Ieri venerdì era tendenza. Il foglio delle 14:14 ha la fase
La scheda di giovedì, due zone, fino alle 23:59, chiudeva il 6 su una tendenza dell’avviso sardo e su una classe di pioggia della vigilanza del 4 novembre. Diceva che la criticità delle 14:56 non aveva la fase di venerdì. Quella frase era vera sul bollettino del 4. Il bollettino di criticità del 5 novembre 2026, ore 14:14, è un altro foglio. Ha una fase per giovedì 5 e una fase per venerdì 6. Stamattina si legge la seconda. Tenere in mano la scheda di ieri per decidere il tetto a Roma, a Latina o a Tivoli è usare un rosso che questo foglio, per oggi, non stampa, e usare l’assenza del Lazio da una riga che oggi c’è, in giallo.
La fase del 5, dentro il foglio nuovo, non è la giornata in cui stai aprendo la porta. Per giovedì scrive allerta gialla per rischio temporali sui Bacini Flumendosa-Flumineddu e sulla Gallura, e sulla Sicilia il Nord-Orientale versante ionico. Scrive allerta gialla per rischio idrogeologico solo su quel versante ionico. Non ristampa il rosso idrogeologico del foglio delle 14:56. Non ristampa l’arancione dei temporali sardi. Non ristampa il giallo idraulico su quelle due zone. Alle 23:59 di giovedì quella fase si chiude. Non si ricopia su venerdì per dire che Olbia è ancora nel rosso, e non si ricopia per dire che la Sicilia di ieri, con cinque zone sul foglio precedente, è ancora l’elenco di stamattina. La fase del 6 non ha la Sardegna. Non ha la Sicilia. Ha il Lazio.
La riga di venerdì, nel testo nazionale, è una sola. Ordinaria criticità per rischio idrogeologico, allerta gialla: Lazio, Bacini Costieri Sud, Bacini di Roma, Bacini Costieri Nord. L’ordine dei tre nomi non è una graduatoria. Il livello è lo stesso. Non c’è una seconda riga per i temporali. Non c’è una riga idraulica. Non c’è un arancione. Non c’è un rosso. Il titolo di un giornale che mette nello stesso fiato il ciclone, il nubifragio e l’allerta rossa sta raccontando un altro foglio. Questo, alle 14:14, ha il giallo idrogeologico su tre zone.
Oggi il giallo è idrogeologico, su tre zone del Lazio. Il rosso di giovedì era la fase del foglio di mercoledì sera. Non è il colore con cui si apre la porta stamattina.
La prima tabella del Lazio è il 5. Stamattina è la seconda
L’allertamento regionale del 5 novembre 2026 ha due tabelle, e la parola «oggi» sta solo sulla prima. Le valutazioni per il 5 novembre mettono verde su idrogeologico, temporali e idraulico, dalla A alla G. Le valutazioni per il 6 novembre mettono giallo idrogeologico su A, D e F, e verde sui temporali e sull’idraulico delle stesse tre zone. B, C, E e G restano verdi su tutte e tre le colonne. Chi apre il PDF e si ferma al primo riquadro, tutto verde, sta leggendo giovedì. Venerdì mattina quel verde è la giornata chiusa. La frase da tenere in casa è la seconda tabella.
I nomi, sulla legenda dello stesso foglio, sono questi. A, Bacini Costieri Nord. B, Bacino Medio Tevere. C, Appennino di Rieti. D, Bacini di Roma. E, Aniene. F, Bacini Costieri Sud. G, Bacino del Liri. Il bollettino nazionale dice Costieri Sud, Bacini di Roma e Costieri Nord: sono F, D e A, lo stesso terzetto, non un quarto nome nascosto sotto «Roma». La legenda associa il verde all’assenza di fenomeni significativi prevedibili. Il giallo idrogeologico è criticità ordinaria. Nella stessa legenda esistono l’ordinaria idrogeologica per temporali, l’ordinaria idraulica, e i livelli moderati ed elevati. Venerdì la casella accesa è la prima delle gialle, non la casella «per temporali» e non la casella idraulica.
Le avvertenze in calce al bollettino nazionale spiegano la mappa. Per ogni zona mostra il livello più alto. A parità di livello dà priorità all’idraulico, poi ai temporali, poi all’idrogeologico. Su A, D e F i livelli non sono pari. L’idrogeologico è giallo. I temporali sono verdi. L’idraulico è verde. La mappa resta gialla perché quella è la riga più alta, non perché l’idraulico sia giallo e il riquadro lo abbia promosso. Ieri, in Sardegna, la mappa rossa non promuoveva l’idraulico, che era giallo. Oggi il trabocchetto è l’inverso: vedere il giallo e andare sull’argine «perché a parità si disegna prima l’idraulico». La parità, su queste tre zone, non c’è. Il verde idraulico è scritto. Non si va a verificarlo dal ponte.
Su A, D e F: giallo idrogeologico, verde temporali, verde idraulico. Su B, C, E e G: verde su tutte le colonne. La prima tabella, tutta verde, è il 5 novembre.
