi la caldaia, sta in pressione della caldaia bassa.
Al telefono servi quattro cose. Città, e se sei in Lombardia. Stelle lette sulla placca, oppure «placca illeggibile, non ho indovinato». Se esiste un altro riscaldamento. Cosa hai già visto: fumo in stanza sì o no, non sei salito sul tetto, foto. Non chiedere un prezzo chiuso al primo squillo. Leggere una targhetta, sostituire una guarnizione, spazzare una canna condominiale e installare un generatore nuovo non sono lo stesso intervento. Un importo detto al volo non è un preventivo.
Per una detrazione su una sostituzione vera, Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE. Per un ordine di grandezza di potenza, non di stelle, c’è il calcolatore in kW. Questa pagina non è né l’aliquota né il kilowatt. ArtigianiVicino non certifica imprese e non mette bollini: in elenco ci sono le voci già scritte sulla scheda. Poi componi tu il numero.
Elenco idraulica Accensione 2026 Pressione caldaia Bonus
Domande prima del telefono
Dal 1° ottobre la stufa è già spenta per legge?
No. In Lombardia dal 1° ottobre al 31 marzo può scattare il limite, non scatta da solo il 1° ottobre. Serve un accumulo di PM10: almeno 2 giorni sopra 50 µg/m³ per il primo livello, almeno 7 per il secondo. Lo dice la scheda regionale aggiornata il 23 settembre 2026, d.G.R. 12 gennaio 2026, n. XII/5613. Senza livello attivo, quella limitazione temporanea non è in vigore.
Quante stelle servono per accendere durante l’allerta?
La scheda di Regione Lombardia scrive che il divieto colpisce i generatori a biomassa di classe inferiore a 4 stelle e a 5 stelle, secondo il livello. Il dettaglio sta nell’infografica e nell’allegato 1. Una targhetta illeggibile non si completa a memoria. Se la stufa è l’unico calore di casa, l’eccezione — se c’è — sta nell’allegato o nell’ordinanza, non in questa pagina.
La caldaia a gas segue lo stesso divieto della stufa?
No. Il paragrafo sulla biomassa non spegne la murale a gas. La data di accensione ordinaria, in zona E dal 15 ottobre, sta nella scheda sull’accensione 2026. Sono due calendari diversi.
Posso salire sul tetto a guardare la canna fumaria?
No, se per arrivarci i piedi lasciano un piano stabile e il dislivello supera i 2 metri. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 107, chiama lavoro in quota quell’attività, per chi lavora. Dalla stanza guardi guarnizione, vetro e targhetta. Il comignolo lo vede chi ha un accesso scelto per quel tetto.
ArtigianiVicino spegne la stufa o manda un tecnico?
No. Apri l’elenco di idraulica e riscaldamento, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese.
Il calendario della murale sta in accensione del riscaldamento 2026. L’ago del manometro sta in pressione della caldaia bassa. Se il comignolo porta acqua in casa, infiltrazione dal tetto dopo la pioggia. Qui resta la stufa, prima che la finestra antismog si apra.
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se la targhetta non si legge o il fumo è rientrato, filtra idraulica e riscaldamento. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda. Non inoltriamo la richiesta. Il livello attivo lo guardi su INFOARIA, non lo indoviniamo noi. Se stai solo cercando la data della caldaia a gas, leggi prima l’accensione 2026.