Il titolo di mercoledì non colora sei regioni intere
Il comunicato del Dipartimento della Protezione Civile del 20 ottobre 2026, titolo «Maltempo: allerta arancione in sei regioni», dice che una perturbazione atlantica si sposta verso levante. Le piogge, da sparse a diffuse e anche temporalesche, interessano prima il Nord-Ovest e domani il resto del Centro-Nord e parte del Sud. Il Dipartimento, d’intesa con le Regioni, ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende quello diffuso ieri. Le criticità idrogeologiche e idrauliche, nello stesso testo, stanno nel bollettino nazionale, non nel sommario.
L’avviso, dal tardo pomeriggio di martedì 20 ottobre, mette precipitazioni da sparse a diffuse, anche a rovescio o temporale, su Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, in estensione dalla sera a Umbria, Lazio, Campania e ai settori occidentali e interni di Abruzzo e Molise. I fenomeni, nella stessa frase, sono accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. Per la giornata di mercoledì 21 ottobre la valutazione è allerta arancione in Liguria e su parte di Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Campania. Il giallo, nello stesso capoverso, sta in Trentino-Alto Adige, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e su alcuni settori di Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lazio e Campania. Il sommario conta sedici regioni in giallo. «Parte di» e «alcuni settori» sono nel comunicato. Non sono una cautela aggiunta qui.
Ieri la scheda si fermava al colore di martedì in Liguria, uscito dal bollettino delle 15:17 del 19 ottobre. Quel foglio non è più la fase di oggi. Il bollettino di criticità del 20 ottobre 2026, ore 15:21, ha una fase previsionale del 21. È quella che si legge stamattina, insieme all’avviso comunale se il tuo Comune ne ha pubblicato uno più stretto. Il giro da dentro di martedì resta in arancione in Liguria il 20 ottobre. Oggi il gesto è lo stesso, la geografia no. Chi abita a Roma o a Napoli non eredita il bacino ligure di ieri. Chi abita a Milano non eredita le sei regioni del titolo.
Sei regioni nel titolo, due righe nel bollettino. L’arancione dei temporali, nella fase del 21 alle 15:21, non è l’elenco dell’arancione idrogeologico. Il civico si legge sulla zona, non sulla mappa mentale della regione.
A Roma l’arancione è idrogeologico, a Napoli parte dalla mezzanotte
Nel bollettino di criticità delle 15:21, per la fase del 21 ottobre, la moderata criticità per temporali, e quindi l’arancione su quella riga, sta su tutti e cinque i bacini liguri: marittimi di centro, marittimi di ponente, marittimi di levante, padani di ponente, padani di levante. In Piemonte, sulla stessa riga, la zona scritta è Scrivia, Belbo e Bormida. Non c’è una voce «Torino». La moderata criticità idrogeologica, arancione sull’altra riga, elenca pezzi diversi: in Campania, Alta Irpinia e Sannio, Piana campana con Napoli, isole e area vesuviana, Alto Volturno e Matese, penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; in Friuli Venezia Giulia, il bacino del Livenza e del Lemene e il bacino montano del Tagliamento e del Torre; nel Lazio, il bacino del Liri, i bacini costieri sud e i Bacini di Roma; in Liguria, i marittimi di centro, i marittimi di levante e i padani di ponente; in Veneto, una serie di prealpi e di alta pianura, dal trevigiano al bellunese, al Feltrino, all’Alpago, alla pedemontana e alle Prealpi vicentine. I marittimi di ponente non sono in quell’elenco idrogeologico arancione. I padani di levante, sull’idrogeologico, stanno nel giallo.
L’allertamento della Regione Lazio del 20 ottobre 2026 cita l’avviso del Dipartimento n. 26069 dello stesso giorno. Dalla tarda serata di martedì 20, e per le successive 18-24 ore, sul Lazio si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, anche a rovescio o temporale, con rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. La tabella, per domani 21 ottobre, non mette lo stesso colore su ogni colonna. La zona D, Bacini di Roma, è arancione sull’idrogeologica, verde sui temporali, verde sull’idraulica. La zona F, bacini costieri sud, è arancione sull’idrogeologica, verde sui temporali, gialla sull’idraulica. La zona G, bacino del Liri, è arancione sull’idrogeologica, verde sui temporali, verde sull’idraulica. Le zone A, B, C ed E, cioè costieri nord, medio Tevere, Appennino di Rieti e Aniene, restano gialle sull’idrogeologica e verdi sulle altre due colonne. Per il 20 ottobre, nella stessa tabella, tutte e sette le zone erano gialle solo sull’idrogeologica. Il foglio richiama la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 e le direttive regionali approvate con la deliberazione di Giunta n. 865 del 26 novembre 2019. La validità, scrive, viene confermata o modificata dal bollettino di criticità successivo. Per ogni emergenza il testo indica la Sala operativa regionale, numero 803 555. È il numero stampato su quel foglio. Non è una linea di ArtigianiVicino.
