Martedì 3 novembre: le sei ore del messaggio 58 non chiudono la giornata, e il giallo idraulico non è più solo la E

Il bollettino di ieri alle 14:57, per oggi, tiene l’arancione su tutte le zone della Puglia, temporali e idrogeologico. In Basilicata l’arancione idrogeologico si restringe a quattro zone. Il giallo idraulico pugliese non è più solo Taranto: entra il Tavoliere ed entra il Basso Ofanto. Il messaggio regionale parte a mezzanotte e dura sei ore, e il vento è giallo. ArtigianiVicino non diagnostica a distanza e non manda la richiesta.

Il foglio delle 14:57 ha due fasi. Oggi si legge quella del 3

Il bollettino di criticità del 2 novembre 2026, ore 14:57, non è la scheda letta in nove zone, dalle 6. Quella scheda usava il bollettino del 1° novembre, ore 14:55, e il messaggio 57. Questo foglio ha una fase per lunedì 2 e una fase per martedì 3. La fase del 2, dentro il foglio nuovo, non è nemmeno identica al testo di ieri pomeriggio: per lunedì aggiunge, tra l’altro, un giallo temporali su tre zone dell’Umbria e un giallo idraulico su Marsica, Bacino del Pescara e Bacino dell’Aterno. Chi stamattina tiene in mano la scheda del 2 per decidere il tetto sta usando la fase sbagliata del giorno sbagliato.

La fase del 3 tiene due arancioni sulla Puglia. Moderata criticità per rischio temporali, allerta arancione: Tavoliere e bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Gargano e Tremiti, Salento, bacini del Lato e del Lenne, Basso Fortore, Puglia Centrale Bradanica, Basso Ofanto, Sub-Appennino Dauno, Puglia Centrale Adriatica. Moderata criticità per rischio idrogeologico, allerta arancione: le stesse nove zone, e in Basilicata solo Basi-A1, Basi-B, Basi-E2 e Basi-E1. Lunedì, nella fase del 2 di questo stesso bollettino, l’arancione idrogeologico lucano era su tutte e sette le Basi. Oggi A2, D e C non sono in quella riga.

Il comunicato del Dipartimento del 1° novembre 2026 titola l’arancione su Puglia e Basilicata e scrive, nel testo, la giornata di lunedì 2. È il titolo di ieri. Non è la fase del 3. Rileggerlo stamattina per dire «Basilicata tutta arancione, come Bari, temporali compresi» rimette insieme due righe che il bollettino delle 14:57, per oggi, ha già separato. Il temporale arancione, nella fase del 3, è solo l’elenco pugliese. La Basilicata, su quella riga, non c’è.

Oggi l’arancione temporali è sulle nove zone della Puglia. L’arancione idrogeologico è su quelle nove zone e su quattro zone lucane. Il comunicato di domenica parla di lunedì.

Dalle 00:00 per sei ore. Le 6 chiudono una tabella, non la giornata

Il messaggio di allerta n. 1 del 2 novembre 2026, protocollo PUGLIACFD/ALL/2026/58, della Sezione Protezione Civile della Regione Puglia, ha due tabelle. Per lunedì 2 le righe colorate partono alle 13:00 e durano 11 ore. Undici ore dalle 13 arrivano alle 24. Per martedì 3 partono alle 00:00 e durano 6 ore. Sei ore da mezzanotte arrivano alle 6. Il bollettino nazionale delle 14:57 non stampa né le 13, né le 00:00, né le 6. Chi a Napoli, a Pescara o a Potenza legge «fino alle 6» sta copiando la tabella pugliese del 3.

Il messaggio 57, quello di lunedì letto ieri, partiva alle 6 del 2 e durava 18 ore, quindi chiudeva a mezzanotte, e teneva il vento arancione. Il 58, nella tabella di lunedì, dalle 13 sostituisce la coda di quel vento con un giallo. Stamattina non si cita più il 57. La tabella da leggere è quella intestata al 3 novembre: mezzanotte, sei ore, vento giallo su A, B, C, D, E, F, G, H e I, idrogeologico arancione e temporali arancioni sulle stesse lettere. Le 00:00 non sono un buco tra un messaggio e l’altro. Sono l’inizio del foglio di oggi. Salire alle 00:10 «perché le 18 ore sono finite» è usare la fine del 57 e ignorare l’inizio del 58.

Le 6 non sono il verso opposto dello stesso errore. Il bollettino nazionale, fase del 3, tiene l’arancione sull’intera giornata e non scrive un’ora di spegnimento. La vigilanza del 2 novembre 2026, fase del 3, tiene venti forti settentrionali su un elenco lungo, ovunque in attenuazione dal pomeriggio. Il pomeriggio non è le 6. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 107, chiama lavoro in quota l’attività con rischio di caduta da più di 2 metri rispetto a un piano stabile. L’art. 111, comma 7, fa eseguire i lavori temporanei in quota soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. È la regola di chi manda una squadra. Non è un permesso con la scala di casa perché la tabella regionale ha stampato sei ore.

In Puglia la tabella del 3 parte alle 00:00 e dura 6 ore. Fino a mezzanotte valeva la tabella di lunedì del messaggio 58, dalle 13 per 11 ore. Le 6 non spengono la fase nazionale del giorno, e non sono l’ora della Basilicata.

Il giallo idraulico è su B, E e G. Bari resta fuori, il Tavoliere entra

La fase del 3, riga idraulica gialla, per la Puglia nomina tre zone: Tavoliere e bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle; bacini del Lato e del Lenne; Basso Ofanto. Il messaggio 58 mette le lettere sulla stessa scelta. Idraulico giallo, dalle 00:00 per 6 ore, su PUGLIA-B, PUGLIA-E e PUGLIA-G. Su A, C, D, F, H e I quella riga non c’è. Lunedì, nel messaggio 57 e nella fase del 2 di questo bollettino, la riga idraulica pugliese era solo la E. Tenere «il fiume è solo Taranto, a Foggia si può andare sull’argine» è una frase di ieri.

