Ieri la fase del 4 non c’era. Oggi il foglio delle 14:30 ce l’ha
La scheda di martedì, sei ore e tre bacini, chiudeva dicendo che mercoledì non era un colore. Quella frase era vera sul bollettino del 2 novembre: le sue fasi si fermavano al 3, e la vigilanza di quella sera toglieva la Puglia dalla pioggia del 4. Il bollettino di criticità del 3 novembre 2026, ore 14:30, è un altro foglio. Ha una fase per martedì 3 e una fase per mercoledì 4. Stamattina si legge la seconda. Tenere in mano la scheda di ieri per decidere il tetto a Cagliari, a Bari o a Olbia è usare la fase che quel foglio ha già sostituito.
La fase del 3, dentro il foglio nuovo, non è nemmeno l’arancione pugliese della mattina di martedì. Per martedì 3 scrive giallo idraulico solo su Basi-E2 e Basi-E1, e giallo idrogeologico sul Bacino del Pescara e, in Basilicata, su Basi-A1, Basi-B, Basi-E2, Basi-E1 e Basi-C. Nel file di quel bollettino quelle righe valgono dalle 12:00 alle 23:59 del 3. Alle 23:59 di martedì quella fase si chiude. Non si ricopia su mercoledì per dire che Pescara è ancora gialla, e non si ricopia per dire che la Puglia è ancora arancione. La Puglia, nella fase del 4, non compare.
La fase del 4 ha tre righe. Moderata criticità per rischio idrogeologico, allerta arancione: Sardegna, Bacini Flumendosa-Flumineddu e Gallura. Ordinaria criticità per rischio temporali, allerta gialla: le stesse due zone. Ordinaria criticità per rischio idrogeologico, allerta gialla: Basilicata, Basi-B, Basi-E2 e Basi-C. Non c’è una riga idraulica sulla Sardegna. Non c’è una riga temporali sulla Basilicata. Non c’è Bari, non c’è Napoli, non c’è il giallo idraulico di lunedì sul Tavoliere. «Mezza Sardegna» e «tutta la fascia orientale» sono titoli. Il foglio stampa due nomi.
Oggi l’arancione è idrogeologico, su due zone sarde. Il giallo temporali è su quelle due zone, non su un’altra. La Puglia di martedì non è ristampata.
Due nomi, non sette. La mappa arancione non nasconde un idraulico
I nomi stanno nel testo e nel file del bollettino delle 14:30. Sard-D, Bacini Flumendosa-Flumineddu. Sard-F, Gallura. Le altre zone sarde, Iglesiente, Campidano, Montevecchio-Pischinappiu, Tirso e Logudoro, non sono in quelle righe. Il Dipartimento, sulla pagina delle zone di allerta, le elenca così: Sard-A Iglesiente, Sard-B Campidano, Sard-C Bacini Montevecchio-Pischinappiu, Sard-D Bacini Flumendosa-Flumineddu, Sard-E Bacino del Tirso, Sard-F Gallura, Sard-G Logudoro. Dire «Sardegna, quindi arancione» aggiunge cinque zone che il testo del 4 non ha.
Le avvertenze in calce al bollettino spiegano la mappa. Per ogni zona mostra il livello più alto. A parità di livello dà priorità all’idraulico, poi ai temporali, poi all’idrogeologico. Qui i livelli non sono pari. L’idrogeologico è arancione e i temporali sono gialli, quindi sotto. La mappa resta sull’arancione perché quella è la riga più alta, non perché sotto ci sia un idraulico che il riquadro ha coperto. Su queste due zone il testo del 4 non scrive una riga idraulica. Vedere la parola temporali sul riquadro non la crea, e non la sposta su Cagliari.
Il giallo temporali del bollettino nazionale e il giallo del comunicato regionale non sono due temporali da sommare. Il comunicato della Direzione generale della protezione civile, Cagliari 3 novembre 2026, scrive codice arancione, criticità moderata, per rischio idrogeologico, e codice giallo, criticità ordinaria, per rischio idrogeologico per temporali, sulle aree Flumendosa Flumineddu e Gallura. Il bollettino nazionale chiama la seconda riga «rischio temporali». È la stessa coppia di zone e lo stesso livello ordinario. Non diventa un secondo arancione perché l’etichetta regionale tiene la parola idrogeologico davanti a temporali.
Arancione idrogeologico e giallo temporali, su D e su F. Le altre cinque zone sarde non sono in quella riga. La mappa non sta coprendo un idraulico che il testo non ha scritto.
Dalle 18 alle 23:59. La mezzanotte del file nazionale non è l’inizio
L’avviso BCR/307 del 3 novembre 2026 ha due orologi in testa. La validità del documento va dalle 14:00 del 3 alle 23:59 del 4. L’avviso, quello colorato, inizia alle 18:00 del 4 e finisce alle 23:59 del 4. Il comunicato ripete la seconda finestra: a partire dalle ore 18:00 del 4 novembre e sino alle 23:59 del 4 novembre. Il bollettino nazionale, nel file della fase del 4, tiene la giornata intera, dalle 00:00 alle 23:59. La nota di quello stesso bollettino, per la giornata di domani — e domani, in un foglio emesso il 3, è il 4 — scrive che per la Sardegna la validità temporale delle criticità si rimanda al bollettino regionale. Le 00:00 non sono l’ora da citare al telefono al posto delle 18.
