Due fogli di ieri: il verde non è il vento
Il bollettino di criticità del 27 ottobre 2026, ore 14:27, ha due fasi. Per martedì 27 scrive assenza di fenomeni significativi prevedibili e nessuna allerta. Per mercoledì 28 scrive la stessa frase. Non c’è un elenco di zone gialle, arancioni o rosse. La mappa, in quel foglio, non colora Bari, Foggia, Taranto, e non colora nemmeno il resto d’Italia.
Le avvertenze in calce allo stesso bollettino spiegano che cosa rappresenta quella mappa. È una sintesi dei centri funzionali decentrati. Per ogni zona mostra il livello più alto e, a parità di livello, dà priorità al rischio idraulico, poi ai temporali, poi all’idrogeologico. Il giallo, l’arancione e il rosso, in quelle avvertenze, sono i codici della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, agganciati alle indicazioni operative del 10 febbraio 2016. Il vento non è una di quelle tre righe. Un mercoledì verde, in questo foglio, è un mercoledì senza quelle tre righe. Non è una frase che la raffica è finita.
Il vento di oggi sta nell’altro foglio nazionale. Il bollettino di vigilanza meteorologica nazionale del 27 ottobre 2026 ha tre fasi, in quest’ordine: 27, 28 e 29. La fase del 28, il blocco di mezzo, scrive precipitazioni nessun fenomeno significativo, visibilità nessun fenomeno significativo, temperature senza variazioni significative. I venti: forti settentrionali su Puglia e settori ionici di Basilicata e Calabria, con temporanee raffiche di burrasca, in attenuazione dalla serata. I mari: da molto mosso ad agitato lo Ionio al largo, molto mosso l’Adriatico meridionale. Non ci sono chilometri orari. La frase che conta per il coppo è «raffiche di burrasca, in attenuazione dalla serata».
Questa fase della vigilanza sostituisce quella che il bollettino di lunedì aveva scritto per il 28. In quel foglio, letto nella scheda giallo vento fino alle 14, la giornata di mercoledì aveva ancora la burrasca e, in più, precipitazioni isolate, anche a rovescio o temporale, su Puglia meridionale e sui settori ionici della Calabria centro-meridionale, cumulati deboli. La scheda di ieri diceva che un bollettino emesso martedì, di norma nel pomeriggio, avrebbe sostituito sia la fase del 27 sia la fase del 28. La vigilanza del 27 ottobre è il foglio che toglie quella pioggia e tiene la burrasca fino alla serata. La criticità delle 14:27 è il foglio del verde. Non sono lo stesso documento. Tenere la pioggia di lunedì, per avere un motivo per salire sulla gronda stamattina, è usare una frase che la vigilanza di ieri ha già chiuso.
Mercoledì 28 la criticità nazionale è nessuna allerta. La vigilanza tiene le raffiche di burrasca su Puglia e sullo Ionio, in attenuazione dalla serata, e non scrive pioggia significativa. I due fogli non si contraddicono: non misurano la stessa riga.
La pioggia di mercoledì non è più una frase. Il vento sì
«Nessun fenomeno significativo», sulle precipitazioni della fase del 28, non è una promessa che il tetto è asciutto per sempre e non è un permesso di quota. È la cancellazione di una frase precisa. Lunedì la Puglia meridionale e i settori ionici della Calabria centro-meridionale erano nominati, con cumulati deboli. Oggi non sono nominati. Il Salento non eredita una pioggia che il foglio nuovo non stampa. La Calabria ionica centro-meridionale nemmeno. Una casa che ieri ha letto «prima della pioggia di mercoledì» e stamattina sale a togliere le foglie sta lavorando in quota dentro una burrasca che il foglio nuovo ha tenuto, per una pioggia che il foglio nuovo ha tolto.
La gronda piena, in un giorno senza questa frase di vento, si guarda da terra. La scheda è grondaie a fine settembre. Oggi il ramo che ci è finito sopra si fotografa da una stanza. Non si sale a toglierlo «tanto non piove». L’assenza di pioggia non è l’assenza di quota. Un coppo si sposta anche senza una goccia: è quello che la fase del 27, nello stesso bollettino, aveva già scritto, e la fase del 28 non ha spento. Ha solo aggiunto «in attenuazione dalla serata».
