Martedì 27 ottobre: giallo vento sulle nove zone della Puglia fino alle 14, e il bollettino nazionale è verde

Il foglio nazionale di ieri alle 14:02, per oggi, scrive nessuna allerta. Il messaggio della Puglia, protocollo 51, mette il giallo vento su tutte e nove le zone, dalle 00:00 per 14 ore. La vigilanza, nella stessa fase, scrive rinforzi fino a burrasca anche sui settori ionici di Basilicata e Calabria. Si resta dentro. ArtigianiVicino non diagnostica a distanza e non manda la richiesta.

Il verde delle 14:02 non è il vento

Il bollettino di criticità del 26 ottobre 2026, ore 14:02, ha due fasi. Per lunedì 26 scrive assenza di fenomeni significativi prevedibili e nessuna allerta. Per martedì 27 scrive la stessa frase: assenza di fenomeni significativi prevedibili e nessuna allerta. Non c’è un elenco di zone gialle, arancioni o rosse. La mappa, in quel foglio, non colora Bari, Foggia, Taranto, e non colora nemmeno il resto d’Italia.

Le avvertenze in calce allo stesso bollettino spiegano che cosa rappresenta quella mappa. È una sintesi dei centri funzionali decentrati. Per ogni zona mostra il livello più alto e, a parità di livello, dà priorità al rischio idraulico, poi ai temporali, poi all’idrogeologico. Il giallo, l’arancione e il rosso, in quelle avvertenze, sono i codici della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, agganciati alle indicazioni operative del 10 febbraio 2016. Idraulico, temporali, idrogeologico: sono le tre righe che sabato 24 riempivano zone di otto regioni. Oggi quelle tre righe, nel foglio delle 14:02, sono vuote. Il vuoto non è una frase sul vento.

Il vento di martedì sta in un altro foglio nazionale e in un messaggio regionale. Il bollettino di vigilanza meteorologica nazionale del 26 ottobre 2026, nella fase del 27, scrive venti forti settentrionali su Puglia e settori ionici di Basilicata e Calabria, con temporanei rinforzi fino a burrasca, e venti localmente forti settentrionali sul resto del sud peninsulare e sulla Sicilia occidentale. Precipitazioni di quella fase: nessun fenomeno significativo. Il mare: da molto mosso ad agitato lo Ionio al largo, molto mosso l’Adriatico meridionale. Una casa che legge solo il verde della criticità perde la burrasca, che è scritta accanto, non sotto.

Il colore che riguarda la Puglia, per il vento, è nel messaggio di allerta n. 1 del 26 ottobre 2026, protocollo PUGLIACFD/ALL/2026/51, della Sezione Protezione Civile della Regione Puglia. L’evento previsto per il 27 è una riga sola: venti forti settentrionali con temporanei rinforzi fino a burrasca. L’evento previsto per il 26, nello stesso messaggio, è nessuna allerta. Il messaggio cita la direttiva del 27 febbraio 2004, la D.G.R. 1571/2017, la D.G.R. 619/2026 sull’aggiornamento delle soglie per il rischio vento, la previsione sinottica e QPF del 26 ottobre, protocollo UIIA_SCFC-0048812, e il bollettino di criticità regionale n. 300, protocollo PUGLIACFD/BCR/2026/300. Dichiara la fase operativa di attenzione. Il giallo della tabella e la fase di attenzione sono due diciture dello stesso foglio. Una non cancella l’altra, e nessuna delle due è il verde nazionale.

Martedì 27 il bollettino nazionale di criticità è verde. Il messaggio pugliese è giallo vento, su nove zone, dalle 00:00 per 14 ore. I due fogli non si contraddicono: non misurano la stessa riga.

Nove zone, un solo giallo, quattordici ore

La tabella del messaggio, per domani 27 ottobre 2026, mette lo stesso riquadro su Puglia-A, Puglia-B, Puglia-C, Puglia-D, Puglia-E, Puglia-F, Puglia-G, Puglia-H e Puglia-I. Rischio: vento. Livello: giallo, ordinaria. Inizio: ore 00:00. Durata: 14 ore. Non c’è una zona lasciata fuori e non c’è una zona con un orario più corto. Sabato il giallo idraulico era un elenco corto dentro una regione. Oggi, in Puglia, il vento è l’elenco intero.