A Napoli il documento da aprire accanto al bollettino nazionale è il comunicato n. 659 della Protezione Civile della Regione Campania, pubblicato il 20 ottobre 2026. L’arancione vale dalla mezzanotte ed è in vigore per tutta la giornata di mercoledì 21, sulle zone 1, 2, 3 e 4: Piana campana, Napoli, isole e area vesuviana; Alto Volturno e Matese; penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Alta Irpinia e Sannio. Sulle altre zone della Campania il comunicato mette il giallo. Le precipitazioni, soprattutto nella prima parte della giornata, sono previste locali o sparse, anche a rovescio o temporale, localmente di moderata o forte intensità. Il testo parla di temporali intensi, dissesto idrogeologico diffuso e rischio idraulico localizzato, di frane e possibili cadute massi anche per l’effetto degli incendi boschivi, di ruscellamenti con trasporto di materiale, di corsi d’acqua minori che possono uscire, di allagamenti di locali interrati e di quelli a piano terra, di acqua in strada e di possibili rigurgiti delle reti di smaltimento nelle aree urbane più basse. Ai sindaci chiede di tenere attivi i centri operativi comunali, compresi il verde pubblico e le strutture esposte a vento e moto ondoso.
I due fogli su Napoli non usano la stessa etichetta. Il comunicato regionale intitola l’avviso come arancione per temporali. Il bollettino nazionale delle 15:21, fase del 21, mette quelle zone campane nella riga idrogeologica arancione, e mette in giallo idraulico la Piana campana con Napoli, la penisola sorrentina e i Monti di Sarno. La Campania non compare nella riga nazionale dell’arancione temporali, che in quel foglio è Liguria e Scrivia. Non si sceglie il titolo più comodo. Si tengono le due righe. Per chi abita in zona 1 il comportamento scritto dalla Regione è quello degli allagamenti ai piani bassi e delle frane, dalla mezzanotte e per l’intera giornata, con l’accento sulla prima parte del giorno. Il verde o l’assenza di una riga temporali nazionale non è un permesso a scendere in cantina.
A Roma, zona D, l’arancione di mercoledì è una colonna sola: idrogeologica. Temporali e idraulica, in quella tabella, sono verdi. L’avviso n. 26069 descrive comunque rovesci, fulmini, grandine e vento. Il colore della colonna e il testo dell’avviso non si cancellano a vicenda.
A Genova le 8:59 non aprono il tetto
La pagina del Comune di Genova il cui indirizzo parla ancora della proroga fino alle 5:59, aperta il 21 ottobre, ha nel titolo un’altra frase: allerta gialla per temporali e piogge diffuse fino alle 8:59 di oggi, mercoledì 21 ottobre. Il campo data della stessa pagina resta il 17 ottobre 2026. Sono tre segni diversi sulla stessa scheda: l’indirizzo vecchio, la data del 17, il titolo sul giallo di stamattina. Se il Comune pubblica un avviso successivo, vale quello. Questa guida non lo sostituisce e non deduce, dal titolo, un elenco di scuole aperte o chiuse. Il titolo che si legge lì parla dell’orario del colore, non di una ordinanza scolastica.
Il bollettino delle 15:21, per l’intera fase del 21, tiene i bacini marittimi di centro in arancione sia sui temporali sia sull’idrogeologico. Genova si legge su quei bacini, e poi sulla pagina del Comune. Le 8:59 chiudono la finestra scritta nel titolo comunale. Non chiudono il bollettino nazionale e non trasformano le 9:00 in un orario da scala. Ieri, nel foglio delle 15:17 del 19 ottobre, il levante ligure era giallo sui temporali. Nella fase del 21 di stamattina i marittimi di levante e i padani di levante sono nell’arancione temporali, e i marittimi di levante sono anche nell’arancione idrogeologico. Il levante di martedì e il levante di mercoledì non sono lo stesso colore. Lo Spezzino si confronta con i marittimi di levante sulla mappa del Dipartimento, non con l’orario genovese delle 8:59. L’ora per ora di quei bacini, e la mareggiata che non ha un colore di allerta, stanno in dopo le 6, la mareggiata.