Un alone sul solaio, se è comparso dopo il vento di ieri, non aspetta la pioggia per essere vero. Si guarda dal piano di sotto, senza aprire la botola verso la falda. La scheda infiltrazione dal tetto serve quando la macchia è il problema e la raffica non è la frase che ti tiene in casa. Stamattina la raffica è ancora la frase. La macchia si annota: stanza, lato, ora. Non si va a «vedere da dove entra» camminando sui coppi, e non si chiama un prezzo chiuso perché il verde nazionale ha fatto sembrare la giornata libera.
La pioggia debole che lunedì metteva su Puglia meridionale e Calabria ionica non è nel foglio di martedì. La burrasca c’è, e cala dalla serata. Non si scambiano le due frasi per aprire una finestra di scala.
Le 14 di oggi non sono la serata
«In attenuazione dalla serata» non stampa le 18, le 19 o le 20. Non è mezzogiorno. Non è l’alba. È la fine scritta del rinforzo, non un orario di cantiere. Una pausa tra due raffiche a metà mattina non è la serata. Un cielo chiaro alle 13 non è la serata. La serata, in questo foglio, è la serata. Finché la frase è questa, il cornicione resta chiuso anche se la raffica, per un minuto, sembra più bassa.
Le 14 di ieri erano un’altra tabella. Il messaggio di allerta n. 1 del 26 ottobre 2026, protocollo PUGLIACFD/ALL/2026/51, metteva il giallo vento su Puglia-A fino a Puglia-I, inizio alle 00:00 del 27, durata 14 ore. Quella durata è il 27. Non è un orologio che si ricopia sul 28 perché ieri, alle 14, qualcuno ha smesso di leggere. La scheda di ieri lo diceva già: la fase del 28 teneva ancora la burrasca. Il foglio nuovo la tiene ancora, e aggiunge l’attenuazione serale. Usare il protocollo 51 come se la sua tabella fosse la giornata di oggi sposta il civico su un giorno che quel messaggio non descrive.
Un riassunto comunale mette in mezzo un secondo orologio, e va letto per quello che è. L’avviso del Comune di Bitonto, aggiornato il 27 ottobre 2026 alle 17:08, ha un titolo che parla del prolungamento fino alle 14 del 28 ottobre 2026, solo per alcune zone. L’indirizzo della pagina porta ancora il titolo vecchio, quello della mezzanotte e delle 14 del 27. Il titolo in cima, dopo l’aggiornamento, parla del 28. Si legge il testo in cima, non la coda dell’indirizzo.
Nel testo, il Comune scrive che la Protezione civile regionale ha prolungato l’allerta gialla, criticità ordinaria, per rischio vento sino alle ore 14 del 28 ottobre 2026. Nomina quattro zone: «Gargano e Tremiti», «Puglia Centrale Adriatica», «Salento» e «Bacini del Lato e del Lenne». Nella stessa pagina cita la previsione «venti forti settentrionali, con temporanee raffiche di burrasca, in attenuazione dalla serata». Due orologi stanno nello stesso avviso: le 14, e la serata. La pagina non stampa un numero di protocollo. È il riassunto del Comune, non il messaggio regionale aperto sul tavolo. I numeri di telefono che il Comune stampa per le segnalazioni sono del Comune. Non sono linee di ArtigianiVicino.
La vigilanza nazionale, fase del 28, non sceglie le 14 e non sceglie quattro zone. Scrive «su Puglia» e «in attenuazione dalla serata». Se il riassunto comunale è più corto, il più corto non è il permesso. Una casa a Bari, di solito in Puglia Centrale Adriatica, è dentro entrambi i testi: non sale alle 14:01 perché l’avviso comunale ha esaurito un orario che la stessa pagina accompagna con la serata. Una casa a Foggia, di solito nel Tavoliere, non è tra i quattro nomi di Bitonto. È dentro «su Puglia». Non sale alle 14:01 perché un avviso di un altro Comune non ha stampato il nome del Tavoliere. Il protocollo regionale, quando lo apri e ha un numero, sostituisce questo riassunto. Finché non c’è, non si sceglie l’orologio che fa comodo alla scala.
Le 14 del riassunto comunale non spengono la serata della vigilanza. «Su Puglia» non si restringe alle quattro zone di Bitonto. Un bollettino emesso oggi, di norma nel pomeriggio, sostituisce sia la fase del 28 sia la fase del 29.