La mappa sinottica del messaggio è la stessa di lunedì. A Gargano e Tremiti. B Tavoliere. C Puglia Centrale Adriatica. D Salento. E bacini del Lato e del Lenne. F Puglia Centrale Bradanica. G Basso Ofanto. H Sub-Appennino Dauno. I Basso Fortore. Bari si legge di solito in C. Se la mappa conferma, oggi ci sono i due arancioni e il vento giallo. Non c’è la riga idraulica. Il lungomare non eredita il Candelaro, il Lato o l’Ofanto. Foggia si legge di solito nel Tavoliere, la B. Se la mappa conferma la B, la riga idraulica c’è, ed è nuova rispetto a lunedì. La provincia non è la B. Gargano, Basso Fortore e Sub-Appennino, A, I e H, oggi hanno i due arancioni e il vento giallo, e non hanno l’idraulico. «Foggia, quindi il fiume» è vero solo se il civico è in B.

Taranto si legge di solito nella E. La E resta nel giallo idraulico, insieme alla B e alla G. Non è più la sola. Il Basso Ofanto, la G, lunedì non aveva questa riga. Oggi ce l’ha, dalle 00:00 per 6 ore nella tabella regionale, e per la giornata nella fase nazionale, che non stampa le 6. Alle 6:30 la durata regionale è finita sulla carta e la fase del 3 no. L’argine dell’Ofanto non diventa un punto di osservazione perché sono passate sei ore. La descrizione, sulle tre lettere, è di incrementi dei livelli dei corsi d’acqua principali, con possibile superamento delle soglie di attenzione, e possibili erosioni di sponda. Le cautele: seguire i corsi d’acqua locali da ciò che è già segnalato, rispettare la segnaletica e i divieti, evitare di sostare su ponti o argini. «Monitorare» è scritto accanto al divieto di sostare. Non è un sopralluogo sull’argine.

Le avvertenze in calce al bollettino nazionale spiegano la mappa. Per ogni zona mostra il livello più alto e, a parità di livello, dà priorità al rischio idraulico, poi ai temporali, poi all’idrogeologico. Su B, E e G le due righe alte sono arancioni e l’idraulico è giallo, quindi sotto. La mappa resta sull’arancione. Vedere la parola temporali sul riquadro non cancella la riga idraulica del testo, e non la sposta su Bari. Su C, D, F, H, I e A l’idraulico non è nell’elenco: lì la mappa arancione non nasconde un giallo. Lo nasconde solo dove il testo lo ha scritto, cioè su B, E e G.

Bari, se la mappa conferma la C, è nell’arancione senza riga idraulica. Foggia, se la mappa conferma la B, oggi ha il giallo idraulico. Taranto, la E, lo ha ancora. Il Basso Ofanto, la G, lo ha da stamattina. A, H e I no.

Il vento è giallo. Fissare un vaso non è un passo sul balcone

Su tutte le lettere, da A a I, il messaggio 58 per il 3 novembre scrive vento giallo, dalle 00:00 per 6 ore. Lunedì il messaggio 57 aveva il vento arancione. La descrizione di oggi è un’altra frase: venti forti con raffiche di burrasca, possibile caduta di rami, cartelloni e oggetti non assicurati. Le cautele: guidare con prudenza, specie furgonati e telonati, e fissare vasi e oggetti sui balconi. Non ci sono chilometri orari. Non c’è la parola tempesta, che stava nella riga arancione di ieri. Non si sommano i due aggettivi per fabbricare una velocità.

Sulle stesse lettere, nelle stesse sei ore, i temporali arancioni restano. La descrizione è di fenomeni diffusi e persistenti, anche di forte intensità, possibili grandinate di grandi dimensioni e violente raffiche, compresi downburst o trombe d’aria. Le cautele: evitare zone alberate, parchi e cimiteri, non sostare vicino a pali o tralicci, evitare l’uso del telefono fisso. La pagina «In caso di temporali e fulmini» del Dipartimento chiede, all’aperto, di raggiungere un luogo chiuso e di aspettare almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di riprendere le attività fuori. Se senti i tuoni, anche lontani, il temporale è a pochi chilometri. I fulmini possono cadere anche senza pioggia sulla testa. In casa la stessa pagina chiede di stare lontani da apparecchi collegati alla rete e dal telefono fisso, di tenere spenti televisore, computer ed elettrodomestici, meglio staccando la spina se è già a portata, di non toccare condutture, cavi e impianto, di rimandare doccia e piatti, e di non sostare sotto tettoie, balconi, gazebo e verande. Porte e finestre si tengono chiuse.

«Fissare vasi e oggetti sui balconi» è la cautela del vento giallo. È il gesto che si fa quando l’oggetto è già a portata, da dentro, senza un passo fuori. Non è un invito a uscire alle 5:40 «prima che scadano le sei ore», e non è un invito alle 6:10 «perché il giallo vento è finito». Alle 6:10 la vigilanza tiene ancora il vento forte, in attenuazione dal pomeriggio, e la fase nazionale tiene ancora l’arancione temporali sulla zona. Il balcone, nella pagina sui fulmini, non è un riparo. Il furgone telonato della cautela non è il mezzo con cui si va a «monitorare» il Lato, il Candelaro o l’Ofanto. Guidare con prudenza è il contrario di un sopralluogo sull’argine.

Sull’idrogeologico arancione, di nuovo su tutte le lettere, la descrizione è di fenomeni diffusi di instabilità di versante, frane anche di grandi dimensioni e colate di fango, e significativi innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua con inondazione delle aree limitrofe e delle zone golenali. Le cautele sono quattro. Non attraversare ponti o sottopassi allagati. Salire ai piani superiori. Limitare gli spostamenti. Allontanarsi dagli argini. «Salire ai piani superiori» è il piano di casa, se l’acqua è già al piano di sotto e le scale per arrivarci sono ancora asciutte. Non è un invito a scendere in cantina a misurare. Un sottopasso allagato non si misura con l’auto. Bari non ha la riga idraulica, e ha lo stesso idrogeologico arancione: «non sono la E, quindi il sottopasso si può fare» è il contrario della cautela stampata anche sulla C.