L’ANSA delle 15:52 del 20 ottobre 2026 riferisce che il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, ha firmato un’ordinanza in vigore fino alle 14 del 21: chiuse le scuole di ogni ordine e grado e gli istituti superiori della provincia, gli istituti universitari e i centri di formazione, sospesi i servizi per l’infanzia, chiusi centri per minori, anziani e persone con disabilità, parchi e cimiteri. Il Centro operativo comunale, nello stesso lancio, resta attivo per la durata dell’allerta arancione. È un articolo di agenzia su un’ordinanza, non il testo dell’ordinanza. Un provvedimento uscito dopo le 15:52 di ieri si legge sul sito del Comune, non si ricostruisce da questa pagina. La Spezia non è un orario da copiare a Genova, e Genova non è un orario da copiare a Roma.
Il bollettino di vigilanza meteorologica nazionale del 20 ottobre 2026, nella fase del 21, misura classi, non i millimetri del tuo pozzetto. Da sparse a diffuse, anche a rovescio o temporale, su Piemonte settentrionale, settori alpini e prealpini di Lombardia, Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia, sul Lazio meridionale, sulla Campania settentrionale e sui settori occidentali del Molise, con cumulati da moderati a elevati, fino a puntualmente molto elevati sul Friuli. Sparse, anche a temporale, sul resto di Lombardia, Piemonte, sulla Liguria di levante, sul resto del Triveneto, su Lazio e Campania, su Toscana, Umbria, zone interne di Abruzzo e Molise, Basilicata tirrenica, Puglia centro-meridionale, Calabria settentrionale e ionica, con cumulati generalmente moderati. Da isolate a sparse sul resto del Paese, da deboli a moderati. La Liguria di centro e di ponente non è nominata nelle prime due righe di quella fase: cade nel resto del Paese. Ieri, sulla Liguria, la classe era un’altra. Una classe più bassa non svuota i tombini già pieni e non è un permesso a uscire sul tetto mentre il bollettino di criticità tiene l’arancione temporali su tutti i bacini liguri.
I venti, nella stessa fase del 21, sono forti meridionali sull’Alto Adriatico e localmente su Puglia e settori ionici, poi forti occidentali con raffiche di burrasca su Sardegna e sui settori liguri e tirrenici di Toscana e Lazio, in estensione a Sicilia e ai settori appenninici e adriatici settentrionali. I mari sono molto mossi su tutti i bacini, e tendono ad agitati sull’Adriatico settentrionale e, dal pomeriggio, sul Mar Ligure, sul Mar di Sardegna e sul Tirreno centrale. Le massime sono in sensibile diminuzione sulle regioni centrali e sulla Campania. Le minime, in generale, aumentano. Un calo delle massime non è una diagnosi del termosifone, e non si sale sul camino per controllarlo con la burrasca scritta su Toscana e Lazio. Una persiana si aggancia da dentro. Il mare agitato non si ispeziona dal terrazzo.
Due momenti, gli stessi verbi del Dipartimento
La pagina del Dipartimento «Rischio meteo-idro. Sei preparato?» separa il prima dal durante, e vale sia dove il colore è arancione sia dove è giallo. Prima, con l’allerta già nota e l’acqua ancora fuori, chiede di seguire le misure del Comune, di non dormire nei seminterrati e di evitarli, di proteggere i locali al piano strada e di chiudere le porte di cantine e garage solo se non ti esponi. Spostare l’automobile, in quella lista, può essere pericoloso. Il percorso, se devi uscire, evita le zone allagabili. La scuola ha un suo piano: lo verifica il Comune, non un messaggio inoltrato a una ditta.