Dal mattino, per 9-12 ore. Non è una fine alle 23:59
Lo stesso allertamento scrive la validità in una frase: dal mattino di venerdì 6 novembre 2026 e per le successive 9-12 ore. Non stampa le 6:00. Non stampa le 8:00. Non stampa le 18:00. Non stampa le 23:59. «9-12 ore» è un intervallo già scritto, non un orologio da chiudere scegliendo 9 perché conviene al cantiere, e non un orologio da allungare fino a mezzanotte perché ieri l’avviso sardo finiva alle 23:59. Il mattino non è un buco prima del giallo. Salire alle 7 «perché il conteggio non è partito» usa un minuto che il foglio non ha. Salire alle 21 «perché dodici ore dalle 8 sono passate» usa un inizio che il foglio non ha. Nove e dodici stanno tutti e due nell’incertezza scritta. Nessuno dei due è una scala.
In calce, l’allertamento dice che la validità di questi livelli viene confermata o modificata dal successivo bollettino di criticità, pubblicato ogni giorno dal Centro funzionale regionale. Un foglio emesso nel pomeriggio può tenere, stringere o spostare la frase. La fine di un intervallo che ti sei calcolato in cucina non anticipa quel foglio, e non autorizza il coppo nell’attesa. L’invito ad attivare le fasi operative della pianificazione è rivolto agli enti destinatari, in base alla DGR n. 865 del 26 novembre 2019. Non è un elenco di scuole chiuse. Questo PDF non stampa ordinanze su asili, parchi o cimiteri di Roma o di Latina. La chiusura delle scuole di Olbia, letta ieri su un’altra pagina, non si trasporta sul Campidoglio.
Il documento cita la «Previsione Sinottica e QPF» del Dipartimento, emessa il 5 novembre 2026: precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio, specie sui settori costieri, con quantitativi cumulati da deboli a puntualmente moderati. In quella frase non c’è la parola temporale. Non c’è un millimetro. «Puntualmente moderati» non è un cumulato già misurato sulla tua via, e «specie sui settori costieri» non è la lista delle zone di allerta. La zona D include comuni interni dei Castelli. La zona E, verde, sta verso la valle dell’Aniene. Il rovescio «specie in costa» non toglie Frascati dalla D e non mette Tivoli nella D. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 107, chiama lavoro in quota l’attività con rischio di caduta da più di 2 metri rispetto a un piano stabile. L’art. 111, comma 7, fa eseguire i lavori temporanei in quota soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. È la regola di chi manda una squadra. Non è un permesso con la scala perché sono le 9 e la tabella di ieri parlava delle 23:59.
Venerdì mattina sei dentro la finestra scritta, non prima. La frase è «dal mattino» per 9-12 ore. Le 7 non sono un buco. Le 23:59 di ieri non sono la fine di oggi.
Roma, nell’elenco, sta su cinque zone. Bacini di Roma è la D
La tabella dei comuni della DGR 865/2019 non mette il nome Roma su un codice solo. La riga Roma indica A, D, E e F. La riga Roma (i.a.) indica A e B. A, D e F sono il terzetto del giallo idrogeologico, se la mappa conferma la via. E è l’Aniene: venerdì è verde su idrogeologico, temporali e idraulico. B è il Medio Tevere: venerdì è verde sulle stesse tre colonne. «Bacini di Roma», nel bollettino nazionale, è la zona D. Non è l’intero Comune. Un civico che la mappa mette sulla E non eredita il giallo della D. Un civico che la mappa mette sulla B, nella riga delle isole amministrative, non eredita il giallo perché il cartello stradale dice Roma.
Nello stesso elenco i nomi doppi pesano stamattina, anche quando il colore casualmente coincide. Fiumicino è indicato su A e su D: tutte e due sono nel terzetto giallo, se la mappa conferma. Pomezia è su D e su F: anche qui le due zone sono nel giallo idrogeologico. Il colore uguale non fonde i nomi. Al telefono si porta la zona della via, non «Roma, quindi D». Guidonia Montecelio è su D e su E. La D è nel giallo. La E è nel verde. Un nome di paese non è un colore unico. Albano Laziale è su D e su F, tutte e due nel giallo idrogeologico di oggi. Anguillara Sabazia è su A e su D, lo stesso caso. Campagnano di Roma è su A, su B e su D: due gialli e un verde. Si conferma la via. Non si sceglie la B perché è la più comoda.
Ciampino, Frascati, Marino e Castel Gandolfo, nell’elenco, sono sulla D. Se la mappa conferma, oggi sono nel giallo idrogeologico. «Interno, quindi fuori, perché la QPF dice specie sui settori costieri» usa la frase della pioggia al posto della zona di allerta. Il giallo non è un permesso sul tetto solo perché il comune non è in riva al mare. Genzano di Roma, nello stesso elenco, è sulla F, non sulla D. «Castelli, quindi Bacini di Roma» colora Genzano con la riga di Frascati. Oggi F e D sono tutte e due nel giallo idrogeologico, e restano due nomi diversi da dire al telefono. Velletri è su F e su G. La F è nel giallo. La G, il Liri, è nel verde. Anche qui la via decide. Palombara Sabina è su B e su E: venerdì, se la mappa conferma una di quelle due, sei nel verde. «Provincia di Roma» non è la zona D.
