Due fogli di ieri: il verde di giovedì non è il vento
Il bollettino di criticità del 28 ottobre 2026, ore 14:37, ha due fasi. Per mercoledì 28 scrive assenza di fenomeni significativi prevedibili e nessuna allerta. Per giovedì 29 scrive la stessa frase. Non c’è un elenco di zone gialle, arancioni o rosse. La mappa, in quel foglio, non colora Trieste, Venezia, Rimini, e non colora nemmeno Bari.
Le avvertenze in calce allo stesso bollettino spiegano che cosa rappresenta quella mappa. È una sintesi dei centri funzionali decentrati. Per ogni zona mostra il livello più alto e, a parità di livello, dà priorità al rischio idraulico, poi ai temporali, poi all’idrogeologico. Il giallo, l’arancione e il rosso, in quelle avvertenze, sono i codici della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, agganciati alle indicazioni operative del 10 febbraio 2016. Il vento non è una di quelle tre righe. Un giovedì verde, in questo foglio, è un giovedì senza quelle tre righe. Non è una frase che la raffica sull’Adriatico è finita, e non è una frase su venerdì: la fase del 30, in questo bollettino di criticità, non c’è.
Il vento di oggi sta nell’altro foglio nazionale. Il bollettino di vigilanza meteorologica nazionale del 28 ottobre 2026 ha tre fasi, in quest’ordine: 28, 29 e 30. La fase del 29, il blocco di mezzo, scrive precipitazioni nessun fenomeno significativo, visibilità nessun fenomeno significativo, temperature nessun fenomeno significativo. I venti: localmente forti da nord-est sui settori adriatici centro-settentrionali. I mari: molto mosso lo Ionio, con moto ondoso in attenuazione; tendente a localmente molto mosso l’Adriatico centro-settentrionale. Non ci sono chilometri orari. Non c’è la parola burrasca. La frase che conta per il coppo, se la mappa ti mette in quei settori, è «localmente forti da nord-est».
Questa fase sostituisce l’anteprima che la vigilanza di martedì aveva scritto per il 29, letta nella scheda burrasca fino a sera. In quel foglio il 29 era già «localmente forti da nord-est sul versante adriatico centro-settentrionale», con lo Ionio molto mosso e l’Adriatico centro-settentrionale localmente molto mosso, senza l’attenuazione e senza il «tendente a». Il foglio di ieri cambia due parole del mare e passa da «versante» a «settori». Non aggiunge una pioggia a giovedì. Aggiunge, nel terzo blocco, la giornata di venerdì. Tenere la burrasca pugliese di mercoledì per avere un motivo di restare sul titolo di ieri, o salire stamattina perché «tanto il verde c’è e la pioggia è domani», è usare due frasi che questo bollettino ha già separato.
Giovedì 29 la criticità nazionale è nessuna allerta. La vigilanza mette il nord-est sui settori adriatici centro-settentrionali, senza pioggia significativa. I due fogli non si contraddicono: non misurano la stessa riga. Venerdì non è ancora un colore.
La burrasca di mercoledì non è la frase di giovedì
Il primo blocco dello stesso bollettino di vigilanza è la fase del 28, la giornata già chiusa quando leggi questa scheda. Precipitazioni: nessun fenomeno significativo. Venti: forti settentrionali su Puglia e settori ionici di Basilicata e Calabria, in attenuazione dalla serata. Mari: molto mossi lo Ionio e l’Adriatico meridionale. Non stampa «raffiche di burrasca». Non stampa «agitato». Quelle due parole stavano nella fase del 28 scritta martedì, non in questo aggiornamento. La scheda di ieri le citava perché il foglio di allora le aveva. Il foglio di ieri pomeriggio, per quella stessa giornata, le ha tolte e ha tenuto i venti forti in attenuazione dalla serata. Stamattina quella fase non è più «oggi».