Il vaso si fissa se è già a portata, da una stanza. Il balcone, il sottopasso, l’argine e il molo non sono i punti da cui controllare se la frase è vera.

Quattro zone fino alle 14. La tabella arancione è il livello più alto dell’avviso

L’avviso di criticità regionale prot. RBA/CFD/A/110 del 2 novembre 2026 è l’estensione dell’avviso 109. La validità scritta in testa va dalle ore 12:00 di lunedì 2 alle ore 14:00 di martedì 3. Gli scenari si spezzano a mezzanotte. Dalle 12:00 alle 23:59 del 2 la criticità moderata idrogeologica, l’ordinaria idraulica e l’ordinaria per temporali stanno su tutte e sette le zone. Dalle 00:00 alle 14:00 del 3 la moderata idrogeologica resta su A1, B, E1 ed E2. A2, C e D in quella finestra sono criticità ordinaria idrogeologica. L’idraulico ordinario resta su tutte e sette. I temporali ordinari restano su A1, B, E1 ed E2, e non sono scritti su A2, C e D.

La seconda tabella dell’avviso colora comunque A1, A2, B, C, D, E1 ed E2 di arancione. È la corrispondenza col livello più alto dell’intero avviso, non una terza copia degli scenari del mattino. Fino alle 23:59 di lunedì la moderata stava su tutte e sette, e l’arancione di quella tabella ha un motivo. Dalle 00:00 di oggi gli scenari hanno già abbassato A2, C e D. Dire al telefono «sette arancioni fino alle 14, perché la tabella è arancione» tiene il colore di ieri sera sulla finestra in cui il testo degli scenari ha scritto ordinaria. Il bollettino nazionale, fase del 3, fa la stessa scelta degli scenari: arancione idrogeologico su A1, B, E2 ed E1; giallo idrogeologico su A2, D e C; giallo idraulico su tutte e sette; giallo temporali solo sulle quattro. L’ordine delle sigle cambia da un foglio all’altro. L’insieme è lo stesso.

I nomi stanno nella nota dello stesso avviso. Basi-A1 bacino dell’Ofanto. Basi-A2 bacino del Sele. Basi-B bacini Basento, Bradano, Cavone. Basi-C bacini Agri e Sinni. Basi-D bacini Noce e Mercure. Basi-E1 bacini Agri, Sinni e Cavone ionici. Basi-E2 bacini Basento, Bradano e Cavone ionici. Potenza si legge di solito nel Basento, la B, da confermare sulla mappa. Se la conferma c’è, stamattina la B è ancora nella moderata idrogeologica, con idraulico ordinario e temporali ordinari, fino alle 14:00 dell’avviso. Matera non si legge dal solo nome del capoluogo: la via può cadere sul Bradano, la B, o sulla fascia ionica, la E2, e in entrambi i casi resta nel gruppo delle quattro, se la mappa lo dice. Se cade fuori da quelle quattro, la frase del mattino è l’ordinaria, non l’arancione della seconda tabella.

Le 14:00 chiudono l’avviso 110. Non aprono il tetto. Non sono le 6 della Puglia. Una squadra a Potenza che sale alle 6 «perché in Puglia la tabella è finita» usa l’orologio della regione sbagliata, e una squadra che sale alle 14:05 «perché l’avviso è scaduto» usa la fine del foglio come un via libera. La fase nazionale del 3 non stampa le 14. La vigilanza, fase del 3, tiene ancora pioggia sulla Basilicata orientale, quantitativi generalmente moderati, e sul resto della regione quantitativi deboli, e tiene il vento forte in attenuazione dal pomeriggio. L’Ofanto della A1 non è il Basso Ofanto pugliese, la G, anche se il corso è lo stesso: la zona è quella della mappa, e l’orario è quello del foglio della tua regione. Alle 6 la G pugliese ha finito la durata del messaggio 58 e la A1 lucana è ancora dentro le 14:00. Nessuna delle due ore è una scala.

Fino alle 14, negli scenari, l’arancione idrogeologico lucano è A1, B, E1 ed E2. A2, C e D sono ordinaria idrogeologica, con l’idraulico giallo e senza temporali. La tabella tutta arancione è il livello più alto dell’avviso, non la fotografia delle 8 di stamattina.

Napoli, il Molise e Reggio non portano in tasca il giallo di lunedì

La fase del 3, per la Campania, ha una sola riga: ordinaria criticità idrogeologica, allerta gialla. Le zone sono Alta Irpinia e Sannio, Tanagro, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini, Tusciano e Alto Sele. Lunedì, nella fase del 2, l’elenco comprendeva anche Basso Cilento, Piana campana, Napoli, Isole e Area vesuviana, Piana Sele e Alto Cilento, Alto Volturno e Matese. Quei nomi oggi non ci sono. Napoli non è un arancione dedotto da Bari e non è il giallo di ieri tenuto per inerzia. Non è nella riga temporali. Non è nella riga idraulica. Le sei ore e il vento giallo del messaggio 58 restano in Puglia.

La Penisola sorrentino-amalfitana è nell’elenco di oggi. Non si legge come «Napoli, quindi fuori». Salerno si legge di solito tra la Piana del Sele e il Tusciano. La Piana Sele e Alto Cilento non è nella fase del 3. Il Tusciano e Alto Sele sì. Il civico decide, la mappa conferma. Un indirizzo nel Tusciano non colora la Piana, e un indirizzo a Napoli non colora Sorrento al contrario. Il vento della vigilanza, fase del 3, mette la Campania tra i settori con venti forti settentrionali, in attenuazione dal pomeriggio. È la frase del vento. Non stampa un colore sulla Piana campana e non le assegna le 6.

In Abruzzo la fase del 3 tiene solo il giallo idrogeologico, su Bacino Basso del Sangro, Bacini Tordino Vomano e Bacino del Pescara. Non ci sono Marsica, Bacino Alto del Sangro e Bacino dell’Aterno, che lunedì erano nel giallo. Non c’è una riga temporali. Non c’è una riga idraulica. La fase del 2 di questo stesso bollettino, per lunedì, il giallo idraulico su Marsica, Pescara e Aterno lo aveva. Oggi quella riga non è ristampata. Pescara si legge di solito nel Bacino del Pescara. Se la mappa conferma, il giallo di stamattina è idrogeologico, non il doppio di ieri e non l’idraulico del pomeriggio di lunedì. Le ore 6 non si copiano sul lungomare.

