Ieri giovedì non era un colore. Il foglio delle 14:56 ce l’ha
La scheda di mercoledì, due zone, dalle 18, chiudeva la vigilanza del 5 su una classe di pioggia e diceva che la criticità di quel giorno non aveva la fase di giovedì. Quella frase era vera sul bollettino del 3 novembre. Il bollettino di criticità del 4 novembre 2026, ore 14:56, è un altro foglio. Ha una fase per mercoledì 4 e una fase per giovedì 5. Stamattina si legge la seconda. Tenere in mano la scheda di ieri per decidere il tetto a Olbia, a Nuoro o a Cagliari è usare l’arancione che questo foglio, per oggi, ha sostituito con il rosso, e usare l’assenza di Cagliari da una riga che oggi c’è, in giallo.
La fase del 4, dentro il foglio nuovo, non è la giornata in cui stai aprendo la porta. Per mercoledì scrive ancora arancione idrogeologico su Flumendosa-Flumineddu e Gallura, giallo temporali sulle stesse due zone, e poi il giallo di ieri su tratti di Calabria, di Basilicata e della Sicilia nord-orientale. Alle 23:59 di mercoledì quella fase si chiude. Non si ricopia su giovedì per dire che la Calabria è ancora gialla, e non si ricopia per dire che l’idrogeologico sardo è ancora solo arancione. La fase del 5 non ha la Calabria. Non ha la Basilicata. Ha il rosso.
Il comunicato del Dipartimento, 4 novembre 2026, riassume: per giovedì, allerta rossa sui settori orientali della Sardegna e allerta gialla sul restante territorio, più allerta gialla su parte della Sicilia. «Restante territorio», in quella frase, è il resto dell’isola, non il resto d’Italia. «Rossa sui settori orientali» non è un solo codice su tre rischi. Il bollettino, sotto, stampa le righe una per una. Il titolo corto non le fonde.
Oggi il rosso è idrogeologico, su due zone sarde. L’arancione di mercoledì, su quelle due zone, è la fase di ieri dentro lo stesso foglio. Non è il colore con cui si apre la porta stamattina.
Rosso, arancione e giallo non sono la stessa riga
La fase del 5 ha cinque righe, non una macchia. Elevata criticità per rischio idrogeologico, allerta rossa: Sardegna, Bacini Flumendosa-Flumineddu e Gallura. Moderata criticità per rischio temporali, allerta arancione: le stesse due zone. Ordinaria criticità per rischio idraulico, allerta gialla: ancora le stesse due zone. Ordinaria criticità per rischio temporali, allerta gialla: cinque zone della Sicilia, non la Sardegna. Ordinaria criticità per rischio idrogeologico, allerta gialla: Iglesiente, Campidano, Bacini Montevecchio-Pischilappiu, Logudoro e Bacino del Tirso, più le stesse cinque zone siciliane. Il foglio nazionale scrive Pischilappiu. Il comunicato regionale del 4 novembre scrive Pischinappiu. È la Sard-C, non un secondo bacino da sommare.
Le avvertenze in calce al bollettino spiegano la mappa. Per ogni zona mostra il livello più alto. A parità di livello dà priorità all’idraulico, poi ai temporali, poi all’idrogeologico. Su Flumendosa-Flumineddu e sulla Gallura i livelli non sono pari. L’idrogeologico è rosso, i temporali sono arancioni, l’idraulico è giallo. La mappa resta rossa perché quella è la riga più alta, non perché l’idraulico sia rosso e il riquadro lo abbia promosso. Ieri la scheda doveva dire il contrario: l’arancione non copriva un idraulico che il testo non aveva. Oggi l’idraulico c’è, ed è giallo. Vedere il rosso e andare sull’argine «perché la mappa è idraulica» aggiunge un grado che il testo non ha.
Lo stesso calce ricorda che per il rischio temporali non è prevista l’allerta rossa. Quei fenomeni stanno già nello scenario del rosso idrogeologico, e gli effetti si leggono insieme. Chiedere un «rosso temporali» che il codice non stampa, e trattare l’arancione dei temporali come un buco, è il modo sbagliato di leggere due righe che convivono. Il comunicato della Direzione generale le separa con i nomi regionali: sulle aree Flumendosa Flumineddu e Gallura, codice arancio per rischio idrogeologico per temporali, codice giallo per rischio idraulico, codice rosso per rischio idrogeologico. «Idrogeologico per temporali» e «rischio temporali» del bollettino nazionale sono la stessa coppia di zone e lo stesso livello moderato. Non diventano un secondo rosso perché l’etichetta regionale tiene la parola idrogeologico davanti a temporali.
Su D e su F: rosso idrogeologico, arancione temporali, giallo idraulico. La mappa rossa non promuove l’idraulico. L’arancione dei temporali non è un rosso mancante.
Dalle 18 di ieri alle 23:59 di oggi. La mattina non è un buco
L’avviso BCR/308 del 4 novembre 2026 ha due orologi in testa. La validità del documento va dalle 14:00 del 4 alle 23:59 del 5. L’avviso, quello colorato, inizia alle 18:00 del 4 e finisce alle 23:59 del 5. Il comunicato ripete la seconda finestra e ci mette dentro tutti i codici: il giallo idrogeologico sulle cinque zone, e sulla coppia Flumendosa-Gallura l’arancione dei temporali, il giallo idraulico e il rosso idrogeologico. Ieri la scheda leggeva il BCR/307, che chiudeva alle 23:59 del 4. Quel foglio è finito. Non è un buco tra la mezzanotte e un nuovo avviso che parta stamattina. Il 308 era già aperto ieri sera, e stamattina sei ancora dentro.