Bari, Foggia e Taranto restano nella frase. Napoli, in questo foglio, no
A Bari la zona solita è Puglia Centrale Adriatica. È uno dei quattro nomi dell’avviso di Bitonto ed è dentro «su Puglia». Il mare della fase del 28 è l’Adriatico meridionale molto mosso. Il lungomare non è il posto da cui vedere com’è il vento, e le 14 non aprono il molo. La cautela, finché la serata non è la frase che il bollettino ha già spento, è in casa. Una persiana che sbatte si chiude da dentro, se il fermo è interno. Se il nottolino è sul balcone, non si esce a prenderlo.
A Foggia la zona solita del capoluogo è il Tavoliere, con i bassi bacini del Candelaro, del Cervaro e del Carapelle. Non è tra i quattro nomi di Bitonto. Gargano e Tremiti, che sono Puglia-A, ci sono. Sub-Appennino Dauno e Basso Fortore, H e I, non ci sono in quel riassunto, e ci sono nella parola «Puglia» della vigilanza. Il colore nazionale del vento, oggi, non divide il Foggiano. Il nome della zona sì, al telefono, dopo. Durante la raffica non si va sotto la chioma a controllare se il Gargano e il Tavoliere «hanno lo stesso giallo». La caduta di rami, nella cautela del messaggio di ieri, era già la frase del vento forte. Oggi la vigilanza non l’ha ritirata.
A Taranto la zona solita è i bacini del Lato e del Lenne. È tra i quattro nomi, ed è Puglia. Lo Ionio al largo, nella fase del 28, è da molto mosso ad agitato. Non è un secondo protocollo e non è una passeggiata sul waterfront. L’assenza di pioggia significativa non autorizza una scala sul tetto «perché l’allerta è solo vento». Un coppo si sposta senza una goccia. Il Salento, quarto nome dell’avviso comunale, non ha una pioggia sua da aspettare: quella frase è uscita dal foglio. Ha il vento, come il resto della Puglia, fino all’attenuazione serale.
Fuori dai quattro nomi il vento non sparisce, e fuori dalla Puglia nemmeno, se la mappa ti mette nei settori ionici. La vigilanza scrive gli stessi rinforzi, con la stessa attenuazione serale, sui settori ionici di Basilicata e Calabria. Quella frase non è Puglia-A e non è l’avviso di Bitonto. Una casa a Reggio Calabria, sullo Stretto, non diventa gialla perché la Calabria è nominata nei settori ionici. Il settore non è il confine regionale. La mappa dice se il civico è in quella frase. Nel frattempo, se la raffica è già sulla strada, si resta dentro. Non si importa il protocollo 51 su un tetto calabrese, e non si sale perché l’avviso di Bitonto non ti nomina.
Napoli e la Sicilia occidentale erano in un’altra riga, e quella riga oggi non c’è. Nella fase del 27, primo blocco dello stesso bollettino, i venti localmente forti settentrionali coprivano il resto del sud peninsulare e la Sicilia occidentale, oltre alla burrasca su Puglia e Ionio. Nella fase del 28 quella seconda frase non è ripetuta. Napoli non eredita «localmente forti» per mercoledì. Palermo non eredita «Sicilia occidentale» per mercoledì, e ieri quella frase andava già confermata sulla mappa prima di usarla. Catania, Siracusa e Messina non erano, nemmeno ieri, la Sicilia occidentale. Un coppo che sbatte in una via di Napoli si osserva da dentro lo stesso. Il codice che questo foglio non scrive non è un permesso sul cornicione. È solo un codice che non c’è, e non si cita al telefono come se la fase del 28 lo avesse tenuto.
Milano, Torino, Bologna, Genova, Firenze e Roma non sono nella frase di vento del 28. Le temperature, in quella fase, sono senza variazioni significative. Il verde non accende i termosifoni e non diagnostica un calorifero freddo. Le ore di accensione, dove un’ordinanza le ha già scritte, si leggono su quell’ordinanza: a Milano stanno in otto ore il 15 ottobre, non nel vento pugliese. Non si apre un comignolo a Cagliari o a Firenze «già che la giornata è verde». La Sardegna, in questa fase, non è nominata.
Bari, Taranto e il Gargano sono nei quattro nomi e nella frase «su Puglia». Il Tavoliere è nella frase nazionale anche se Bitonto non lo elenca. Napoli, in questo foglio, non è nella riga di vento del 28.
