Tre zone, due righe dello stesso giallo
Il bollettino di criticità del 22 ottobre 2026, ore 14:17, nella fase che chiama «domani, venerdì 23 ottobre 2026», ha due livelli ordinari e nessun livello moderato. La prima dicitura è «ordinaria criticità per rischio temporali / allerta gialla». La seconda è «ordinaria criticità per rischio idrogeologico / allerta gialla». Le zone, in entrambe, sono le stesse tre, tutte in Toscana: Serchio-Garfagnana-Lima, Lunigiana, Versilia. Nel testo di quella fase non compare l’arancione, non compare il rosso, e non compare una riga di rischio idraulico.
Le avvertenze in calce allo stesso bollettino ricordano la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 e le indicazioni operative del 10 febbraio 2016. Il giallo è criticità ordinaria. L’arancione è criticità moderata. Il rosso è criticità elevata. Il bollettino nazionale è una sintesi dei centri funzionali decentrati: la zona di allerta non coincide con il confine della regione, e a parità di livello la mappa mostra prima il rischio idraulico, poi i temporali, poi l’idrogeologico. Oggi le due righe sono allo stesso giallo e la riga idraulica nazionale non è scritta. Il pallino, se segue quella priorità, è il temporale. Il pallino non cancella frane, smottamenti, colate e ruscellamenti, che stanno nell’altra riga, quella idrogeologica, sullo stesso elenco di zone.
Per i temporali le indicazioni del 2016 non prevedono il rosso, perché quello scenario sta già nel rosso idrogeologico. L’assenza di un rosso temporali, oggi, è quella regola. Il livello scritto è ordinario. Una casa in Versilia legge un’allerta gialla, non un foglio vuoto e non un’allerta su tutta la Toscana. Il nome della regione, in un titolo, non sposta il civico dentro le tre zone.
Nello stesso bollettino, la fase di giovedì 22 ottobre scrive «assenza di fenomeni significativi prevedibili / nessuna allerta». È il foglio delle 14:17. Il bollettino delle 14:36 del 21 ottobre, per quella stessa giornata di giovedì, teneva l’arancione idrogeologico su due bacini del Friuli. La scheda due bacini, non cinque regioni legge quel foglio precedente. Questa legge il successivo. Un bollettino ancora più nuovo, se esce, sostituisce anche queste frasi. La fase che conta per il tetto di oggi è il 23.
Venerdì 23 il giallo nazionale, in quel bollettino, è su tre zone toscane e ha due righe: temporali e idrogeologico. La mappa, a parità di giallo, può mostrare solo il temporale.
Dalle 17 alle 23:59, con la pioggia che può arrivare prima
Il bollettino di valutazione delle criticità del Centro funzionale regionale, emissione di giovedì 22 ottobre 2026, ore 12:26, mette un solo scenario in giallo. Le zone sono L, S1 e V: Lunigiana, Serchio-Garfagnana-Lima, Versilia. Il rischio è scritto per esteso: temporali forti con rischio idrogeologico-idraulico del reticolo minore. I tempi vanno dalle ore 17:00 di venerdì 23 ottobre 2026 alle ore 23:59 dello stesso venerdì.
L’adozione dello stato di allerta regionale, sullo stesso avviso delle 12:26, chiama quella finestra codice giallo e fase di attenzione. Il testo richiama la direttiva del Presidente del Consiglio sulla gestione del sistema di allertamento e la delibera della Giunta regionale n. 1526 del 20 ottobre 2025. Sottolinea che a scala locale gli effetti possono essere amplificati da condizioni di esposizione che una zona regionale non vede. L’avvio e la cessazione della fase, a scala del Comune, seguono l’esaurimento reale dei fenomeni, non solo la mezzanotte scritta sul foglio.
Le attività indicate «prima del periodo di validità», in fase di attenzione gialla, sono rivolte agli enti: verifica di vulnerabilità, reperibilità, pronta attivazione delle risorse. Non sono un invito al privato a salire in falda prima delle 17 per chiudere un coppo «finché si è in tempo». Il ponteggio, nello scenario, è tra le cose che il vento può abbattere. Anticipare il cantiere dentro la mattinata di un temporale previsto è lo stesso lavoro in quota, spostato di qualche ora.