Per questo le 8 di giovedì non sono le 8 di mercoledì. Ieri mattina l’avviso regionale non era ancora iniziato, e la tentazione era salire «prima delle 18». Oggi la finestra è aperta da ieri sera. Salire «perché è mattina e il rosso sarà nel pomeriggio» usa un orologio che il 308 non stampa. Il bollettino nazionale, per la fase del 5, tiene la giornata. Non stampa un inizio alle 18 di giovedì, perché l’inizio regionale era alle 18 di mercoledì. Le 23:59 di oggi chiudono l’avviso. Non autorizzano la scala alle 00:10, e non la autorizzano alle 7 perché «manca poco».
Sullo stesso avviso la fase operativa indicata è la massima. Preallarme su Flumendosa-Flumineddu e sulla Gallura. Attenzione su Iglesiente, Campidano, Montevecchio-Pischinappiu, Tirso e Logudoro. La legenda dice che la fase si correla nel tempo agli scenari, e che anche con codice verde non si escludono, a livello locale, rovesci o temporali. Il preallarme non è un sopralluogo sull’argine. L’attenzione non è un verde. Il venerdì, sullo stesso foglio, è tendenza: uno scenario con più incertezza, non un cantiere già datato.
Il comunicato, per i temporali, chiede di restare nelle proprie abitazioni, di salire ai piani superiori se si è in un seminterrato o al piano terra, di limitare i trasferimenti in auto ai casi di urgenza, e di seguire le strutture territoriali. Vieta di attraversare torrenti in piena, a piedi o con qualsiasi mezzo, di sostare presso ponti e argini, e di attraversare sottopassi. «Salire ai piani superiori» è il piano di casa, se l’acqua è già sotto e le scale per arrivarci sono ancora asciutte. Non è un invito a scendere in garage a spostare l’auto quando il vano è già il punto basso. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 107, chiama lavoro in quota l’attività con rischio di caduta da più di 2 metri rispetto a un piano stabile. L’art. 111, comma 7, fa eseguire i lavori temporanei in quota soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. È la regola di chi manda una squadra. Non è un permesso con la scala perché sono le 9 e il foglio di ieri parlava delle 18.
Giovedì mattina sei dentro l’avviso, non prima. La finestra scritta è dalle 18:00 di mercoledì alle 23:59 di giovedì. Le 9 non sono un buco. Le 23:59 non sono una scala.
Cagliari entra nel giallo. Non entra nel rosso
L’elenco dei comuni del piano regionale non mette Cagliari su Flumendosa-Flumineddu e non la mette sulla Gallura. La riga di Cagliari indica Sard-A e Sard-B, Iglesiente e Campidano. Sassari è Sard-G, Logudoro. Olbia è Sard-F, Gallura. Nuoro è Sard-D, Bacini Flumendosa-Flumineddu. Quartu Sant’Elena, Quartucciu e Sinnai sono Campidano. Villasimius è Campidano. Muravera, Tortolì, Dorgali e Bari Sardo sono Flumendosa-Flumineddu. Ieri A, B e G non erano nelle righe di criticità del 4. Oggi il comunicato ce le mette, nel giallo idrogeologico, insieme alla C e alla E. La novità non è che Cagliari sia diventata Olbia. La novità è che l’assenza di ieri non si può più citare.
Due trappole stanno nello stesso elenco, e oggi pesano di più. Siniscola è indicato sia su Sard-D sia su Sard-F: tutte e due le zone sono nella coppia del rosso, se la mappa conferma. Tempio Pausania è indicato sia sulla Gallura sia sul Logudoro. La F è nel rosso idrogeologico, nell’arancione dei temporali e nel giallo idraulico. La G è nel giallo idrogeologico, fase di attenzione. Un nome di paese non è un colore unico. Si conferma la via, e non si sceglie il codice più comodo. Villasimius sta a sud-est e nell’elenco è Campidano: oggi è giallo idrogeologico, non rosso. Muravera, poco più a nord lungo la costa, è Flumendosa: se la mappa conferma, è nel rosso. «Orientale, quindi rosso» colora Villasimius con la riga di Muravera. Il contrario, «ieri Cagliari era fuori, quindi il sottopasso si può fare», tiene la scheda di mercoledì sulla giornata in cui il giallo c’è.
Il comunicato della Regione, Cagliari, 4 novembre 2026, dice che alla riunione c’erano i sindaci degli 83 Comuni interessati dall’allerta rossa. Non pubblica in quella frase l’elenco degli 83, e non trasforma 83 in un numero di tetti o di ditte. La Prefettura di Cagliari ha comunicato il preallertamento del Centro coordinamento soccorsi. È un passo delle istituzioni. Non sposta il civico di Cagliari da A e B a D e F: la prefettura non è la zona di allerta del piano. La Prefettura di Sassari ha diramato i bollettini e avviato i contatti con i Vigili del fuoco: Sassari, se la mappa conferma il Logudoro, resta nel giallo idrogeologico, non nella Gallura. La Prefettura di Nuoro ha confermato il monitoraggio e si è riservata di attivare il proprio centro secondo l’evoluzione: Nuoro, se la mappa conferma la D, è nella coppia del rosso. Nessuna di queste tre frasi è un motivo per andare a vedere un torrente.
Cagliari, nell’elenco, è A e B: giallo idrogeologico, attenzione. Sassari è G, lo stesso giallo. Olbia è F e Nuoro è D: rosso idrogeologico, se la mappa conferma. Villasimius non prende il rosso di Muravera.