Bari, Foggia e Taranto non importano il nord-est di giovedì solo perché ieri erano nella frase del sud. La fase del 29 non ripete la Puglia, non ripete i settori ionici di Basilicata e Calabria, non ripete l’Adriatico meridionale. Una casa a Bari che alle 9 sale «perché la burrasca è scaduta ieri sera e oggi il nazionale è verde» sta usando la fine di una frase come un permesso di quota. La fine della frase di mercoledì chiude quella frase. Non apre la scala. Un coppo spostato dal vento di ieri si fotografa da una stanza. Si chiama quando la raffica di oggi, se la mappa non ti ci mette, non è il motivo, e quando un bollettino emesso oggi nel pomeriggio non ha rimesso la Puglia nel vento.
Lo Ionio, nella fase del 29, non è spento. Resta molto mosso, con moto ondoso in attenuazione. Taranto e la costa ionica non diventano un lungomare da cui «vedere se è calato». L’attenuazione è la direzione del moto ondoso, non un orario di cantiere e non un giallo ritirato: giovedì, su quella riga, un giallo non c’era nemmeno ieri nel foglio nazionale. Reggio Calabria non eredita il vento di nord-est dei settori adriatici centro-settentrionali. Eredita, se la mappa del mare ti ci mette, uno Ionio ancora molto mosso che sta calando. Non si scende al waterfront a misurarlo. Non si cita il protocollo pugliese di martedì, che era un’altra tabella e un altro giorno.
«Burrasca» non è nel blocco di mercoledì aggiornato ieri, e non è nel blocco di giovedì. Il nord-est di oggi è un’altra costa. Lo Ionio molto mosso, in attenuazione, non è un molo.
Settori, non un elenco di città
«Settori adriatici centro-settentrionali» non è Trieste più Venezia più Rimini stampati in fila. Il bollettino non fa quell’elenco. Trieste, Venezia e Rimini sono la lettura solita di quella costa: la via si conferma sulla mappa, non con il nome del capoluogo. Ancona è sull’Adriatico, e la frase dice centro-settentrionale. Il nome della città non importa il codice di giovedì. Pescara, di solito, si legge più a sud di quella fascia: non si aggiunge al nord-est di oggi solo perché è una città di mare. Bari non è quel settore. Bologna non è la costa: la collina e la pianura, nel bollettino regionale, sono un’altra riga, e il capoluogo non eredita il lungomare di Rimini.
A Trieste e a Venezia il mare di giovedì è «tendente a localmente molto mosso», non «già molto mosso da mezzanotte» e non «ancora piatto fino a pranzo». «Tendendo a» non stampa le 11, le 15 o le 18. Una bava più bassa a metà mattina non è la fine della tendenza. Il molo non è il posto da cui decidere se la frase è già vera. La cautela, finché quei settori sono la frase e la mappa ti ci mette, è in casa: persiane da dentro, nessun passo sul balcone per un vaso, nessuna scala sul coppo «tanto non piove».
La pioggia che manca, giovedì, è una cancellazione precisa. Non è una promessa che il tetto è asciutto per sempre. È la frase «nessun fenomeno significativo» sulle precipitazioni della fase del 29. Un titolo letto altrove, con grandine o trombe marine su oggi, non è questo bollettino. La criticità delle 14:37 non scrive temporali per il 29. La vigilanza non scrive rovesci per il 29. Chi sale sulla gronda «prima del temporale di giovedì» sta lavorando in quota per una pioggia che questo foglio non ha, dentro un vento che questo foglio ha.
La gronda piena, in un giorno senza questa frase di vento sulla tua via, si guarda da terra. La scheda è grondaie a fine settembre. Oggi, se la mappa ti tiene nei settori, il ramo che ci è finito sopra si fotografa da una stanza. Non si sale a toglierlo «tanto la pioggia è venerdì». Venerdì, nello stesso bollettino, ha ancora vento. L’assenza di pioggia giovedì non è l’assenza di quota.
Il nome della città non accende il codice. Trieste, Venezia e Rimini si leggono sulla mappa. Ancona non si aggiunge da sola al nord-est di giovedì. Un bollettino emesso oggi, di norma nel pomeriggio, sostituisce sia la fase del 29 sia la fase del 30.