La stessa nota, per la giornata di oggi, scrive «nessuna». Oggi, in quel foglio, è il 3 novembre, non la mattina di mercoledì. Leggere «nessuna» alle 8 di mercoledì e concludere che l’arancione non c’è è scambiare il giorno di emissione con il giorno in cui stai aprendo la porta. Alle 8 l’avviso regionale non è ancora iniziato, e la fase nazionale del 4 è già la giornata in corso. Nessuna delle due frasi è un cantiere. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 107, chiama lavoro in quota l’attività con rischio di caduta da più di 2 metri rispetto a un piano stabile. L’art. 111, comma 7, fa eseguire i lavori temporanei in quota soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. È la regola di chi manda una squadra. Non è un permesso con la scala perché mancano ancora dieci ore alle 18, e non è un permesso alle 00:10 perché la finestra regionale è scaduta.
Il comunicato, per i temporali, chiede di restare nelle proprie abitazioni, di salire ai piani superiori se si è in un seminterrato o al piano terra, di limitare i trasferimenti in auto ai casi di urgenza, e di seguire le strutture territoriali. Vieta di attraversare torrenti in piena, a piedi o con qualsiasi mezzo, di sostare presso ponti e argini, e di attraversare sottopassi. «Salire ai piani superiori» è il piano di casa, se l’acqua è già sotto e le scale per arrivarci sono ancora asciutte. Non è un invito a scendere in cantina a misurare prima delle 18, «tanto l’avviso non è partito». La legenda dello stesso avviso ricorda che anche con codice verde non si escludono, a livello locale, rovesci o temporali, e che il giovedì è tendenza, con più incertezza. Il verde delle zone non nominate non è un tetto libero.
In Sardegna la finestra scritta dal comunicato e dall’avviso è dalle 18:00 alle 23:59. La nota nazionale rimanda a quelle ore. Le 8 di stamattina non sono un buco da usare per la scala, e le 23:59 non la autorizzano.
Cagliari è su A e B. Sassari è sulla G. La bussola non è la zona
L’elenco dei comuni del piano regionale non mette Cagliari su Flumendosa-Flumineddu e non la mette sulla Gallura. La riga di Cagliari indica Sard-A e Sard-B, Iglesiente e Campidano. Sassari è Sard-G, Logudoro. Olbia è Sard-F, Gallura. Nuoro è Sard-D, Bacini Flumendosa-Flumineddu. Quartu Sant’Elena, Quartucciu e Sinnai sono Campidano. Villasimius è Campidano. Muravera, Tortolì, Dorgali e Bari Sardo sono Flumendosa-Flumineddu. La via di oggi si conferma sulla mappa del bollettino, non sul punto cardinale del titolo.
Due trappole stanno nello stesso elenco. Siniscola è indicato sia su Sard-D sia su Sard-F. Tempio Pausania è indicato sia sulla Gallura sia sul Logudoro. Un nome di paese non è un colore unico. Villasimius sta a sud-est e nell’elenco è Campidano, non Flumendosa. Muravera, poco più a nord lungo la costa, è Flumendosa. «Orientale, quindi arancione» colora Villasimius con la riga di Muravera. Il contrario, «non sono Olbia, quindi il sottopasso si può fare», toglie a Nuoro una riga che l’elenco gli mette, se la mappa conferma la D.
La vigilanza non usa gli stessi nomi delle zone di allerta. Nel file della vigilanza del 3 novembre 2026, delle 14:37, per la giornata del 4 i quantitativi deboli comprendono Gallura e Sardegna centro-meridionale orientale. Iglesiente, Sulcis e Campidano, e Logudoro e La Nurra, stanno tra gli assenti o non rilevanti, insieme alla Sardegna centro-occidentale. Cagliari, se la mappa di vigilanza conferma Campidano o Iglesiente, oggi non è nella classe dei deboli della Gallura. Non per questo eredita l’arancione, e non per questo l’assenza di una classe di pioggia è un permesso. La legenda regionale vale anche qui: il verde locale non esclude un rovescio. Sassari, se la mappa conferma il Logudoro, è nella stessa classe degli assenti del 4, non nella Gallura.
«Sardegna centro-meridionale orientale» è un nome della vigilanza. Non è scritto come sinonimo di Sard-D. Le due carte si leggono separate, e l’indirizzo si conferma su ciascuna. Un civico a Cagliari non si colora perché la vigilanza ha una frase sull’orientale, e un civico a Olbia non si scolora perché Cagliari è fuori. Olbia, se la mappa conferma la Gallura, è nell’arancione idrogeologico e nel giallo temporali, con le ore del bollettino regionale.
Cagliari, nell’elenco, è A e B. Sassari è G. Olbia è F. Nuoro è D. Villasimius non presta il colore a Muravera, e Muravera non lo presta a Villasimius.
Il titolo di Olbia scrive idraulico. Il comunicato regionale no
La pagina del Comune di Olbia del 3 novembre 2026 intitola un avviso per codice arancione, criticità moderata, per rischio idraulico e idrogeologico, dalle 18:00 alle 23:59 di mercoledì 4, e scrive la fase operativa regionale di attenzione. Le ore e la fase si leggono. La parola idraulico, in quel titolo, non è nel comunicato regionale dello stesso giorno. Il comunicato assegna l’arancione all’idrogeologico e il giallo all’idrogeologico per temporali. Il bollettino nazionale, fase del 4, non ha una riga idraulica sarda. Usare il titolo comunale per andare a vedere un torrente è aggiungere la riga che i due fogli più larghi non hanno stampato.