I nomi, come li stampa la mappa sinottica dello stesso messaggio, sono questi. Puglia-A: Gargano e Tremiti. Puglia-B: Tavoliere e bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle. Puglia-C: Puglia Centrale Adriatica. Puglia-D: Salento. Puglia-E: bacini del Lato e del Lenne. Puglia-F: Puglia Centrale Bradanica. Puglia-G: Basso Ofanto. Puglia-H: Sub-Appennino Dauno. Puglia-I: Basso Fortore. Bari si legge di solito in C. Foggia si legge di solito in B. Taranto si legge di solito in E. Il capoluogo non è il confine. Due vie dello stesso Comune possono toccare due nomi. Oggi il colore, se la mappa conferma che sei in una di queste nove, non cambia. Cambia la frase che dici dopo, al telefono.

La tabella delle cautele, sulle stesse nove sigle, descrive il vento giallo così: venti forti con raffiche di burrasca; possibile caduta di rami, cartelloni e oggetti non assicurati. Le cautele scritte sono due. Guidare con prudenza, specie i mezzi furgonati e telonati. Fissare vasi e oggetti sui balconi. «Non assicurati», in quella riga, sta insieme a rami e cartelloni: sono oggetti non fissati. Non è una frase sulla polizza della casa, e non è un invito a uscire per controllare se un vaso «è assicurato». Il fissaggio che il messaggio nomina è quello che si fa senza diventare, tu, l’oggetto che la raffica sposta.

Questo non è il vento del 13 ottobre. Quel giorno il messaggio n. 1 del 12 ottobre, protocollo PUGLIACFD/ALL/2026/42, teneva il giallo vento per 20 ore e, per sei ore, anche idrogeologico e temporali. La scheda raffiche del 13 ottobre legge quel foglio. Oggi la durata scritta è 14 ore, la riga è solo vento, e il bollettino nazionale di criticità non ha un giallo idraulico da importare sulla Calabria o sulla Sicilia. Usare le venti ore di due settimane fa, o il giallo di sabato letto in otto regioni, tre righe, sposta il civico su un giorno che non è questo.

Le 14 ore partono dalle 00:00. Non sono un via libera alle 14:00. La fase del 28, nello stesso bollettino di vigilanza, tiene ancora la burrasca su Puglia e sullo Ionio di Basilicata e Calabria.

Bari, Foggia e Taranto sono nel giallo. Lo Ionio no, non con quel protocollo

A Bari la zona solita è Puglia Centrale Adriatica. Il messaggio la mette nel giallo vento insieme alle altre otto, stesso inizio, stessa durata. Una casa sul lungomare non eredita un codice diverso perché vede l’Adriatico. Eredita C, se la mappa tiene il civico in C, e eredita il mare della vigilanza: Adriatico meridionale molto mosso. Il lungomare non è il posto da cui «vedere com’è il vento». La cautela del messaggio è in casa e alla guida, non sul molo.

A Foggia la zona solita è il Tavoliere, con i bassi bacini del Candelaro, del Cervaro e del Carapelle. La provincia, però, non è un solo nome. Gargano e Tremiti, Sub-Appennino Dauno e Basso Fortore sono A, H e I. Nel messaggio di oggi sono gialle come il Tavoliere. Il colore non divide il Foggiano. Il nome sì. «Foggia, giallo vento» è vero come città dentro la regione. È corto se la via è sul Gargano e al telefono servi il nome della zona. La caduta di rami, in quella tabella, vale sul Tavoliere e vale sul promontorio. Non si va sotto la chioma a «vedere se il giallo del Gargano è lo stesso del Tavoliere».

A Taranto la zona solita è i bacini del Lato e del Lenne. È Puglia-E, gialla per vento come il Salento e come la Bradanica. Lo Ionio davanti alla città è il mare della vigilanza, da molto mosso ad agitato al largo, non un secondo protocollo. Il giallo di E non autorizza una passeggiata sul waterfront per filmare l’onda, e non autorizza una scala sul tetto «perché l’allerta è solo vento, non pioggia». La fase del 27, in vigilanza, ha precipitazioni nulle. Un coppo si sposta anche senza una goccia. L’assenza di pioggia non è l’assenza di quota.