La pioggia, nello stesso bollettino, può arrivare dal mattino sulle zone di nord-ovest e intensificarsi nel pomeriggio, quando sono possibili temporali locali, localmente forti proprio sul nord-ovest. La fase operativa parte alle 17. Il mattino, con il codice ancora spento sull’orologio, non è un permesso da scala. Se alle 11 la gronda già cola, si guarda da dentro. Se alle 16:40 il cielo è ancora aperto, il lucernario resta chiuso: lo scenario giallo parla di elevata incertezza previsionale, di fenomeni intensi occasionalmente pericolosi per le persone, di disagi e danni locali, e di effetti del reticolo minore che possono arrivare in modo repentino.
Lo scenario elenca effetti possibili, non una tegola garantita su ogni civico. Raffiche che rompono rami o abbattono alberi. Caduta di tegole. Danni a strutture provvisorie e agli edifici. Pali, segnaletica e impalcature abbattuti. Materiale trasportato. Viabilità interrotta. Reti di telefonia ed elettricità fuori uso. Se grandina, danni a colture, alle coperture e agli automezzi. Se fulmina, danni a edifici, alberi e reti, e possibile innesco di incendi in aree boschive. Sono il motivo per cui tegola, ramo e ponteggio restano dov’è finché la finestra è aperta e le autorità non hanno detto di rientrare a guardare.
Il nome dello scenario regionale contiene «idraulico» e «reticolo minore». Quella formula non è un’allerta sul reticolo principale. Nel testo nazionale del 23 la riga idraulica non compare. Un fosso, un torrente piccolo, un sottopasso possono rispondere prima del fiume grande. Andare sull’argine a controllare se «è solo il minore» è uscire durante l’allerta. Il nome tecnico resta nel foglio. Il civico resta in casa.
La fase di attenzione è 17:00–23:59. La pioggia sul nord-ovest, nel bollettino regionale, può essere già del mattino. L’orologio delle 17 non apre la mattinata al tetto.
Lucca, Massa-Carrara e Pistoia sono province. Le zone sono tre sigle
In testa al bollettino regionale le province interessate sono Lucca, Massa-Carrara e Pistoia. Sono le province dentro cui cadono le zone gialle. Non sono un giallo su ogni via di quelle province. Le sigle nella riga sono L, S1 e V. Nello stesso foglio l’elenco delle aree comprende anche S2 Serchio-Lucca, S3 Serchio-Costa, A3 Arno-Firenze, M Mugello-Val di Sieve, B Bisenzio e Ombrone pistoiese, e le altre sigle dalla A1 alle isole. Quelle sigle non stanno nella riga gialla di venerdì.
S2 si chiama Serchio-Lucca ed è un’area diversa da S1 Serchio-Garfagnana-Lima. Se la mappa mette il tuo civico in S2, la riga delle 17 non è la tua. Se lo mette in S1, la finestra è quella. Questa scheda non sposta un indirizzo del centro di Lucca dentro la Garfagnana al posto della mappa, e non dipinge tutta la provincia di Pistoia solo perché la provincia è nominata tra le interessate. B, Bisenzio e Ombrone pistoiese, è nell’elenco delle aree e non è nella riga gialla. Il civico di pianura e il civico sulla Lima si leggono su due sigle.
Firenze è il nome dentro A3, Arno-Firenze. A3 non è L, non è S1, non è V. Prato non è scritto in quelle tre zone. Livorno non è la Versilia: V è una sigla, la città di Livorno è un altro tratto di costa. La frase sulla pioggia, però, nomina proprio queste aree, con cumulati più bassi di quelli della Lunigiana: medi intorno ai 10-20 mm sulla costa livornese settentrionale, sul Valdarno medio e inferiore e tra le province di Pistoia, Prato e Firenze, con il Mugello tra parentesi, e massimi fino a 30-50 mm. Il Mugello è la zona M. M non è nella riga gialla. Quei millimetri sono una previsione. Il codice colore è un altro rigo del foglio.
Sul resto della regione il bollettino regionale scrive cumulati medi e massimi non significativi, con un’eccezione: in provincia di Grosseto, in serata, sono possibili temporali con massimi fino a 20-30 mm. Grosseto non è nella riga L, S1, V. Un rovescio serale sul grossetano si legge su quella frase, non come l’allerta della Lunigiana. L’assenza del giallo, durante il rovescio, non è un motivo per salire a controllare le tegole.
