Dopo le 6 il giallo non è lo stesso in tutte le zone
AllertaLiguria, la mattina del 21 ottobre, tiene in homepage il monitoraggio emesso alle 5:20: nelle ultime ore il fronte ha dato piogge diffuse, in genere moderate, e in quel momento si osservano precipitazioni moderate o localmente forti sul Tigullio e sullo Spezzino, in rapido spostamento verso est. La stessa homepage spezza la criticità idrologica in cinque zone e in tre classi di bacino. I piccoli drenano aree sotto i 15 km², i medi tra 15 e 150, i grandi sopra i 150. Verde è assenza o bassa probabilità di fenomeni significativi. Giallo è pericolo occasionale. Arancione è pericolo con fenomeni diffusi. Una cella verde alle 9 non descrive le 7.
Sulla zona A, bacini marittimi di ponente, la pagina segna «nessuna allerta». Per il 21 ottobre i bacini piccoli e medi sono arancioni alle 00 e alle 01, gialli dalle 02 alle 05, verdi dalle 06. I grandi sono gialli alle 00 e alle 01 e verdi dalle 02. Nel ponente, alle 8 di stamattina, la riga idrologica è già verde. Non è il titolo «Liguria ancora in allerta» letto su un giornale nazionale.
La zona B è quella del Comune di Genova: la pagina sul rischio mare lo scrive, e l’avviso ARPAL chiama questa zona bacini marittimi di centro. Per il 21 la tabella mostra piccoli e medi, non una riga di grandi. Sono arancioni dalla mezzanotte alle 05, gialli alle 06, alle 07 e alle 08, verdi dalle 09. Il titolo comunale che indica il giallo fino alle 8:59 di oggi coincide con quella cella delle 08. Le 9:00 sono la prima ora verde. Non sono un orario da scala, e non sono un orario da passeggiata. Il foglio nazionale che tiene l’arancione temporali su quei bacini per l’intera fase del 21 resta in sei regioni, due colori. Qui si legge solo l’orologio idrologico ligure.
La zona C, nell’avviso, sono i bacini marittimi di levante. Sulla homepage è ancora in giallo. I piccoli e i medi sono arancioni fino alle 05, gialli dalle 06 alle 10, verdi dalle 11. I grandi restano gialli dalle 06 alle 13 e diventano verdi dalle 14. «Fino alle 14» non vale per ogni rio del levante. Vale per i bacini grandi. Un rio sotto i 15 km², in quella tabella, è verde dalle 11. Il monitoraggio delle 5:20, con la pioggia ancora sul Tigullio e sullo Spezzino, spiega perché la coda gialla sta a levante e non a Genova.
La zona D, padani di ponente, ha i piccoli e i medi gialli dalle 06 alle 08 e verdi dalle 09, come Genova. I grandi sono già verdi dalle 06: erano gialli solo dalle 03 alle 05, dopo un arancione fino alle 02. La zona E, padani di levante, ha piccoli e medi sullo stesso orario di Genova, gialli fino alle 08 e verdi dalle 09. I grandi della zona E restano gialli da mezzanotte alle 08 e passano al verde dalle 09. Alle 8 di stamattina, quindi, D ed E non sono «già chiuse» solo perché il ponente è verde.
Alle 8 di mercoledì 21 la zona A è verde. Genova, zona B, è nell’ultima ora gialla. Il levante, sui bacini grandi, resta giallo fino alle 13. Il verde delle 9 non è il mare.