Il Molise, nella fase del 3, non compare. Lunedì le tre zone, Frentani, Sannio e Matese, Litoranea, Alto Volturno e Medio Sangro, erano nel giallo temporali e nel giallo idrogeologico. Oggi quel colore non è nel bollettino. Non diventa un verde da cui salire: la vigilanza, fase del 3, tiene pioggia da isolata a sparsa, anche a breve temporale, sui versanti orientali del Molise, quantitativi deboli, e venti forti settentrionali sui settori costieri, in attenuazione dal pomeriggio. La pioggia debole e il vento forte sono frasi. Non sono il giallo di lunedì, e non sono un permesso di quota.

In Calabria la fase del 3 tiene le tre righe gialle, idraulica, temporali e idrogeologica, su due versanti: Jonico settentrionale e Jonico centro-settentrionale. Lunedì i versanti nell’elenco erano otto. Reggio Calabria si legge di solito su un versante meridionale, jonico o tirrenico. Se la mappa ti mette fuori dai due nomi di oggi, non hai le tre righe gialle di quei versanti, e non hai l’arancione di Bari. La vigilanza, sulla Calabria meridionale, scrive comunque pioggia da isolata a sparsa, quantitativi deboli. È la pioggia della fase del 3, non il giallo degli otto versanti di lunedì. Le sei ore pugliesi non si applicano.

In Sicilia il giallo idraulico nomina il Centro-settentrionale versante tirrenico e il Nord-occidentale con Egadi e Ustica. I temporali gialli e l’idrogeologico giallo aggiungono il Sud-occidentale con Pantelleria. Non ci sono, in questa fase, il versante nord-orientale tirrenico con le Eolie, quello ionico nord-orientale, lo Stretto, il Simeto, lo ionico sud-orientale e le Pelagie, che lunedì erano in elenchi più lunghi. Messina, lettura solita del nord-est, non è in questi nomi. La vigilanza le scrive accanto una pioggia debole sulla Sicilia nord-orientale. Palermo, lettura solita del nord-ovest, sta nell’idraulico se la mappa conferma Egadi e Ustica o quel versante, e sta anche nei temporali e nell’idrogeologico. Catania e Siracusa, letture solite del Simeto e dello ionico sud-orientale, non sono nell’elenco di oggi. Pantelleria e il sud-ovest hanno temporali e idrogeologico, non la riga idraulica.

Napoli non è nel giallo di oggi. Pescara ha solo l’idrogeologico. Reggio non è nei due versanti jonici. Messina non eredita l’idraulico di Palermo. Il Molise non ha un colore in questa fase, e ha ancora pioggia e vento nella vigilanza.

La vigilanza di ieri sera sostituisce la fase del 3 scritta il 1° novembre

La scheda di lunedì, leggendo la vigilanza del 1° novembre, diceva che martedì la pioggia su Puglia e Basilicata sarebbe stata da isolata a sparsa, cumulati deboli, fino a puntualmente moderati. Quella era la fase del 3 di un bollettino già sostituito. La vigilanza del 2 novembre, fase del 3, scrive un’altra quantità. Precipitazioni sparse, anche a rovescio o temporale, su Puglia, Basilicata orientale e settori centro-occidentali della Sicilia settentrionale, quantitativi generalmente moderati. Un secondo blocco, da isolate a sparse, anche a breve temporale, sta sui versanti orientali di Abruzzo e Molise, sulla Campania orientale, sul resto della Basilicata, sulla Calabria centro-settentrionale ionica e meridionale e sulla Sicilia nord-orientale, quantitativi deboli. Non ci sono millimetri oltre queste parole. «Moderati» su tutta la Puglia non è il «debole» della scheda di ieri, e non è un numero da citare al telefono come se il foglio avesse stampato una quantità.

I venti della stessa fase sono forti settentrionali su regioni dell’alto Adriatico, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Toscana, Umbria, Lazio settentrionale, settori costieri di Molise e Abruzzo, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna orientale, ovunque in attenuazione dal pomeriggio. La scheda di lunedì, sulla vigilanza del 1° novembre, diceva che la fase del 2 non nominava la Liguria. Quel foglio non è questo. Oggi la Liguria è nella frase del vento. Genova non eredita l’arancione di Bari, e non eredita nemmeno la frase «la Liguria non c’è». L’attenuazione dal pomeriggio non è un’ora stampata, e non è le 6. Firenze sta nella parola Toscana del vento, senza un colore nel bollettino di criticità. Roma sta nel Lazio settentrionale della stessa frase. Le minime, nello stesso testo, sono in locale sensibile aumento su Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna orientale. L’aumento non diagnostica una caldaia e non spegne un arancione.

I mari, fase del 3, tengono lo Ionio agitato, e molto mossi l’Adriatico, il Tirreno e il Canale di Sardegna, in attenuazione serale. L’attenuazione serale non è un permesso sul molo alle 18, e non cancella l’arancione della giornata dove la fase di criticità lo ha scritto. L’Umbria è nel vento. Nella fase del 2 di questo bollettino, per lunedì, il giallo temporali nominava Chiascio-Topino, Alto Tevere e Nera-Corno. Nella fase del 3 quei nomi non ci sono. Perugia si legge di solito nell’Alto Tevere, da confermare. Se la mappa ieri sera ti metteva in quel giallo, stamattina il colore non è ristampato. Il vento sulla regione resta. Non è un verde, e non è una scala.

Sulla Puglia i cumulati di oggi, nella vigilanza del 2 novembre, sono generalmente moderati. Il vento forte attenua dal pomeriggio, e nomina anche la Liguria. Lo Ionio agitato non si controlla dal molo.