Fuori dal protocollo 51 il vento non sparisce. La vigilanza mette gli stessi rinforzi fino a burrasca sui settori ionici di Basilicata e Calabria. Quella frase non è Puglia-A e non è Puglia-I. Una casa a Reggio Calabria, sullo Stretto, non diventa gialla perché la Calabria è nominata nei settori ionici. Il settore non è il confine regionale. La mappa dice se il civico è in quella frase. Nel frattempo il comportamento, se la raffica è già sulla strada, è lo stesso: si resta dentro. Non si importa il numero di protocollo pugliese su un tetto calabrese per «avere un’allerta da citare», e non si sale perché il protocollo 51 non ti nomina.

«Localmente forti» è l’altra riga della stessa fase: resto del sud peninsulare e Sicilia occidentale. Napoli e Salerno stanno nel sud peninsulare. Non stanno nella burrasca scritta su Puglia e Ionio, e non stanno nel messaggio 51. Palermo si legge di solito sul versante nord-occidentale: la frase «Sicilia occidentale» si conferma sulla mappa, non con il nome del capoluogo. Catania, Siracusa e Messina non sono, in questa pagina, la Sicilia occidentale. Un coppo che sbatte in una via di Napoli si osserva da dentro lo stesso. Il codice che non c’è non è un permesso sul cornicione. È solo un codice che non c’è.

Milano, Torino, Bologna, Genova, Firenze e Roma non sono nella frase di vento del 27. Le minime, in quella fase, sono in locale sensibile diminuzione al Centro, specie su Sardegna, Toscana e Umbria, e in sensibile aumento sul Triveneto. Il calo non è un giallo. Non è un motivo per aprire il comignolo a Cagliari o a Firenze «già che la giornata è verde». Le ore di accensione, dove un’ordinanza le ha già scritte, si leggono su quell’ordinanza, a casa asciutta: a Milano stanno in otto ore il 15 ottobre. Il vento pugliese non diagnostica un termosifone spento a Torino.

Bari, Foggia e Taranto leggono una delle nove zone, tutte gialle per vento fino alla durata scritta. Reggio Calabria legge i settori ionici sulla mappa. Napoli e Palermo leggono «localmente forti», non il protocollo 51.

Cosa tiene la fase del 27, e cosa la fase del 28 non apre

Il bollettino di vigilanza del 26 ottobre ha tre fasi, in quest’ordine: 26, 27 e 28. La fase del 27 è il blocco di mezzo. Non è la pioggia di lunedì sulla Sicilia e non è la tendenza di mercoledì. Si legge per intero, perché il verde della criticità ha già tentato di riassumerla in una sola parola.

Precipitazioni del 27: nessun fenomeno significativo. Visibilità: nessun fenomeno significativo. Temperature: minime in locale sensibile diminuzione al Centro, specie su Sardegna, Toscana e Umbria, in sensibile aumento sul Triveneto. Venti: forti settentrionali su Puglia e settori ionici di Basilicata e Calabria, con temporanei rinforzi fino a burrasca; localmente forti settentrionali sul resto del sud peninsulare e sulla Sicilia occidentale. Mari: da molto mosso ad agitato lo Ionio al largo; molto mosso l’Adriatico meridionale. Non c’è un nome di perturbazione. Non ci sono chilometri orari. La frase che conta per il coppo è «rinforzi fino a burrasca», non un numero che una redazione aggiunge dopo.

La fase del 26, primo blocco dello stesso foglio, è ieri. Le piogge erano isolate, anche a rovescio o temporale, sulla Sicilia settentrionale e orientale, cumulati deboli. I venti erano tendenti a forti, a componente settentrionale, su Puglia e settori ionici, e localmente forti sulla Sardegna meridionale e sulla Sicilia occidentale. Lo Ionio tendeva ad agitato al largo. «Tendenti a forti» non è la frase di oggi. Oggi la burrasca è scritta. La pioggia siciliana di lunedì non si sposta su Bari per riempire un martedì che il bollettino lascia senza fenomeni significativi. E la Sardegna meridionale, in quella frase di ieri, non è la frase di vento del 27.