| Zona | Alle 8 | Prima ora verde, 21 ottobre |
|---|---|---|
| A, marittimi di ponente | Verde. La homepage segna nessuna allerta | Piccoli e medi dalle 06. Grandi dalle 02 |
| B, Genova, marittimi di centro | Giallo su piccoli e medi. È l’ora delle 08 | Dalle 09. Non c’è, in quella tabella, una riga di bacini grandi |
| C, marittimi di levante | Giallo su piccoli, medi e grandi | Piccoli e medi dalle 11. Grandi dalle 14 |
| D, padani di ponente | Giallo su piccoli e medi. Grandi già verdi | Piccoli e medi dalle 09. Grandi dalle 06 |
| E, padani di levante | Giallo su piccoli, medi e grandi | Tutte e tre le classi dalle 09 |
La mareggiata non ha una cella verde
L’avviso meteorologico del Centro funzionale, emesso il 20 ottobre 2026 alle 12:53, per mercoledì 21 descrive instabilità ancora nella prima parte della giornata, piogge e temporali, cumulate fino a significative sulle zone C ed E, e alta probabilità di temporali forti, persistenti e organizzati su tutte le zone. I fenomeni, nello stesso testo, si attenuano nel corso della mattinata. I venti arrivano a burrasca da sud-ovest sulla zona C e sono forti sulla zona A. Poi la frase che non sta nella tabella dei colori: mareggiata su tutte le coste, per onda da sud-ovest con periodo di 7-9 secondi. Per giovedì 22 lo stesso avviso mette vento settentrionale fino a forte sulla zona B, e di nuovo mareggiata su tutte le coste, stessa direzione, stesso periodo di 7-9 secondi.
Il periodo di 7-9 secondi è nell’avviso. L’altezza dell’onda, in quel testo, non è un numero. La pagina del Comune di Genova sul rischio mare spiega quando, in generale, quel rischio si origina: ventilazione persistente da scirocco o libeccio, onde di altezza superiore ai 2 o 3 metri. È la definizione, non la misura di stamattina. Non trasformo «mareggiata» in un’altezza che il bollettino delle 12:53 non scrive. La pagina aggiunge un’altra distinzione, più utile dell’altezza: per il rischio mare in Liguria non è prevista una procedura di allertamento. ARPAL manda messaggi previsionali per zona, con validità dalle 00:00 alle 24:00. Il giallo che scade alle 8:59 è la criticità idrologica. Il mare, se l’avviso lo tiene, non scade con quella cella.
Genova è zona B. Il vento di burrasca da sud-ovest, nell’avviso, è scritto sulla zona C, non sulla B. Il vento forte da sud-ovest è sulla zona A, dove l’idrologia è già verde. Giovedì il vento settentrionale fino a forte torna sulla B, insieme alla mareggiata. Una persiana a Genova si aggancia da dentro anche se la cella delle 09 è verde. Un albero o un telo sul lungomare non si va a fissare durante l’onda. Le raffiche di un altro giorno, viste dal balcone chiuso, restano in raffiche del 13 ottobre. Oggi il balcone sul mare non è un punto di osservazione.
Genova Today, alle 6:17 del 21 ottobre, riassume l’aggiornamento ARPAL intorno alle 5:20 e aggiunge i corsi d’acqua: nell’entroterra del ponente genovese Stura, Erro e Orba, con l’idrometro di Tiglieto sopra il livello di guardia, e la riviera del Beigua; sul levante, Lavagna e Sturla, affluenti dell’Entella, e in misura minore i bacini della zona E. Gli innalzamenti, in quel resoconto, durano ancora nelle ore successive. È un articolo, non il testo integrale del monitoraggio: sulla homepage istituzionale la riga dei livelli è troncata dopo la frase sulle piogge. I nomi dei torrenti si tengono come resoconto delle 6:17, e si rileggono se ARPAL pubblica la riga intera. Lo stesso articolo scrive che il Comune ha comunicato le scuole aperte oggi, dopo la chiusura di martedì. La comunicazione vincolante, se ne esce un’altra, è quella del Comune. Un portone di scuola aperto non apre la passeggiata a mare.
Il verde idrologico e la mareggiata stanno su due messaggi. Il primo ha un’ora. Il secondo, nell’avviso delle 12:53, copre tutte le coste per mercoledì e per giovedì.
Cosa fai da dentro, con l’onda già annunciata
La pagina comunale separa il prima dal durante, e il prima era ieri, quando l’avviso delle 12:53 era appena uscito e si poteva ancora agire senza esporti. Prima, se risiedi o lavori in una zona a rischio mareggiata, chiede di non percorrere le passeggiate, di non sostare su moli, pontili e banchine, di non transitare dove la segnaletica chiude. Chiede di assicurare barche e strutture su spiagge e in porto, di allontanare le piccole imbarcazioni, di spostare le auto dai moli, di mettere in sicurezza teli, tendoni, impalcature, gazebo e strutture temporanee che l’onda può trasformare in un urto. Stamattina quel «prima» è già passato se per farlo devi scendere al porto. La barca che è rimasta all’ormeggio resta all’ormeggio.
