Il colore di martedì è uscito
Il comunicato del Dipartimento della Protezione Civile del 19 ottobre 2026, titolo «Maltempo: allerta arancione in Liguria», descrive una perturbazione atlantica sul Mediterraneo occidentale che nella notte si muove verso levante. Dalle prime ore di martedì 20 ottobre l’avviso mette precipitazioni da sparse a diffuse, anche a rovescio o temporale, su Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana. I fenomeni, nello stesso testo, sono accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. Per la giornata di martedì il Dipartimento valuta allerta arancione sui settori di ponente e centrale della Liguria, e allerta gialla in Umbria, nel Lazio, sul restante territorio della Liguria e su alcuni settori di Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna. Il sommario parla di gialla in sette regioni: sono quelle nominate nel capoverso, Liguria compresa nella parte che resta gialla.
Il bollettino di criticità dello stesso 19 ottobre, ore 15:17, fase del 20, spezza quel sommario in bacini. Per i temporali, criticità moderata e quindi arancione sui bacini liguri marittimi di centro, sui marittimi di ponente e sui padani di ponente. Per il rischio idrogeologico, arancione sui marittimi di centro e sui padani di ponente. Il ponente marittimo, sull’idrogeologico, sta invece nel giallo, insieme ai marittimi di levante. Il levante, per i temporali, è giallo: marittimi di levante e padani di levante. I padani di levante, in quel foglio, compaiono nella riga dei temporali e non vengono ripetuti nella riga idrogeologica. Due rischi, due colori. Il comunicato, quando dice «ponente e centrale», sta parlando del quadro più alto, non di un unico arancione su ogni torrente ligure.
Nelle avvertenze dello stesso bollettino la corrispondenza dei colori rimanda alle Indicazioni operative del 10 febbraio 2016: giallo per la criticità ordinaria, arancione per la moderata, rosso per l’elevata, a partire dai livelli della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004. Per i temporali, quelle avvertenze scrivono che non esiste l’allerta rossa: i fenomeni intensi e diffusi rientrano già nello scenario rosso del rischio idrogeologico. L’arancione, su questa riga, è il colore più alto del rischio temporali. Leggerlo come «manca il rosso, quindi si esce» rovescia il foglio.
A Genova l’avviso del Comune datato 17 ottobre 2026 annuncia, nel titolo, allerta gialla per temporali e piogge diffuse dalle 00:00 alle 6:59 di martedì 20, e arancione dalle 7:00 alle 23:59. Il bollettino nazionale delle 15:17 del 19 ottobre non spezza la giornata in quelle due fasce: colora i bacini per l’intera fase del 20. Le due carte si tengono insieme. La finestra comunale dice l’orario pubblicato il 17. Il foglio nazionale dice quali bacini sono arancioni il 20. Se il Comune pubblica un avviso successivo, vale quello, e questa pagina non lo sostituisce. Le 6:58 non diventano un’ora libera per la cantina solo perché il titolo comunale, fino a quell’istante, dice ancora giallo.
Ieri la scheda sul pomeriggio di lunedì si fermava prima del colore di martedì: il bollettino del 18 ottobre, ore 14:43, copriva la fase del 19. Quel colore adesso c’è. Il giro da terra, vasi, pluviale visto dal cortile, soglia ancora asciutta, resta in cosa chiudere prima della pioggia. Oggi, con l’avviso già in vigore, il gesto cambia. Si osserva da dentro. La scala sul cornicione non rientra né nel giallo delle 6 né nell’arancione delle 7.
Arancione sui temporali è il tetto di quella scala di colore. Il levante ligure, in giallo, resta dentro l’avviso. Il bacino del tuo civico si legge sulla mappa del Dipartimento, non sul titolo della regione.
Due momenti, una finestra
La pagina del Dipartimento «Rischio meteo-idro. Sei preparato?», nella sezione sull’alluvione, separa il prima dal durante. Prima, con l’allerta già nota e l’acqua ancora fuori di casa, chiede di tenersi informati sulle misure del Comune, di non dormire nei piani seminterrati e di evitarli, di proteggere i locali al piano strada e di chiudere le porte di cantine, seminterrati e garage solo se non ti esponi a pericoli. Se devi spostarti, il percorso evita le zone allagabili. Mettere in salvo l’automobile, in quella stessa lista, va valutato: può essere pericoloso. Condividi l’avviso con chi abita con te. La scuola, se tuo figlio la frequenta, ha un suo piano: lo verifica il Comune, non un messaggio inoltrato a una ditta.