La fase del 28, terzo blocco, non apre il cantiere nel primo pomeriggio di martedì. Precipitazioni isolate, anche a rovescio o temporale, su Puglia meridionale e sui settori ionici della Calabria centro-meridionale, cumulati deboli. Temperature senza variazioni significative. Venti ancora forti settentrionali su Puglia e settori ionici di Basilicata e Calabria, con temporanei rinforzi fino a burrasca. Mari ancora da molto mosso ad agitato lo Ionio al largo, e Adriatico meridionale molto mosso. Il Salento è Puglia-D, quindi è dentro le 14 ore di martedì. «Puglia meridionale» nella fase del 28 è la frase della vigilanza, non un codice nuovo delle 14:01. Una gronda da pulire «nel buco tra le 14 e la pioggia di mercoledì» è un lavoro in quota dentro una burrasca che il foglio di lunedì ha già scritto per il giorno dopo.

Un bollettino emesso martedì, di norma nel pomeriggio, sostituisce sia la fase del 27 sia la fase del 28. Finché non c’è, la durata delle 14 ore e la burrasca del 28 si leggono insieme. Non si sceglie la frase più comoda. Non si sale alle 14:05 perché il riquadro regionale ha esaurito le ore e il verde nazionale era già vero all’alba. Il verde era vero anche alle 3 di notte, e il giallo vento anche. Convivevano. Alle 14 convive, con la fase del 28, un vento che il Dipartimento non ha ancora spento.

Da dentro, per tutta la durata, anche dove il verde è l’unico colore nazionale

Sulla pagina «In caso di venti e mareggiate» il Dipartimento chiede, in casa, di sistemare e fissare gli oggetti che le raffiche possono trasportare: vasi e altri oggetti su davanzali e balconi, antenne, coperture e rivestimenti di tetti sistemati in modo precario. All’aperto chiede di evitare le zone esposte, perché può cadere anche un oggetto piccolo, e di evitare con particolare attenzione aree verdi e strade alberate. In città chiede di moderare la velocità o fare una sosta, soprattutto in uscita da gallerie e sui viadotti, e ricorda che furgoni, mezzi telonati e caravan offrono al vento una superficie grande. È la stessa cautela che il messaggio pugliese stampa in una riga: furgonati e telonati, vasi sui balconi.

Il fissaggio utile, con la raffica già in corso, è quello che resta al chiuso. Il messaggio è partito alle 00:00. Se i vasi sono ancora sul balcone a metà mattina, una sortita «di un minuto, perché il verde nazionale c’è» è uscire dentro le 14 ore. Una pausa tra due raffiche non chiude la durata scritta. Il Dipartimento non scrive di uscire quando il colore nazionale è verde. Scrive di fissare prima, e di evitare le zone esposte durante.

  1. La riga, prima del verde. Criticità delle 14:02 del 26: nessuna allerta per il 27. Vigilanza, fase del 27: burrasca su Puglia e settori ionici. Messaggio 51: giallo vento, nove zone, 00:00, 14 ore. Il verde non spegne le altre due frasi.
  2. Persiane da dentro. Chiudi le ante. Se il fermo è interno, aggancialo. Se la persiana sbatte fuori e il nottolino è sul balcone, non esci a prenderlo. Il rumore si sopporta. Il passo fuori, con raffiche di burrasca scritte, no.
  3. Solo ciò che è già a portata, senza un passo fuori. Un vaso sul davanzale interno, una sedia già nel vano. Se per arrivarci devi stare sul balcone, il controllo è finito. Lo dirai dopo come oggetto ancora fuori, non come impresa compiuta.
  4. Foto da una stanza. Coppo fuori sede visto dalla finestra di fronte o dalla strada al riparo, antenna inclinata, unità esterna spostata, telo di un ponteggio. Ora e lato della casa. Non apri la portafinestra per inquadrare meglio.
  5. Tetto e antenna non si toccano in queste ore. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 107, chiama lavoro in quota l’attività con rischio di caduta da più di 2 metri rispetto a un piano stabile. L’art. 111, comma 7, fa eseguire i lavori temporanei in quota soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. È la regola di chi manda una squadra. Non è un permesso a salire con la scala di casa perché il bollettino nazionale è verde.
  6. Ramo, cavo, ponteggio. Non sostare sotto chiome, cornicioni, impalcature, cartelloni. Un ramo sulla carreggiata non si sega dalla tua scala: è un pericolo sulla via pubblica. Un cavo abbassato non si scosta con un manico. Si sta lontani e si avvisa. Il telo di un cantiere che sbatte lo dici all’amministratore e all’impresa. Non sali a rifare i legacci.