L’alto livornese compare nella frase sui temporali del pomeriggio, insieme alle province settentrionali, con fenomeni localmente forti sulle zone nord-occidentali. «Localmente forti» è la previsione del fenomeno. La riga gialla adottata resta L, S1, V. Un temporale sull’alto livornese si segue con la stessa prudenza di chi è sotto un rovescio: si resta dentro. Non si importa il codice della Versilia su un civico che la mappa tiene fuori da V, e non si importa l’assenza del codice come permesso di uscire sul terrazzo mentre grandina.
«Toscana gialla» non è il foglio. Il foglio nomina Lunigiana, Serchio-Garfagnana-Lima e Versilia. Firenze, Prato e Livorno, in questa fase, sono altre sigle.
I millimetri regionali e la classe nazionale stanno insieme
Il bollettino di vigilanza meteorologica nazionale del 22 ottobre 2026 ha tre fasi, in quest’ordine: 22, 23 e 24. La fase del 23 è il secondo blocco. Non è la pioggia di giovedì e non è la tendenza di sabato.
Precipitazioni del 23: dal pomeriggio, da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Valle d’Aosta, settori alpini del Piemonte, Liguria, Lombardia, Triveneto, Emilia e Toscana, in estensione serale a Umbria e Lazio centro-settentrionale. Cumulati deboli, fino a moderati su Liguria di Levante e alta Toscana. Visibilità: nessun fenomeno significativo. Temperature: minime in locale sensibile diminuzione; massime in sensibile diminuzione sul Piemonte. Venti: dalla serata, tendenti a forti occidentali sulla Sardegna settentrionale, sulla Liguria di Ponente e sulla Toscana meridionale. Mari: Tirreno meridionale e Ionio localmente molto mossi, in attenuazione; dal pomeriggio Mar di Sardegna, Mar Ligure e Tirreno settentrionale tendenti a molto mossi.
Il bollettino regionale, per la stessa giornata, scrive i millimetri e non li riassume in una sola classe. Medi intorno ai 30-40 mm sulla Lunigiana e 20-30 mm sulle restanti zone di nord-ovest. Massimi fino a 70-90 mm sulla Lunigiana, localmente superiori sui rilievi, e fino a 50-70 mm sulle restanti aree di quel nord-ovest. Una casa in Lunigiana legge quei numeri. La parola «debole», nella vigilanza, vale per l’insieme della Toscana prima della precisazione sull’alta Toscana. Le due frasi si tengono. Un avviso più nuovo le sostituisce entrambe. Non si sceglie la classe più comoda per aprire il lucernario.
Il vento ha la stessa doppia frase. Il regionale: dal tardo pomeriggio di venerdì, venti meridionali in rinforzo, raffiche fino a 60-70 km/h sulla costa, in Arcipelago e sui crinali. Il nazionale, dalla serata: forti occidentali su Sardegna settentrionale, Liguria di Ponente e Toscana meridionale. La Toscana meridionale della vigilanza non è la Lunigiana e non è la Versilia. La costa e i crinali del testo regionale comprendono il bordo su cui la Versilia guarda il mare. Nessuna delle due frasi è un orario da cornicione. Sassari sta nei settori settentrionali su cui la vigilanza scrive il vento forte: non eredita il giallo toscano. Genova, in questo bollettino di criticità, non ha un colore. Il Mar Ligure molto mosso dal pomeriggio non è un permesso sulla passeggiata. L’ora per ora di un altro giorno sta in dopo le 6, la mareggiata.
Nella tabella regionale delle criticità la riga gialla dichiarata per venerdì è una sola: temporali forti con il reticolo minore, su L, S1 e V. Il mare molto mosso del Tirreno settentrionale non aggiunge, in quel testo, una riga di mareggiata. Resta un motivo per non stare sul molo e per non scendere a «dare un’occhiata» alla battigia mentre la fase è aperta. La Liguria di Levante, nella vigilanza, può avere cumulati fino a moderati. Nel bollettino di criticità del 23 quel nome non è tra le zone gialle. Il mare e la classe di pioggia non copiano il codice della Versilia su un civico ligure.