La stessa pagina, per quando l’acqua è già nell’edificio, cambia verbo. Da un luogo chiuso non si scende in cantina, seminterrato o garage per mettere in salvo i beni. Non si esce per l’automobile. Se sei al piano terra o sotto, sali. L’ascensore si evita: si può bloccare. Si aiutano anziani e persone con disabilità che sono già nell’edificio. Gas chiuso e impianto elettrico disattivato solo se il comando è raggiungibile all’asciutto. Mani o piedi bagnati non toccano impianti e apparecchi. L’acqua del rubinetto, in quel passaggio, non si beve: può essere contaminata. Il cellulare si limita, per lasciare le linee ai soccorsi. L’aggiornamento resta quello delle autorità. Sopra, nella stessa scheda, c’è la frase sui tempi: durante un’alluvione l’acqua può salire anche di uno o due metri in pochi minuti. Cantine, seminterrati e piani terra sono, in casa, i punti che si allagano prima. Fuori, sottopassi, tratti vicini ad argini e ponti, strade in pendenza e le zone più basse.
Il dopo, sulla stessa pagina, non è la mezzanotte del colore comunale. Si seguono le autorità prima di rientrare, di spalare fango o di svuotare l’acqua dalle cantine. Le strade ancora allagate non si attraversano: voragini, tombini aperti, cavi. Dove l’acqua si è ritirata, il fondo può cedere. Gas e impianto elettrico si riattivano se puoi verificarlo; se serve, si chiede il parere di un tecnico. Prima degli scarichi, la pagina chiede di sapere se fognature, fosse e pozzi sono integri. Il rubinetto torna bevibile quando un’ordinanza o un avviso comunale non lo vieta. Il cibo che ha toccato l’acqua dell’alluvione non si mangia.
Questa scheda non riscrive quel testo e non aggiunge un giro sul tetto in mezzo. Se la soglia è ancora asciutta, il «prima» è chiudere da dentro ciò che raggiungi senza esporti, e annotare dalla finestra. Se l’acqua è sul pavimento del piano terra, sei nel «durante»: la cantina non è un deposito da salvare. Il dettaglio di una soglia ancora asciutta, letto in un altro giorno di allerta, sta in acqua in cantina dopo l’allerta del 12 ottobre. Quel 12 ottobre non è il bacino di oggi. Un alone sul solaio, quando le autorità hanno detto che si può rientrare e guardare, sta in infiltrazione dal tetto. Il salvavita che scatta, a quadro asciutto e dopo il temporale, sta in salvavita dopo il temporale. Sotto la grandine e i fulmini dell’avviso di stamattina, quel riarmo non si prova.
- La fonte, prima del gruppo. Comune, Regione, sito del Dipartimento. Un titolo nazionale non dice se il tuo numero civico è nel bacino arancione o in quello giallo. A Genova l’orario pubblicato il 17 ottobre si rilegge sull’avviso comunale, e si rilegge di nuovo se ne esce uno più nuovo.
- Piano alto, se il piano basso è il tuo letto. La pagina del Dipartimento chiede di non dormire nei seminterrati e di evitarli. Se la notte ti trova già lì e l’acqua non è ancora entrata, sali prima che la soglia cambi. L’ascensore resta fermo anche per questo spostamento.
- Porte di cantina e garage, solo all’asciutto. Si chiudono se il corridoio è praticabile e non stai entrando in un locale che già bagna le scarpe. Se per arrivare alla porta devi scendere dove l’acqua c’è, la porta resta com’è. Le scatole che sono ancora giù restano giù.
- L’auto, prima che la strada sia il rio. La valutazione «può essere pericoloso» sta nel prima. Quando l’acqua è in strada, la stessa pagina vieta di uscire per metterla in salvo. Un sottopasso, un ponte, un argine non sono una scorciatoia verso un parcheggio più alto.
- Finestra, non cornicione. Pluviale che cola in facciata, coppo fuori sede visto dalla strada, griglia del cortile che non smaltisce, acqua che si ferma contro la soglia: una foto da dentro. La grandine dell’avviso, su Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana, non si ispeziona uscendo sul terrazzo. I fulmini, stessa frase del comunicato, tengono in casa anche chi voleva staccare una presa esterna.