La riga Roma è A, D, E e F. La riga Roma (i.a.) è A e B. Il giallo idrogeologico, se la mappa conferma, sta su A, D e F. L’Aniene e il Medio Tevere, stamattina, sono verdi.
Latina è la F. Tivoli è la E. Viterbo non è un colore solo
Latina, nella tabella, è solo F, Bacini Costieri Sud. Se la mappa conferma, venerdì è giallo idrogeologico, con temporali verdi e idraulico verde. Anzio, Nettuno, Aprilia, Cisterna di Latina, Sabaudia, Terracina, San Felice Circeo, Formia, Gaeta, Sperlonga e Fondi, nell’elenco, sono sulla F. Ponza e Ventotene sono sulla F. L’isola non è il molo da cui si controlla se il Tirreno centrale è già molto mosso. Una pioggia dei giorni scorsi, su Latina, non è un millimetro di questo foglio: la QPF non stampa millimetri, e non trasforma il ricordo di un altro temporale nel codice di stamattina.
Civitavecchia, Ladispoli, Cerveteri, Santa Marinella, Tarquinia, Tolfa e Bracciano, nell’elenco, sono sulla A. Se la mappa conferma, sono nel giallo idrogeologico. Viterbo non è in quella lista corta. La riga Viterbo indica A e B. La riga Viterbo (i.a.) indica solo A. Il capoluogo non è «tutto costa, quindi tutto giallo», e non è «entroterra, quindi tutto verde». La A è nel giallo. La B è nel verde. Si porta al telefono la zona confermata, non la più comoda. Il litorale nord non colora una via che la mappa lascia sulla B, e il verde della B non spegne Civitavecchia.
Tivoli, nell’elenco, è solo E, Aniene. Subiaco, Vicovaro, Mandela, Marcellina, Castel Madama, San Gregorio da Sassola, Agosta, Arsoli e Zagarolo sono sull’Aniene. Colonna è sull’Aniene. San Cesareo è sull’Aniene. Venerdì, se la mappa conferma la E, la tabella regionale è verde su tutte e tre le colonne. «Dietro Roma, quindi Bacini di Roma» è il trabocchetto della mattina. Tivoli non prende il giallo di Frascati. Il verde, nella legenda, è assenza di fenomeni significativi prevedibili. Non è una scala sul coppo, e non è un invito a scendere in cantina «tanto non è giallo». Rieti è sulla C, Appennino di Rieti, e anche la riga Rieti (i.a.) è sulla C. Frosinone è sulla G, Bacino del Liri. Cassino è sulla G. Sora è sulla G. Ferentino è sulla G. «Lazio, quindi le tre zone gialle» colora Frosinone con Latina e Rieti con Civitavecchia. La seconda tabella li lascia nel verde.
Latina, se la mappa conferma la F, è nel giallo idrogeologico. Tivoli, se la mappa conferma la E, è nel verde. Viterbo è su A e su B: la via si conferma, non si sceglie. Il verde non è un cantiere.
La vigilanza può dire temporale. La colonna temporali resta verde
La vigilanza del 5 novembre 2026 ha tre fasi. Quella del 6, la seconda, non è la riga di criticità. Scrive precipitazioni sparse, anche a rovescio o temporale, su Toscana meridionale, Umbria sud-occidentale, settori settentrionali e tirrenici del Lazio e, nella seconda parte della giornata, sui settori tirrenici della Campania, con quantitativi cumulati puntualmente moderati. Un altro blocco, da isolate a sparse e localmente anche a rovescio o temporale, mette i restanti settori di Toscana, Umbria, Lazio e Campania insieme a Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, settori occidentali e meridionali del Veneto, settori settentrionali e ionici della Sicilia e, dalla serata, Basilicata, Puglia centro-settentrionale e settori settentrionali e tirrenici della Calabria, con quantitativi generalmente deboli.
Sono classi di pioggia, su zone di vigilanza, non i codici della seconda tabella. Il «temporale» di questa frase non accende la colonna temporali, che su A, D e F è verde, e non accende un giallo temporali che il bollettino di criticità non ha. Il moderato sui settori settentrionali e tirrenici del Lazio non spegne il verde dei temporali e non promuove l’idraulico. Il debole sui restanti settori del Lazio non spegne il giallo idrogeologico di A, D e F. Si può avere il giallo idrogeologico su una zona di allerta e una classe di pioggia scritta con altre parole sulla zona di vigilanza che le sta vicino. Le due carte si leggono separate. Non c’è un millimetro in nessuna delle due frasi. Non si traduce «puntualmente moderati» in un numero che la pagina non ha scritto.