La fase del 24, terzo blocco dello stesso foglio, sposta il disegno. Precipitazioni da isolate a sparse, anche a rovescio o temporale, su un arco che va dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia, alle coste di Veneto ed Emilia-Romagna, e poi su Marche, Umbria, Lazio centro-meridionale, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, settori tirrenici di Calabria e Sicilia. Cumulati in genere deboli, fino a moderati sui settori adriatici di Abruzzo, Molise e Puglia settentrionale. Venti forti nord-occidentali, con rinforzi di burrasca, sulla Sardegna, in estensione alla Sicilia e ai settori tirrenici centro-meridionali. Mari agitati su Mar di Sardegna e Tirreno meridionale. È sabato. Non è una scadenza per chiudere il tetto venerdì notte, con la fase di venerdì ancora aperta fino alle 23:59 e con l’esaurimento reale che il Comune può tenere anche oltre.
Il calo delle minime, e le massime in diminuzione sul Piemonte, non sono la diagnosi del termosifone. Le ore di Milano e lo stop di Torino stanno in otto ore a Milano e in termosifoni spenti a Torino. Non si accende una stufa per compensare un giallo temporalesco. Non si sale sul comignolo perché la minima scende. Un calorifero freddo a metà giornata, in una città con un orario già scritto, si legge su quell’ordinanza, a casa asciutta, non sul colmo mentre fuori grandina.
Da dentro, prima delle 17 e durante la fase
La pagina del Dipartimento «Rischio meteo-idro. Sei preparato?» separa il prima dal durante. Vale sulle tre zone gialle e vale anche dove la pioggia è prevista senza quel codice: l’alto livornese, il Mugello, il grossetano in serata. Il codice dice la fase adottata. Il rovescio, se c’è, si tratta da dentro lo stesso.
Prima, con l’allerta già nota e l’acqua ancora fuori, la pagina chiede di seguire le misure del Comune, di non dormire nei seminterrati e di evitarli, di proteggere i locali al piano strada e di chiudere le porte di cantine e garage solo se non ti esponi. Spostare l’automobile, in quella lista, può essere pericoloso. Se devi uscire, il percorso evita le zone allagabili. La scuola ha un suo piano: lo verifica il Comune, non un messaggio inoltrato a una ditta.
Se l’acqua è già nell’edificio, i verbi cambiano. Non si scende in cantina, seminterrato o garage per mettere in salvo i beni. Non si esce per l’automobile. Dal piano terra o da sotto, si sale. L’ascensore si evita. Si aiutano anziani e persone con disabilità che sono già nell’edificio. Gas chiuso e impianto elettrico disattivato, e mani o piedi bagnati che non toccano impianti e apparecchi. L’acqua del rubinetto non si beve. Il cellulare si limita, per lasciare le linee ai soccorsi. Durante un’alluvione, scrive la pagina, l’acqua può salire anche di uno o due metri in pochi minuti. In casa i punti che si allagano prima sono cantine, seminterrati e piani terra. Fuori, sottopassi, argini, ponti, strade in pendenza e le zone più basse. Un temporale sul reticolo minore può fare quel salto su un fosso anche se il fiume grande, nel foglio nazionale, non ha una riga sua.
Il dopo non coincide con le 23:59 e non coincide con «il massimo era 40 mm». Si seguono le autorità prima di rientrare, di spalare il fango o di svuotare le cantine. Le strade ancora allagate non si attraversano. Dove l’acqua si è ritirata, il fondo può cedere. Gas e impianto elettrico si riattivano se puoi verificarlo; se serve, si chiede il parere di un tecnico. Prima degli scarichi, la pagina chiede di sapere se fognature, fosse e pozzi sono integri. Il rubinetto torna bevibile quando un’ordinanza comunale non lo vieta. Il cibo che ha toccato l’acqua dell’alluvione non si mangia. Una soglia già letta in un altro giorno sta in acqua in cantina dopo l’allerta del 12 ottobre. Quel 12 ottobre non è la Versilia di oggi.