Non camminare sui coppi, non spostare una tegola, non appoggiare una scala al cornicione, non seguire una persiana nel vuoto. Il verde nazionale non è un meteo da cantiere. In quota, a vento non più nella frase, ci va chi ha le protezioni.

Sotto queste 14 ore il tetto, il molo e il cavo restano fermi

Per tutta la durata scritta sul messaggio 51, e per tutto il tempo in cui la vigilanza tiene la burrasca sulla tua zona anche fuori da quel messaggio, non entra una scala, un passo sul balcone, uno spostamento di coppi, uno stasamento della gronda dal terrazzo. La gronda piena di foglie, in un giorno senza questa frase, si legge da terra in grondaie a fine settembre. Oggi, se un ramo ci è finito sopra, si fotografa da dentro. Non si sale a toglierlo «prima della pioggia di mercoledì», perché la fase del 28 ha piogge deboli e ha ancora la burrasca.

L’impalcatura è tra le cose che un vento di questa classe può spostare, insieme a teli, pali e vasi. Finire «due metri di ponteggio entro mezzogiorno, tanto il nazionale è verde» è lavorare in quota dentro un giallo vento già adottato alle 00:00. Il ponteggio si lascia. Si guarda da dentro se un telo sbatte. In condominio il tetto e, di regola, le antenne destinate all’uso comune non sono il balcone del singolo piano: lo ricorda l’art. 1117, numeri 1 e 3, del codice civile. Sistemare la parte comune durante la raffica non è un favore al palazzo. È un incidente su una parte che non è tua da scalare.

Non si va sul molo a Bari o a Taranto a vedere l’Adriatico molto mosso o lo Ionio agitato al largo. Non si attraversa un viale alberato per spostare l’auto «di un isolato più sicuro» se per farlo devi stare sotto i rami che il messaggio dice possono cadere. Non si riattacca un salvavita per avere luce in un locale che non c’entra: oggi la vigilanza non scrive temporali. Se però un cavo è a terra, o senti odore di bruciato dopo uno schianto sulla linea, il quadro non si usa come prova. Si sta lontani. Il riarmo a quadro asciutto, dopo un temporale vero, è un’altra scheda, salvavita dopo il temporale. Quel 10 ottobre non è il vento di oggi.

Non chiedere un prezzo chiuso «entro le 14, così il coppo è a posto prima che scada l’allerta». Le 14 non sono una scadenza di cantiere. Sono la durata scritta di un giallo, e la fase del 28 tiene il vento. Una sigillatura, una tegola e un’intera falda non sono lo stesso intervento, e una ditta può non arrivare mentre la raffica è la frase in vigore. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questo vento non è una domanda di detrazione. Il percorso, a casa agibile e con il cantiere definito, sta in Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda della ditta. Lo componi tu, dopo.

Quando la scheda della ditta torna utile

Durante le 14 ore, se un ramo blocca la strada, un cornicione cede o qualcuno è ferito, la telefonata è verso il 112 e verso le autorità indicate dal Comune. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Sulla pagina del Dipartimento il Contact Center è 800 840 840 e il centralino è 06 68201. Sono numeri del Dipartimento, non linee di questo sito. Limitare il cellulare quando c’è un’emergenza in corso vale anche per non occupare la linea con un preventivo.

La ditta torna nel discorso quando la raffica non è più la frase che ti tiene in casa, le autorità non stanno chiedendo di restare dentro, e un bollettino più nuovo non ha tenuto la burrasca sulla tua zona. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi una tegola o una lastra fuori sede, se il pluviale è stato spostato e bagna la facciata, o se il solaio segna dopo che un coppo si è mosso. Chiama chi lavora in quota sugli alberi se un ramo è rimasto appoggiato alla falda o al muro e non è un fuscello che raccogli dal cortile senza scala. Il taglio in quota non si improvvisa perché il ramo «è già mezzo giù».