A Olbia la pagina scrive rosso per tre rischi. Il comunicato li separa
La pagina del Comune di Olbia del 4 novembre 2026, aggiornata alle 15:17, intitola un avviso per rischio idrogeologico, idraulico e idrogeologico per temporali, criticità elevata, codice rosso, zona Gallura, fase operativa di preallarme, per giovedì 5. Scrive anche che il Centro operativo comunale è attivo dal 4, dalle 16. Il sindaco dispone, per giovedì, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, degli asili, delle ludoteche, dei centri di aggregazione sociale e dei servizi socio-educativi, e la chiusura del Parco Fausto Noce e dei cimiteri. Chiede di restare in casa, di limitare l’auto all’urgenza, vieta sottopassi, ponti e argini, e per chi abita in zona a rischio allagamento indica i piani superiori, non cantine, seminterrati e garage. Aggiunge di spostare per tempo i veicoli in zone elevate.
Ore, fase, scuole e divieti si leggono. Il codice rosso steso su tutti e tre i rischi, in quel titolo, non è la separazione del comunicato regionale. Lì il rosso è solo idrogeologico. I temporali sono arancioni. L’idraulico è giallo. Ieri il titolo comunale aggiungeva un idraulico che i fogli più larghi non avevano. Oggi l’idraulico c’è, e il titolo lo dipinge del colore dell’idrogeologico. Usarlo per andare al ponte è di nuovo il contrario del divieto che la stessa pagina scrive sotto. «Spostare per tempo» i veicoli sta nell’avviso pubblicato mercoledì. Giovedì mattina, se il garage è già il punto basso e la stessa pagina dice di non scendere, non si scende a prendere l’auto e non si attraversa un sottopasso per metterla in salvo. Il parco chiuso e il cimitero chiuso non sono una passeggiata per controllare se l’ordinanza è vera.
La chiusura delle scuole è di Olbia, su quella pagina. Il comunicato regionale dice che diversi amministratori hanno illustrato ordinanze su scuole, uffici, impianti e aree verdi. Non trasforma quella frase in un elenco di città, e non chiude le scuole di Cagliari perché Olbia le ha chiuse. Una scuola chiusa non è una mattina libera per il coppo. Il preallarme non è un grado in più sul rosso e non è un sopralluogo. Il Centro operativo comunale non è uno sportello a cui portare una tegola.
A Olbia, se la mappa conferma la Gallura, ci sono il rosso idrogeologico, l’arancione dei temporali e il giallo idraulico, in preallarme, fino alle 23:59. La scuola chiusa non è una scala. Il titolo unico «codice rosso» non si va a verificare sull’argine.
In Sicilia il giallo di giovedì nomina cinque zone, non l’isola
Nella fase del 4, dentro lo stesso bollettino, il giallo siciliano per temporali e per idrogeologico stava su due nomi: Nord-Orientale versante ionico, e Nord-Orientale versante tirrenico e isole Eolie. Nella fase del 5 i due nomi restano, e se ne aggiungono tre: Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Bacino del Fiume Simeto. Su tutte e cinque il livello è ordinario, sia per i temporali sia per l’idrogeologico. Non c’è una riga idraulica sulla Sicilia. Non c’è un rosso. Non c’è l’arancione dei temporali sardi. Leggere «Sicilia» e portarsi in tasca la Gallura è un altro bollettino.
Messina si legge di solito sui due versanti nord-orientali, tirrenico e ionico. Quei due nomi sono nella riga di giovedì, come lo erano in quella di mercoledì: il civico si conferma sulla mappa, non sul fatto che ieri il giallo già ci fosse. Palermo si legge di solito sul Nord-Occidentale, con Egadi e Ustica. Quel nome ieri, nella fase del 4 di questo foglio, non c’era. Oggi c’è, in giallo. Catania si legge di solito sul Bacino del Simeto: il nome è nella riga del 5. Siracusa non si colora con Catania, e Pantelleria non si colora con Palermo. Una via che la mappa lascia fuori da queste cinque zone non eredita il giallo, e non eredita nemmeno un verde da cui salire sul tetto.
Il testo della vigilanza del 4 novembre, per la fase del 5, mette quantitativi da deboli a moderati sulla Sicilia occidentale e sul versante centro-settentrionale orientale, e quantitativi generalmente deboli sulla Sicilia sud-orientale. Sono classi di pioggia, non i codici della criticità. Il giallo non si spegne perché una classe è debole, e il debole non diventa rosso perché in Sardegna la riga è rossa. I venti della stessa fase sono localmente forti di sud-est sulla Sicilia occidentale. Non ci sono chilometri orari. Il mare è molto mosso anche sullo Stretto di Sicilia. Il porto non è il punto da cui si controlla se la classe di pioggia e il giallo coincidono.
Cinque zone siciliane, giallo temporali e giallo idrogeologico. Niente riga idraulica, niente rosso. Il Nord-Occidentale e il Simeto sono nella fase del 5: non erano i due soli nomi di mercoledì.
Calabria e Basilicata erano la fase di ieri. La Liguria ha il vento, non il rosso
Nella fase del 4 il giallo idraulico, il giallo temporali e il giallo idrogeologico stavano, in Calabria, sul Versante Tirrenico Meridionale e sul Versante Jonico Meridionale. In Basilicata il giallo idrogeologico stava su Basi-B, Basi-E2 e Basi-C. Nella fase del 5 quei nomi non ci sono. Un civico a Reggio Calabria o a Potenza non si tiene il giallo di mercoledì perché il foglio, più sopra, lo stampa ancora nella fase chiusa. Il testo della vigilanza, per il 5, mette la Calabria meridionale tra i quantitativi generalmente deboli. È una classe di pioggia, non la riga di criticità di ieri rimasta accesa, e non è un permesso sul tetto.