Olbia, nell’elenco del piano, è Gallura. Se la mappa conferma, il civico è nella F: arancione idrogeologico, giallo temporali, finestra regionale dalle 18 alle 23:59. La fase di attenzione non è un sopralluogo e non è un grado in più sull’arancione. Il divieto di sostare su ponti e argini sta nel comunicato, non nel titolo che ha aggiunto l’idraulico. «Monitorare» il corso d’acqua perché il Comune ha scritto idraulico è il contrario di quel divieto. Il lungomare non è il punto da cui si controlla se il titolo o il comunicato ha ragione.
A Olbia, se la mappa conferma la Gallura, ci sono l’arancione idrogeologico e il giallo temporali. Non c’è, nel comunicato regionale, un arancione idraulico da andare a verificare sull’argine.
In Basilicata il giallo del 4 è su tre zone, e le 14 non sono le 18
L’avviso prot. RBA/CFD/A/111 del 3 novembre 2026 vale dalle 12:00 del 3 alle 14:00 del 4. Gli scenari si spezzano a mezzanotte. Dalle 12:00 alle 23:59 del 3: ordinaria idrogeologica su A1, B, C, E1 ed E2, e ordinaria idraulica su E1 ed E2. Dalle 00:00 alle 14:00 del 4: ordinaria idrogeologica su B, C ed E2. In quella seconda finestra non c’è la riga idraulica, non c’è A1, non c’è E1. Il bollettino nazionale, fase del 4, scrive le stesse tre zone, Basi-B, Basi-E2 e Basi-C, solo idrogeologico giallo. L’ordine delle sigle cambia. L’insieme è lo stesso. La fase nazionale non stampa le 14.
La tabella dei colori dell’avviso 111 è un altro oggetto, come lo era nell’avviso 110 letto ieri. A1, B, C, E1 ed E2 sono gialli. A2 e D sono verdi. È il livello del documento intero, non la fotografia delle 8 di mercoledì. Fino alle 23:59 di martedì A1 ed E1 erano nello scenario, ed E1 aveva anche l’idraulico. Dalle 00:00 del 4 gli scenari li hanno già tolti. Dire al telefono «cinque gialli fino alle 14, perché la tabella è gialla» tiene il pomeriggio di martedì sulla finestra in cui il testo ha scritto tre zone, e solo idrogeologiche. La nota del bollettino nazionale, quella che rimanda l’orario al foglio regionale, nomina la Sardegna per il 4. Non nomina la Basilicata. Le 14 chiudono gli scenari dell’avviso 111. Non cancellano, da sole, il giallo nazionale che nel file arriva alle 23:59, e non sono le 18 della Gallura.
I nomi, in calce all’avviso, sono gli stessi di ieri. Basi-A1 bacino dell’Ofanto. Basi-A2 bacino del Sele. Basi-B bacini Basento, Bradano, Cavone. Basi-C bacini Agri e Sinni. Basi-D bacini Noce e Mercure. Basi-E1 bacini Agri, Sinni e Cavone ionici. Basi-E2 bacini Basento, Bradano e Cavone ionici. Potenza si legge di solito nel Basento, la B, da confermare sulla mappa. Se la conferma c’è, stamattina la B è nell’ordinaria idrogeologica, fino alle 14 dell’avviso e, nel bollettino nazionale, senza un’ora di spegnimento stampata alle 14. Matera non si legge dal solo nome del capoluogo. Se la via cade sulla B o sulla E2, è nel terzetto. Se cade sulla E1, la E1 non è nello scenario del 4. Nel file della vigilanza, per il 4, Dolomiti Lucane, Potentino e Alta Murgia, e Vulture e Medio-alto Ofanto, stanno tra gli assenti o non rilevanti. Sono nomi di vigilanza, non le sigle B, C ed E2. Un quantitativo assente non spegne il giallo idrogeologico, e il giallo non è un invito sull’argine del Basento per vedere se la classe di pioggia dice il vero.
Fino alle 14, negli scenari lucani, il giallo idrogeologico è B, C ed E2. A1 ed E1 sono uscite a mezzanotte. Le 14 non sono le 18, e non sono un permesso sul tetto.
Roma, Bari, Napoli e il Torinese non portano in tasca la Gallura
Nel file della vigilanza, per il 4, il Comune di Roma sta tra gli assenti o non rilevanti. La Maremma laziale, con i monti Cimini, Volsini e Sabatini, sta tra i deboli, insieme alle Terre di Pisa e Livorno e a Lunigiana, Garfagnana e Versilia. Il testo della fase, sulla pagina, mette il Lazio settentrionale nella frase dei quantitativi generalmente deboli. La zona con il nome del Comune di Roma, nello stesso bollettino, è nell’altra classe. Si cita la zona, non la parola settentrionale. Roma non è nella fase di criticità del 4. Non è la Gallura, e l’assenza di un colore non è una scala: il lavoro in quota resta legato alle condizioni, non al fatto che la riga sarda non ti nomini.
Bari non è nelle tre righe del 4. Nel file della vigilanza la costa pugliese centrale, il Gargano e il Tavoliere, e la penisola salentina, stanno tra gli assenti o non rilevanti per la pioggia del 4. Il testo della fase tende a venti localmente forti da nord sulla Puglia meridionale. È una tendenza di vento, non un giallo, e non è la costa centrale solo perché ieri Bari era nella C. Il messaggio 58 e le sei ore di martedì non si riaprono stamattina. Napoli, nella stessa classe degli assenti, sta con la Pianura campana, la penisola amalfitana e i Monti Picentini. Non è l’arancione di Olbia e non è il giallo idrogeologico di lunedì.