La fase del 29 non apre il tetto nel pomeriggio di mercoledì
Il terzo blocco dello stesso bollettino di vigilanza è la fase del 29. Precipitazioni: nessun fenomeno significativo. Visibilità: nessun fenomeno significativo. Temperature: senza variazioni significative. Venti: localmente forti da nord-est sul versante adriatico centro-settentrionale. Mari: molto mosso lo Ionio; localmente molto mosso l’Adriatico centro-settentrionale. Non c’è la burrasca su Puglia. Non c’è un orario. Non c’è una pioggia.
Quella fase non è un buco nel pomeriggio di mercoledì. Non è il permesso di salire alle 16 «perché domani il vento va al nord». La burrasca di oggi cala dalla serata, non a metà pomeriggio, e un bollettino emesso oggi nel pomeriggio può riscrivere anche giovedì. Finché non c’è, non si prenota una squadra per l’alba del 29 mentre la frase di oggi è ancora la burrasca. Il coppo si guarda da dentro. Si chiama dopo, se è fuori sede, quando la raffica non è più la frase che ti tiene in casa.
Il versante adriatico centro-settentrionale non è un elenco di città. Trieste, Venezia e Rimini sono la lettura solita di quella costa: la via si conferma sulla mappa, non con il nome del capoluogo. Ancona è sull’Adriatico, e la frase dice centro-settentrionale. Il nome della città non importa il codice. Bari non è quel versante. Lo Ionio, giovedì, in questo foglio resta molto mosso: Taranto non diventa un molo perché la riga del vento ha lasciato la Puglia. Il mare di giovedì e la scala di mercoledì sono due errori diversi. Nessuno dei due è scritto come un via libera.
Da dentro, fino alla serata scritta
Sulla pagina «In caso di venti e mareggiate» il Dipartimento chiede, in casa, di sistemare e fissare gli oggetti che le raffiche possono trasportare: vasi e altri oggetti su davanzali e balconi, antenne, coperture e rivestimenti di tetti sistemati in modo precario. All’aperto chiede di evitare le zone esposte, perché può cadere anche un oggetto piccolo, e di evitare con particolare attenzione aree verdi e strade alberate. In città chiede di moderare la velocità o fare una sosta, soprattutto in uscita da gallerie e sui viadotti, e ricorda che furgoni, mezzi telonati e caravan offrono al vento una superficie grande. È la stessa cautela che il messaggio pugliese di ieri stampava in una riga. Oggi la vigilanza non l’ha ritirata solo perché la criticità è verde.
Il fissaggio utile, con la raffica già in corso, è quello che resta al chiuso. Se i vasi sono ancora sul balcone a metà mattina, una sortita «di un minuto, perché sono le 11 e il verde c’è» è uscire dentro la frase. Il Dipartimento non scrive di uscire quando il colore nazionale è verde, e non scrive di uscire alle 14 perché un riassunto comunale ha esaurito un orario. Scrive di fissare prima, e di evitare le zone esposte durante.
- La riga, prima del verde e prima delle 14. Criticità delle 14:27 del 27: nessuna allerta per il 28. Vigilanza, fase del 28: raffiche di burrasca su Puglia e settori ionici, in attenuazione dalla serata, senza pioggia significativa. Il protocollo 51 è la tabella del 27. L’avviso di Bitonto ha le 14 e la serata, senza protocollo. Il verde non spegne le altre frasi, e le 14 non spengono la serata.
- Persiane da dentro. Chiudi le ante. Se il fermo è interno, aggancialo. Se la persiana sbatte fuori e il nottolino è sul balcone, non esci a prenderlo. Il rumore si sopporta. Il passo fuori, con raffiche di burrasca scritte fino alla serata, no.
- Solo ciò che è già a portata, senza un passo fuori. Un vaso sul davanzale interno, una sedia già nel vano. Se per arrivarci devi stare sul balcone, il controllo è finito. Lo dirai dopo come oggetto ancora fuori, non come impresa compiuta.
- Foto da una stanza. Coppo fuori sede visto dalla finestra di fronte o dalla strada al riparo, antenna inclinata, unità esterna spostata, telo di un ponteggio, ramo sulla falda. Ora e lato della casa. Non apri la portafinestra per inquadrare meglio, e non sali «prima che arrivi la pioggia»: la pioggia di mercoledì non è più scritta.