Mercoledì è la fase del 4 della vigilanza. La criticità non ha quella fase

La vigilanza del 2 novembre ha una terza fase, quella del 4. Le precipitazioni sono da isolate a sparse, anche a breve temporale, su Calabria meridionale e Sicilia nord-orientale, quantitativi deboli. Le nevicate stanno mediamente sopra i 1300 metri sulle zone alpine di confine, apporti deboli. I venti sono forti settentrionali sulla Liguria, e tendono a localmente forti meridionali su Sicilia occidentale e Sardegna meridionale. Il Mar Ligure è molto mosso. Le temperature non hanno variazioni significative. Puglia e Basilicata non sono in quella frase di pioggia. Dire «mercoledì è verde, alle 7 si sale a Bari» aggiunge un colore che il bollettino di criticità non ha: le sue fasi si fermano al 2 e al 3.

Le 6 di stamattina, le 14 lucane e la mezzanotte di mercoledì non sono tre via libera in fila. Un bollettino emesso oggi nel pomeriggio può tenere, stringere o spostare la frase sulla Puglia anche se la fase del 4, scritta ieri sera, non nomina la regione. A Genova la fase del 4 nomina vento forte settentrionale e Mar Ligure molto mosso. È un altro motivo per non usare «domani la pioggia pugliese sparisce dal testo» come un permesso ligure. A Messina la pioggia debole del nord-est è scritta anche in questa fase. A Palermo il vento meridionale sulla Sicilia occidentale è una tendenza, non un colore, e non è l’idraulico giallo di oggi letto due volte.

Mercoledì la vigilanza toglie la Puglia dalla frase di pioggia e tiene vento sulla Liguria e pioggia debole su Calabria meridionale e Sicilia nord-orientale. La criticità di ieri sera non ha la fase del 4. Non è un verde alle 7.

Da dentro, finché la frase è sulla tua via

Il controllo utile, con l’arancione sulla zona o con il giallo e il vento della vigilanza sulla via, resta al chiuso. Il messaggio 58 non scrive di scendere in cantina. Non scrive di andare sul molo a vedere se lo Ionio è già agitato. La scheda dell’acqua nel box, da leggere dopo e dalla soglia asciutta, è acqua in cantina dopo l’allerta. Quel 12 ottobre non è oggi. Il gesto che non cambia è non scendere mentre la cautela dice di non sostare e di salire, se serve, ai piani superiori.

  1. La riga, prima del gesto. Criticità delle 14:57, fase del 3: in Puglia arancione temporali e arancione idrogeologico su nove zone, giallo idraulico su B, E e G. Messaggio 58: dalle 00:00 per 6 ore, vento giallo. In Basilicata, scenari del 110 fino alle 14, arancione idrogeologico su quattro zone. Se la mappa non ti mette in nessuna di queste frasi, non citare Bari al telefono.
  2. Finestre chiuse, persiane da dentro. Se il fermo è interno, aggancialo. Se la persiana sbatte e il nottolino è sul balcone, non esci a prenderlo. Il balcone, in temporali, non è un riparo.
  3. Il vaso, solo se è già a portata. La cautela del vento giallo chiede di fissare ciò che è sul balcone. Se per farlo devi stare fuori, il controllo è finito. Lo dirai dopo come oggetto ancora fuori.
  4. Cantina, sottopasso, ponte e argine non si verificano di persona. Guardi dal piano di sopra, se ci sei già e il vano non è allagato. Il Candelaro, il Lato, l’Ofanto, il Basento non si controllano dall’argine. «Monitorare» non è un sopralluogo.
  5. Foto da una stanza. Coppo fuori sede, antenna inclinata, unità esterna spostata, ramo sulla falda, telo di un ponteggio. Ora e lato della casa. Non apri la portafinestra per inquadrare meglio. Sotto l’albero, al cimitero, vicino a un traliccio, non ti fermi a fare la foto.
  6. Quadro e spine. Se il temporale è sulla via, stacchi ciò che è già a portata e non tocchi tubi, cavi e impianto. Il telefono fisso sta nelle cautele. Se senti odore di bruciato o il quadro è umido, ti allontani. Non riarmi per avere luce in cantina.
  7. Tetto, antenna e ponteggio restano fermi. Non alle 6 perché la tabella pugliese dura sei ore, non alle 14 perché l’avviso lucano chiude, non all’alba di mercoledì perché la fase del 4 non nomina la Puglia. In quota, quando la frase non è più sulla tua via e un bollettino più nuovo non l’ha tenuta, ci va chi ha le protezioni.

Non camminare sui coppi, non spostare una tegola, non appoggiare una scala al cornicione, non seguire una persiana nel vuoto, non scendere in cantina a misurare l’acqua. Le sei ore non sono un meteo da cantiere.

Sotto questa frase il tetto, la cantina e l’argine restano fermi

Per tutto il tempo in cui la tua via è in una delle frasi di martedì, non entra una scala, un passo sul balcone, uno spostamento di coppi, uno stasamento della gronda dal terrazzo, un controllo dell’argine. Non entra a Bari alle 6:10 «perché il messaggio 58 è scaduto»: la fase nazionale del 3 non ha quell’ora, e la C non ha nemmeno la riga idraulica da andare a verificare. Non entra a Foggia sul Tavoliere «a vedere se il Candelaro sale», perché la riga nuova chiede di non sostare sul ponte. Non entra sul Sub-Appennino perché la H non ha l’idraulico e quindi «è più leggera»: la H ha i due arancioni. Non entra a Taranto sul Lato, e non entra sul Basso Ofanto alle 6:30 perché la durata regionale è un numero e la fase del giorno no.

Non entra a Potenza alle 6, perché quelle sono le ore pugliesi, e non entra alle 14:05 perché l’avviso 110 sta chiudendo. Non entra su A2, C o D «perché la tabella è tutta arancione»: dagli scenari di mezzanotte quelle tre zone sono ordinaria idrogeologica, e l’argine non diventa un belvedere per questo. Non entra a Napoli perché la Piana campana non è nell’elenco di oggi. Non entra a Sorrento «tanto è giallo, meno di Bari»: la Penisola è nel giallo idrogeologico, e il giallo non è una scala. Non entra a Pescara perché manca la riga temporali e manca l’idraulico di lunedì pomeriggio. Non entra in Molise perché il colore di lunedì non è ristampato e la vigilanza ha ancora pioggia e vento. Non entra a Reggio Calabria perché i due versanti jonici di oggi non sono il meridionale, e la pioggia debole non è un permesso. Non entra a Messina sul molo. Non entra a Catania perché il Simeto non è nell’elenco. Non entra a Palermo sul porto anche se il nord-ovest, se la mappa conferma, ha il giallo idraulico.