Roma, Bari e Napoli non sono nella fase del 5. Non sono le cinque zone siciliane e non sono la Gallura. L’assenza di un colore non è una scala: il lavoro in quota resta legato alle condizioni, non al fatto che la riga sarda non ti nomini. Il testo della vigilanza, per il 5, non mette la Lombardia tra le piogge di quella fase. Milano non eredita il rosso, e non eredita un verde operativo. Se ne parla più sotto, per l’orario dei caloriferi.
Il Piemonte, nel testo della fase del 5, è spezzato. Il sud-ovest sta con la Liguria di ponente nel blocco da deboli a moderati. Il centro e il sud-est stanno con la Valle d’Aosta nel blocco generalmente debole. Il Torinese si conferma sulla mappa, non sulla parola Piemonte. Nessuno dei due blocchi è il rosso della Gallura. Le nevicate della stessa fase sono mediamente sopra i 1300 metri sulle Alpi occidentali, apporti deboli, quota neve in rialzo. La neve a 1300 metri non è il tetto in città. La Liguria di ponente è nel blocco da deboli a moderati; il resto della Liguria è nel blocco debole. I venti sono forti settentrionali sulla Liguria. Il Mar Ligure è molto mosso, insieme al Tirreno settore ovest. Genova, se la mappa di vigilanza la mette in uno di quei due nomi, ha quella classe e quel vento. Non ha un colore di criticità. Il molo non è il punto di lettura.
La Calabria e la Basilicata non sono ristampate nella fase del 5. Roma, Bari e Napoli non ci sono. Genova, se è nel testo della Liguria, ha pioggia e vento forte, non il rosso sardo. Nessuna di queste frasi è una scala.
Moderato ed elevato non sono 30 millimetri già caduti
Nel testo della vigilanza, per il 5, le precipitazioni sulla Sardegna orientale sono da sparse a diffuse, anche a rovescio o temporale, con quantitativi da moderati ad elevati. Sul resto dell’isola sono sparse, da deboli a moderati, insieme al Piemonte sud-occidentale e alla Liguria di ponente. Non c’è un millimetro stampato in quella frase. Non si traduce «elevati» in un numero che la pagina nazionale non ha scritto, e non si usa il moderato del resto dell’isola per spegnere il rosso delle due zone di allerta. Si può avere il rosso idrogeologico su una zona di allerta e una classe di pioggia scritta con altre parole sulla zona di vigilanza che le sta vicino. Le due carte si leggono separate.
Il comunicato regionale della stessa mattinata, quello della riunione, riferisce l’avviso di condizioni avverse: temporali che possono interessare tutto il territorio, più intensi sul settore orientale, cumulati elevati e localmente molto elevati, e forti raffiche su tutta la Sardegna. Nel corso dell’incontro Salvatore Natale, di ARPAS, ha indicato che i fenomeni possono essere forti già nelle prime fasi, con precipitazioni che localmente potrebbero raggiungere i 30 millimetri in un’ora e accumuli fino a 70 millimetri in tre ore. È una possibilità detta in quella sede. Non è un cumulato già misurato sulla tua via, non è un numero della vigilanza nazionale, e non è una quantità da citare al telefono come se il pluviometro di casa l’avesse già segnata. Il comunicato aggiunge che l’allegato di monitoraggio del Centro funzionale esce ogni tre ore. La nota di ieri sera non è la fotografia di stamattina, e non è una passeggiata fino a una diga per controllare se la parola preallarme è ancora lì.
I venti della fase nazionale, per il 5, sono forti settentrionali sulla Liguria e localmente forti da est sulla Sardegna, oltre al sud-est già detto sulla Sicilia occidentale e sui tratti costieri di Lazio e Toscana meridionale. Non ci sono chilometri orari. Non c’è la parola burrasca. Non si fabbrica una velocità sommando «da est» e il rosso idrogeologico. Le raffiche «su tutta la Sardegna» stanno nel comunicato regionale della riunione: non spostano Cagliari nel rosso, e non sono un motivo per uscire a fissare una persiana. Le temperature della fase nazionale sono senza grandi variazioni. Non diagnosticano una caldaia e non spengono un’allerta.
La pagina «In caso di temporali e fulmini» chiede, all’aperto, di raggiungere un luogo chiuso e di aspettare almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di riprendere le attività fuori. Se senti i tuoni, anche lontani, il temporale è a pochi chilometri. I fulmini possono cadere anche senza pioggia sulla testa. In casa la stessa pagina chiede di stare lontani da apparecchi collegati alla rete e dal telefono fisso, di tenere spenti televisore, computer ed elettrodomestici, meglio staccando la spina se è già a portata, di non toccare condutture, cavi e impianto, di rimandare doccia e piatti, e di non sostare sotto tettoie, balconi, gazebo e verande. Porte e finestre si tengono chiuse. L’avviso meteo nazionale, per il pomeriggio-sera di mercoledì, nominava anche grandine locale e attività elettrica sulla Sardegna, specie a est e sulle coste. Quella frase ha aperto la finestra. Non è un permesso, giovedì mattina, per uscire a vedere se la grandine c’è già stata.
Sulla Sardegna orientale la vigilanza scrive da moderati ad elevati, senza millimetri. I 30 e i 70 sono una possibilità detta nell’incontro di ieri, non un cumulato già tuo e non un ordine di lavoro.