Chiama un elettricista, e chiedi l’abilitazione DM 37/08, se un cavo del palazzo è stato strappato, se il quadro ha preso un colpo, o se senti odore di bruciato. Non è un bollino di questo sito: è l’abilitazione sul lavoro. Se il vento ha inclinato o ammaccato l’unità esterna, non aprire il circuito del refrigerante. Chi maneggia quel gas ha l’abilitazione F-GAS, e ci arriva quando la macchina è raggiungibile da terra senza salire durante la raffica. Spostare da solo la staffa «per rimetterla in bolla» è un lavoro in quota e, se il circuito si è aperto, è anche un circuito che non ti compete.

Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città e, se la sai, la zona, il fatto che il 27 è giallo vento e non un giallo idraulico, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se qualcosa è ancora in movimento. Una frase utile a Bari è «Puglia Centrale Adriatica, messaggio 51, giallo vento fino alle 14, tegola visibile dalla strada, non sono salito». Una frase utile a Foggia, se la mappa ti mette sul Gargano, è «Gargano e Tremiti, stesso giallo, ramo sulla falda, foto dalla finestra». Una frase utile a Taranto è «bacini del Lato e del Lenne, coppo fuori sede, Ionio visto da dentro, non sono sul molo». Una frase utile a Reggio Calabria è «non sono nel protocollo 51, la vigilanza nomina i settori ionici, antenna inclinata, non sono uscito». Una frase utile a Napoli è «localmente forti, non giallo pugliese, persiana scardinata, foto da dentro». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.

Il filtro, se la tegola è fuori sede o il pluviale bagna la facciata, è tetti e coperture. A Bari l’elenco è tetti a Bari. A Foggia è tetti a Foggia. A Taranto è tetti a Taranto. A Reggio Calabria, per la frase ionica della vigilanza e non per il protocollo 51, è tetti a Reggio Calabria. A Palermo, se la mappa ti tiene nella Sicilia occidentale della vigilanza, è tetti a Palermo. A Napoli, nella riga «localmente forti», è tetti a Napoli. Un ramo che pende, a rientro possibile, è giardini e esterni. Un cavo o un quadro è impianti elettrici. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.

Raffiche del 13 Sabato, tre righe Dopo la pioggia Elenco tetti Apri da Preventivo

Domande prima del telefono

Il verde del 27 ottobre vuol dire che in Puglia non c’è allerta?

No. Il bollettino delle 14:02 del 26 ottobre, per martedì 27, scrive assenza di fenomeni significativi prevedibili e nessuna allerta. Le avvertenze di quel foglio parlano di rischio idraulico, temporali e idrogeologico. Il vento sta nella vigilanza dello stesso giorno e nel messaggio n. 1 del 26 ottobre, protocollo PUGLIACFD/ALL/2026/51: giallo ordinaria, dalle 00:00 per 14 ore, su tutte e nove le zone. Il verde e il giallo, in questi due documenti, descrivono righe diverse. Tenerne uno solo fa salire qualcuno su un tetto che l’altro foglio ha già chiuso.

Alle 14 si può salire sul tetto?

No. La tabella regionale scrive inizio alle 00:00 e durata 14 ore. È l’orario del codice, non la fine fisica della raffica e non un permesso di quota. La fase del 28, nello stesso bollettino di vigilanza, tiene venti forti settentrionali su Puglia e settori ionici di Basilicata e Calabria, con temporanei rinforzi fino a burrasca, e piogge deboli e isolate su Puglia meridionale e sui settori ionici della Calabria centro-meridionale. Un bollettino emesso martedì sostituisce queste frasi. Fino ad allora il tetto resta chiuso, a Bari come sul settore ionico che la mappa ti assegna.

Bari, Foggia e Taranto sono tutte nello stesso giallo?