In Emilia-Romagna la cella è verde, e la frase serale c’è lo stesso
Il bollettino di vigilanza 172/2026, emesso il 28 ottobre 2026 alle 11:41, vale dalle 00:00 del 29 ottobre alle 00:00 del 30. Per giovedì scrive che non sono previsti fenomeni significativi ai fini dell’allertamento. La tabella, su tutte le zone elencate, è verde per criticità idraulica, idrogeologica, temporali, vento, temperature estreme, neve e pioggia che gela. Sulla costa romagnola, zona B2, e sulla costa ferrarese, zona D2, anche lo stato del mare e la criticità costiera sono verdi. Non è un giallo vento regionale. Non è un protocollo da citare come colore.
Nella stessa pagina, sotto la tabella, c’è un’altra frase. Dalla tarda serata si prevede un progressivo rinforzo della ventilazione, con temporaneo aumento del moto ondoso al largo. Lungo il settore costiero meridionale non si escludono localizzati fenomeni di erosione del litorale. «Tarda serata» non stampa le 18, le 20 o le 21. Non è mezzogiorno. Una pausa di vento alle 16 non è la fine di quella frase, e non è nemmeno l’inizio: la frase parte dalla tarda serata, non autorizza la spiaggia nel primo pomeriggio «prima che rinforzi». Il settore costiero meridionale, in quel testo, non è la costa ferrarese. Rimini e Ravenna sono la lettura solita della costa romagnola. Ferrara non si mette in quella erosione solo perché ha una zona di costa, la D2, dipinta di verde come la B2.
Il verde regionale e il nord-est nazionale, a Rimini, possono stare nello stesso giovedì. La cella del 172/2026 non cancella «localmente forti da nord-est sui settori adriatici centro-settentrionali». La vigilanza nazionale non trasforma la cella verde in un giallo che la Regione non ha stampato. Si tengono le due righe. Non si va sul litorale a vedere se l’erosione «c’è già», e non si sale sul tetto a Rimini perché la cella del vento è verde. Il documento regionale scade alle 00:00 di venerdì. Non dice niente sulla pioggia di venerdì. Quella frase, se c’è, sta nel bollettino nazionale, fase del 30, e in qualunque aggiornamento esca dopo.
A Rimini e a Ravenna il 172/2026 è verde, compresi vento e mare, e insieme scrive il rinforzo dalla tarda serata sul settore costiero meridionale. Il verde non è un permesso sul molo. Bologna non eredita quella costa.
Venerdì la pioggia è debole, e il vento non si spegne
Il terzo blocco è la fase del 30. Precipitazioni: da isolate a sparse, specie nel pomeriggio, anche a carattere di rovescio o temporale, su Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia nord-orientale, con quantitativi cumulati deboli. Visibilità: nessun fenomeno significativo. Temperature: in calo nei valori massimi, localmente sensibile sui settori adriatici e appenninici centro-meridionali. Venti: localmente forti da nord-est sui settori adriatici centro-settentrionali, sui settori appenninici settentrionali e sulla Toscana. Mari: localmente molto mosso l’Adriatico centro-settentrionale. Lo Ionio, in questa fase, non è ripetuto. Non ci sono millimetri oltre la parola «deboli». Non c’è un’ora di inizio oltre «specie nel pomeriggio».
«Specie nel pomeriggio» non è una finestra di scala al mattino. Il vento di venerdì, sugli stessi settori adriatici e in più su Appennino settentrionale e Toscana, non ha un orario. Pulire la gronda venerdì alle 9 «prima del rovescio» è salire dentro una frase di vento che il foglio non ha spento all’alba, per una pioggia che il foglio stesso chiama debole e non trasforma in un giallo. Il bollettino di criticità delle 14:37 non ha la fase del 30. Nessuna allerta, in quel documento, è scritta per giovedì. Non è scritta per venerdì, perché venerdì lì non compare. Dire «anche domani è verde» è aggiungere un colore che il foglio non ha.
Le Marche, venerdì, sono nominate nelle precipitazioni. Ancona non ha bisogno di indovinare il settore del vento di giovedì per sapere che la pioggia debole di venerdì, in questo bollettino, riguarda la regione. Il tetto si guarda da sotto. Non si sale giovedì «visto che oggi non piove» e non si sale venerdì mattina «visto che il grosso è nel pomeriggio». Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria sono nella stessa lista di venerdì. Pescara non era, in questa scheda, una città del nord-est di giovedì. È dentro la pioggia debole di venerdì perché l’Abruzzo è nominato. Bari torna nel discorso venerdì come pioggia, non come burrasca. Il coppo si annota da dentro anche lì. La Sicilia nord-orientale è la lettura solita di Messina, da confermare sulla mappa. Catania, Siracusa e Palermo non si aggiungono a «nord-orientale» con il nome del capoluogo.