Venerdì è tendenza. La vigilanza del 6 non è un colore
Il bollettino di criticità delle 14:56 si ferma al 5. Non ha una fase del 6. Il BCR/308 segna il 6 come tendenza. La legenda dice che la tendenza è uno scenario con più incertezza, e che la previsione dei fenomeni è limitata al giorno di emissione e al giorno dopo, salvo situazioni eccezionali. Nel testo della vigilanza, per il 6, la Sardegna sta nel blocco da isolati a sparsi, quantitativi generalmente deboli, insieme a tratti di Piemonte, Lazio, Campania, Sicilia, Lombardia, Emilia-Romagna occidentale, Toscana tirrenica e Basilicata occidentale. Un altro blocco, generalmente moderato, nomina Valle d’Aosta, Piemonte occidentale, Liguria di ponente, i settori tirrenici di Lazio, Campania, Basilicata e Calabria settentrionale, e la Sicilia sud-occidentale. I venti restano forti settentrionali sulla Liguria e tendono a localmente forti da ovest sulla Sardegna. Il Mar Ligure e il Tirreno centro-settentrionale sono molto mossi, e dalla sera lo è anche il Mare di Sardegna.
Il debole di venerdì sulla Sardegna non spegne, retroattivamente, il rosso di giovedì, e non è un via libera alle 00:10 perché l’avviso del 5 è scaduto. Un bollettino emesso oggi nel pomeriggio può tenere, stringere o spostare la frase di domani. Cagliari, se venerdì la mappa la mette ancora su Campidano, non legge il rosso di oggi e non legge un verde. Legge, al massimo, una classe di vigilanza che questo foglio chiama generalmente debole, più la tendenza regionale. Nessuna delle due è una scala. Il moderato sulla Liguria di ponente, nel testo del 6, non è un arancione già stampato a Genova.
Venerdì il BCR/308 è tendenza. La criticità di ieri sera non ha quella fase. Il debole della vigilanza non è un cantiere alle 7.
Da dentro, finché la frase è sulla tua via
Il controllo utile, con il rosso sulla zona, con il giallo idrogeologico sulle altre zone sarde, o con il giallo siciliano, resta al chiuso. Il comunicato regionale non scrive di scendere in cantina. Non scrive di andare sul molo a vedere se il Tirreno è già molto mosso. La scheda dell’acqua nel box, da leggere dopo e dalla soglia asciutta, è acqua in cantina dopo l’allerta. Quel 12 ottobre non è oggi. Il gesto che non cambia è non scendere mentre la cautela dice di non sostare e di salire, se serve, ai piani superiori.
- La riga, prima del gesto. Criticità delle 14:56, fase del 5: rosso idrogeologico, arancione temporali e giallo idraulico su Sard-D e Sard-F. Giallo idrogeologico su A, B, C, E e G. In Sicilia, giallo temporali e giallo idrogeologico su cinque zone. Avviso BCR/308: dalle 18:00 di ieri alle 23:59 di oggi. Se la mappa non ti mette in nessuna di queste frasi, non citare Olbia al telefono.
- Finestre chiuse, persiane da dentro. Se il fermo è interno, aggancialo. Se la persiana sbatte e il nottolino è sul balcone, non esci a prenderlo. Il balcone, in temporali, non è un riparo. Vale a Olbia nel preallarme e a Cagliari nell’attenzione.
- Il vaso, solo se è già a portata. Se per fissarlo devi stare fuori, il controllo è finito. Lo dirai dopo come oggetto ancora fuori. Non alle 9 «perché il rosso è una cosa del pomeriggio».
- Cantina, garage, sottopasso, ponte e argine non si verificano di persona. Guardi dal piano di sopra, se ci sei già e il vano non è allagato. Il titolo comunale che dipinge di rosso anche l’idraulico non è un sopralluogo. «Spostare l’auto per tempo» non è un verbo da garage già allagato.
- Foto da una stanza. Coppo fuori sede, antenna inclinata, unità esterna spostata, ramo sulla falda, telo di un ponteggio. Ora e lato della casa. Non apri la portafinestra per inquadrare meglio. Sotto l’albero, vicino a un traliccio, sul molo, non ti fermi a fare la foto.
- Quadro e spine. Se il temporale è sulla via, stacchi ciò che è già a portata e non tocchi tubi, cavi e impianto. Il telefono fisso sta nella pagina sui fulmini. Se senti odore di bruciato o il quadro è umido, ti allontani. Non riarmi per avere luce in cantina.
- Tetto, antenna e ponteggio restano fermi. Non alle 9 perché ieri l’avviso partiva alle 18, non alle 23:59 perché la tabella finisce, non all’alba di venerdì perché la criticità non ha la fase del 6. In quota, quando la frase non è più sulla tua via e un bollettino più nuovo non l’ha tenuta, ci va chi ha le protezioni.
Non camminare sui coppi, non spostare una tegola, non appoggiare una scala al cornicione, non seguire una persiana nel vuoto, non scendere in cantina a misurare l’acqua. Le 23:59 non sono un meteo da cantiere.