Non entra a Roma perché il bollettino di criticità, per martedì, non colora il Lazio: il vento sul Lazio settentrionale è la vigilanza. Non entra a Firenze perché la Toscana è nel vento e non nell’arancione. Non entra a Genova perché «ieri la Liguria non era nominata»: oggi la fase del 3 la nomina, nel vento forte, e la fase del 4 tiene il Mar Ligure molto mosso. Non entra a Perugia perché l’Alto Tevere aveva il giallo temporali nella fase di lunedì di questo bollettino e oggi ha il vento, non un verde. L’impalcatura non è nominata nella riga vento gialla di oggi: ci sono rami, cartelloni e oggetti non assicurati. Finire «due metri di ponteggio entro le 5:30» è lavorare in quota dentro le sei ore dei temporali arancioni, e dentro un vento che la vigilanza non spegne alle 6. Il ponteggio si lascia. Si guarda da dentro se un telo sbatte. In condominio il tetto e, di regola, le antenne destinate all’uso comune non sono il balcone del singolo piano: lo ricorda l’art. 1117, numeri 1 e 3, del codice civile. Sistemare la parte comune durante il temporale non è un favore al palazzo.

Non chiedere un prezzo chiuso «entro le 6, così il coppo è a posto quando finisce la tabella». Le 6 non sono una scadenza di cantiere, e il pomeriggio ha ancora il vento in attenuazione, non uno spegnimento già scritto alle 6. Una sigillatura, una tegola e un’intera falda non sono lo stesso intervento. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questo bollettino non è una domanda di detrazione. Il percorso, a casa agibile e con il cantiere definito, sta in Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda della ditta. Lo componi tu, dopo.

A Milano oggi valgono 13 ore. Non è il temporale di Bari

L’avviso del Comune di Milano del 9 ottobre 2026, e l’ordinanza sindacale n. 57 della stessa data, dal 31 ottobre 2026 al 15 aprile 2027 consentono al massimo 13 ore al giorno, tra le 5 e le 23. Il tetto ordinario della zona E, nel D.P.R. 412/1993, è di 14 ore: l’ordinanza lo riduce. Il tetto di 8 ore si è chiuso il 30 ottobre: la lettura di quei giorni sta in otto ore il 15 ottobre. Martedì 3 novembre è dentro le 13 ore. Un termosifone freddo nel pomeriggio, in un appartamento milanese, può essere l’orario che il palazzo ha scelto dentro quella finestra. Non è l’arancione sulla Puglia Centrale Adriatica, e non è un guasto da sfiatare perché a Bari la tabella dura sei ore.

La vigilanza, fase del 3, non nomina Milano nell’aumento delle minime. Quell’aumento è su Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna orientale. Il tepore scritto su quelle regioni non diagnostica la caldaia meneghina, e non è la grandine della riga temporali pugliese. L’ordinanza elenca esclusioni, tra cui ospedali, cliniche, case di riposo, nidi e scuole dell’infanzia: un edificio escluso non si legge con le 13 ore. Torino non eredita l’ordinanza di Milano e non eredita le nove zone. Roma e Napoli non ereditano le 13 ore. Napoli, oggi, non eredita nemmeno il giallo idrogeologico di lunedì. Un calorifero freddo si legge sull’ordinanza del proprio Comune e sulla bacheca del palazzo. Non si legge sul bollettino di criticità delle 14:57.

A Milano martedì 3 il tetto scritto è 13 ore, tra le 5 e le 23, fino al 15 aprile 2027 salvo nuove disposizioni. Il temporale di oggi non diagnostica la caldaia.

Quando la scheda della ditta torna utile

Durante la frase, se un ramo blocca la strada, un cornicione cede, un sottopasso inghiotte un’auto o qualcuno è ferito, la telefonata è verso il 112 e verso le autorità indicate dal Comune. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Sulla pagina del Dipartimento il Contact Center è 800 840 840 e il centralino è 06 68201. Sono numeri del Dipartimento, non linee di questo sito. Limitare il cellulare quando c’è un’emergenza in corso vale anche per non occupare la linea con un preventivo.

La ditta torna nel discorso quando l’arancione o il giallo non sono più la frase che ti tiene in casa, le autorità non stanno chiedendo di restare dentro, sono passati almeno 30 minuti dall’ultimo tuono se il temporale era sulla via, e un bollettino più nuovo non ha tenuto la zona. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi una tegola o una lastra fuori sede, se il pluviale è stato spostato e bagna la facciata, o se il solaio segna dopo la grandine o dopo che un coppo si è mosso. La scheda dell’alone, quando il problema è la macchia e la frase del tempo non è più quella di oggi, è infiltrazione dal tetto. Chiama chi lavora in quota sugli alberi se un ramo è rimasto appoggiato alla falda o al muro e non è un fuscello che raccogli dal cortile senza scala.

Se, a frase chiusa, nel box o in cantina resta acqua e il locale è raggiungibile senza attraversare un vano allagato, la lettura è quella della scheda sulla cantina. Non è un motivo per scendere durante le sei ore, né durante le 00:00–14:00 lucane. Chiama un elettricista, e chiedi l’abilitazione DM 37/08, se un cavo del palazzo è stato strappato, se il quadro ha preso un colpo, o se senti odore di bruciato. Non è un bollino di questo sito: è l’abilitazione sul lavoro. Se la grandine o il vento hanno inclinato l’unità esterna, non aprire il circuito del refrigerante. Chi maneggia quel gas ha l’abilitazione F-GAS, e ci arriva quando la macchina è raggiungibile da terra. Il riarmo a quadro asciutto, dopo, è un’altra scheda: salvavita dopo il temporale. Quel 10 ottobre non è il bollettino di oggi. Se il quadro è umido, non lo tocchi.

Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città e, se la sai, la zona, il fatto che il 3 l’arancione pugliese è temporali e idrogeologico e il giallo idraulico è su B, E e G per sei ore da mezzanotte nel messaggio 58, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se qualcosa è ancora in movimento. Una frase utile a Bari è «Puglia Centrale Adriatica, messaggio 58, dalle 00:00 per 6 ore, niente riga idraulica, le 6 non sono il bollettino nazionale, tegola visibile dalla strada, non sono salito». Una frase utile a Foggia, se la mappa ti mette nel Tavoliere, è «B, giallo idraulico nuovo rispetto a lunedì, non sono sull’argine del Candelaro». Se la mappa ti mette sul Sub-Appennino, è «H, due arancioni, niente idraulico, ramo sulla falda, foto dalla finestra». Una frase utile a Taranto è «zona E, arancione temporali e idrogeologico, giallo idraulico sul Lato insieme a B e G, non sono sul ponte». Una frase utile sul Basso Ofanto è «zona G, giallo idraulico dalle 00:00 per 6 ore nel messaggio, la fase nazionale non stampa le 6, non sono sull’argine».

Una frase utile a Potenza, se la mappa conferma la B, è «avviso 110, scenari fino alle 14, moderata idrogeologica, idraulico ordinario, temporali ordinari, non le 6 della Puglia, non sono sull’argine». Una frase utile se la mappa ti mette in A2, C o D è «dagli scenari di mezzanotte sono ordinaria idrogeologica, la tabella arancione è il livello più alto dell’avviso, non cito sette arancioni». Una frase utile a Napoli è «Piana campana non è nella fase del 3, non è il giallo di lunedì, non sono le sei ore pugliesi». Una frase utile sulla Penisola sorrentino-amalfitana è «giallo idrogeologico, non l’arancione di Bari, non sono in quota». Una frase utile a Pescara è «Bacino del Pescara, solo idrogeologico, niente temporali e niente idraulico di lunedì». Una frase utile a Palermo, se la mappa conferma il nord-ovest, è «giallo idraulico insieme al centro-settentrionale tirrenico, non sono sceso al porto». Una frase utile a Messina è «nord-est non è nell’elenco, pioggia debole sulla Sicilia nord-orientale nella vigilanza, non sono sul molo». Una frase utile a Reggio Calabria è «non sono nei due versanti jonici della fase del 3, pioggia debole sul meridionale è la vigilanza, non le sei ore». Una frase utile a Roma è «criticità di martedì senza Lazio, vento sul settentrionale è la vigilanza». Una frase utile a Firenze è «Toscana nel vento della fase del 3, non nell’arancione». Una frase utile a Genova è «la Liguria oggi è nel vento forte, in attenuazione dal pomeriggio, e mercoledì il Mar Ligure è molto mosso: non è la frase di ieri e non è Bari». Una frase utile a Milano, se il problema è il calorifero e non il tetto, è «3 novembre, ordinanza 57, 13 ore tra le 5 e le 23, non il temporale pugliese». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.

Il filtro, se la tegola è fuori sede o il pluviale bagna la facciata, è tetti e coperture. A Bari l’elenco è tetti a Bari. A Foggia è tetti a Foggia. A Taranto è tetti a Taranto. A Napoli, per l’assenza della Piana campana dalla fase del 3 e non per l’arancione pugliese, è tetti a Napoli. A Salerno, se la mappa ti mette nel Tusciano e non nella Piana Sele, è tetti a Salerno. A Pescara è tetti a Pescara. A Messina è tetti a Messina. A Palermo è tetti a Palermo. A Catania è tetti a Catania. A Siracusa è tetti a Siracusa. A Reggio Calabria, per la pioggia debole sul meridionale e non per i due versanti jonici, è tetti a Reggio Calabria. A Roma è tetti a Roma. A Firenze è tetti a Firenze. A Genova è tetti a Genova. A Perugia, per il vento sull’Umbria e non per il giallo temporali di lunedì, è tetti a Perugia. Un ramo che pende, a rientro possibile, è giardini e esterni. Un cavo o un quadro è impianti elettrici. L’acqua rimasta nel box, a frase chiusa, si legge con idraulica e riscaldamento. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.

Lunedì, nove zone Acqua in cantina Salvavita dopo il temporale 8 ore a Milano Elenco tetti Apri da Preventivo

Domande prima del telefono

Le sei ore del messaggio 58 chiudono l’arancione alle 6?

No. La tabella del 3 parte alle 00:00 e dura 6 ore. Il bollettino delle 14:57, fase del 3, non stampa le 6 e tiene l’arancione sulle nove zone per la giornata. La vigilanza attenua il vento dal pomeriggio. Fino a mezzanotte valeva la tabella di lunedì del messaggio 58, dalle 13 per 11 ore: le 00:10 non sono un buco dopo il messaggio 57. In Basilicata l’avviso 110, per oggi, arriva alle 14:00 sulle quattro zone, non alle 6. Il lavoro in quota, per chi manda una squadra, dipende dalle condizioni meteorologiche.

Foggia ha oggi la riga idraulica che lunedì era solo a Taranto?

Se la mappa conferma il Tavoliere, la B, sì. Il giallo idraulico di oggi è su B, E e G. Bari, lettura solita della C, non ce l’ha. A, H e I nemmeno. Taranto, la E, ce l’ha ancora, e non è più la sola. Il Basso Ofanto, la G, entra oggi. La durata regionale è sei ore da mezzanotte. La fase nazionale non stampa le 6. L’argine non è il punto da cui leggere il livello.

In Basilicata restano arancioni tutte e sette le zone fino alle 14?

La seconda tabella dell’avviso 110 colora tutte e sette di arancione, perché è il livello più alto dell’avviso intero. Gli scenari, dalle 00:00 alle 14:00, tengono la moderata idrogeologica su A1, B, E1 ed E2. A2, C e D sono ordinaria idrogeologica, con l’idraulico ordinario e senza temporali. Il bollettino nazionale, fase del 3, scrive le stesse quattro. Potenza si legge di solito nella B, da confermare. Le 14 chiudono l’avviso. Non sono un permesso sul tetto, e non sono le 6 della Puglia.