Il calo delle massime, localmente sensibile sui settori adriatici e appenninici centro-meridionali, è una riga di temperatura esterna. Non è un guasto della caldaia e non è un ordine di accendere. A Milano l’avviso del Comune del 9 ottobre 2026 tiene, dal 15 al 30 ottobre, al massimo 8 ore tra le 5 e le 23. Venerdì 30 è ancora dentro quelle 8 ore. Dal 31 il tetto scritto in quell’avviso sale a 13, non a 14. Un termosifone freddo venerdì pomeriggio a Milano può essere l’orario del palazzo. Il modo di non scambiarlo per un guasto sta in otto ore il 15 ottobre. Quel calendario non si legge nel vento adriatico, e il calo delle massime di venerdì non è la pianura lombarda solo perché è ottobre.
La pioggia di venerdì è debole, nel pomeriggio, su quelle regioni. Non è un verde, perché il bollettino di criticità del 28 ottobre non ha la fase del 30. Non è una mattina libera sul tetto: il vento di venerdì non ha un’ora di fine.
A Genova giovedì il foglio regionale non segnala nulla. Venerdì i chilometri orari sono lì
Il bollettino di vigilanza meteorologica della Liguria, emesso il 28 ottobre 2026 alle 10:39, per giovedì 29 scrive nulla da segnalare sulle zone A, B, C, D ed E. Non è un vento di nord-est importato dall’Adriatico. La vigilanza nazionale, fase del 29, non nomina la Liguria. Genova, lettura solita della zona B, bacini marittimi di centro, non cita al telefono i settori adriatici. Una persiana che sbatte si chiude da dentro lo stesso. Il codice che questo foglio non scrive non è un permesso sul cornicione, e non è nemmeno un codice adriatico da recitare.
Venerdì 30, nello stesso bollettino ligure, dalla mattina ci sono venti settentrionali localmente forti, 40–50 km/h, sulla zona B e sulla parte orientale della zona A, anche rafficati specie agli sbocchi delle valli. I 40–50 sono in quel foglio. Non si copiano sulla vigilanza nazionale, che per venerdì non stampa chilometri orari. La zona B è il centro. La parte orientale della zona A non è tutta la zona A e non è, per questo, Ventimiglia. Imperia si conferma sulla mappa prima di usare quei chilometri. La Spezia, lettura solita della zona C, non è nella frase dei 40–50. Firenze, venerdì, sta in un’altra riga: la vigilanza nazionale scrive venti localmente forti da nord-est sulla Toscana, senza chilometri e senza le tre zone del 23 ottobre. Lunigiana, Garfagnana-Lima e Versilia erano il giallo di quel venerdì, letto in tre zone, dalle 17. Venerdì 30 non è quel giallo. È una frase di vento sull’intera parola «Toscana», da confermare sulla via, più i settori appenninici settentrionali. Non si sale a Firenze giovedì «perché oggi la Toscana non è nominata» se il lavoro è in quota e il bollettino del pomeriggio non è ancora uscito. Non si sale venerdì perché «non è un’allerta, è solo vento».
Roma, Napoli, Milano, Torino e Palermo non sono nella frase di vento del 29 e non sono nell’elenco delle piogge del 30. Il verde di giovedì non accende i termosifoni e non diagnostica un calorifero freddo. Non si apre un comignolo a Cagliari «già che non c’è allerta». La Sardegna, in queste tre fasi, non è nominata. Un coppo che sbatte in una via di Napoli si osserva da dentro. Non si cita il nord-est adriatico come se la fase del 29 lo avesse messo sul golfo.
Genova, giovedì, non è l’Adriatico. Venerdì i 40–50 km/h sono sulla zona B e sulla parte orientale della A. Firenze, venerdì, è la parola «Toscana» della vigilanza nazionale, non il giallo del 23.