Sotto questa frase il tetto, la cantina e l’argine restano fermi
Per tutto il tempo in cui la tua via è in una delle frasi di giovedì, non entra una scala, un passo sul balcone, uno spostamento di coppi, uno stasamento della gronda dal terrazzo, un controllo dell’argine. Non entra a Olbia alle 9 «perché le scuole sono chiuse e il tetto si sistema prima di pranzo». Non entra alle 00:10 «perché l’avviso è scaduto». Non entra a Nuoro perché «è interno, non è il mare»: se la mappa conferma la D, la D è nel rosso idrogeologico. Non entra a Cagliari «tanto sono giallo, non rosso, quindi posso salire»: il giallo idrogeologico è una criticità ordinaria, la fase è di attenzione, e la legenda regionale lo dice anche per il verde. Non entra a Sassari sul Logudoro per lo stesso motivo. Non entra a Villasimius copiando Muravera, e non entra a Muravera «perché il titolo diceva solo Olbia».
Non entra a Tempio Pausania scegliendo il Logudoro se la mappa ti mette sulla Gallura, e non entra scegliendo la Gallura se la mappa ti mette sul Logudoro: si porta al telefono la zona confermata, non la più comoda. Non entra a Palermo perché «è solo giallo, e ieri non c’ero»: il Nord-Occidentale, se la mappa conferma, oggi è nella riga. Non entra a Messina sul porto perché il nord-est era già giallo mercoledì. Non entra a Catania copiando il rosso sardo sul nome Simeto. Non entra a Siracusa solo perché Catania si legge di solito sul Simeto. Non entra a Reggio Calabria a riaprire il giallo della fase del 4. Non entra a Potenza a riaprire B, E2 e C. Non entra a Roma, a Bari o a Napoli perché quelle città non sono nella fase del 5. Non entra a Torino perché la neve è sopra i 1300 metri e il civico non è la Gallura. Non entra a Genova sul molo: vento forte settentrionale e Mar Ligure molto mosso non sono un rosso, e non sono un permesso.
L’impalcatura non è un’eccezione del comunicato sardo. Finire «due metri di ponteggio entro mezzogiorno, tanto il rosso è idrogeologico e non vento» è lavorare in quota dentro una finestra già aperta. Il ponteggio si lascia. Si guarda da dentro se un telo sbatte. In condominio il tetto e, di regola, le antenne destinate all’uso comune non sono il balcone del singolo piano: lo ricorda l’art. 1117, numeri 1 e 3, del codice civile. Sistemare la parte comune durante il temporale non è un favore al palazzo. Non chiedere un prezzo chiuso «entro le 23:59, così il coppo è a posto quando finisce l’avviso». Le 23:59 sono la fine della finestra regionale, non una scadenza di cantiere. Una sigillatura, una tegola e un’intera falda non sono lo stesso intervento. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questo bollettino non è una domanda di detrazione. Il percorso, a casa agibile e con il cantiere definito, sta in Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE.
A Milano oggi valgono ancora 13 ore. Non è il temporale della Gallura
L’avviso del Comune di Milano del 9 ottobre 2026, e l’ordinanza sindacale n. 57 della stessa data, dal 31 ottobre 2026 al 15 aprile 2027 consentono al massimo 13 ore al giorno, tra le 5 e le 23. Il tetto ordinario della zona E, nel D.P.R. 412/1993, è di 14 ore: l’ordinanza lo riduce. Giovedì 5 novembre è dentro le 13 ore. Un termosifone freddo nel pomeriggio, in un appartamento milanese, può essere l’orario che il palazzo ha scelto dentro quella finestra. Non è il rosso sulla Gallura, e non è un guasto da sfiatare perché in Sardegna l’avviso chiude alle 23:59. La fase del 5 non nomina la Lombardia. Quell’assenza non diagnostica la caldaia, e non è un verde da cui salire sul tetto «perché qui non piove come a Olbia».
L’ordinanza elenca esclusioni, tra cui ospedali, cliniche, case di riposo, nidi e scuole dell’infanzia: un edificio escluso non si legge con le 13 ore. Torino non eredita l’ordinanza di Milano. Il Torinese non eredita le 13 ore e non eredita le due zone sarde. Roma e Napoli non ereditano le 13 ore. Un calorifero freddo si legge sull’ordinanza del proprio Comune e sulla bacheca del palazzo. Non si legge sul bollettino di criticità delle 14:56. Il testo della vigilanza per il 6, quello di domani, nomina la Lombardia tra i quantitativi generalmente deboli: è un’altra fase, non è il rosso di oggi, e non è una diagnosi.
A Milano giovedì 5 il tetto scritto è 13 ore, tra le 5 e le 23, fino al 15 aprile 2027 salvo nuove disposizioni. Il temporale di oggi non diagnostica la caldaia.
Quando la scheda della ditta torna utile
Durante la frase, se un ramo blocca la strada, un cornicione cede, un sottopasso inghiotte un’auto o qualcuno è ferito, la telefonata è verso il 112 e verso le autorità indicate dal Comune. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Sulla pagina del Dipartimento il Contact Center è 800 840 840 e il centralino è 06 68201. Sono numeri del Dipartimento, non linee di questo sito. Limitare il cellulare quando c’è un’emergenza in corso vale anche per non occupare la linea con un preventivo.
La ditta torna nel discorso quando il rosso o il giallo non sono più la frase che ti tiene in casa, le autorità non stanno chiedendo di restare dentro, sono passati almeno 30 minuti dall’ultimo tuono se il temporale era sulla via, e un bollettino più nuovo non ha tenuto la zona. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi una tegola o una lastra fuori sede, se il pluviale è stato spostato e bagna la facciata, o se il solaio segna dopo la pioggia o dopo che un coppo si è mosso. La scheda dell’alone, quando il problema è la macchia e la frase del tempo non è più quella di oggi, è infiltrazione dal tetto. Chiama chi lavora in quota sugli alberi se un ramo è rimasto appoggiato alla falda o al muro e non è un fuscello che raccogli dal cortile senza scala.