Durante, la stessa pagina ripete il divieto sulla passeggiata, sui moli e sulle aree segnalate. Avvicinarsi al litorale, a piedi o in auto, sulle strade costiere, richiede la massima attenzione: la formulazione non è un invito a andare a vedere. Balneazione e uso delle imbarcazioni si evitano. Canottaggio, vela, pesca e le altre attività in mare sono sospese. Perché la mareggiata arriva spesso col vento, la pagina chiede di considerare anche distacco di oggetti, rami e alberi. I luoghi più esposti e gli accessi alle scogliere, scrive, sono segnalati. Il simbolo nero, sulla stessa scheda, è il caso in cui il Comune adotta misure per una mareggiata intensa. Se quel simbolo non è sul messaggio che stai leggendo, non inventarlo. Se c’è, non lo si aggira perché la cella idrologica è diventata verde.
L’acqua dolce, intanto, non è finita solo perché l’onda è un altro rischio. La pagina del Dipartimento «Sei preparato?» vale ancora dove il giallo idrologico è in corso, e dove un torrente è sopra il livello di guardia nel resoconto delle 6:17. Non si dorme nei seminterrati. Le porte di cantina e garage si chiudono solo se non ti esponi. Se l’acqua è già al piano terra, non si scende a prendere le scatole, non si esce per l’automobile, si sale senza ascensore. Mani o piedi bagnati non toccano il quadro. Il dettaglio di una soglia ancora asciutta, in un altro avviso, sta in acqua in cantina. Quel testo non è un permesso a camminare nel box di Genova alle 8, nell’ultima ora gialla della zona B.
- La zona, poi l’ora. A è ponente, B è Genova, C è il levante con La Spezia, D ed E sono i bacini padani. Il tuo comune sta in una sola zona. AllertaLiguria lo scrive: l’unità minima è il territorio comunale.
- La classe di bacino, non il titolo della provincia. In zona C, alle 11, un rio piccolo può essere verde mentre un bacino grande è ancora giallo fino alle 14. Non si sceglie la riga più comoda.
- Il mare, a parte. Passeggiata, molo, pontile, banchina, spiaggia: non sono il giro di controllo del proprietario. L’onda da sud-ovest con periodo 7-9 secondi è scritta per tutte le coste, mercoledì e giovedì.
- La finestra, non il cornicione. Pluviale, coppo visto dalla strada interna, acqua contro la soglia: una foto da dentro. Il tetto sul lungomare non si ispeziona «tanto il giallo finisce alle 9».
- Quadro e gas, solo all’asciutto. Con l’acqua in casa si chiude il gas e si disattiva l’impianto se non devi toccarli bagnato. Il tecnico, dopo, ha l’abilitazione DM 37/08. Non è un marchio di questo sito.
Il verde delle 9 non è un lavoro in quota
Non si esce sul terrazzo a fissare un vaso perché «manca un’ora alla fine del giallo». Non si scende al porto a controllare la barca, il tender, la coperta. Non si attraversa un sottopasso per arrivare a un parcheggio più alto. Non si riattacca il salvavita con il quadro umido per avere luce in cantina. Non si beve dal rubinetto se l’acqua è entrata in casa, finché un avviso comunale non dice il contrario. Non si chiede un prezzo chiuso «entro le 9, così il tetto è a posto prima del verde». Una sigillatura e una falda non sono lo stesso lavoro, e una ditta può non arrivare mentre la mareggiata è in corso.
Costi serve quando il lavoro è definito e la casa è agibile, da una strada che non è il lungomare. Questa colonna non pubblica un diritto di chiamata. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda. Lo componi tu, dopo. Un alone sul solaio, quando si può guardare senza avvicinarsi al mare, sta in infiltrazione dal tetto.
Alle 9 la cella idrologica di Genova diventa verde. La passeggiata, il molo e il tetto no. La mareggiata, nell’avviso delle 12:53, è anche di giovedì.
Quando la scheda torna utile
Se l’acqua sale in casa, o la strada costiera è già il percorso dell’onda, la telefonata è verso il Comune e verso i canali che AllertaLiguria e il Dipartimento indicano, non verso un elenco di copritetti. Limitare il cellulare, come chiede la pagina nazionale quando l’alluvione è in corso, vale anche qui. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista.