- Quadro e gas, solo se il comando è asciutto. Se l’acqua è in casa e l’interruttore generale è raggiungibile senza bagnarti, la pagina del Dipartimento dice di disattivare l’impianto e di chiudere il gas. Se il quadro è umido, o ci arrivi solo attraversando il piano allagato, non lo tocchi. Odore di gas: esci, senza cercare la perdita. Il tecnico, dopo, è chi ha l’abilitazione DM 37/08. Non è un marchio di questo sito.
| Cosa vedi | Momento | Gesto |
|---|---|---|
| Pioggia in strada, soglia di cantina asciutta | Allerta, acqua ancora fuori | Resti dentro. Chiudi solo se non ti esponi |
| Acqua sulla soglia o al piano terra | Il durante, nella stessa pagina ufficiale | Non scendi. Sali. Niente ascensore |
| Pluviale in facciata, visto dalla finestra | Annotazione, non uno stasamento | Foto. Il tubo lo guarda la ditta, dopo |
| Coppo fuori sede, visibile dalla strada | Il tetto non si «sistema» sotto la grandine | La frase al telefono aspetta il rientro consentito |
| Salvavita giù, quadro asciutto al piano alto | Si legge a temporale finito, sull’altra scheda | Non scendi a riarmarlo attraverso l’acqua |
| Quadro umido, o piedi nell’acqua | Il divieto di toccare è sulla pagina del Dipartimento | Ti allontani. Il riarmo è di un tecnico |
Una foto del pluviale, presa da dentro, è il materiale della telefonata di dopo. Il sopralluogo in quota, con rovesci forti e grandine nell’avviso, non è un controllo del proprietario.
Il titolo della regione non è il tuo bacino
Il bollettino di vigilanza meteorologica nazionale del 19 ottobre 2026, nella fase del 20, misura i quantitativi a classi, non in millimetri sul tuo pozzetto. Diffusi, a rovescio o temporale, su Liguria, Piemonte sud-orientale e alta Toscana, con cumulati molto elevati. Da sparsi a diffusi, anche a temporale, su Valle d’Aosta, Piemonte settentrionale, Lombardia occidentale, Emilia-Romagna occidentale e Appennino romagnolo, Toscana centro-meridionale tirrenica e orientale, Sardegna centro-settentrionale, con cumulati elevati. Sparsi sul resto di Sardegna, Piemonte, Lombardia e Toscana, sulle zone alpine e prealpine del Triveneto e sul Lazio settentrionale, con cumulati moderati. Da isolati a sparsi sul resto del Nord e del Lazio, su Umbria e Marche, da deboli a puntualmente moderati. «Molto elevati» è la classe del foglio. Non è l’acqua nel cortile di un civico, e non si sposta a Napoli perché il titolo del comunicato è nazionale.
I venti, nella stessa fase del 20, sono forti meridionali su tutti i settori costieri e di primo entroterra di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Lazio; forti meridionali anche su Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia occidentale e meridionale; occidentali sulla Sardegna; localmente forti settentrionali sulla Liguria. Mari molto mossi sui bacini occidentali, sullo Ionio meridionale e sull’Adriatico centro-settentrionale. A Genova il vento settentrionale locale e i rovesci del comunicato stanno nello stesso giorno. Una persiana che sbatte si aggancia da dentro. Le raffiche del 13 ottobre, con un altro avviso, restano in raffiche del 13 ottobre.