Se l’acqua è già nell’edificio, la stessa pagina cambia verbo. Non si scende in cantina, seminterrato o garage per mettere in salvo i beni. Non si esce per l’automobile. Dal piano terra o da sotto, si sale. L’ascensore si evita. Si aiutano anziani e persone con disabilità che sono già nell’edificio. Gas chiuso e impianto elettrico disattivato, e mani o piedi bagnati che non toccano impianti e apparecchi. L’acqua del rubinetto non si beve. Il cellulare si limita, per lasciare le linee ai soccorsi. Durante un’alluvione, scrive la pagina, l’acqua può salire anche di uno o due metri in pochi minuti. In casa i punti che si allagano prima sono cantine, seminterrati e piani terra. Fuori, sottopassi, argini, ponti, strade in pendenza e le zone più basse. Il comunicato campano, quando parla di locali interrati e di rigurgiti nelle aree depresse, sta descrivendo gli stessi punti con i nomi della zona 1.
Il dopo, sulla stessa pagina, non coincide con le 8:59 di Genova né con le 14 dell’ordinanza spezzina riferita dall’ANSA. Si seguono le autorità prima di rientrare, di spalare fango o di svuotare le cantine. Le strade ancora allagate non si attraversano. Dove l’acqua si è ritirata, il fondo può cedere. Gas e impianto elettrico si riattivano se puoi verificarlo; se serve, si chiede il parere di un tecnico. Prima degli scarichi, la pagina chiede di sapere se fognature, fosse e pozzi sono integri. Il rubinetto torna bevibile quando un’ordinanza comunale non lo vieta. Il cibo che ha toccato l’acqua dell’alluvione non si mangia. Una soglia ancora asciutta, letta in un altro giorno, sta in acqua in cantina dopo l’allerta del 12 ottobre. Quel 12 ottobre non è la zona D di Roma e non è la zona 1 di Napoli.
- La riga, prima del gruppo. Comunicato, bollettino delle 15:21, e se ci sei dentro l’allertamento del Lazio o il comunicato n. 659. «Sei regioni» non dice se il tuo numero civico è nei Bacini di Roma, nei costieri nord, o fuori dal Lazio. A Napoli, zona 1 e zona gialla non sono la stessa giornata solo perché la provincia è Campania.
- L’orario del Comune, se c’è. A Genova il titolo aperto il 21 ottobre indica il giallo fino alle 8:59. Alla Spezia l’ANSA delle 15:52 di ieri riferisce un’ordinanza fino alle 14. A Roma e a Napoli l’orario scritto nei fogli regionali è la giornata del 21, non quelle due finestre liguri. Un avviso uscito dopo sostituisce la frase citata qui.
- Piano alto, se il piano basso è il letto. La pagina del Dipartimento chiede di non dormire nei seminterrati. Se la notte ti trova già lì e l’acqua non è ancora entrata, sali prima che la soglia cambi. L’ascensore resta fermo anche per questo spostamento.
- Porte di cantina e garage, solo all’asciutto. Si chiudono se non stai entrando in un locale che già bagna le scarpe. Se per arrivare alla porta devi scendere dove l’acqua c’è, la porta resta com’è. In zona 1, a Napoli, il comunicato regionale nomina proprio quegli allagamenti.
- Finestra, non cornicione. Pluviale in facciata, coppo fuori sede visto dalla strada, griglia che non smaltisce, acqua contro la soglia: una foto da dentro. Raffiche di burrasca su Toscana e Lazio, grandine e fulmini nell’avviso n. 26069, moto ondoso nel comunicato campano: nessuno di questi è un motivo per uscire sul terrazzo a «dare un’occhiata».
- Quadro e gas, solo se non li tocchi bagnato. Con l’acqua in casa la pagina del Dipartimento dice di chiudere il gas e di disattivare l’impianto, e di non toccare apparecchi con mani o piedi bagnati. Se il quadro è umido, non lo riarmi per avere luce in cantina. Odore di gas: esci, senza cercare la perdita. Il tecnico, dopo, è chi ha l’abilitazione DM 37/08. Non è un marchio di questo sito.