Da dentro, finché la frase è sulla tua via
Sulla pagina «In caso di venti e mareggiate» il Dipartimento chiede, in casa, di sistemare e fissare gli oggetti che le raffiche possono trasportare: vasi e altri oggetti su davanzali e balconi, antenne, coperture e rivestimenti di tetti sistemati in modo precario. All’aperto chiede di evitare le zone esposte, perché può cadere anche un oggetto piccolo, e di evitare con particolare attenzione aree verdi e strade alberate. In città chiede di moderare la velocità o fare una sosta, soprattutto in uscita da gallerie e sui viadotti, e ricorda che furgoni, mezzi telonati e caravan offrono al vento una superficie grande. Vale per chi è nei settori di giovedì, e vale venerdì dove la fase del 30 tiene ancora il nord-est. Non vale come ordine di uscire a Rimini perché la cella regionale è verde.
Il fissaggio utile, con la raffica già in corso sulla tua via, è quello che resta al chiuso. Se i vasi sono ancora sul balcone a metà mattina, una sortita «di un minuto, perché il nazionale è verde» è uscire dentro la frase della vigilanza. Il Dipartimento non scrive di uscire quando il colore nazionale è verde.
- La riga, prima del verde. Criticità delle 14:37 del 28: nessuna allerta per il 29. Vigilanza, fase del 29: nord-est localmente forte sui settori adriatici centro-settentrionali, piogge nessun fenomeno significativo, Ionio molto mosso in attenuazione, Adriatico centro-settentrionale tendente a localmente molto mosso. In Emilia-Romagna il 172/2026 è verde e, dalla tarda serata, rinforza il vento in costa. La fase del 30 è la pioggia debole, non un verde.
- Persiane da dentro. Chiudi le ante. Se il fermo è interno, aggancialo. Se la persiana sbatte fuori e il nottolino è sul balcone, non esci a prenderlo. Il rumore si sopporta. Il passo fuori, se la mappa ti tiene nei settori, no.
- Solo ciò che è già a portata, senza un passo fuori. Un vaso sul davanzale interno, una sedia già nel vano. Se per arrivarci devi stare sul balcone, il controllo è finito. Lo dirai dopo come oggetto ancora fuori, non come impresa compiuta.
- Foto da una stanza. Coppo fuori sede visto dalla finestra di fronte o dalla strada al riparo, antenna inclinata, unità esterna spostata, telo di un ponteggio, ramo sulla falda. Ora e lato della casa. Non apri la portafinestra per inquadrare meglio, e non sali «prima della pioggia di venerdì».
- Tetto e antenna non si toccano in queste ore. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 107, chiama lavoro in quota l’attività con rischio di caduta da più di 2 metri rispetto a un piano stabile. L’art. 111, comma 7, fa eseguire i lavori temporanei in quota soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. È la regola di chi manda una squadra. Non è un permesso a salire con la scala di casa perché il bollettino di criticità è verde o perché la pioggia scritta è domani.
- Ramo, cavo, ponteggio. Non sostare sotto chiome, cornicioni, impalcature, cartelloni. Un ramo sulla carreggiata non si sega dalla tua scala: è un pericolo sulla via pubblica. Un cavo abbassato non si scosta con un manico. Si sta lontani e si avvisa. Il telo di un cantiere che sbatte lo dici all’amministratore e all’impresa. Non sali a rifare i legacci.
Non camminare sui coppi, non spostare una tegola, non appoggiare una scala al cornicione, non seguire una persiana nel vuoto. Il verde nazionale non è un meteo da cantiere. In quota, quando la frase del vento non è più sulla tua via, ci va chi ha le protezioni.
Sotto questa frase il tetto, il molo e la gronda restano fermi
Per tutto il tempo in cui la vigilanza tiene il nord-est sulla tua zona, non entra una scala, un passo sul balcone, uno spostamento di coppi, uno stasamento della gronda dal terrazzo. Non entra a Rimini nel primo pomeriggio perché la cella regionale è verde e la narrativa parte dalla tarda serata: la vigilanza nazionale, se la mappa ti ci mette, è già la frase della giornata, e la tarda serata è un rinforzo in più, non il primo permesso della mattina. Non entra a Trieste perché «tendente a» sembra una cosa di dopo. Non entra a Bari stamattina perché la Puglia non è nel vento di giovedì: il coppo di ieri si guarda da sotto, e venerdì la Puglia torna come pioggia debole, non come finestra di lavori.