Il Torinese, per il 4, è tra i deboli, insieme al Piemonte occidentale e alle due parti della Valle d’Aosta. Non c’è un colore di criticità sul Piemonte. Il testo della fase mette nevicate mediamente sopra i 1300 metri sulle zone alpine occidentali, apporti deboli o puntualmente moderati, e quantitativi deboli o puntualmente moderati su Valle d’Aosta, Piemonte occidentale e Liguria di ponente. La classe del file, su quelle zone, è deboli. Il puntualmente moderato della frase non è l’arancione sardo e non è un numero di millimetri da citare come se il foglio lo avesse stampato. La neve a 1300 metri non è il tetto in città. La Liguria di ponente e centrale è tra i deboli: Genova, se la mappa di vigilanza la mette nel centrale, è in quel nome. Il testo della fase tiene venti forti settentrionali su tutta la Liguria e il Mar Ligure molto mosso. Non è un arancione, e il molo non è il punto di lettura.
Firenze non è un nome del file. Tra i deboli del 4 ci sono Terre di Pisa e Livorno, e Lunigiana, Garfagnana e Versilia. Tra gli assenti ci sono Chianti, terre di Siena, Val d’Orcia e Maremma toscana, Mugello e Casentino, e il Valdarno aretino. Il civico si conferma sulla mappa, non sul fatto che la Toscana compaia in una delle due liste. Messina si legge di solito sul versante nord-orientale: quei due versanti, tirrenico e ionico, sono tra i deboli del 4. Non sono una zona di allerta nel bollettino di criticità. Palermo non eredita quel debole solo perché è Sicilia. Nel file, Sicilia centro-settentrionale, occidentale, centro-meridionale, Simeto e meridionale-orientale stanno tra gli assenti del 4. Pescara aveva il giallo idrogeologico nella fase del 3, fino alle 23:59 di martedì. Nella fase del 4 l’Abruzzo non c’è.
Il Comune di Roma è tra gli assenti della pioggia del 4. Bari non è nell’arancione. Il Torinese è debole, senza un colore di criticità. Genova, se è Liguria centrale, è in quel debole, con vento forte e Mar Ligure molto mosso. Nessuna di queste frasi è la Gallura, e nessuna è una scala.
Debole oggi sulle due zone di vigilanza. Moderato è la classe di giovedì
Nel file delle 14:37 la classe moderati, per il 4 novembre, non c’è. I deboli del 4 sono diciotto zone, e tra le sarde ci sono solo Gallura e Sardegna centro-meridionale orientale. Il testo della fase, sulla pagina della vigilanza, descrive isolati, anche a rovescio o breve temporale, sulla Sardegna orientale, quantitativi generalmente deboli, e un altro blocco da isolati a sparsi, deboli o puntualmente moderati, su Valle d’Aosta, Piemonte occidentale e Liguria di ponente. «Generalmente deboli» non è un millimetro. «Puntualmente moderati» sul nord-ovest non è la classe moderati del file, e non è il codice arancione. L’arancione è la criticità idrogeologica. Si può avere l’arancione su una zona di allerta e una classe di pioggia debole sulla zona di vigilanza che le sta vicino. Non si usa la classe debole per spegnere l’arancione, e non si usa l’arancione per inventare un cumulato che il foglio non ha scritto.
I venti della fase del 4, nel testo, sono forti settentrionali sulla Liguria, e tendono a localmente forti: sud-orientali sulla Sicilia occidentale, da est sulla Sardegna, da nord sulla Puglia meridionale. Non ci sono chilometri orari. Non c’è la parola burrasca. Non si fabbrica una velocità sommando «da est» e il giallo temporali. Il mare della stessa fase è molto mosso sul Mar Ligure e, dalla sera, sul Tirreno meridionale settore ovest. La sera del Tirreno non è le 18 dell’avviso sardo, e non è un permesso sul molo a Genova né a Olbia. Le temperature della fase non hanno variazioni significative. Non diagnosticano una caldaia e non spengono un arancione.
La pagina «In caso di temporali e fulmini» chiede, all’aperto, di raggiungere un luogo chiuso e di aspettare almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di riprendere le attività fuori. Se senti i tuoni, anche lontani, il temporale è a pochi chilometri. I fulmini possono cadere anche senza pioggia sulla testa. In casa la stessa pagina chiede di stare lontani da apparecchi collegati alla rete e dal telefono fisso, di tenere spenti televisore, computer ed elettrodomestici, meglio staccando la spina se è già a portata, di non toccare condutture, cavi e impianto, di rimandare doccia e piatti, e di non sostare sotto tettoie, balconi, gazebo e verande. Porte e finestre si tengono chiuse. Il balcone non è il punto da cui si fissa un vaso durante il tuono, e non lo diventa alle 17:40 «prima che parta l’avviso».
Sul 4, Gallura e Sardegna centro-meridionale orientale sono deboli nel file della vigilanza. Il moderato, come classe, è scritto sul 5. L’arancione non è un cumulato, e il debole non lo spegne.