Le nevicate della fase del 6 sono in calo fino ai 1300-1500 metri in serata sui settori alpini centro-occidentali, e fino ai 1400-1600 metri sull’Appennino ligure e piemontese, con apporti al suolo deboli. La neve a quell’altezza non è il tetto in città, a Roma, a Milano o a Torino. Le temperature della stessa fase sono senza fenomeni significativi. Una pagina che annuncia il crollo dei termometri non è questa vigilanza. Un calorifero freddo non si diagnostica qui. I venti sono inizialmente forti settentrionali sulla Liguria centro-occidentale, in attenuazione. Non ci sono chilometri orari. Non c’è la parola burrasca. Non si fabbrica una raffica romana sommando «forte» e il giallo idrogeologico: quel forte è scritto sulla Liguria, e tende ad attenuarsi. I mari molto mossi, nella stessa fase, sono il Mar Ligure settore di Ponente al largo, il Tirreno centro-settentrionale e, inizialmente, il Tirreno meridionale al largo. Il Tirreno centro-settentrionale molto mosso non trasforma il verde idraulico in giallo, e il molo non è il punto in cui si controlla se le due carte coincidono.
La pagina «In caso di temporali e fulmini» resta la lettura se senti i tuoni, anche con la colonna temporali verde. Il verde è una valutazione di criticità. Non è una promessa che un fulmine non cada. Se senti i tuoni, anche lontani, il temporale è a pochi chilometri. I fulmini possono cadere anche senza pioggia sulla testa. All’aperto la pagina chiede di raggiungere un luogo chiuso e di aspettare almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di riprendere le attività fuori. In casa chiede di stare lontani da apparecchi collegati alla rete e dal telefono fisso, di tenere spenti televisore, computer ed elettrodomestici, meglio staccando la spina se è già a portata, di non toccare condutture, cavi e impianto, di rimandare doccia e piatti, e di non sostare sotto tettoie, balconi, gazebo e verande. Porte e finestre si tengono chiuse. Uscire a vedere se la parola «temporale» della vigilanza si è già avverata è il contrario di quella pagina.
Sui settori settentrionali e tirrenici del Lazio la vigilanza scrive puntualmente moderati, anche a rovescio o temporale, senza millimetri. La colonna temporali, su A, D e F, resta verde. Il moderato non è un codice in più.
Chi non è nel giallo di oggi, e chi ha solo una classe di pioggia
Cagliari e Olbia non sono nella fase del 6. Non ereditano il giallo del Lazio, e non tengono acceso il rosso del foglio del 4 novembre come se fosse il colore di stamattina. La fase del 5, su questo bollettino delle 14:14, aveva già riscritto giovedì: giallo temporali su Flumendosa-Flumineddu e Gallura, non il rosso idrogeologico. Quella fase si è chiusa con la giornata. L’assenza della Sardegna dalla fase del 6 non è una scala alle 00:10 e non è una scala alle 7. Il debole che la vigilanza del 4 novembre scriveva per venerdì sulla Sardegna appartiene a quel foglio. La vigilanza del 5, nella fase del 6, non mette la Sardegna tra le righe di precipitazione che stampa. L’assenza non è un verde operativo.
Napoli non è nelle tre zone. Nella vigilanza, la seconda parte della giornata mette i settori tirrenici della Campania nel blocco puntualmente moderato, anche a rovescio o temporale. È una classe di pioggia, non un giallo importato da Latina, e «seconda parte della giornata» non è un orologio per salire la mattina «prima che arrivi». Bari entra, dalla serata, nella Puglia centro-settentrionale, tra i quantitativi generalmente deboli. Non c’è un colore di criticità sulla Puglia, per la fase del 6. Palermo, Messina e Catania si leggono sulla vigilanza, non sul giallo laziale: i settori settentrionali e ionici della Sicilia sono nel blocco debole. Il versante ionico nord-orientale che ieri, nella fase del 5, era giallo, non è ristampato nella fase del 6.
Firenze non si colora con le parole «Toscana meridionale». Quel nome è nel blocco puntualmente moderato. I restanti settori della Toscana sono nel blocco debole. La mappa di vigilanza dice il settore. Il nome della città non lo sostituisce. Non c’è una riga di criticità sulla Toscana. Genova, se la mappa di vigilanza la mette in Liguria, sta nel blocco debole, con vento inizialmente forte settentrionale sulla Liguria centro-occidentale, in attenuazione, e con il Mar Ligure molto mosso nel settore di Ponente al largo. Non ha un colore di criticità. Il molo non è il punto di lettura. Il forte in attenuazione non è una burrasca da andare a misurare sul cornicione.
Sabato, su questo bollettino di criticità, non ha una fase. Il foglio si ferma al 6. La vigilanza ha una fase del 7: quantitativi puntualmente moderati su Romagna, Marche, versante orientale dell’Abruzzo centro-settentrionale e settori tirrenici della Calabria, e quantitativi generalmente deboli su un elenco più lungo che comprende il Lazio. È la classe di dopodomani rispetto al 5 novembre, su un foglio che il bollettino del pomeriggio può sostituire. Non è un giallo già stampato per sabato, e non è un cantiere venerdì sera «perché domani la classe è debole». Il debole di sabato non spegne, retroattivamente, il giallo di oggi.