L’impalcatura è tra le cose che un vento di questa classe può spostare, insieme a teli, pali e vasi. Finire «due metri di ponteggio entro mezzogiorno, tanto non c’è allerta» è lavorare in quota dentro una frase che il Dipartimento non ha spento con il verde. Il ponteggio si lascia. Si guarda da dentro se un telo sbatte. In condominio il tetto e, di regola, le antenne destinate all’uso comune non sono il balcone del singolo piano: lo ricorda l’art. 1117, numeri 1 e 3, del codice civile. Sistemare la parte comune durante la raffica non è un favore al palazzo. È un incidente su una parte che non è tua da scalare.
Non si va sul molo a Venezia, a Trieste, a Rimini o a Ravenna a vedere l’Adriatico. Non si va a Taranto a vedere se lo Ionio «è già attenuato». Non si attraversa un viale alberato per spostare l’auto «di un isolato più sicuro» se per farlo devi stare sotto i rami. Non si riattacca un salvavita per avere luce in un locale che non c’entra: giovedì la vigilanza non scrive temporali. Venerdì, sulle regioni nominate, i rovesci possono esserci, cumulati deboli. Se un cavo è a terra, o senti odore di bruciato dopo uno schianto sulla linea, il quadro non si usa come prova. Si sta lontani. Il riarmo a quadro asciutto, dopo un temporale vero, è un’altra scheda, salvavita dopo il temporale. Quel 10 ottobre non è il vento di oggi.
Non chiedere un prezzo chiuso «entro stasera, così il coppo è a posto prima della pioggia di venerdì». Venerdì non è una scadenza di cantiere, e giovedì non è un buco libero. Una sigillatura, una tegola e un’intera falda non sono lo stesso intervento, e una ditta può non arrivare mentre la raffica è la frase in vigore. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questo vento non è una domanda di detrazione. Il percorso, a casa agibile e con il cantiere definito, sta in Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda della ditta. Lo componi tu, dopo.
Quando la scheda della ditta torna utile
Durante la frase, se un ramo blocca la strada, un cornicione cede o qualcuno è ferito, la telefonata è verso il 112 e verso le autorità indicate dal Comune. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Sulla pagina del Dipartimento il Contact Center è 800 840 840 e il centralino è 06 68201. Sono numeri del Dipartimento, non linee di questo sito. Limitare il cellulare quando c’è un’emergenza in corso vale anche per non occupare la linea con un preventivo.
La ditta torna nel discorso quando la raffica non è più la frase che ti tiene in casa, le autorità non stanno chiedendo di restare dentro, e un bollettino più nuovo non ha tenuto il nord-est sulla tua zona. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi una tegola o una lastra fuori sede, se il pluviale è stato spostato e bagna la facciata, o se il solaio segna dopo che un coppo si è mosso. La scheda dell’alone, quando il problema è la macchia e il vento non è più la frase, è infiltrazione dal tetto. Chiama chi lavora in quota sugli alberi se un ramo è rimasto appoggiato alla falda o al muro e non è un fuscello che raccogli dal cortile senza scala. Il taglio in quota non si improvvisa perché il ramo «è già mezzo giù».
Chiama un elettricista, e chiedi l’abilitazione DM 37/08, se un cavo del palazzo è stato strappato, se il quadro ha preso un colpo, o se senti odore di bruciato. Non è un bollino di questo sito: è l’abilitazione sul lavoro. Se il vento ha inclinato o ammaccato l’unità esterna, non aprire il circuito del refrigerante. Chi maneggia quel gas ha l’abilitazione F-GAS, e ci arriva quando la macchina è raggiungibile da terra senza salire durante la raffica. Spostare da solo la staffa «per rimetterla in bolla» è un lavoro in quota e, se il circuito si è aperto, è anche un circuito che non ti compete.
Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città e, se la sai, la zona, il fatto che il 29 la vigilanza tiene il nord-est sui settori adriatici centro-settentrionali e non un giallo idraulico, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se qualcosa è ancora in movimento. Una frase utile a Trieste è «settori adriatici centro-settentrionali, tegola visibile dalla strada, non sono sul molo». Una frase utile a Venezia è la stessa, con il nome della zona che la mappa ti assegna. Una frase utile a Rimini è «cella regionale verde, narrativa dalla tarda serata, vigilanza nazionale nord-est, coppo visto da dentro, non sono in spiaggia». Una frase utile ad Ancona, per venerdì, è «Marche nella fase del 30, cumulati deboli, non sono salito giovedì né venerdì mattina». Una frase utile a Pescara è «Abruzzo nella pioggia di venerdì, non nel nord-est di giovedì, foto dalla finestra». Una frase utile a Firenze è «venerdì la vigilanza scrive sulla Toscana, non il giallo del 23, antenna inclinata, non sono uscito». Una frase utile a Genova è «giovedì nulla da segnalare; se chiamo dopo il vento di venerdì, 40–50 km/h sulla zona B, non i settori adriatici». Una frase utile a Messina è «Sicilia nord-orientale, fase del 30, lastra vista da sotto». Una frase utile a Bari è «non sono nel nord-est di giovedì; se la macchia è di ieri, foto da dentro; venerdì la Puglia è nella pioggia debole». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.
Il filtro, se la tegola è fuori sede o il pluviale bagna la facciata, è tetti e coperture. A Trieste l’elenco è tetti a Trieste. A Venezia è tetti a Venezia. A Rimini è tetti a Rimini. A Ravenna è tetti a Ravenna. Ad Ancona è tetti ad Ancona. A Pescara è tetti a Pescara. A Firenze, per la frase di venerdì sulla Toscana, è tetti a Firenze. A Genova, per i chilometri orari di venerdì e non per l’Adriatico di giovedì, è tetti a Genova. A Messina, per la Sicilia nord-orientale della fase del 30, è tetti a Messina. A Bari, se il danno è il coppo di ieri o la pioggia debole di venerdì e non un nord-est che il foglio non ti assegna, è tetti a Bari. Un ramo che pende, a rientro possibile, è giardini e esterni. Un cavo o un quadro è impianti elettrici. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.
Ieri, fino a sera Grondaie e foglie 8 ore a Milano Elenco tetti Apri da Preventivo
Domande prima del telefono
Il verde del 29 ottobre vuol dire che sull’Adriatico non c’è vento?
No. Il bollettino delle 14:37 del 28 ottobre, per giovedì 29, scrive assenza di fenomeni significativi prevedibili e nessuna allerta. Le avvertenze di quel foglio parlano di rischio idraulico, temporali e idrogeologico. Il vento sta nella vigilanza dello stesso giorno, fase del 29: localmente forti da nord-est sui settori adriatici centro-settentrionali, senza precipitazioni significative. Il mare è Ionio molto mosso in attenuazione, Adriatico centro-settentrionale tendente a localmente molto mosso. Il verde e il nord-est, in questi due documenti, descrivono righe diverse. Tenerne uno solo fa salire qualcuno su un tetto che l’altro foglio ha già chiuso.
La burrasca di mercoledì vale ancora a Bari?
No, come frase di giovedì. La fase del 28 aggiornata ieri parla di venti forti settentrionali su Puglia e settori ionici, in attenuazione dalla serata, e non ristampa la parola burrasca. Quella fase è la giornata già chiusa. La fase del 29 non mette la Puglia nel vento. Bari non eredita i settori adriatici centro-settentrionali. Lo Ionio resta molto mosso, con moto ondoso in attenuazione: non è un motivo per scendere al lungomare, e non è un motivo per salire. Venerdì la Puglia torna nell’elenco delle piogge deboli. Un bollettino emesso giovedì sostituisce queste frasi. Fino ad allora il coppo si guarda da sotto.
A Rimini la cella verde dell’Emilia-Romagna spegne il nord-est nazionale?