La ditta torna quando le autorità hanno detto che si può rientrare e guardare, da una strada che non è la passeggiata a mare. Chiama un copritetto se, da terra e senza avvicinarti al molo, vedi un coppo fuori sede, se il pluviale bagna la facciata, o se il solaio gocciola. Chiama un idraulico se, a quel punto, l’acqua è stata in cantina e va svuotata da chi sa farlo. Chiama un elettricista, e chiedi il DM 37/08, se il quadro si è bagnato. Non chiedere di «passare dal lungomare a vedere i teli»: quel giro è il durante, ed è vietato dalla pagina comunale.
Al telefono, quando è il momento, bastano la zona, l’ora della cella, cosa vedi da dentro, e se l’acqua entra ancora. Una frase utile è «zona B, cella idrologica verde dalle 9, mareggiata ancora nell’avviso, coppo visibile dalla strada interna, non sono andato in passeggiata e non sono salito». A levante: «zona C, bacino grande ancora giallo, non sono sceso al porto». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.
Il filtro, se il danno è in alto e lo vedi senza esporti, è tetti a Genova. Il ponente e il levante non hanno, in questo elenco, una città diversa da Genova: il comune si legge sulla zona, poi si apre tetti e coperture e si guarda chi dichiara quell’area. Se l’acqua è stata in cantina, il mestiere è idraulica. Se il quadro è il problema, impianti elettrici. Il recapito sta sulla scheda.
Sei regioni, due colori Ieri, da dentro Acqua in cantina Dopo la pioggia Tetti a Genova Apri da Preventivo
Domande prima del telefono
Alle 9 a Genova posso andare in passeggiata a mare?
No. La zona B passa al verde idrologico dalle 9, sui bacini piccoli e medi. La pagina comunale, durante la mareggiata, vieta le passeggiate a mare, i moli, i pontili e le banchine. L’avviso delle 12:53 tiene l’onda da sud-ovest, periodo 7-9 secondi, su tutte le coste anche giovedì 22, con vento settentrionale fino a forte sulla zona B. Il verde dei rii non cancella quel messaggio.
La zona A è verde: il ponente è fuori pericolo?
La homepage segna nessuna allerta, e i bacini piccoli e medi sono verdi dalle 06. Lo stesso avviso meteorologico mette vento forte da sud-ovest sulla zona A e la mareggiata su tutte le coste, ponente compreso. Il verde idrologico non è un permesso a scendere al porto di Imperia o a Noli. Se un aggiornamento successivo rimette una cella gialla, vale quello.
Lo Spezzino è giallo fino alle 14 su tutti i corsi d’acqua?
No. In zona C i piccoli e i medi sono verdi dalle 11. I grandi restano gialli fino alle 13 e passano al verde dalle 14. Il monitoraggio delle 5:20 descrive piogge ancora moderate o localmente forti sul Tigullio e sullo Spezzino, in spostamento verso est. Un rio piccolo e il bacino dell’Entella non condividono la stessa ora. L’ordinanza comunale, se c’è, è un terzo foglio e non si deduce da questa tabella.
La mareggiata è un’allerta arancione?
No. Il Comune di Genova scrive che per il rischio mare non c’è una procedura di allertamento a colori. Ci sono i messaggi di ARPAL, validi sull’intera giornata. L’arancione delle prime ore e il giallo fino alle 8:59 sono la criticità idrologica. L’arancione dei temporali, sul bollettino nazionale dell’intera fase del 21, è l’altra scheda. Tre messaggi. Nessuno autorizza il molo.
ArtigianiVicino manda qualcuno a controllare il molo o il tetto?
No. Con l’onda annunciata non si percorre la passeggiata e non si sale sul tetto. Quando si può guardare da una strada interna e un coppo è fuori sede, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Gas e impianto elettrico, prima di riattivarli, li vede chi è abilitato al DM 37/08.
Poi apri l’elenco e chiama tu
Se, a rientro consentito e da una strada che non è il lungomare, vedi un coppo fuori sede, filtra tetti a Genova. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda. Non inoltriamo la richiesta. Se l’onda è sulla passeggiata o l’acqua è ancora in casa, la telefonata di adesso è verso le autorità. Se stai guardando il mare da una finestra al piano alto, il giro è finito senza chiamata.