Se, a frase chiusa, nel box o in cantina resta acqua e il locale è raggiungibile senza attraversare un vano allagato, la lettura è quella della scheda sulla cantina. Non è un motivo per scendere durante le 18:00 di ieri–23:59 di oggi. Chiama un elettricista, e chiedi l’abilitazione DM 37/08, se un cavo del palazzo è stato strappato, se il quadro ha preso un colpo, o se senti odore di bruciato. Non è un bollino di questo sito: è l’abilitazione sul lavoro. Se la pioggia o il vento hanno inclinato l’unità esterna, non aprire il circuito del refrigerante. Chi maneggia quel gas ha l’abilitazione F-GAS, e ci arriva quando la macchina è raggiungibile da terra. Il riarmo a quadro asciutto, dopo, è un’altra scheda: salvavita dopo il temporale. Quel 10 ottobre non è il bollettino di oggi. Se il quadro è umido, non lo tocchi.
Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città e, se la sai, la zona, il fatto che il 5 il rosso è idrogeologico su D e F e l’avviso regionale va dalle 18 di ieri alle 23:59 di oggi, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se qualcosa è ancora in movimento. Una frase utile a Olbia, se la mappa conferma la Gallura, è «Sard-F, BCR/308, fino alle 23:59, rosso idrogeologico, arancione temporali, giallo idraulico, la pagina comunale dipinge tutto di rosso e chiude le scuole, tegola visibile dalla strada, non sono sull’argine». Una frase utile a Nuoro, se la mappa conferma la D, è «Sard-D, non è Cagliari, non sono salito». Una frase utile a Cagliari è «elenco del piano su A e B, giallo idrogeologico, attenzione, non il rosso della Gallura, non sono salito». Una frase utile a Sassari è «Logudoro, Sard-G, giallo idrogeologico, non è la Gallura». Una frase utile a Villasimius è «Campidano, non Flumendosa». Una frase utile a Muravera, se la mappa conferma la D, è «Sard-D, non è il giallo di Villasimius».
Una frase utile a Palermo, se la mappa conferma il Nord-Occidentale, è «giallo temporali e giallo idrogeologico nella fase del 5, ieri quel nome non era nella fase del 4, niente riga idraulica, non sono sul porto». Una frase utile a Messina, se la mappa conferma un versante nord-orientale, è «giallo, non il rosso sardo, non sono sul porto». Una frase utile a Catania, se la mappa conferma il Simeto, è «giallo idrogeologico e giallo temporali, non il rosso di Olbia». Una frase utile a Roma è «fase del 5 senza il Comune di Roma, non la Gallura». Una frase utile a Bari è «fase del 5 senza Puglia». Una frase utile a Napoli è «fase del 5 senza la città, non l’arancione sardo». Una frase utile a Torino è «neve sopra i 1300 metri sulle Alpi occidentali, non le 13 ore di Milano e non le 23:59 della Sardegna». Una frase utile a Genova è «Liguria nel testo della vigilanza, vento forte settentrionale, Mar Ligure molto mosso, niente colore di criticità, non sono sul molo». Una frase utile a Milano, se il problema è il calorifero e non il tetto, è «5 novembre, ordinanza 57, 13 ore tra le 5 e le 23, non il temporale della Gallura». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.
Il filtro, se la tegola è fuori sede o il pluviale bagna la facciata, è tetti e coperture. A Cagliari, per il giallo idrogeologico su A e B e non per il rosso della Gallura, l’elenco è tetti a Cagliari. A Sassari è tetti a Sassari. A Palermo, se la mappa conferma la zona gialla e non per il rosso sardo, è tetti a Palermo. A Catania è tetti a Catania. A Messina è tetti a Messina. A Siracusa, solo dopo che la mappa ha detto se la via è in una delle cinque zone, è tetti a Siracusa. A Roma è tetti a Roma. A Napoli è tetti a Napoli. A Torino è tetti a Torino. A Genova è tetti a Genova. A Milano, se il problema è il tetto e non l’orario dei caloriferi, è tetti a Milano. Un ramo che pende, a rientro possibile, è giardini e esterni. Un cavo o un quadro è impianti elettrici. L’acqua rimasta nel box, a frase chiusa, si legge con idraulica e riscaldamento. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.
Mercoledì, dalle 18 Acqua in cantina Salvavita dopo il temporale Elenco tetti Apri da Preventivo
Domande prima del telefono
Il rosso di giovedì è idraulico, perché la mappa è rossa?
No. La fase del 5 assegna il rosso all’idrogeologico su Flumendosa-Flumineddu e Gallura. Sulle stesse due zone i temporali sono arancioni e l’idraulico è giallo. La mappa mostra il livello più alto, e qui non c’è parità: se ci fosse, verrebbe prima l’idraulico. Il rosso temporali non è un codice previsto. Il comunicato regionale separa i tre rischi. Il titolo di Olbia che li dipinge tutti di rosso non si verifica dal ponte.
Cagliari è nel rosso perché ieri era fuori?
No. Nell’elenco del piano Cagliari è su A e B, Sassari sulla G, Olbia sulla F, Nuoro sulla D. Oggi A, B, C, E e G sono nel giallo idrogeologico. Il rosso sta su D e su F. Villasimius è Campidano. Muravera è Flumendosa. Tempio Pausania è su F e su G: la via si conferma sulla mappa. Il giallo non è un permesso. L’assenza di ieri non si cita più.
Le scuole chiuse a Olbia autorizzano il tetto?