| Dove | Foglio del 21 | Cosa non dedurre |
|---|---|---|
| Roma, zona D, Bacini di Roma | Arancione idrogeologico. Temporali verdi. Idraulica verde. Avviso n. 26069: rovesci, fulmini, grandine, raffiche, per 18-24 ore dalla tarda serata del 20 | Non è l’arancione temporali della Liguria. Il verde di una colonna non spegne l’avviso meteo |
| Napoli, zona 1 | Comunicato n. 659: arancione dalla mezzanotte per tutto il 21. Bollettino nazionale: arancione idrogeologico e giallo idraulico sulla stessa zona | Il titolo regionale «per temporali» e la riga nazionale non sono lo stesso foglio. Le altre zone campane, nel comunicato, sono gialle |
| Genova, marittimi di centro | Bollettino: arancione temporali e arancione idrogeologico per la fase del 21. Titolo comunale: giallo fino alle 8:59 di oggi. Data in pagina: 17 ottobre | Le 8:59 non aprono il tetto e non cancellano il bollettino del giorno |
| Levante ligure | Arancione temporali sui marittimi e sui padani di levante. Arancione idrogeologico sui marittimi di levante. I padani di levante, sull’idrogeologico, sono gialli. Vigilanza: cumulati moderati sulla Liguria di levante | Ieri, nel foglio delle 15:17, il levante era giallo sui temporali. L’orario di Genova non è l’orario dello Spezzino |
| Milano | Nodo idraulico di Milano in giallo idrogeologico. Pianura centrale in giallo temporali. Non è nell’elenco arancione | Il titolo delle sei regioni non si copia in città. Il giallo non è un permesso a salire |
| Torino | L’arancione temporali in Piemonte nomina Scrivia, Belbo e Bormida. La pianura settentrionale è gialla per temporali, per idraulica e per idrogeologico | Torino non è scritta nella riga arancione. Il civico in pianura non eredita lo Scrivia |
Firenze, Venezia, Bari e Palermo non sono nel titolo arancione
Il comunicato mette la Toscana tra le regioni in giallo, non tra le sei in arancione. Nel bollettino delle 15:21, fase del 21, l’Arno-Firenze compare sia nel giallo temporali sia nel giallo idrogeologico, insieme a una lunga lista di zone toscane, dalla Lunigiana alla Versilia, dal Serchio al Valdarno. Firenze non eredita i cumulati molto elevati del Friuli, e non eredita l’arancione dei Bacini di Roma solo perché il treno per la capitale parte da Santa Maria Novella. Il tuo civico, se sta in un’altra zona toscana scritta nello stesso giallo, legge quella zona. Il giallo resta un’allerta. La scala sul tetto non diventa lecita perché il colore non è arancione.
Venezia non ha una riga con il nome della città. L’arancione idrogeologico veneto, nel bollettino, sta su prealpi e alta pianura: trevigiana, bellunese, Feltrino, Alpago, pedemontana, Prealpi vicentine e Altopiano dei Sette Comuni. Diverse pianure, tra cui la pianura centro-orientale, quella tra Livenza e Piave e la pianura orientale, stanno nel giallo idrogeologico. La pianura centrale e la bassa padovana compaiono nel giallo idraulico. Il civico lagunare si legge sulla zona, non sul titolo «Veneto». Trieste non è nominata nell’arancione: la riga gialla del Friuli Venezia Giulia, per idraulica e idrogeologico, indica il bacino dell’Isonzo e la pianura di Udine e Gorizia, mentre l’arancione idrogeologico nomina Livenza, Lemene, Tagliamento e Torre. Questa scheda non mette Trieste in una di quelle zone al posto della mappa.
Bari, Taranto, Foggia e il resto della Puglia citata nel bollettino stanno nel giallo, per temporali e per idrogeologico: Tavoliere, Gargano, Salento, Puglia centrale adriatica e bradanica, Ofanto, Fortore, Subappennino. La Sicilia, nel comunicato, è tra le gialle. Nel bollettino le zone dell’isola, dallo Stretto alle Egadi, da Pantelleria al Simeto, sono gialle per temporali e per idrogeologico. Palermo, Catania, Messina e Siracusa non saltano in arancione perché al Centro piove. Bologna non è «montagna bolognese»: quella zona, insieme alla montagna emiliana centrale e all’alta collina piacentino-parmense, è nel giallo idrogeologico. L’Emilia-Romagna, nel comunicato, compare tra i settori in giallo, non tra le sei regioni in arancione.
Salerno città non è scritta nella riga arancione. Il giallo idrogeologico campano, nel bollettino nazionale, nomina Basso Cilento, Tanagro, Piana del Sele e Alto Cilento, Tusciano e Alto Sele. L’arancione nomina la penisola sorrentino-amalfitana e i Monti Picentini, che stanno in provincia di Salerno senza coincidere con il comune del capoluogo. Il comunicato n. 659 mette il giallo su tutte le zone campane che non sono la 1, la 2, la 3 o la 4. La provincia non è la zona. Un civico della costiera si legge sulla zona 3. Un civico della Piana del Sele si legge sul giallo. Nessuno dei due autorizza il box «tanto è giallo» o «tanto il titolo diceva Napoli».