Come colore e come orario, sì. A, B, C, D, E, F, G, H e I sono giallo vento, 00:00, 14 ore. Bari si legge di solito in Puglia Centrale Adriatica, Foggia nel Tavoliere, Taranto nei bacini del Lato e del Lenne. Gargano e Tremiti, Sub-Appennino Dauno e Basso Fortore sono altri nomi della provincia di Foggia, e oggi non hanno un colore più chiaro. Hanno un nome da dire. La via si conferma sulla mappa del messaggio. «Tutta la Puglia» è vero in questo foglio. Resta falso come sostituto del nome della zona.

La burrasca sullo Ionio è il messaggio della Puglia?

No. Il protocollo 51 copre le nove zone pugliesi e cita il bollettino regionale n. 300. I settori ionici di Basilicata e Calabria sono nella vigilanza nazionale, fase del 27, con gli stessi rinforzi fino a burrasca, e tornano nella fase del 28. Reggio Calabria, sullo Stretto, non copia Puglia-E perché il mare davanti a Taranto si chiama Ionio. Il resto del sud peninsulare e la Sicilia occidentale sono «localmente forti». Napoli non è il giallo pugliese. Palermo si conferma sulla mappa prima di usare la frase «Sicilia occidentale». In tutti questi casi il cornicione, se la raffica c’è, resta vietato lo stesso.

ArtigianiVicino manda un copritetto durante il vento?

No. Ramo sulla strada, cornicione che cede, persona ferita: 112 e autorità del Comune. L’800 840 840 è il Contact Center stampato sul sito del Dipartimento, non una linea di ArtigianiVicino. Quando la frase del vento non ti tiene più in casa e dalla strada vedi una tegola fuori sede, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Un cavo o un quadro lo vede chi è abilitato al DM 37/08. Il refrigerante dell’unità esterna, se il circuito va aperto, lo vede chi è abilitato F-GAS.

Martedì 27 ottobre 2026. Criticità nazionale delle 14:02 del 26, vigilanza dello stesso giorno, messaggio PUGLIACFD/ALL/2026/51. Il verde non sostituisce la zona di vento.
Dove Cosa è scritto per il 27 Cosa non autorizza
Puglia-A fino a Puglia-I Giallo vento, ordinaria, dalle 00:00 per 14 ore. Fase operativa di attenzione Non è un giallo idraulico. Non è il verde nazionale. Non finisce il vento alle 14:00
Bari, Foggia, Taranto Di solito C, B ed E. Oggi tutte e nove le zone hanno lo stesso giallo Il nome della città non sostituisce la zona. Il lungomare non è un punto di osservazione
Settori ionici di Basilicata e Calabria Vigilanza: forti settentrionali con rinforzi fino a burrasca. Ionio al largo da molto mosso ad agitato Non è il protocollo 51. Reggio Calabria si legge sulla mappa, non sul confine regionale
Resto del sud peninsulare e Sicilia occidentale Vigilanza: localmente forti settentrionali Napoli e, se la mappa conferma, Palermo non ereditano il giallo pugliese. Il cornicione resta chiuso
Fase del 28, stesso bollettino Burrasca ancora su Puglia e Ionio. Piogge deboli e isolate su Puglia meridionale e Calabria ionica centro-meridionale Non è una finestra di scala tra le 14 e mercoledì. Un bollettino nuovo sostituisce il foglio
Centro, Sardegna, Toscana, Umbria, nord Nessun vento in questa frase. Minime in calo locale al Centro, specie Sardegna, Toscana e Umbria Il calo non è un codice. Non si apre il comignolo perché la Puglia è gialla e Milano no

Poi apri l’elenco e chiama tu

Se, quando la raffica non è più la frase che ti tiene in casa, dalla strada vedi una tegola fuori sede o il pluviale bagna la facciata, apri tetti e coperture e leggi la scheda. A Bari, a Foggia e a Taranto la zona di oggi è nel messaggio 51: il recapito, se c’è, sta sull’elenco di quella città. A Reggio Calabria il motivo è la vigilanza sui settori ionici, non il giallo pugliese. A Napoli e a Palermo la riga è «localmente forti». Se un ramo è sulla carreggiata o qualcuno è ferito, la telefonata di adesso è verso il 112 e verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo sentendo la persiana da una stanza con le ante chiuse, il giro è finito senza chiamata.

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