Giovedì la pioggia sulla Gallura passa a moderata. Non è un colore
Il bollettino di criticità del 3 novembre si ferma al 4. Non ha una fase del 5. Nel file della vigilanza, per il 5, Gallura e Sardegna centro-meridionale orientale passano alla classe moderati. Logudoro e La Nurra, Sardegna centro-occidentale, e Iglesiente, Sulcis e Campidano passano ai deboli, insieme al Torinese, alla Liguria di ponente e centrale, e a gran parte della Sicilia. Il testo della fase del 5 scrive precipitazioni sparse, anche a rovescio o temporale, sulla Sardegna orientale, quantitativi moderati, e un secondo blocco da isolati a deboli o puntualmente moderati sul resto dell’isola, sulla Sicilia, sulla Calabria meridionale, su Valle d’Aosta, Piemonte occidentale e Liguria di ponente. Le minime sono in locale sensibile aumento sulle due isole maggiori. I venti restano forti settentrionali sulla Liguria e localmente forti da est sulla Sardegna. Il Mar Ligure, lo Stretto di Sicilia e il Tirreno settore ovest sono molto mossi.
L’avviso BCR/307 segna il 5 come tendenza. La legenda dice che la tendenza è uno scenario con più incertezza, e che la previsione dei fenomeni è limitata al giorno di emissione e al giorno dopo, salvo situazioni eccezionali. Il moderato di giovedì sulla Gallura non è un arancione già stampato, e non è un via libera alle 00:10 di giovedì perché l’avviso del 4 è scaduto. Un bollettino emesso oggi nel pomeriggio può tenere, stringere o spostare la frase. Cagliari, se domani la mappa la mette ancora su Campidano, leggerebbe un debole di vigilanza, non l’arancione di oggi e non un verde. Sassari, sul Logudoro, lo stesso. Nessuna delle due classi è una scala.
Giovedì il file della vigilanza mette il moderato su Gallura e sulla Sardegna centro-meridionale orientale. La criticità di ieri sera non ha quella fase. Non è un cantiere alle 7.
Da dentro, finché la frase è sulla tua via
Il controllo utile, con l’arancione sulla zona o con il debole e il vento della vigilanza sulla via, resta al chiuso. Il comunicato regionale non scrive di scendere in cantina. Non scrive di andare sul molo a vedere se il Tirreno è già molto mosso. La scheda dell’acqua nel box, da leggere dopo e dalla soglia asciutta, è acqua in cantina dopo l’allerta. Quel 12 ottobre non è oggi. Il gesto che non cambia è non scendere mentre la cautela dice di non sostare e di salire, se serve, ai piani superiori.
- La riga, prima del gesto. Criticità delle 14:30, fase del 4: arancione idrogeologico e giallo temporali su Sard-D e Sard-F. Avviso BCR/307: dalle 18:00 alle 23:59. In Basilicata, scenari del 111 fino alle 14, giallo idrogeologico su B, C ed E2. Se la mappa non ti mette in nessuna di queste frasi, non citare Olbia al telefono.
- Finestre chiuse, persiane da dentro. Se il fermo è interno, aggancialo. Se la persiana sbatte e il nottolino è sul balcone, non esci a prenderlo. Il balcone, in temporali, non è un riparo.
- Il vaso, solo se è già a portata. Se per fissarlo devi stare fuori, il controllo è finito. Lo dirai dopo come oggetto ancora fuori. Non alle 17:40 perché l’avviso «non è ancora partito».
- Cantina, sottopasso, ponte e argine non si verificano di persona. Guardi dal piano di sopra, se ci sei già e il vano non è allagato. Il titolo comunale che aggiunge l’idraulico non è un sopralluogo. «Monitorare» non è un verbo da argine.
- Foto da una stanza. Coppo fuori sede, antenna inclinata, unità esterna spostata, ramo sulla falda, telo di un ponteggio. Ora e lato della casa. Non apri la portafinestra per inquadrare meglio. Sotto l’albero, vicino a un traliccio, sul molo, non ti fermi a fare la foto.
- Quadro e spine. Se il temporale è sulla via, stacchi ciò che è già a portata e non tocchi tubi, cavi e impianto. Il telefono fisso sta nella pagina sui fulmini. Se senti odore di bruciato o il quadro è umido, ti allontani. Non riarmi per avere luce in cantina.
- Tetto, antenna e ponteggio restano fermi. Non alle 8 perché l’avviso parte alle 18, non alle 14 perché l’avviso lucano chiude gli scenari, non all’alba di giovedì perché la criticità non ha la fase del 5. In quota, quando la frase non è più sulla tua via e un bollettino più nuovo non l’ha tenuta, ci va chi ha le protezioni.
Non camminare sui coppi, non spostare una tegola, non appoggiare una scala al cornicione, non seguire una persiana nel vuoto, non scendere in cantina a misurare l’acqua. Le 18 non sono un meteo da cantiere.
Sotto questa frase il tetto, la cantina e l’argine restano fermi
Per tutto il tempo in cui la tua via è in una delle frasi di mercoledì, non entra una scala, un passo sul balcone, uno spostamento di coppi, uno stasamento della gronda dal terrazzo, un controllo dell’argine. Non entra a Olbia alle 17:50 «per fissare due tegole prima delle 18», e non entra alle 00:10 «perché l’avviso è scaduto». Non entra a Nuoro perché «è interno, non è il mare»: se la mappa conferma la D, la D è nell’arancione idrogeologico. Non entra a Cagliari «tanto sono Campidano, quindi posso salire»: l’assenza dalla riga del 4 non è un verde operativo, e la legenda regionale lo dice anche per il codice verde. Non entra a Sassari sul Logudoro per lo stesso motivo. Non entra a Villasimius copiando Muravera, e non entra a Muravera «perché il titolo diceva solo Olbia».