No. La pagina comunale chiude, per giovedì, scuole, asili, ludoteche, centri, servizi socio-educativi, il Parco Fausto Noce e i cimiteri. La fase è il preallarme. Il comunicato regionale chiede di restare in casa e vieta sottopassi, ponti e argini. Quella chiusura non è la chiusura delle scuole di Cagliari, e non è una mattina di cantiere. «Spostare l’auto per tempo» era la frase di mercoledì: giovedì, se il garage è già il punto basso, non si scende.
Le 23:59 di giovedì aprono il cantiere di venerdì?
No. Il BCR/308 finisce alle 23:59 del 5. Il 6 è tendenza. La criticità delle 14:56 non ha la fase del 6. La vigilanza, per il 6, mette la Sardegna tra i quantitativi generalmente deboli. Il debole non spegne il rosso di oggi e non è una scala alle 00:10. In quota decide il tempo, non la fine della tabella.
ArtigianiVicino manda una ditta con questo bollettino?
No. Ramo sulla strada, cornicione che cede, persona ferita: 112 e autorità del Comune. L’800 840 840 è il Contact Center stampato sul sito del Dipartimento, non una linea di ArtigianiVicino. Quando la frase non ti tiene più in casa e dalla strada vedi una tegola fuori sede, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Un cavo o un quadro lo vede chi è abilitato al DM 37/08. Il refrigerante dell’unità esterna, se il circuito va aperto, lo vede chi è abilitato F-GAS.
| Dove | Cosa è scritto | Cosa non autorizza |
|---|---|---|
| Criticità nazionale, fase del 5 | Rosso idrogeologico su Flumendosa-Flumineddu e Gallura. Arancione temporali e giallo idraulico sulle stesse due zone. Giallo idrogeologico su Iglesiente, Campidano, Montevecchio, Tirso e Logudoro | La scheda di mercoledì non aveva questa fase. La mappa rossa non promuove l’idraulico. L’arancione dei temporali non è un rosso mancante |
| BCR/308 e comunicato regionale | Avviso dalle 18:00 del 4 alle 23:59 del 5. Preallarme su D e F. Attenzione su A, B, C, E e G. Stessi codici del bollettino, con «idrogeologico per temporali» al posto di «rischio temporali» | Le 9 di giovedì non sono un buco prima del rosso. Le 23:59 non sono una scala. Il BCR/307 di ieri è chiuso |
| Cagliari, Sassari, Olbia, Nuoro | Nell’elenco del piano: Cagliari su A e B, Sassari su G, Olbia su F, Nuoro su D. Villasimius è B. Muravera è D. Tempio è F e G | Il giallo di Cagliari non è il rosso di Olbia. Orientale non colora Villasimius di rosso. Gli 83 Comuni della riunione non sono un elenco di tetti |
| Olbia, pagina del 4 novembre | Preallarme in Gallura. Chiusura, giovedì, di scuole, asili, ludoteche, centri, Parco Fausto Noce e cimiteri. Divieto di sottopassi, ponti e argini | Il titolo che dipinge di rosso anche l’idraulico e i temporali non è il comunicato. La scuola chiusa non è un cantiere |
| Sicilia, fase del 5 | Giallo temporali e giallo idrogeologico su cinque zone: due versanti nord-orientali, Nord-Occidentale con Egadi e Ustica, Sud-Occidentale con Pantelleria, Bacino del Simeto | Non è il rosso sardo. Non c’è riga idraulica. Il Nord-Occidentale e il Simeto non erano i soli due nomi della fase del 4 |
| Vigilanza, fase del 5 | Sardegna orientale da moderati ad elevati, senza millimetri. Resto dell’isola da deboli a moderati. Vento forte sulla Liguria, localmente forte da est sulla Sardegna. Mar Ligure, Stretto di Sicilia e Tirreno ovest molto mossi | I 30 millimetri in un’ora e i 70 in tre ore sono una possibilità detta nell’incontro di ARPAS, non un cumulato già misurato e non un ordine di lavoro |
| Venerdì e Milano | Il 6 è tendenza sul BCR/308. La vigilanza lo mette, per la Sardegna, tra i deboli. A Milano l’ordinanza 57 tiene 13 ore tra le 5 e le 23 | Il debole di venerdì non è una scala alle 7. Un calorifero freddo a Milano non è il temporale della Gallura |
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se, quando il rosso o il giallo non sono più la frase che ti tiene in casa, dalla strada vedi una tegola fuori sede o il pluviale bagna la facciata, apri tetti e coperture e leggi la scheda. A Olbia, se la mappa conferma la Gallura, il rosso è idrogeologico, i temporali sono arancioni e l’idraulico è giallo, fino alle 23:59: il titolo comunale non li fonde in un rosso da andare a vedere, e la scuola chiusa non è un cantiere. A Nuoro, se la mappa conferma la D, la riga c’è. A Cagliari l’elenco del piano mette A e B, nel giallo idrogeologico. A Sassari mette il Logudoro. A Palermo, se la mappa conferma il Nord-Occidentale, il giallo di giovedì c’è e il rosso sardo no. A Roma, a Bari e a Napoli la fase del 5 non ha quelle città. A Torino la neve scritta è sopra i 1300 metri. A Genova, se la mappa conferma la Liguria nel testo della vigilanza, ci sono il vento forte e il Mar Ligure molto mosso, non un colore di criticità. Se un ramo è sulla carreggiata o qualcuno è ferito, la telefonata di adesso è verso il 112 e verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo sentendo la persiana da una stanza con le finestre chiuse, il giro è finito senza chiamata.