La fase del 6 non ha la Sardegna e non ha la Sicilia. Napoli ha una classe di pioggia nella seconda parte della giornata, non il giallo di Latina. Sabato, su questo foglio di criticità, non è un colore.
Da dentro, finché la frase è sulla tua via
Il controllo utile, con il giallo idrogeologico sulla zona, o con il verde sulle altre zone del Lazio, resta al chiuso. L’allertamento non scrive di scendere in cantina. Non scrive di andare sul molo a vedere se il Tirreno è già molto mosso. La scheda dell’acqua nel box, da leggere dopo e dalla soglia asciutta, è acqua in cantina dopo l’allerta. Quel 12 ottobre non è oggi. Il gesto che non cambia è non scendere mentre la finestra scritta è ancora la tua.
- La riga, prima del gesto. Criticità delle 14:14, fase del 6: giallo idrogeologico su F, D e A. Allertamento del 5: seconda tabella, dal mattino per 9-12 ore, temporali e idraulico verdi. B, C, E e G verdi. Se la mappa non ti mette in nessuna di queste frasi, non citare Latina al telefono e non citare il rosso di Olbia.
- Finestre chiuse, persiane da dentro. Se il fermo è interno, aggancialo. Se la persiana sbatte e il nottolino è sul balcone, non esci a prenderlo. Il balcone, se senti i tuoni, non è un riparo. Vale a Roma sulla D e a Tivoli sulla E.
- Il vaso, solo se è già a portata. Se per fissarlo devi stare fuori, il controllo è finito. Lo dirai dopo come oggetto ancora fuori. Non alle 7 «perché il mattino non conta ancora», e non la sera perché ti sei calcolato la fine delle 12 ore.
- Cantina, garage, sottopasso, spiaggia, molo e argine non si verificano di persona. Guardi dal piano di sopra, se ci sei già e il vano non è allagato. Il verde idraulico non è un sopralluogo sul fiume. Il Tirreno molto mosso non si va a leggere dal pontile.
- Foto da una stanza. Coppo fuori sede, antenna inclinata, unità esterna spostata, ramo sulla falda, telo di un ponteggio. Ora e lato della casa. Non apri la portafinestra per inquadrare meglio. Sotto l’albero, vicino a un traliccio, sul molo, non ti fermi a fare la foto.
- Quadro e spine, se senti i tuoni. Stacchi ciò che è già a portata e non tocchi tubi, cavi e impianto. Il telefono fisso sta nella pagina sui fulmini. Se senti odore di bruciato o il quadro è umido, ti allontani. Non riarmi per avere luce in cantina. Il verde della colonna temporali non è un motivo per insistere sul salvavita.
- Tetto, antenna e ponteggio restano fermi. Non alle 7 perché la frase dice «dal mattino», non a un’ora che ti sei scelto come fine delle 9-12 ore, non all’alba di sabato perché la criticità non ha la fase del 7. In quota, quando la frase non è più sulla tua via e un bollettino più nuovo non l’ha tenuta, ci va chi ha le protezioni.
Non camminare sui coppi, non spostare una tegola, non appoggiare una scala al cornicione, non seguire una persiana nel vuoto, non scendere in cantina a misurare l’acqua. Le 9-12 ore non sono un meteo da cantiere.
Sotto questa frase il tetto, la cantina e il molo restano fermi
Per tutto il tempo in cui la tua via è in una delle frasi di venerdì, non entra una scala, un passo sul balcone, uno spostamento di coppi, uno stasamento della gronda dal terrazzo, un controllo dell’argine o del litorale. Non entra a Roma alle 7 «perché il giallo sarà più tardi e il primo riquadro del PDF è verde». Quel riquadro è il 5. Non entra a Latina «perché è solo giallo idrogeologico, quindi l’idraulico è libero»: l’idraulico è verde, e il verde non è un ponte. Non entra a Tivoli «perché sono verde, quindi posso salire». Non entra a Frosinone o a Rieti per lo stesso motivo. Non entra a Viterbo scegliendo la B se la mappa ti mette sulla A, e non entra scegliendo la A se la mappa ti mette sulla B.
Non entra a Guidonia scegliendo l’Aniene se la mappa ti mette sui Bacini di Roma, e non entra scegliendo la D se la mappa ti mette sulla E. Non entra a Genzano citando Frascati: la F non è la D, anche se stamattina l’idrogeologico è giallo su tutte e due. Non entra a Velletri scegliendo il Liri se la via è sulla F. Non entra a Civitavecchia sul molo perché il Tirreno centro-settentrionale è molto mosso. Non entra a Ponza o a Ventotene a «controllare se la F arriva anche in isola»: nell’elenco ci sono, e il molo non è la verifica. Non entra a Napoli la mattina «prima della seconda parte della giornata». Non entra a Bari perché la Puglia compare dalla serata tra i deboli. Non entra a Cagliari o a Olbia a riaprire il rosso del 4 novembre. Non entra a Palermo, a Messina o a Catania copiando il giallo laziale sul nome Sicilia. Non entra a Genova sul molo: vento forte in attenuazione e mare molto mosso al largo di ponente non sono un giallo, e non sono un permesso. Non entra a Torino perché la neve è sopra i 1300 metri.