Non entra a Potenza alle 8 usando le ore sarde, e non entra alle 14:05 perché l’avviso 111 sta chiudendo gli scenari. Il giallo nazionale su B, C ed E2 non stampa le 14. Non entra su A1 o sulla E1 «perché la tabella è gialla»: dagli scenari di mezzanotte quelle due zone non ci sono. Non entra a Bari a riaprire il messaggio di martedì. Non entra a Napoli perché la Pianura campana, nel file della vigilanza del 4, è tra gli assenti, e nella criticità non c’è. Non entra a Roma perché il Comune di Roma è in quella classe di assenti, non nel debole della Maremma laziale. Non entra a Torino perché il Torinese è debole e la neve è sopra i 1300 metri. Non entra a Genova sul molo: la Liguria centrale, se la mappa conferma, è nel debole, il vento forte è sulla regione, il Mar Ligure è molto mosso. Non entra a Messina sul porto solo perché il nord-est è debole. Non entra a Pescara copiando il giallo di martedì, chiuso alle 23:59.
L’impalcatura non è nominata nel comunicato sardo. Finire «due metri di ponteggio entro le 17:30» è lavorare in quota prima di una finestra che la nota nazionale ti manda a leggere, con una fase del giorno già aperta. Il ponteggio si lascia. Si guarda da dentro se un telo sbatte. In condominio il tetto e, di regola, le antenne destinate all’uso comune non sono il balcone del singolo piano: lo ricorda l’art. 1117, numeri 1 e 3, del codice civile. Sistemare la parte comune durante il temporale non è un favore al palazzo. Non chiedere un prezzo chiuso «entro le 18, così il coppo è a posto quando parte l’avviso». Le 18 sono l’inizio della finestra regionale, non una scadenza di cantiere. Una sigillatura, una tegola e un’intera falda non sono lo stesso intervento. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questo bollettino non è una domanda di detrazione. Il percorso, a casa agibile e con il cantiere definito, sta in Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE.
A Milano oggi valgono 13 ore. Non è il temporale della Gallura
L’avviso del Comune di Milano del 9 ottobre 2026, e l’ordinanza sindacale n. 57 della stessa data, dal 31 ottobre 2026 al 15 aprile 2027 consentono al massimo 13 ore al giorno, tra le 5 e le 23. Il tetto ordinario della zona E, nel D.P.R. 412/1993, è di 14 ore: l’ordinanza lo riduce. Mercoledì 4 novembre è dentro le 13 ore. Un termosifone freddo nel pomeriggio, in un appartamento milanese, può essere l’orario che il palazzo ha scelto dentro quella finestra. Non è l’arancione sulla Gallura, e non è un guasto da sfiatare perché in Sardegna l’avviso parte alle 18. Nel file della vigilanza, per il 4, i due settori della Lombardia centrale stanno tra gli assenti o non rilevanti. Milano non è in elenco tra i deboli. Quell’assenza non diagnostica la caldaia, e non è un verde da cui salire sul tetto «perché qui non piove come a Olbia».
L’ordinanza elenca esclusioni, tra cui ospedali, cliniche, case di riposo, nidi e scuole dell’infanzia: un edificio escluso non si legge con le 13 ore. Torino non eredita l’ordinanza di Milano. Il Torinese, oggi, eredita la classe debole della vigilanza e la neve sopra i 1300 metri, non le 13 ore e non le due zone sarde. Roma e Napoli non ereditano le 13 ore. Un calorifero freddo si legge sull’ordinanza del proprio Comune e sulla bacheca del palazzo. Non si legge sul bollettino di criticità delle 14:30.
A Milano mercoledì 4 il tetto scritto è 13 ore, tra le 5 e le 23, fino al 15 aprile 2027 salvo nuove disposizioni. Il temporale di oggi non diagnostica la caldaia.
Quando la scheda della ditta torna utile
Durante la frase, se un ramo blocca la strada, un cornicione cede, un sottopasso inghiotte un’auto o qualcuno è ferito, la telefonata è verso il 112 e verso le autorità indicate dal Comune. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Sulla pagina del Dipartimento il Contact Center è 800 840 840 e il centralino è 06 68201. Sono numeri del Dipartimento, non linee di questo sito. Limitare il cellulare quando c’è un’emergenza in corso vale anche per non occupare la linea con un preventivo.
La ditta torna nel discorso quando l’arancione o il giallo non sono più la frase che ti tiene in casa, le autorità non stanno chiedendo di restare dentro, sono passati almeno 30 minuti dall’ultimo tuono se il temporale era sulla via, e un bollettino più nuovo non ha tenuto la zona. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi una tegola o una lastra fuori sede, se il pluviale è stato spostato e bagna la facciata, o se il solaio segna dopo la pioggia o dopo che un coppo si è mosso. La scheda dell’alone, quando il problema è la macchia e la frase del tempo non è più quella di oggi, è infiltrazione dal tetto. Chiama chi lavora in quota sugli alberi se un ramo è rimasto appoggiato alla falda o al muro e non è un fuscello che raccogli dal cortile senza scala.