- Tetto e antenna non si toccano in queste ore. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 107, chiama lavoro in quota l’attività con rischio di caduta da più di 2 metri rispetto a un piano stabile. L’art. 111, comma 7, fa eseguire i lavori temporanei in quota soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. È la regola di chi manda una squadra. Non è un permesso a salire con la scala di casa perché il bollettino nazionale è verde o perché sono le 14:05.
- Ramo, cavo, ponteggio. Non sostare sotto chiome, cornicioni, impalcature, cartelloni. Un ramo sulla carreggiata non si sega dalla tua scala: è un pericolo sulla via pubblica. Un cavo abbassato non si scosta con un manico. Si sta lontani e si avvisa. Il telo di un cantiere che sbatte lo dici all’amministratore e all’impresa. Non sali a rifare i legacci.
Non camminare sui coppi, non spostare una tegola, non appoggiare una scala al cornicione, non seguire una persiana nel vuoto. Il verde nazionale non è un meteo da cantiere. In quota, a vento non più nella frase, ci va chi ha le protezioni.
Sotto questa frase il tetto, il molo e la gronda restano fermi
Per tutto il tempo in cui la vigilanza tiene le raffiche di burrasca sulla tua zona, non entra una scala, un passo sul balcone, uno spostamento di coppi, uno stasamento della gronda dal terrazzo. Non entra nemmeno alle 14:05, se la frase che hai davanti è ancora l’attenuazione dalla serata. Non entra perché l’avviso di Bitonto non ha il nome della tua zona: «su Puglia» e i settori ionici si leggono sulla mappa, non si cancellano con un elenco di quattro nomi. Non entra perché non piove. La pioggia tolta non è un cantiere aperto.
L’impalcatura è tra le cose che un vento di questa classe può spostare, insieme a teli, pali e vasi. Finire «due metri di ponteggio entro le 14, tanto il nazionale è verde» è lavorare in quota dentro una burrasca che il Dipartimento non ha spento a mezzogiorno. Il ponteggio si lascia. Si guarda da dentro se un telo sbatte. In condominio il tetto e, di regola, le antenne destinate all’uso comune non sono il balcone del singolo piano: lo ricorda l’art. 1117, numeri 1 e 3, del codice civile. Sistemare la parte comune durante la raffica non è un favore al palazzo. È un incidente su una parte che non è tua da scalare.
Non si va sul molo a Bari o a Taranto a vedere l’Adriatico molto mosso o lo Ionio agitato al largo. Non si attraversa un viale alberato per spostare l’auto «di un isolato più sicuro» se per farlo devi stare sotto i rami. Non si riattacca un salvavita per avere luce in un locale che non c’entra: oggi la vigilanza non scrive temporali. Se però un cavo è a terra, o senti odore di bruciato dopo uno schianto sulla linea, il quadro non si usa come prova. Si sta lontani. Il riarmo a quadro asciutto, dopo un temporale vero, è un’altra scheda, salvavita dopo il temporale. Quel 10 ottobre non è il vento di oggi.
Non chiedere un prezzo chiuso «entro le 14, così il coppo è a posto prima che scada l’allerta». Le 14 non sono una scadenza di cantiere, né nel protocollo 51, che era ieri, né nel riassunto di Bitonto, che nella stessa pagina scrive la serata. Una sigillatura, una tegola e un’intera falda non sono lo stesso intervento, e una ditta può non arrivare mentre la raffica è la frase in vigore. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questo vento non è una domanda di detrazione. Il percorso, a casa agibile e con il cantiere definito, sta in Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda della ditta. Lo componi tu, dopo.
Quando la scheda della ditta torna utile
Durante la frase, se un ramo blocca la strada, un cornicione cede o qualcuno è ferito, la telefonata è verso il 112 e verso le autorità indicate dal Comune. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Sulla pagina del Dipartimento il Contact Center è 800 840 840 e il centralino è 06 68201. Sono numeri del Dipartimento, non linee di questo sito. Limitare il cellulare quando c’è un’emergenza in corso vale anche per non occupare la linea con un preventivo.
La ditta torna nel discorso quando la raffica non è più la frase che ti tiene in casa, le autorità non stanno chiedendo di restare dentro, e un bollettino più nuovo non ha tenuto la burrasca sulla tua zona. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi una tegola o una lastra fuori sede, se il pluviale è stato spostato e bagna la facciata, o se il solaio segna dopo che un coppo si è mosso. Chiama chi lavora in quota sugli alberi se un ramo è rimasto appoggiato alla falda o al muro e non è un fuscello che raccogli dal cortile senza scala. Il taglio in quota non si improvvisa perché il ramo «è già mezzo giù».