L’impalcatura non è un’eccezione. Finire «due metri di ponteggio entro mezzogiorno, tanto il giallo è idrogeologico e non vento» è lavorare in quota dentro una finestra già aperta. Il ponteggio si lascia. Si guarda da dentro se un telo sbatte. In condominio il tetto e, di regola, le antenne destinate all’uso comune non sono il balcone del singolo piano: lo ricorda l’art. 1117, numeri 1 e 3, del codice civile. Sistemare la parte comune durante la finestra non è un favore al palazzo. Non chiedere un prezzo chiuso «entro le 12 ore, così il coppo è a posto quando finisce l’intervallo». Le 9-12 ore sono la validità scritta, non una scadenza di cantiere, e non hanno un minuto di chiusura stampato. Una sigillatura, una tegola e un’intera falda non sono lo stesso intervento. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questo bollettino non è una domanda di detrazione. Il percorso, a casa agibile e con il cantiere definito, sta in Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE.
A Milano oggi valgono ancora 13 ore. Non è il giallo del Lazio
L’avviso del Comune di Milano del 9 ottobre 2026, e l’ordinanza sindacale n. 57 della stessa data, dal 31 ottobre 2026 al 15 aprile 2027 consentono al massimo 13 ore al giorno, tra le 5 e le 23. Il tetto ordinario della zona E, nel D.P.R. 412/1993, è di 14 ore: l’ordinanza lo riduce. Venerdì 6 novembre è dentro le 13 ore. Un termosifone freddo nel pomeriggio, in un appartamento milanese, può essere l’orario che il palazzo ha scelto dentro quella finestra. Non è il giallo sui Bacini di Roma, e non è un guasto da sfiatare perché a Latina la finestra dura 9-12 ore. La vigilanza, fase del 6, mette la Lombardia nel blocco generalmente debole. Quella classe non diagnostica la caldaia, e non è un verde da cui salire sul tetto «perché qui non piove come sul litorale».
L’ordinanza elenca esclusioni, tra cui ospedali, cliniche, case di riposo, nidi e scuole dell’infanzia: un edificio escluso non si legge con le 13 ore. Torino non eredita l’ordinanza di Milano. Il Torinese non eredita le 13 ore e non eredita le tre zone laziali. Roma e Napoli non ereditano le 13 ore. Un calorifero freddo a Roma si legge sull’ordinanza del proprio Comune e sulla bacheca del palazzo. Non si legge sul bollettino di criticità delle 14:14, e non si legge sull’ordinanza 57. La fase del 6 non nomina un fenomeno di temperatura. Quell’assenza non spegne il giallo idrogeologico e non accende una diagnosi.
A Milano venerdì 6 il tetto scritto è 13 ore, tra le 5 e le 23, fino al 15 aprile 2027 salvo nuove disposizioni. Il giallo del Lazio non diagnostica la caldaia.
Quando la scheda della ditta torna utile
Durante la frase, se un ramo blocca la strada, un cornicione cede, un sottopasso inghiotte un’auto o qualcuno è ferito, la telefonata è verso il 112 e verso le autorità indicate dal Comune. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Sull’allertamento del Lazio, per ogni emergenza, il riferimento è la Sala operativa regionale, 803 555. È un numero della Regione, non una linea di questo sito, e non è il numero a cui chiedere un prezzo per il coppo. Sulla pagina del Dipartimento il Contact Center è 800 840 840 e il centralino è 06 68201. Sono numeri del Dipartimento. Limitare il cellulare quando c’è un’emergenza in corso vale anche per non occupare la linea con un preventivo.
La ditta torna nel discorso quando il giallo o il verde non sono più la frase che ti tiene in casa, le autorità non stanno chiedendo di restare dentro, sono passati almeno 30 minuti dall’ultimo tuono se il temporale era sulla via, e un bollettino più nuovo non ha tenuto la zona. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi una tegola o una lastra fuori sede, se il pluviale è stato spostato e bagna la facciata, o se il solaio segna dopo la pioggia o dopo che un coppo si è mosso. La scheda dell’alone, quando il problema è la macchia e la frase del tempo non è più quella di oggi, è infiltrazione dal tetto. Chiama chi lavora in quota sugli alberi se un ramo è rimasto appoggiato alla falda o al muro e non è un fuscello che raccogli dal cortile senza scala.
Se, a frase chiusa, nel box o in cantina resta acqua e il locale è raggiungibile senza attraversare un vano allagato, la lettura è quella della scheda sulla cantina. Non è un motivo per scendere durante le 9-12 ore dal mattino. Chiama un elettricista, e chiedi l’abilitazione DM 37/08, se un cavo del palazzo è stato strappato, se il quadro ha preso un colpo, o se senti odore di bruciato. Non è un bollino di questo sito: è l’abilitazione sul lavoro. Se la pioggia ha inclinato l’unità esterna, non aprire il circuito del refrigerante. Chi maneggia quel gas ha l’abilitazione F-GAS, e ci arriva quando la macchina è raggiungibile da terra. Il riarmo a quadro asciutto, dopo, è un’altra scheda: salvavita dopo il temporale. Quel 10 ottobre non è il bollettino di oggi. Se il quadro è umido, non lo tocchi.
Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città e, se la sai, la zona, il fatto che il 6 il giallo è idrogeologico su A, D e F e l’allertamento va dal mattino per 9-12 ore, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se qualcosa è ancora in movimento. Una frase utile a Roma, se la mappa conferma la D, è «Bacini di Roma, zona D, allertamento del 5, dal mattino per 9-12 ore, giallo idrogeologico, temporali verdi, idraulico verde, tegola visibile dalla strada, non sono sul molo». Una frase utile se la mappa conferma la E dentro il Comune di Roma è «Aniene, verde, non è la D, non sono salito». Una frase utile se la mappa conferma la A dentro Roma è «Costieri Nord, il Comune nell’elenco sta anche su A, giallo idrogeologico, non è Tivoli». Una frase utile se la mappa conferma la F dentro Roma è «Costieri Sud, non è Frosinone». Una frase utile se la mappa conferma la B sulla riga Roma (i.a.) è «Medio Tevere, verde, non ho scelto la D perché il cartello dice Roma».
Una frase utile a Latina è «zona F, solo Costieri Sud, giallo idrogeologico, temporali e idraulico verdi, non sono in spiaggia». Una frase utile a Civitavecchia è «zona A, giallo idrogeologico, non sono sul molo». Una frase utile a Viterbo, se la mappa conferma la A, è «elenco su A e su B, la via è A, non ho scelto il verde». Se la mappa conferma la B: «la via è B, verde, non è Civitavecchia, non sono salito». Una frase utile a Tivoli è «Aniene, zona E, verde, non è Frascati». Una frase utile a Frosinone è «Liri, zona G, verde, non è Latina». Una frase utile a Rieti è «Appennino di Rieti, zona C, verde». Una frase utile a Guidonia, se la mappa conferma la D, è «D, non ho citato l’Aniene». Se conferma la E: «Aniene, verde, non è la D». Una frase utile a Genzano di Roma è «F, non è Frascati». Una frase utile a Napoli è «vigilanza, seconda parte della giornata, settori tirrenici, puntualmente moderati, niente colore, non è il giallo di Latina». Una frase utile a Bari è «Puglia centro-settentrionale dalla serata, deboli, niente colore». Una frase utile a Genova è «Liguria nei deboli, vento forte settentrionale in attenuazione sulla centro-occidentale, Mar Ligure molto mosso al largo di ponente, niente colore, non sono sul molo». Una frase utile a Cagliari è «fase del 6 senza Sardegna, non il rosso del foglio del 4». Una frase utile a Milano, se il problema è il calorifero e non il tetto, è «6 novembre, ordinanza 57, 13 ore tra le 5 e le 23, Lombardia nei deboli, non è il giallo del Lazio». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.
Il filtro, se la tegola è fuori sede o il pluviale bagna la facciata, è tetti e coperture. A Roma, per la zona che la mappa ha confermato e non per «tutta la città nel giallo», l’elenco è tetti a Roma. A Latina, per la F e non per Tivoli, è tetti a Latina. A Napoli, per la classe di pioggia e non per il giallo laziale, è tetti a Napoli. A Milano, se il problema è il tetto e non l’orario dei caloriferi, è tetti a Milano. A Torino è tetti a Torino. A Genova è tetti a Genova. A Firenze, solo dopo che la mappa di vigilanza ha detto il settore, è tetti a Firenze. A Palermo è tetti a Palermo. A Bari è tetti a Bari. Un ramo che pende, a rientro possibile, è giardini e esterni. Un cavo o un quadro è impianti elettrici. L’acqua rimasta nel box, a frase chiusa, si legge con idraulica e riscaldamento. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.
Giovedì, fino alle 23:59 Acqua in cantina Salvavita dopo il temporale Elenco tetti Apri da Preventivo
Domande prima del telefono
Il giallo di venerdì è idraulico, perché la mappa è gialla?
No. La fase del 6 assegna il giallo all’idrogeologico su Costieri Sud, Bacini di Roma e Costieri Nord. Sulla seconda tabella regionale, A, D e F hanno i temporali verdi e l’idraulico verde. La mappa mostra il livello più alto, e qui non c’è parità: se ci fosse, verrebbe prima l’idraulico. Il verde idraulico non si va a verificare dal ponte. Il «temporale» della vigilanza non accende la colonna che il bollettino lascia verde.
Roma è nel giallo perché la riga si chiama Bacini di Roma?
La riga nazionale è la zona D. Nell’elenco della DGR 865/2019 la riga Roma indica A, D, E e F, e la riga Roma (i.a.) indica A e B. Il giallo idrogeologico, se la mappa conferma, sta su A, D e F. L’Aniene e il Medio Tevere sono verdi. Frascati, sulla D, non colora Tivoli. Genzano è sulla F. Guidonia è su D e su E: la via si conferma. Velletri è su F e su G. Il verde non è un permesso.