Sotto questo avviso il tetto non è un lavoro
L’avviso nazionale mette rovesci forti, raffiche, grandine e attività elettrica sulle regioni che elenca dal tardo pomeriggio di martedì, in estensione alla sera verso Lazio e Campania. In quella frase non entra una scala, un passo d’uomo, uno spostamento di coppi, uno stasamento del pluviale dal terrazzo. La gronda piena di foglie, in un giorno asciutto, si legge da terra in un’altra scheda. Oggi, se trabocca, si fotografa da dentro. Un ramo sulla falda resta dov’è finché si può chiamare qualcuno che lavora in quota. Il vicino con la motosega sul tetto, con la burrasca scritta su Toscana e Lazio o con il moto ondoso del comunicato campano, non è la ditta.
Non si scende nel box a recuperare una scatola, una bici, una cartella. Non si attraversa un sottopasso perché il parcheggio alto «è a due minuti». Non si riattacca il salvavita con il quadro umido. Il riarmo a quadro asciutto, a temporale finito, sta in salvavita dopo il temporale, e non si prova sotto i fulmini dell’avviso n. 26069. Non si beve dal rubinetto se l’acqua è entrata in casa, finché un avviso comunale non dice il contrario. Non si tinteggia l’angolo che si appanna perché hai chiuso tutto: i puntini neri, a casa asciutta, stanno in muffa negli angoli. Non si accende una stufa per aggirare un limite di qualità dell’aria. Un calorifero freddo a metà giornata, a Milano, può essere l’orario comunale già letto in un’altra scheda, non un guasto da diagnosticare mentre conti i fulmini.
Non chiedere un prezzo chiuso «entro le 14, così il tetto è a posto prima di sera». Un coppo spostato, una gronda che cola e un ramo in falda non sono lo stesso intervento, e una ditta può non arrivare mentre l’allerta è in corso. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questa colonna non pubblica un diritto di chiamata. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda della ditta. Lo componi tu, dopo.
Con l’acqua in casa si sale, non si scende. Il tetto, la cantina da svuotare e il quadro da riarmare aspettano il via delle autorità e, per gas ed elettricità, un tecnico abilitato al DM 37/08.
Quando la scheda della ditta torna utile
Durante l’allerta, se l’acqua sale in casa o la strada è già un corso, la telefonata è verso le autorità indicate dal Comune e dal Dipartimento, non verso un elenco di copritetti. Sul foglio del Lazio il riferimento per ogni emergenza è la Sala operativa regionale, 803 555. In Campania il comunicato n. 659 affida ai sindaci i centri operativi comunali: il numero, se è pubblicato, sta sull’avviso del tuo Comune. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Limitare il cellulare, come chiede la pagina del Dipartimento quando l’alluvione è in corso, vale anche per non occupare la linea con un preventivo.
La ditta torna nel discorso quando le autorità hanno detto che si può rientrare e guardare. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi un coppo o una lastra fuori sede, se il pluviale bagna la facciata e non è una goccia già nota, se il solaio gocciola o se la grandine ha lasciato un segno che vedi senza salire. Chiama un idraulico se, a rientro consentito, l’acqua è stata in cantina o al piano terra e va svuotata da chi sa farlo, oppure se una perdita continua a soglia ormai asciutta. Chiama un elettricista, e chiedi il DM 37/08, se il quadro si è bagnato, se senti odore di bruciato, o se la pagina del Dipartimento ti ha già detto di far verificare gas e impianto prima di riattivarli. Un alone sul solaio, quando si può guardare, sta in infiltrazione dal tetto.
Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città, quale riga ti riguardava, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se l’acqua entra ancora. Una frase utile a Roma è «zona D, arancione idrogeologico, temporali verdi sul foglio regionale, coppo visibile dalla strada, non sono salito». Una frase utile a Napoli è «zona 1, dalla mezzanotte, pluviale in facciata, foto dalla finestra, solaio asciutto, cantina non l’ho aperta». Una frase utile a Genova è «marittimi di centro, titolo comunale giallo fino alle 8:59, bollettino del giorno ancora arancione sui temporali, non sono salito». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo. Una sigillatura e un’intera falda non sono lo stesso lavoro.