Napoli è ancora nel giallo di lunedì?

No. La Piana campana non è nella fase del 3. La Penisola sorrentino-amalfitana sì, sul solo idrogeologico. Pescara ha solo l’idrogeologico. Il Molise non ha un colore, e ha pioggia debole e vento nella vigilanza. Reggio Calabria non è nei due versanti jonici. Messina non è nell’elenco siciliano di oggi. Palermo, se la mappa conferma il nord-ovest, ha anche l’idraulico giallo. Roma non è nel bollettino di criticità. Genova è nel vento della fase del 3. Un bollettino emesso oggi nel pomeriggio sostituisce queste frasi.

ArtigianiVicino manda una ditta con questo bollettino?

No. Ramo sulla strada, cornicione che cede, persona ferita: 112 e autorità del Comune. L’800 840 840 è il Contact Center stampato sul sito del Dipartimento, non una linea di ArtigianiVicino. Quando la frase non ti tiene più in casa e dalla strada vedi una tegola fuori sede, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Un cavo o un quadro lo vede chi è abilitato al DM 37/08. Il refrigerante dell’unità esterna, se il circuito va aperto, lo vede chi è abilitato F-GAS.

Martedì 3 novembre 2026. Criticità nazionale delle 14:57 del 2 novembre, fase del 3. Messaggio di allerta 58, dalle 00:00 per 6 ore. Avviso lucano 110, scenari fino alle 14:00. Mercoledì è la fase del 4 della vigilanza: non è un colore.
Dove Cosa è scritto Cosa non autorizza
Criticità nazionale, fase del 3 Arancione temporali su tutte le zone pugliesi. Arancione idrogeologico su quelle zone e su A1, B, E1, E2. Giallo idraulico pugliese su Tavoliere, Lato e Lenne, Basso Ofanto Il comunicato del 1° novembre parla di lunedì. La mappa mostra il livello più alto e non cancella la riga idraulica di B, E e G
Messaggio 58, tabella del 3 Zone A–I. Idrogeologico e temporali arancioni, vento giallo. Idraulico giallo solo su B, E e G. Dalle ore 00:00 per 6 ore. La tabella di lunedì era dalle 13 per 11 ore Le 00:10 non sono un buco dopo il 57. Le 6 non spengono la fase nazionale. Il vento giallo non è la tempesta di ieri
Bari, Foggia, Taranto, Basso Ofanto Bari si legge di solito in C, senza idraulico. Foggia, se è la B, oggi ha il giallo idraulico. Taranto, la E, lo ha ancora. La G entra. A, H e I no Lunedì la riga idraulica era solo la E. Il lungomare di Bari non è il Candelaro. L’argine non è un punto di osservazione
Avviso 110, Basilicata Dalle 00:00 alle 14:00: moderata idrogeologica su A1, B, E1, E2. A2, C, D ordinaria idrogeologica. Idraulico ordinario su tutte. Temporali ordinari sulle quattro. La tabella colore è arancione su sette La tabella colore è il livello più alto dell’avviso, non gli scenari del mattino. Le 14 non sono le 6. Potenza si legge di solito nella B, da confermare
Campania, Abruzzo, Molise, Calabria, Sicilia Napoli non è in elenco. La Penisola sorrentina è gialla idrogeologica. Pescara: solo idrogeologico. Calabria: tre gialli su due versanti jonici. Sicilia: l’idraulico è centro-settentrionale tirrenico e nord-ovest Il Molise non ha un colore e ha pioggia e vento nella vigilanza. Messina non eredita Palermo. Reggio non è nei due versanti. Le ore 6 non si copiano
Vigilanza, fase del 3 Moderati su Puglia, Basilicata orientale e settori centro-occidentali della Sicilia settentrionale. Vento forte in attenuazione dal pomeriggio, Liguria compresa. Ionio agitato. Mari molto mossi in attenuazione serale Non è il «debole» scritto il 1° novembre per questa fase. Niente chilometri orari. Genova oggi è nominata. L’attenuazione non è le 6
Vigilanza, fase del 4 Pioggia debole su Calabria meridionale e Sicilia nord-orientale. Vento forte settentrionale sulla Liguria. Mar Ligure molto mosso. Puglia assente da quella frase di pioggia Non è un verde: la criticità del 2 novembre non ha questa fase. Non è un cantiere alle 7 a Bari né a Genova
Milano, ordinanza 57 del 9 ottobre Dal 31 ottobre al 15 aprile 2027, al massimo 13 ore tra le 5 e le 23. Le minime in aumento della fase del 3 non nominano Milano Un calorifero freddo oggi pomeriggio non è il temporale di Bari e non è un guasto da sfiatare

Poi apri l’elenco e chiama tu

Se, quando l’arancione o il giallo non sono più la frase che ti tiene in casa, dalla strada vedi una tegola fuori sede o il pluviale bagna la facciata, apri tetti e coperture e leggi la scheda. A Bari, se la mappa conferma la C, non c’è la riga idraulica. A Foggia, se la mappa conferma la B, il giallo idraulico c’è ed è nuovo rispetto a lunedì. A Taranto c’è ancora, insieme al Basso Ofanto. A Napoli la Piana campana non è nella fase del 3. A Pescara il giallo è solo idrogeologico. A Palermo il giallo idraulico c’è se la mappa ti mette nel nord-ovest. A Messina quell’elenco no. A Reggio Calabria i due versanti jonici di oggi no. A Roma la criticità di martedì non colora il Lazio. A Firenze la frase è il vento sulla Toscana. A Genova la fase del 3 nomina la Liguria nel vento. Se un ramo è sulla carreggiata o qualcuno è ferito, la telefonata di adesso è verso il 112 e verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo sentendo la persiana da una stanza con le finestre chiuse, il giro è finito senza chiamata.

Elenco tetti Elenco elettricisti Apri da Preventivo