Sulla pagina del bollettino il Dipartimento stampa il Contact Center 800 840 840 e il centralino 06 68201. Sono numeri del Dipartimento, non linee di ArtigianiVicino. Con l’acqua che sale in casa, la telefonata di adesso è verso le autorità indicate dal Comune. Limitare il cellulare, come chiede la pagina quando l’alluvione è in corso, vale anche per non occupare la linea con un preventivo.
- La sigla, prima del titolo. Bollettino delle 14:17, fase del 23. Due righe gialle, tre zone: Lunigiana, Serchio-Garfagnana-Lima, Versilia. In Toscana, L, S1 e V, dalle 17:00 alle 23:59. «Tutta la Toscana» non dice se il civico è in S1 o in A3.
- Il mattino si chiude da terra asciutta. La pioggia sul nord-ovest può precedere le 17. Porte di cantina e oggetti leggeri del balcone si sistemano se il percorso è asciutto e non passa dal tetto. Se per arrivare alla porta devi attraversare acqua, la porta resta com’è.
- Dalle 17, piano alto. La pagina del Dipartimento chiede di non dormire nei seminterrati. Se la sera ti trova già lì e l’acqua non è ancora entrata, sali prima che la soglia cambi. L’ascensore resta fermo anche per questo spostamento.
- Finestra, non cornicione. Tegola fuori sede vista dalla strada, ramo sulla falda, grandine sul vetro, pluviale che bagna la facciata: una foto da dentro. Raffiche fino a 60-70 km/h su costa e crinali, nel testo regionale, non sono un motivo per uscire a tenere un vaso.
- Quadro, solo se è asciutto e non lo tocchi bagnato. Con l’acqua in casa la pagina del Dipartimento dice di chiudere il gas e di disattivare l’impianto. Se il quadro è umido, o senti odore di bruciato dopo un fulmine, non lo riarmi per avere luce in cantina. Il riarmo a quadro asciutto, a fenomeno finito, sta in salvavita dopo il temporale. Il tecnico, dopo, è chi ha l’abilitazione DM 37/08.
- Unità esterna e ramo, dopo. Se la grandine ha colpito la macchina del clima, il circuito del refrigerante non si apre da solo. Chi maneggia quel gas ha l’abilitazione F-GAS, e ci arriva quando la macchina è raggiungibile da terra in sicurezza. Un albero che pende sulla falda resta dov’è finché qualcuno può lavorarci senza scala appoggiata durante la fase.
| Dove | Riga del 23 | Cosa leggere insieme |
|---|---|---|
| Lunigiana, L | Giallo temporali e giallo idrogeologico. Fase regionale 17:00–23:59 | Medi 30-40 mm, massimi fino a 70-90 mm, localmente superiori sui rilievi. La provincia di Massa-Carrara non è, da sola, la zona |
| Serchio-Garfagnana-Lima, S1 | Stesse due righe gialle, stessa finestra | S2 Serchio-Lucca è un’altra sigla e non è in questa riga. La provincia di Lucca non colora S2 |
| Versilia, V | Stesse due righe gialle, stessa finestra | Raffiche regionali fino a 60-70 km/h su costa e crinali. Livorno non è questa sigla |
| Firenze, Prato, Mugello, costa livornese settentrionale | Assenti dalla riga gialla L, S1, V | Medi intorno ai 10-20 mm, massimi fino a 30-50 mm. Il Mugello è la zona M. La pioggia prevista non è il codice |
| Grosseto | Assente dalla riga gialla | In serata, temporali possibili con massimi fino a 20-30 mm. Durante il rovescio si resta dentro lo stesso |
| Liguria di Levante e Toscana meridionale | Nessun giallo nel bollettino di criticità del 23 | Cumulati fino a moderati sull’alta Toscana e sulla Liguria di Levante. Dalla serata, vento forte sulla Toscana meridionale. Il Mar Ligure, dal pomeriggio, tende a molto mosso |
Sotto questa fase il tetto, il ramo e il quadro restano fermi
Dalle 17 alle 23:59, sulle tre zone, e per tutto il tempo in cui il rovescio è sulla tua strada anche fuori da quelle sigle, non entra una scala, un passo d’uomo, uno spostamento di coppi, uno stasamento del pluviale dal terrazzo. La gronda piena di foglie, in un giorno asciutto, si legge da terra in un’altra scheda. Oggi, se trabocca, si fotografa da dentro. Un ramo sulla falda resta dov’è. Il vicino con la motosega sul tetto, con raffiche scritte fino a 60-70 km/h su costa e crinali, non è la ditta.