Il filtro, se l’acqua viene dall’alto o il coppo è fuori sede, è tetti e coperture. A Roma, sui Bacini di Roma, l’elenco è tetti a Roma. A Napoli, in zona 1, è tetti a Napoli. A Genova, sui marittimi di centro, è tetti a Genova. Milano, nel giallo del nodo idraulico e non nell’arancione delle sei regioni, non copia il colore di Roma: l’elenco è Milano. Firenze, nell’Arno-Firenze in giallo, si apre su Firenze dopo aver letto la zona toscana. Se l’acqua è stata in cantina, il mestiere è idraulica. Se il quadro è il problema, impianti elettrici. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.
Ieri in Liguria Acqua in cantina Dopo la pioggia Salvavita Elenco tetti Apri da Preventivo
Domande prima del telefono
L’arancione del 21 ottobre copre tutta la Liguria e tutta la Campania?
Il comunicato del 20 ottobre 2026 lo mette in Liguria e su parte delle altre cinque regioni, con il giallo in sedici. Nel bollettino delle 15:21 l’arancione temporali ligure sta su tutti e cinque i bacini. L’idrogeologico arancione, in Liguria, non include i marittimi di ponente; i padani di levante, su quel rischio, sono gialli. In Campania il comunicato n. 659 colora di arancione le zone 1, 2, 3 e 4, dalla mezzanotte per tutto il 21, e di giallo le altre. Napoli è nella zona 1. Salerno città non è quella riga: Piana del Sele, Tusciano, Cilento e Tanagro stanno nel giallo idrogeologico nazionale, mentre la costiera sorrentino-amalfitana è nell’arancione. Il civico si controlla sulla zona.
Roma è in allerta arancione per i temporali?
Nell’allertamento regionale del 20 ottobre, per il 21, la zona D è arancione sull’idrogeologica, verde sui temporali e verde sull’idraulica. I costieri sud sono arancioni sull’idrogeologica, verdi sui temporali e gialli sull’idraulica. L’avviso n. 26069 prevede comunque rovesci o temporali, fulmini, grandine locale e raffiche, dalla tarda serata del 20 e per 18-24 ore. Il verde di una colonna non cancella l’avviso. L’arancione idrogeologico non va letto come il colore dei temporali in Liguria. Per ogni emergenza quel foglio indica la Sala operativa regionale al numero 803 555.
A Genova, dopo le 8:59, si può salire sul tetto?
No. Il titolo della pagina comunale, letto il 21 ottobre, indica il giallo per temporali e piogge diffuse fino alle 8:59 di mercoledì. La data in pagina è ancora il 17 ottobre, e l’indirizzo conserva la proroga precedente. Il bollettino delle 15:21 tiene i marittimi di centro in arancione temporali e idrogeologico per la fase del giorno. La vigilanza, sulla Liguria di centro, non ripete la classe molto elevata di ieri: il centro e il ponente cadono nel resto del Paese, da deboli a moderati, mentre il levante è nei moderati. Classe più bassa e orario scaduto non sono un via libera al cornicione. Un avviso comunale più nuovo sostituisce il titolo citato qui.
Posso scendere in cantina a Napoli durante la zona 1?
Il comunicato n. 659 prevede, sulle zone in allerta e su tutto il territorio regionale nel passaggio sui ruscellamenti, possibili allagamenti di locali interrati e a piano terra, rigurgiti delle reti e frane, anche per l’effetto degli incendi. La pagina «Sei preparato?» consente di chiudere le porte di cantina solo se non ti esponi, e vieta di scendere a mettere in salvo i beni quando l’acqua è già in casa. L’acqua, in quel testo, può salire di uno o due metri in pochi minuti. Le scatole aspettano. Il giallo delle altre zone campane non è un permesso diverso sul box.
ArtigianiVicino manda un copritetto durante l’allerta?
No. Con l’acqua che sale segui Comune, Regione e Dipartimento. L’803 555 è scritto sull’allertamento del Lazio, non su questo sito. Quando il rientro è consentito e dalla strada vedi un coppo fuori sede, o il solaio segna, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Gas e impianto elettrico, prima di riattivarli, li vede chi è abilitato al DM 37/08.
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se, a rientro consentito, dalla strada vedi un coppo fuori sede o il pluviale bagna la facciata, filtra tetti e coperture nella tua città. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda. Non inoltriamo la richiesta. Se l’acqua è ancora in casa, la telefonata di adesso è verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo guardando la pioggia da una finestra al piano alto, il giro è finito senza chiamata.