No. Il 172/2026, emesso alle 11:41 del 28 ottobre e valido fino alle 00:00 del 30, è verde anche su vento, mare e costa, e nella stessa pagina scrive il rinforzo dalla tarda serata e possibili erosioni localizzate sul settore costiero meridionale. La vigilanza nazionale tiene i venti localmente forti da nord-est sui settori adriatici centro-settentrionali. La via si conferma sulla mappa. La cella verde non è un giallo nascosto e non è un via libera sulla spiaggia. Bologna non è quella costa. Il documento regionale non copre la pioggia di venerdì.
Si può salire sulla gronda giovedì perché la pioggia è venerdì?
No. Giovedì, in questo foglio, non ha precipitazioni significative, e ha il nord-est dove la mappa ti ci mette. Venerdì le piogge sono da isolate a sparse, specie nel pomeriggio, cumulati deboli, su Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia nord-orientale. Lo stesso venerdì tiene il nord-est sui settori adriatici centro-settentrionali, sull’Appennino settentrionale e sulla Toscana, senza un’ora. Il mattino di venerdì non è il buco. Il bollettino di criticità delle 14:37 non ha una fase del 30: non si dice che venerdì è verde. Un alone già comparso si annota da sotto. Non si va a cercarlo sulla falda.
ArtigianiVicino manda un copritetto con questo vento?
No. Ramo sulla strada, cornicione che cede, persona ferita: 112 e autorità del Comune. L’800 840 840 è il Contact Center stampato sul sito del Dipartimento, non una linea di ArtigianiVicino. Quando la frase del vento non ti tiene più in casa e dalla strada vedi una tegola fuori sede, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Un cavo o un quadro lo vede chi è abilitato al DM 37/08. Il refrigerante dell’unità esterna, se il circuito va aperto, lo vede chi è abilitato F-GAS.
| Dove | Cosa è scritto | Cosa non autorizza |
|---|---|---|
| Criticità nazionale, fase del 29 | Assenza di fenomeni significativi prevedibili e nessuna allerta. Le tre righe sono idraulico, temporali, idrogeologico. La fase del 30 non c’è | Non è una frase sul vento. Non è un verde di venerdì |
| Vigilanza, fase del 29 | Venti localmente forti da nord-est sui settori adriatici centro-settentrionali. Piogge: nessun fenomeno significativo. Ionio molto mosso, moto ondoso in attenuazione. Adriatico centro-settentrionale tendente a localmente molto mosso | «Tendendo a» non è un orario di scala. L’assenza di pioggia non è un permesso di quota |
| Vigilanza, fase del 28 | Forti settentrionali su Puglia e settori ionici, in attenuazione dalla serata. Mari molto mossi. Senza la parola burrasca | È la giornata già chiusa. Non si ricopia su giovedì |
| Emilia-Romagna, 172/2026 | Verde su tutte le celle, vento e mare compresi, fino alle 00:00 del 30. Narrativa: rinforzo dalla tarda serata e possibili erosioni sul settore costiero meridionale | Il verde non spegne il nord-est nazionale. La tarda serata non è le 16. Bologna non è la costa |
| Liguria, emissione delle 10:39 | Giovedì: nulla da segnalare. Venerdì: 40–50 km/h da settentrione sulla zona B e sulla parte orientale della A | Genova non cita i settori adriatici. Ventimiglia non è, da sola, la parte orientale della A |
| Vigilanza, fase del 30 | Piogge deboli, specie nel pomeriggio, su Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia nord-orientale. Vento di nord-est ancora sui settori adriatici centro-settentrionali, sull’Appennino settentrionale e sulla Toscana | Il mattino non è una finestra. Non è un’allerta scritta: il bollettino di criticità del 28 ottobre non ha questa fase |
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se, quando la raffica non è più la frase che ti tiene in casa, dalla strada vedi una tegola fuori sede o il pluviale bagna la facciata, apri tetti e coperture e leggi la scheda. A Trieste, a Venezia e a Rimini la frase di oggi è il nord-est, non il verde da solo. A Genova giovedì non è l’Adriatico: i 40–50 km/h, se la mappa conferma, sono venerdì. Se un ramo è sulla carreggiata o qualcuno è ferito, la telefonata di adesso è verso il 112 e verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo sentendo la persiana da una stanza con le ante chiuse, il giro è finito senza chiamata.