Se, a frase chiusa, nel box o in cantina resta acqua e il locale è raggiungibile senza attraversare un vano allagato, la lettura è quella della scheda sulla cantina. Non è un motivo per scendere durante le 18:00–23:59, né durante le 00:00–14:00 lucane. Chiama un elettricista, e chiedi l’abilitazione DM 37/08, se un cavo del palazzo è stato strappato, se il quadro ha preso un colpo, o se senti odore di bruciato. Non è un bollino di questo sito: è l’abilitazione sul lavoro. Se la pioggia o il vento hanno inclinato l’unità esterna, non aprire il circuito del refrigerante. Chi maneggia quel gas ha l’abilitazione F-GAS, e ci arriva quando la macchina è raggiungibile da terra. Il riarmo a quadro asciutto, dopo, è un’altra scheda: salvavita dopo il temporale. Quel 10 ottobre non è il bollettino di oggi. Se il quadro è umido, non lo tocchi.
Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città e, se la sai, la zona, il fatto che il 4 l’arancione è idrogeologico su D e F e l’avviso regionale va dalle 18 alle 23:59, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se qualcosa è ancora in movimento. Una frase utile a Olbia, se la mappa conferma la Gallura, è «Sard-F, BCR/307, dalle 18 alle 23:59, arancione idrogeologico e giallo temporali, il titolo comunale aggiunge l’idraulico e il comunicato no, tegola visibile dalla strada, non sono sull’argine». Una frase utile a Nuoro, se la mappa conferma la D, è «Sard-D, non è Cagliari, non sono salito». Una frase utile a Cagliari è «elenco del piano su A e B, non su D e F, vigilanza del 4 con Campidano tra gli assenti, non è un verde, non sono salito». Una frase utile a Sassari è «Logudoro, Sard-G, non è la Gallura». Una frase utile a Potenza, se la mappa conferma la B, è «avviso 111, scenari fino alle 14, ordinaria idrogeologica, il nazionale non stampa le 14 e non rimanda l’orario come fa per la Sardegna, non sono sull’argine». Una frase utile se la mappa ti mette in A1 o in E1 è «dagli scenari di mezzanotte non ci sono, la tabella gialla è il livello dell’avviso intero».
Una frase utile a Roma è «Comune di Roma tra gli assenti della vigilanza del 4, non il debole della Maremma laziale, non la Gallura». Una frase utile a Bari è «criticità del 4 senza Puglia, costa centrale tra gli assenti, non il messaggio di martedì». Una frase utile a Napoli è «Pianura campana tra gli assenti, non l’arancione sardo». Una frase utile a Torino è «Torinese debole, neve sopra i 1300 metri sulle Alpi occidentali, non le 13 ore di Milano e non le 18 della Sardegna». Una frase utile a Genova è «Liguria di ponente e centrale tra i deboli, vento forte settentrionale, Mar Ligure molto mosso, non sono sul molo». Una frase utile a Messina è «nord-est tra i deboli della vigilanza, non una riga di criticità, non sono sul porto». Una frase utile a Milano, se il problema è il calorifero e non il tetto, è «4 novembre, ordinanza 57, 13 ore tra le 5 e le 23, non il temporale della Gallura». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.
Il filtro, se la tegola è fuori sede o il pluviale bagna la facciata, è tetti e coperture. A Cagliari, per l’assenza di A e B dalla riga del 4 e non per l’arancione della Gallura, l’elenco è tetti a Cagliari. A Sassari è tetti a Sassari. A Bari, per la fase del 4 senza Puglia, è tetti a Bari. A Napoli è tetti a Napoli. A Roma è tetti a Roma. A Torino è tetti a Torino. A Genova è tetti a Genova. A Milano, se il problema è il tetto e non l’orario dei caloriferi, è tetti a Milano. A Pescara, per il giallo di martedì già chiuso e non per una riga del 4, è tetti a Pescara. A Firenze, solo dopo che la mappa ha detto in quale zona di vigilanza cade la via, è tetti a Firenze. Un ramo che pende, a rientro possibile, è giardini e esterni. Un cavo o un quadro è impianti elettrici. L’acqua rimasta nel box, a frase chiusa, si legge con idraulica e riscaldamento. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.
Martedì, sei ore Acqua in cantina Salvavita dopo il temporale Elenco tetti Apri da Preventivo
Domande prima del telefono
Le 18 aprono l’arancione, o chiudono la mattina?
Lo aprono, nel foglio regionale. BCR/307 e il comunicato del 3 novembre scrivono dalle 18:00 alle 23:59 del 4, arancione idrogeologico e giallo per idrogeologico da temporali su Flumendosa-Flumineddu e Gallura. Il bollettino delle 14:30 tiene l’arancione sull’intera giornata e, nella nota, rimanda la validità temporale della Sardegna al bollettino regionale. «Nessuna», nella stessa nota, è la giornata del 3, non la mattina di mercoledì. Le 8 non sono un buco per la scala. Le 23:59 non lo sono. In quota decide il tempo, non la fine della tabella.
Cagliari è nell’arancione perché la frase dice Sardegna orientale?
No. Le zone del bollettino sono Sard-D e Sard-F. Nell’elenco del piano, Cagliari è su A e B, Sassari sulla G, Olbia sulla F, Nuoro sulla D. Villasimius è Campidano. Muravera è Flumendosa. Siniscola è sulle due. Tempio Pausania è su F e su G. Nel file della vigilanza del 4, Campidano e Logudoro sono tra gli assenti, Gallura e Sardegna centro-meridionale orientale tra i deboli. La via si conferma sulla mappa. Assenti non è un permesso.