| Dove | Colore, fase del 20 alle 15:17 del 19 | Vigilanza, fase del 20 |
|---|---|---|
| Liguria, centro e ponente | Arancione temporali sui marittimi di centro, marittimi di ponente e padani di ponente. Arancione idrogeologica sui marittimi di centro e sui padani di ponente. Il ponente marittimo, sull’idrogeologico, è giallo | Cumulati molto elevati sull’insieme della Liguria. Vento localmente forte da nord |
| Liguria di levante | Giallo temporali sui marittimi di levante e sui padani di levante. Giallo idrogeologico sui marittimi di levante. I padani di levante non sono ripetuti nella riga idrogeologica | Stessa classe molto elevata sulla Liguria. Il giallo non è un permesso a uscire sul tetto |
| Piemonte | Giallo idrogeologico su Scrivia, Valle Tanaro, Toce, Val Sesia, Cervo e Chiusella, Belbo e Bormida. Torino città non è in quell’elenco | Molto elevati sul sud-est, elevati sul nord. Il comunicato mette temporali, raffiche e grandine anche sul Piemonte |
| Emilia-Romagna | Giallo temporali su montagna e pianura piacentino-parmense, bassa e alta collina piacentino-parmense, montagna e collina emiliana centrale, montagna bolognese. Giallo idrogeologico su montagna emiliana centrale, alta collina piacentino-parmense e montagna bolognese | Elevati sull’Emilia-Romagna occidentale e sull’Appennino romagnolo. La montagna bolognese e la pianura della città sono due zone |
| Toscana | Giallo temporali e idrogeologico su Bisenzio e Ombrone Pistoiese, Ombrone Grossetano, Serchio, isole, Fiora e Albegna, Etruria e le coste, Valdelsa-Valdera, Valdarno inferiore, Arno-Costa, Lunigiana, Reno, Versilia | Molto elevati sull’alta Toscana. Elevati sul centro-sud tirrenico e orientale. Moderati sul resto della regione |
| Lazio e Roma | Giallo idraulico sui bacini costieri nord. Giallo temporali e idrogeologico anche su Medio Tevere, Liri, costieri sud, Aniene, Bacini di Roma, Appennino di Rieti, costieri nord | Moderati sul Lazio settentrionale. Da deboli a puntualmente moderati sul resto del Lazio. Vento meridionale forte sulla costa e sul primo entroterra |
| Umbria | Giallo temporali su Medio Tevere, Chiascio-Topino, Alto Tevere, Trasimeno-Nestore, Nera-Corno, Chiani-Paglia. In quel foglio l’Umbria non è ripetuta nella riga idrogeologica | Da deboli a puntualmente moderati |
| Sardegna | Giallo temporali su Iglesiente, Campidano, Flumendosa-Flumineddu, Logudoro. Non è ripetuta nella riga idrogeologica di quel bollettino | Elevati sul centro-nord, moderati sul resto. Vento occidentale forte |
| Lombardia e Milano | Nessuna zona lombarda nell’elenco giallo o arancione delle 15:17 per la fase del 20 | Elevati sulla Lombardia occidentale, moderati sul resto. La pioggia prevista e il colore di allerta restano due fogli |
| Napoli, Bari, Palermo | Non compaiono nella fase del 20 di quel bollettino di criticità | Il Sud peninsulare, in quella fase, non è tra i nuclei a cumulati elevati o molto elevati. Il vento meridionale forte è scritto su Puglia, Basilicata, Calabria e sulla Sicilia occidentale e meridionale |
La fase del 21 ottobre, nello stesso bollettino di vigilanza, non è uno spegnimento. Cumulati molto elevati su Friuli Venezia Giulia e Veneto centro-settentrionale. Elevati su Piemonte settentrionale, Lombardia centro-settentrionale, sul resto delle Alpi del Triveneto, sulla Liguria centro-orientale, sulla Toscana settentrionale, sul Lazio meridionale e sui settori centro-occidentali della Campania. Moderati su una fascia che include il resto di Lombardia, Toscana, Lazio e Campania, l’Emilia-Romagna occidentale, l’Umbria, l’ovest di Abruzzo e Molise, la Basilicata tirrenica, la Puglia meridionale, la Sicilia occidentale e tratti della Calabria. Venti forti con rinforzi fino a burrasca dai quadranti occidentali su Sardegna, regioni centrali peninsulari, Romagna e Liguria centro-orientale. Mar Ligure e Tirreno settentrionale agitati. Il colore di allerta di mercoledì, se il Dipartimento lo emette, sta nel bollettino di mercoledì. Le 23:59 dell’avviso genovese del 17 ottobre chiudono quella finestra oraria. Non autorizzano una salita sul tetto a mezzanotte, con la fase del 21 che sulla Liguria centro-orientale resta in classe elevata e con burrasca.