L’impalcatura è nominata nello scenario tra le cose che il vento può abbattere, insieme a pali e segnaletica. Finire «due metri di ponteggio prima delle 17» è lavorare in quota dentro la mattinata in cui il bollettino già prevede pioggia sul nord-ovest. Il ponteggio si lascia. Si guarda da dentro se un telo sbatte. Non si sale a legarlo quando la fase è aperta, e non si sale a legarlo nel mattino solo perché il codice parte alle 17.
Non si scende nel box a recuperare una scatola, una bici, una cartella. Non si attraversa un sottopasso perché il parcheggio alto è a due minuti. Non si riattacca il salvavita con il quadro umido, e non si riattacca mentre il fulmine è ancora la frase dello scenario. Non si beve dal rubinetto se l’acqua è entrata in casa, finché un avviso comunale non dice il contrario. Non si tinteggia l’angolo che si appanna perché hai chiuso tutto: i puntini neri, a casa asciutta, stanno in muffa negli angoli. Un alone sul solaio, quando si può guardare, sta in infiltrazione dal tetto.
Non chiedere un prezzo chiuso «entro mezzanotte, così domani il tetto è a posto». La fase del 24 è un altro foglio di vigilanza, con burrasca sulla Sardegna e pioggia su un arco diverso. Non è una scadenza di cantiere. Una sigillatura, una tegola e un’intera falda non sono lo stesso intervento, e una ditta può non arrivare mentre l’allerta è in corso. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questa allerta non è una domanda di detrazione. Il percorso, a casa agibile e con il cantiere definito, sta in Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda della ditta. Lo componi tu, dopo.
Quando la scheda della ditta torna utile
Durante l’allerta, se l’acqua sale in casa o la strada è già un corso, la telefonata è verso le autorità, non verso un elenco di copritetti. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Il Contact Center 800 840 840 è stampato sulla pagina del Dipartimento. Il numero del tuo Comune, se è pubblicato sull’avviso locale, sta su quell’avviso.
La ditta torna nel discorso quando le autorità hanno detto che si può rientrare e guardare. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi una tegola o una lastra fuori sede, se il pluviale bagna la facciata e non è una goccia già nota, se il solaio gocciola, o se la grandine ha lasciato un segno sulla copertura che vedi senza salire. Chiama un idraulico se, a rientro consentito, l’acqua è stata in cantina o al piano terra e va svuotata da chi sa farlo, oppure se una perdita continua a soglia ormai asciutta. Chiama un elettricista, e chiedi il DM 37/08, se il quadro si è bagnato, se senti odore di bruciato, o se un fulmine ha lasciato la casa al buio e la pagina del Dipartimento ti ha già detto di far verificare l’impianto prima di riattivarlo. Se la grandine ha bucato o ammaccato l’unità esterna, il circuito del refrigerante lo apre chi ha l’abilitazione F-GAS, a macchina ferma e raggiungibile senza salire durante il temporale.
Un albero che pende sulla falda o sul muro, a rientro consentito, è un lavoro da terra e poi, se serve la quota, di chi ha i mezzi. Non è una scala del balcone. Il filtro, quando è il momento, è giardini e esterni. Il taglio in quota non si improvvisa perché il ramo «è già mezzo giù».
Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città o la sigla, l’orario della fase, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se l’acqua entra ancora. Una frase utile in Versilia è «zona V, giallo dalle 17 alle 23:59, tegola visibile dalla strada, non sono salito». Una frase utile in Garfagnana è «S1, stesse due righe, pluviale in facciata, foto dalla finestra, cantina non l’ho aperta». Una frase utile a Firenze è «A3, non sono in L, S1 o V, alone sul solaio dopo la pioggia del pomeriggio, foto dalla finestra». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.
Il filtro, se l’acqua viene dall’alto o la tegola è fuori sede, è tetti e coperture. Lunigiana, Garfagnana-Lima e Versilia non sono un capoluogo con una pagina città in questo elenco: parti dall’elenco dei tetti e leggi la scheda della ditta che dichiara quell’area. A Firenze, che oggi è A3 e non la riga gialla, l’elenco è tetti a Firenze. A Prato è tetti a Prato. A Livorno, fuori dalla sigla V, è tetti a Livorno. Se l’acqua è stata in cantina, il mestiere è idraulica. Se il quadro è il problema, impianti elettrici. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.