Il titolo del Comune di Olbia aggiunge il rischio idraulico?
Sì. Il comunicato regionale non lo scrive: arancione idrogeologico e giallo temporali, dalle 18 alle 23:59. Il bollettino nazionale, per il 4, non ha una riga idraulica sarda. Olbia, se la mappa conferma, è Gallura. La fase di attenzione non è un sopralluogo sull’argine. Il titolo comunale non si va a verificare dal ponte.
In Basilicata le 14 spengono il giallo nazionale?
No. Gli scenari del 111, dalle 00:00 alle 14:00, tengono l’ordinaria idrogeologica su B, C ed E2. A1 ed E1 sono uscite a mezzanotte, insieme all’idraulico di martedì pomeriggio. La tabella gialla su cinque zone è il livello dell’avviso intero. Il nazionale, fase del 4, non stampa le 14 e non rimanda l’orario della Basilicata come fa per la Sardegna. Potenza si legge di solito nella B, da confermare. Le 14 non sono le 18 e non sono un tetto.
ArtigianiVicino manda una ditta con questo bollettino?
No. Ramo sulla strada, cornicione che cede, persona ferita: 112 e autorità del Comune. L’800 840 840 è il Contact Center stampato sul sito del Dipartimento, non una linea di ArtigianiVicino. Quando la frase non ti tiene più in casa e dalla strada vedi una tegola fuori sede, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Un cavo o un quadro lo vede chi è abilitato al DM 37/08. Il refrigerante dell’unità esterna, se il circuito va aperto, lo vede chi è abilitato F-GAS.
| Dove | Cosa è scritto | Cosa non autorizza |
|---|---|---|
| Criticità nazionale, fase del 4 | Arancione idrogeologico su Flumendosa-Flumineddu e Gallura. Giallo temporali sulle stesse due zone. Giallo idrogeologico lucano su B, E2 e C. Nessuna riga idraulica sarda | La scheda di martedì diceva che il 4 non era un colore. Questo foglio ce l’ha. La mappa arancione non copre un idraulico assente dal testo |
| Nota del bollettino e BCR/307 | Per il 4, la validità temporale della Sardegna si legge sul bollettino regionale. Avviso dalle 18:00 alle 23:59. «Nessuna», nella nota, è la giornata del 3 | Le 00:00 del file nazionale non sostituiscono le 18. Le 8 non sono un buco. Le 23:59 non sono una scala |
| Cagliari, Sassari, Olbia, Nuoro | Nell’elenco del piano: Cagliari su A e B, Sassari su G, Olbia su F, Nuoro su D. Villasimius è B. Muravera è D. Siniscola è D e F. Tempio è F e G | Orientale non è un sinonimo delle due zone. Il titolo di Olbia aggiunge l’idraulico che il comunicato non scrive |
| Vigilanza, file del 4 | Deboli: Gallura, Sardegna centro-meridionale orientale, Torinese, Liguria di ponente e centrale, nord-est siciliano. Assenti: Campidano, Logudoro, Comune di Roma, costa pugliese centrale, Pianura campana, Potentino | Il debole non spegne l’arancione. L’assente non è un verde da cui salire. Roma non è la Maremma laziale |
| Avviso 111, Basilicata | Dalle 00:00 alle 14:00: ordinaria idrogeologica su B, C, E2. Niente idraulico, niente A1, niente E1. La tabella colore resta gialla anche su A1 ed E1 | La tabella è il livello dell’avviso intero. Le 14 non sono le 18. La nota nazionale non rimanda l’orario della Basilicata |
| Vigilanza, fase del 5 | Moderati su Gallura e Sardegna centro-meridionale orientale. Deboli anche su Campidano e Logudoro. Vento forte sulla Liguria. Il BCR segna il 5 come tendenza | La criticità del 3 novembre non ha questa fase. Non è un cantiere alle 7 di giovedì |
| Milano, ordinanza 57 del 9 ottobre | Dal 31 ottobre al 15 aprile 2027, al massimo 13 ore tra le 5 e le 23. La Lombardia centrale, nel file del 4, è tra gli assenti | Un calorifero freddo oggi pomeriggio non è il temporale della Gallura e non è un guasto da sfiatare |
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se, quando l’arancione o il giallo non sono più la frase che ti tiene in casa, dalla strada vedi una tegola fuori sede o il pluviale bagna la facciata, apri tetti e coperture e leggi la scheda. A Olbia, se la mappa conferma la Gallura, l’arancione è idrogeologico e il giallo è temporali, dalle 18 alle 23:59: il titolo comunale non aggiunge un idraulico da andare a vedere. A Nuoro, se la mappa conferma la D, la riga c’è. A Cagliari l’elenco del piano mette A e B, non quelle due zone. A Sassari mette il Logudoro. A Roma il Comune di Roma, nel file della vigilanza del 4, è tra gli assenti. A Bari la criticità del 4 non ha la Puglia. A Torino il Torinese è debole, senza un colore di allerta. A Genova, se la mappa conferma la Liguria centrale, il debole c’è, insieme al vento forte e al Mar Ligure molto mosso. Se un ramo è sulla carreggiata o qualcuno è ferito, la telefonata di adesso è verso il 112 e verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo sentendo la persiana da una stanza con le finestre chiuse, il giro è finito senza chiamata.