Chiama un elettricista, e chiedi l’abilitazione DM 37/08, se un cavo del palazzo è stato strappato, se il quadro ha preso un colpo, o se senti odore di bruciato. Non è un bollino di questo sito: è l’abilitazione sul lavoro. Se il vento ha inclinato o ammaccato l’unità esterna, non aprire il circuito del refrigerante. Chi maneggia quel gas ha l’abilitazione F-GAS, e ci arriva quando la macchina è raggiungibile da terra senza salire durante la raffica. Spostare da solo la staffa «per rimetterla in bolla» è un lavoro in quota e, se il circuito si è aperto, è anche un circuito che non ti compete.
Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città e, se la sai, la zona, il fatto che il 28 la vigilanza tiene la burrasca in attenuazione dalla serata e non un giallo idraulico, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se qualcosa è ancora in movimento. Una frase utile a Bari è «Puglia Centrale Adriatica, raffiche in attenuazione dalla serata, tegola visibile dalla strada, non sono salito alle 14». Una frase utile a Foggia, se la mappa ti mette sul Tavoliere, è «Tavoliere, la vigilanza scrive su Puglia, ramo sulla falda, foto dalla finestra». Una frase utile a Taranto è «bacini del Lato e del Lenne, coppo fuori sede, Ionio visto da dentro, non sono sul molo». Una frase utile a Reggio Calabria è «settori ionici, non il protocollo 51, antenna inclinata, non sono uscito». Una frase utile a Napoli è «non sono nella riga di vento del 28, persiana scardinata, foto da dentro». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.
Il filtro, se la tegola è fuori sede o il pluviale bagna la facciata, è tetti e coperture. A Bari l’elenco è tetti a Bari. A Foggia è tetti a Foggia. A Taranto è tetti a Taranto. A Reggio Calabria, per la frase ionica della vigilanza e non per un protocollo pugliese, è tetti a Reggio Calabria. Se giovedì la mappa ti tiene sul versante adriatico centro-settentrionale e la frase di mercoledì non è più quella che ti tiene in casa, Trieste si legge in tetti a Trieste, Venezia in tetti a Venezia, Rimini in tetti a Rimini. Un ramo che pende, a rientro possibile, è giardini e esterni. Un cavo o un quadro è impianti elettrici. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.
Ieri, fino alle 14 Raffiche del 13 Grondaie e foglie Elenco tetti Apri da Preventivo
Domande prima del telefono
Il verde del 28 ottobre vuol dire che in Puglia non c’è vento?
No. Il bollettino delle 14:27 del 27 ottobre, per mercoledì 28, scrive assenza di fenomeni significativi prevedibili e nessuna allerta. Le avvertenze di quel foglio parlano di rischio idraulico, temporali e idrogeologico. Il vento sta nella vigilanza dello stesso giorno, fase del 28: forti settentrionali su Puglia e settori ionici di Basilicata e Calabria, con temporanee raffiche di burrasca, in attenuazione dalla serata, e senza pioggia significativa. Il verde e la burrasca, in questi due documenti, descrivono righe diverse. Tenerne uno solo fa salire qualcuno su un tetto che l’altro foglio ha già chiuso.
Alle 14 di mercoledì si può salire sul tetto?
No. Le 14 di martedì erano la durata del protocollo PUGLIACFD/ALL/2026/51, nove zone, giornata del 27. Non sono un orologio del 28. L’avviso del Comune di Bitonto, aggiornato alle 17:08 del 27 ottobre, scrive un prolungamento fino alle 14 del 28 e, nella stessa pagina, raffiche in attenuazione dalla serata, senza un protocollo. La vigilanza nazionale usa la serata e scrive «su Puglia». Un bollettino emesso mercoledì sostituisce queste frasi. Fino ad allora il tetto resta chiuso, a Bari come sul settore ionico che la mappa ti assegna, e anche nel Tavoliere, che l’avviso di Bitonto non elenca.
Foggia è fuori perché non è tra le quattro zone del Comune di Bitonto?