Le 9-12 ore dal mattino aprono un buco alle 7 o una scala alla sera?
No. L’allertamento scrive «dal mattino» di venerdì 6 e per le successive 9-12 ore. Non stampa un minuto di inizio e non stampa le 23:59. Il mattino non è vuoto. La fine che ti calcoli non è una scala. Il bollettino successivo del Centro funzionale può confermare o modificare i livelli. Le 23:59 di giovedì chiudevano un altro avviso.
Il verde di giovedì sul primo riquadro vale anche stamattina?
No. La prima tabella è il 5 novembre, verde su sette zone. La seconda è il 6. Il bollettino nazionale delle 14:14, per giovedì, non aveva il Lazio: aveva il giallo temporali su due zone sarde e un versante della Sicilia, non il rosso del foglio precedente. Quella fase è chiusa. Non si sale a Roma perché ieri in Sardegna il colore è cambiato.
ArtigianiVicino manda una ditta con questo bollettino?
No. Ramo sulla strada, cornicione che cede, persona ferita: 112 e autorità del Comune. L’803 555 è la Sala operativa regionale scritta sull’allertamento, non una linea di ArtigianiVicino. L’800 840 840 è il Contact Center del Dipartimento. Quando la frase non ti tiene più in casa e dalla strada vedi una tegola fuori sede, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Un cavo o un quadro lo vede chi è abilitato al DM 37/08. Il refrigerante dell’unità esterna, se il circuito va aperto, lo vede chi è abilitato F-GAS.
| Dove | Cosa è scritto | Cosa non autorizza |
|---|---|---|
| Criticità nazionale, fase del 6 | Giallo idrogeologico su Bacini Costieri Sud, Bacini di Roma e Bacini Costieri Nord. Nessuna riga temporali. Nessuna riga idraulica | Il rosso sardo del foglio del 4 novembre non è questa fase. L’ordine dei tre nomi non è una graduatoria |
| Allertamento del Lazio, seconda tabella | Dal mattino del 6 per 9-12 ore. A, D e F: giallo idrogeologico, verde temporali, verde idraulico. B, C, E e G: verde su tutte le colonne. La prima tabella, tutta verde, è il 5 | Le 7 non sono un buco. Le 23:59 non sono scritte. Il verde idraulico non è un argine da controllare. Il primo riquadro non è stamattina |
| Roma, tabella DGR 865/2019 | Riga Roma: A, D, E e F. Riga Roma (i.a.): A e B. Frascati è D. Tivoli è E. Genzano è F. Guidonia è D ed E. Velletri è F e G. Viterbo è A e B | Bacini di Roma non è l’intero Comune. Il verde di Tivoli, di Rieti e di Frosinone non è una scala. La via di Viterbo non si sceglie |
| Vigilanza, fase del 6 | Lazio settentrionale e tirrenico: puntualmente moderato, anche a rovescio o temporale. Resto del Lazio: generalmente debole. Vento forte settentrionale sulla Liguria centro-occidentale, in attenuazione. Tirreno centro-settentrionale molto mosso. Temperature senza fenomeni significativi | Il temporale della vigilanza non accende la colonna temporali. Non ci sono millimetri. Il mare molto mosso non è un giallo idraulico. Il molo non è la lettura |
| Fuori dal giallo | La fase del 6 non ha Sardegna né Sicilia. Napoli è nella classe moderata della seconda parte della giornata. Bari, dalla serata, è tra i deboli. Sabato non ha fase di criticità su questo foglio | L’assenza della Sardegna non riapre il rosso e non è una scala alle 7. Il debole di sabato non spegne il giallo di oggi |
| Milano | Ordinanza 57: dal 31 ottobre al 15 aprile 2027, al massimo 13 ore tra le 5 e le 23. La Lombardia, nella vigilanza del 6, è tra i deboli | Un calorifero freddo a Milano non è il giallo del Lazio. Roma non eredita le 13 ore |
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se, quando il giallo o il verde non sono più la frase che ti tiene in casa, dalla strada vedi una tegola fuori sede o il pluviale bagna la facciata, apri tetti e coperture e leggi la scheda. A Roma la tabella mette il Comune su A, D, E e F, e la riga delle isole amministrative anche su B: il giallo idrogeologico, se la mappa conferma, sta su A, D e F, dal mattino per 9-12 ore, con temporali e idraulico verdi. A Latina, se la mappa conferma la F, la riga c’è. A Tivoli, se la mappa conferma l’Aniene, la seconda tabella è verde, e il verde non è una scala. A Viterbo la via si conferma tra A e B. A Frosinone e a Rieti il giallo di stamattina non c’è. A Napoli la vigilanza scrive una classe di pioggia nella seconda parte della giornata, non il codice di Latina. A Cagliari la fase del 6 non ha la Sardegna. Se un ramo è sulla carreggiata o qualcuno è ferito, la telefonata di adesso è verso il 112 e verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo sentendo la persiana da una stanza con le finestre chiuse, il giro è finito senza chiamata.