Piacenza e Parma, per la pianura e le colline nominate nel giallo, leggono il proprio bacino e non l’arancione di Genova. Bologna città non eredita la dicitura «montagna bolognese» solo perché la provincia è nello stesso nome. Firenze non eredita l’alta Toscana «molto elevata» se il civico sta in un’altra zona del foglio toscano: Bisenzio, Valdarno inferiore, Arno-Costa ed Etruria sono scritte, e la mappa dice quale ti comprende. Roma è nei Bacini di Roma, in giallo temporali e idrogeologico, più il giallo idraulico dei costieri nord se il civico cade lì. Cagliari e Sassari si confrontano con Campidano e Logudoro, che sono nel giallo temporali, e con la classe elevata o moderata della vigilanza sul centro-nord o sul resto dell’isola. Milano ha la classe elevata sulla Lombardia occidentale e, nel foglio delle 15:17, nessun giallo lombardo. Napoli, per martedì, non è in quel bollettino di criticità; per mercoledì la vigilanza mette una classe elevata su parte della Campania, ancora senza un colore di allerta in questo foglio.
Sotto l’arancione il tetto non è un lavoro
Il comunicato mette rovesci di forte intensità, raffiche, grandine e attività elettrica sulle quattro regioni dell’avviso, dalle prime ore di martedì. In quella frase non entra una scala, un passo d’uomo, uno spostamento di coppi «per vedere se tengono», uno stasamento del pluviale dal terrazzo. La gronda piena di foglie si legge da terra in un altro giorno, nella scheda di fine settembre. Oggi la gronda, se trabocca, si fotografa da dentro. Un ramo sulla falda resta dov’è fino a quando si può chiamare qualcuno che lavora in quota. Il vicino con la motosega sul tetto, sotto la grandine, non è la ditta.
Non si scende nel box a recuperare una scatola, una bici, una cartella. Non si attraversa un sottopasso perché il parcheggio alto «è a due minuti». Non si riattacca il salvavita con il quadro umido per avere luce in cantina. Non si beve dal rubinetto se l’acqua è entrata in casa, finché un avviso comunale non dice il contrario: è la pagina del Dipartimento, non una cautela inventata qui. Non si tinteggia l’angolo che si appanna perché hai chiuso tutto. I puntini neri, quando la casa è asciutta e il tema è l’angolo freddo, stanno in muffa negli angoli. Non si accende una stufa «tanto piove e fa freddo» per aggirare un limite: le stelle e l’allerta smog in Lombardia stanno in stufa e camino, e sono un’altra scheda. A Torino i termosifoni, dal 19, seguono il comunicato comunale già letto nell’altra pagina. Un calorifero freddo, martedì, non si diagnostica mentre conti i fulmini.
Non chiedere un prezzo chiuso «entro le 20, così domani il tetto è a posto». Un coppo spostato, una gronda che cola e un ramo in falda non sono lo stesso intervento, e una ditta può non arrivare mentre l’allerta è in corso. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questa colonna non pubblica un diritto di chiamata né un’urgenza garantita. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda della ditta. Lo componi tu, dopo.
Con l’acqua in casa si sale, non si scende. Il tetto, la cantina da svuotare e il quadro da riarmare aspettano il via delle autorità e, per gas ed elettricità, un tecnico abilitato al DM 37/08.
Quando la scheda della ditta torna utile
Durante l’allerta la telefonata giusta, se l’acqua sale in casa o la strada è già un corso, è verso le autorità indicate dal Comune e dal Dipartimento, non verso un elenco di copritetti. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Limitare il cellulare, come chiede la pagina ufficiale quando l’alluvione è in corso, vale anche per non occupare la linea con un preventivo.
La ditta torna nel discorso quando le autorità hanno detto che si può rientrare e guardare. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi un coppo o una lastra fuori sede, se il pluviale bagna la facciata e non è una goccia già nota, se il solaio gocciola o se la grandine ha lasciato un segno che vedi senza salire. Chiama un idraulico se, a rientro consentito, l’acqua è stata in cantina o al piano terra e va svuotata da chi sa farlo, oppure se una perdita di impianto continua a soglia ormai asciutta. Chiama un elettricista, e chiedi il DM 37/08, se il quadro si è bagnato, se senti odore di bruciato, o se la pagina del Dipartimento ti ha già detto di far verificare gas e impianto prima di riattivarli. Se il problema è solo una presa del balcone staccata ieri e il resto della casa è acceso, quella verifica può aspettare la fine della pioggia.
Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città, se il tuo bacino nel bollettino del 20 era arancione o giallo, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se l’acqua entra ancora. Una frase utile è «pluviale in facciata, foto dalla finestra, solaio asciutto, non sono salito, l’allerta sul mio bacino era arancione». Un’altra è «coppo spostato, visibile dalla strada, grandine stamattina, nessun lavoro in quota». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo. Una sigillatura e un’intera falda non sono lo stesso lavoro.
Il filtro, se l’acqua viene dall’alto o il coppo è fuori sede, è tetti e coperture. A Genova, sui bacini marittimi di centro che il bollettino mette in arancione sia per i temporali sia per l’idrogeologico, l’elenco è tetti a Genova. Piacenza e Parma, nel giallo della pianura piacentino-parmense, si filtrano da Piacenza e Parma. Roma, nei Bacini di Roma, da Roma. Firenze si apre su Firenze per ciò che vedi sul tuo tetto, dopo aver letto la zona toscana e non il titolo ligure. Milano, con la vigilanza elevata e senza giallo nel foglio delle 15:17, non copia l’arancione di Genova: l’elenco è Milano. Se l’acqua è stata in cantina, il mestiere è idraulica. Se il quadro è il problema, impianti elettrici. Se pende un albero e la falda non è ancora toccata, giardini, a evento finito e da terra. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.
Prima della pioggia Acqua in cantina Dopo la pioggia Salvavita Elenco tetti Apri da Preventivo
Domande prima del telefono
L’arancione di martedì copre tutta la Liguria?
Il comunicato del 19 ottobre 2026 lo mette sui settori di ponente e centro. Il bollettino delle 15:17, per i temporali, colora di arancione i marittimi di centro, i marittimi di ponente e i padani di ponente. L’idrogeologico arancione, nello stesso foglio, sta sui marittimi di centro e sui padani di ponente: il ponente marittimo, su quel rischio, è giallo. Il levante è giallo per i temporali. A Genova l’avviso del 17 ottobre annuncia giallo fino alle 6:59 e arancione dalle 7:00 alle 23:59. Il civico si controlla sulla mappa del bacino. Il titolo «Liguria» da solo non basta.
Milano è gialla perché al Nord piove?
Nel bollettino di criticità delle 15:17 la Lombardia non è tra le zone gialle o arancioni della fase del 20. Nel bollettino di vigilanza di quel giorno la Lombardia occidentale ha cumulati elevati. Tieni i due fogli distinti: uno è il colore di allerta, l’altro è la classe di precipitazione. Nessuno dei due è il pluviometro del cortile, e nessuno dei due copia l’arancione dei bacini liguri di centro.
Posso scendere in cantina a spostare le scatole?
La pagina «Sei preparato?» consente di chiudere le porte di cantina e garage solo se non ti esponi a pericoli. Se l’acqua è già in casa, la stessa pagina dice di non scendere per mettere in salvo i beni, di non uscire per l’automobile e di salire ai piani superiori senza ascensore. L’acqua, in quel testo, può salire anche di uno o due metri in pochi minuti. Le scatole aspettano. La scheda del 12 ottobre descrive una soglia ancora asciutta in un altro avviso: non è un permesso a camminare nel box oggi.
Il colore arancione chiude scuole e strade da solo?
Il comunicato del 19 ottobre scrive che le informazioni sui livelli regionali e sulle azioni di prevenzione stanno nelle strutture territoriali. Chiusure di scuole, parchi, sottopassi o cantieri, se ci sono, stanno nell’avviso del Comune. L’orario genovese citato qui è quello pubblicato il 17 ottobre. Un provvedimento uscito dopo va letto sul sito del Comune, non dedotto da questa pagina.
ArtigianiVicino manda un copritetto sotto l’allerta?
No. Con l’acqua che sale segui Comune e Dipartimento. Quando il rientro è consentito e dalla strada vedi un coppo fuori sede, o il solaio segna, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Gas e impianto elettrico, prima di riattivarli, li vede chi è abilitato al DM 37/08.
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se, a rientro consentito, dalla strada vedi un coppo fuori sede o il pluviale bagna la facciata, filtra tetti e coperture. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda. Non inoltriamo la richiesta. Se l’acqua è ancora in casa, la telefonata di adesso è verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo guardando la pioggia da una finestra al piano alto, il giro è finito senza chiamata.