No. Quei quattro nomi sono Gargano e Tremiti, Puglia Centrale Adriatica, Salento, bacini del Lato e del Lenne. Il Tavoliere, la Bradanica, il Basso Ofanto, il Sub-Appennino Dauno e il Basso Fortore non ci sono. La vigilanza, fase del 28, non fa questo taglio: scrive su Puglia. Il riassunto comunale non cancella la frase nazionale, e la frase nazionale non è un protocollo nuovo che questa pagina possa inventare. La via si conferma sulla mappa. «Tutta la Puglia» è la parola del bollettino di vigilanza. Resta falso come sostituto del nome della zona, quando telefoni dopo.
La pioggia sulla Puglia meridionale, scritta lunedì, vale ancora?
No, in questo foglio. La fase del 28 scritta lunedì aveva precipitazioni isolate, anche a rovescio o temporale, su Puglia meridionale e sui settori ionici della Calabria centro-meridionale, cumulati deboli. La fase del 28 nella vigilanza del 27 ottobre scrive «nessun fenomeno significativo» per le precipitazioni. La criticità delle 14:27 non parla di pioggia: scrive nessuna allerta. Non si sale sulla gronda prima di una pioggia che non è più la frase. La burrasca, con l’attenuazione dalla serata, è la frase che è rimasta. Un alone già comparso si annota da sotto. Non si va a cercarlo sulla falda.
ArtigianiVicino manda un copritetto durante la burrasca?
No. Ramo sulla strada, cornicione che cede, persona ferita: 112 e autorità del Comune. L’800 840 840 è il Contact Center stampato sul sito del Dipartimento, non una linea di ArtigianiVicino. Quando la frase del vento non ti tiene più in casa e dalla strada vedi una tegola fuori sede, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Un cavo o un quadro lo vede chi è abilitato al DM 37/08. Il refrigerante dell’unità esterna, se il circuito va aperto, lo vede chi è abilitato F-GAS.
| Dove | Cosa è scritto per il 28 | Cosa non autorizza |
|---|---|---|
| Criticità nazionale, fase del 28 | Assenza di fenomeni significativi prevedibili e nessuna allerta. Le tre righe sono idraulico, temporali, idrogeologico | Non è una frase sul vento. Non spegne la burrasca della vigilanza |
| Vigilanza, fase del 28 | Forti settentrionali su Puglia e settori ionici di Basilicata e Calabria, raffiche di burrasca in attenuazione dalla serata. Piogge: nessun fenomeno significativo. Ionio al largo da molto mosso ad agitato. Adriatico meridionale molto mosso | La serata non è le 14. L’assenza di pioggia non è un permesso di quota |
| Avviso del Comune di Bitonto, 17:08 del 27 | Prolungamento del giallo vento fino alle 14 del 28, su Gargano e Tremiti, Puglia Centrale Adriatica, Salento, bacini del Lato e del Lenne. Nella stessa pagina: attenuazione dalla serata. Nessun protocollo stampato | Non restringe «su Puglia» a quattro zone. Non è il protocollo 51, che era la tabella del 27 |
| Bari, Taranto, Gargano | Dentro i quattro nomi e dentro «su Puglia» | Il lungomare non è un punto di osservazione. Le 14:01 non aprono la scala |
| Tavoliere, Bradanica, Ofanto, Dauno, Fortore | Non sono nell’elenco di Bitonto. Sono dentro «su Puglia» nella vigilanza | Il nome che manca nel riassunto comunale non è un via libera |
| Napoli e Sicilia occidentale | Nella fase del 27 erano «localmente forti». Nella fase del 28 quella riga non è ripetuta | Non si cita il codice di ieri come se fosse di oggi. Il cornicione, se la raffica c’è, resta chiuso |
| Fase del 29, stesso bollettino | Venti localmente forti da nord-est sul versante adriatico centro-settentrionale. Ionio molto mosso | Non è una finestra di scala nel pomeriggio di mercoledì. Trieste, Venezia e Rimini si leggono sulla mappa |
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se, quando la raffica non è più la frase che ti tiene in casa, dalla strada vedi una tegola fuori sede o il pluviale bagna la facciata, apri tetti e coperture e leggi la scheda. A Bari, a Foggia e a Taranto la frase di oggi è la vigilanza, non le 14 di un riassunto. A Reggio Calabria il motivo è il settore ionico, non un protocollo pugliese. Se un ramo è sulla carreggiata o qualcuno è ferito, la telefonata di adesso è verso il 112 e verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo sentendo la persiana da una stanza con le ante chiuse, il giro è finito senza chiamata.