Ieri, due bacini Dopo la pioggia Salvavita Acqua in cantina Elenco tetti Apri da Preventivo
Domande prima del telefono
Il giallo del 23 ottobre copre tutta la Toscana?
No. Nel bollettino delle 14:17 del 22 ottobre, la fase del 23 mette l’ordinaria criticità per temporali e per rischio idrogeologico su tre zone: Serchio-Garfagnana-Lima, Lunigiana e Versilia. Il Centro funzionale, alle 12:26, limita il giallo a L, S1 e V, dalle 17:00 alle 23:59, per temporali forti con rischio sul reticolo minore. Le province interessate sono Lucca, Massa-Carrara e Pistoia. S2 Serchio-Lucca, S3 Serchio-Costa, A3 Arno-Firenze e M Mugello sono nell’elenco delle aree e non sono in quella riga. La provincia non è la zona.
Firenze, Prato o Livorno sono nella riga gialla?
Nel testo di questa fase, no. La previsione di pioggia mette medi intorno ai 10-20 mm e massimi fino a 30-50 mm sulla costa livornese settentrionale, sul Valdarno medio e inferiore e tra Pistoia, Prato e Firenze, Mugello compreso. Sono millimetri. Il codice giallo resta L, S1, V. Un temporale sull’alto livornese, scritto nella previsione del pomeriggio, si affronta da dentro. Non copia la sigla della Versilia e non autorizza il terrazzo. Grosseto, con possibili massimi serali di 20-30 mm, è un’altra frase ancora, e anche lì il tetto aspetta.
Prima delle 17 si può salire sul tetto se non piove ancora?
No. Il bollettino regionale prevede piogge dal mattino sul nord-ovest, in intensificazione nel pomeriggio, con temporali localmente forti su quelle zone. La fase di attenzione parte alle 17:00 e l’adozione ricorda che gli effetti locali possono essere più rapidi del colore. Lo scenario parla di incertezza e di tegole, rami, impalcature, fulmini. Il cielo aperto alle 16 non è una finestra di cantiere. Un bollettino successivo, se esce, sostituisce l’orario. Fino a quel foglio, la scala resta a terra.
Il giallo temporali cancella il rischio idrogeologico?
No. Nel bollettino nazionale le due righe sono entrambe gialle, sulle stesse tre zone. A parità di livello la mappa dà priorità all’idraulico, poi ai temporali, poi all’idrogeologico. Oggi la riga idraulica nazionale non c’è, quindi il pallino può essere il temporale. Il testo tiene anche la riga idrogeologica. Nel foglio regionale lo scenario unico parla di reticolo minore, idrogeologico e idraulico insieme: fossi e torrenti piccoli, non un permesso a scendere nel sottopasso perché «il fiume grande non è in allerta».
ArtigianiVicino manda un copritetto durante l’allerta?
No. Con l’acqua che sale segui Comune e Dipartimento. L’800 840 840 è il Contact Center stampato sulla pagina del bollettino, non una linea di questo sito. Quando il rientro è consentito e dalla strada vedi una tegola fuori sede, o il solaio segna, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Gas e impianto elettrico, prima di riattivarli, li vede chi è abilitato al DM 37/08. Il refrigerante dell’unità esterna, se la grandine l’ha colpita, lo vede chi è abilitato F-GAS.
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se, a rientro consentito, dalla strada vedi una tegola fuori sede o il pluviale bagna la facciata, apri tetti e coperture e leggi la scheda. In Lunigiana, in Garfagnana-Lima e in Versilia parti dall’elenco dei tetti: il recapito, se c’è, sta lì. A Firenze, a Prato e a Livorno la riga gialla di oggi è un’altra zona. L’elenco di quelle città serve se, a casa tua, il solaio segna, non per copiare il codice della Versilia. Se l’acqua è ancora in casa, la telefonata di adesso è verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo guardando la pioggia da una finestra al piano alto, il giro è finito senza chiamata.