Sabato 24 ottobre: giallo su zone di otto regioni, e la riga idraulica solo sul Tirreno calabrese

Il foglio nazionale di ieri pomeriggio, nella fase di oggi, tiene l’allerta gialla su zone di Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. L’unica riga idraulica è sui quattro versanti tirrenici della Calabria, che hanno anche temporali e idrogeologico. Sulle due isole maggiori la vigilanza scrive rinforzi di burrasca. Si resta dentro. ArtigianiVicino non diagnostica a distanza e non manda la richiesta.

Otto nomi, un solo giallo, tre righe diverse

Il bollettino di criticità del 23 ottobre 2026, aggiornamento delle ore 15:30, nella fase che chiama «domani, sabato 24 ottobre 2026», non ha arancione e non ha rosso. Ha tre diciture di ordinaria criticità, quindi tre gialli, e non le mette sulle stesse zone. La prima è il rischio idraulico. La seconda è il rischio temporali. La terza è il rischio idrogeologico. Il titolo che gira in queste ore, «giallo su otto regioni», è la sintesi della home del Dipartimento: Umbria, Abruzzo, Molise e settori di Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. La sintesi è vera come elenco di regioni toccate. È corta come descrizione del civico.

Le avvertenze in calce allo stesso bollettino richiamano la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 e le indicazioni operative del 10 febbraio 2016. Il giallo è criticità ordinaria. L’arancione è criticità moderata. Il rosso è criticità elevata. Il bollettino nazionale è una sintesi dei centri funzionali decentrati. La zona di allerta non coincide con il confine della regione. A parità di livello la mappa mostra prima il rischio idraulico, poi i temporali, poi l’idrogeologico. Oggi, sul Tirreno calabrese, le tre righe sono allo stesso giallo: il pallino può essere l’idraulico. Il pallino non cancella le altre due righe, che stanno nel testo, sullo stesso elenco di quattro zone.

Per i temporali le indicazioni del 2016 non prevedono il rosso, perché quello scenario sta già nel rosso idrogeologico. L’assenza di un rosso temporali, oggi, è quella regola. Il livello scritto è ordinario. Una casa sul versante tirrenico della Calabria legge tre righe gialle, non un foglio vuoto e non un’allerta su tutta la Calabria. Una casa a Perugia legge la riga dei temporali. Una casa a Cagliari, in questo bollettino di criticità, non legge un colore: legge il vento della vigilanza. Il nome della regione, in un titolo, non sposta il civico dentro la zona.

Nello stesso bollettino la fase di venerdì 23 ottobre tiene il giallo su tre zone toscane, Lunigiana, Serchio-Garfagnana-Lima e Versilia, per temporali e per rischio idrogeologico. Quella fase è ieri. La scheda tre zone, dalle 17 legge quel foglio. Questa legge la fase del 24. Un bollettino ancora più nuovo, se esce sabato, sostituisce anche queste frasi. La fase che conta per il tetto di oggi è il 24.

Sabato 24 il giallo nazionale, in quel bollettino, tocca zone di otto regioni. La riga idraulica è una sola: i quattro versanti tirrenici della Calabria. La mappa, a parità di giallo, può mostrare solo l’idraulico.

Chi ha l’idraulico, chi ha il temporale, chi ha la frana

La riga idraulica, ordinaria, è scritta solo in Calabria e solo su quattro nomi: Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Settentrionale. Idraulico, in quel lessico, è il superamento dei livelli nei corsi d’acqua, con possibili danni a persone, beni o infrastrutture. Non è un invito a scendere sull’argine a vedere «se è solo giallo». Il giallo idraulico è già il motivo per restare lontani dal fiume, dal sottopasso e dal piano interrato.

Le stesse quattro zone calabresi stanno anche nella riga dei temporali e nella riga idrogeologica. È l’unico tratto del foglio in cui le tre criticità coincidono. Chi abita su quel versante non sceglie la riga più comoda. Se la mappa colora l’idraulico, il temporale e la frana restano nel testo. Tegola, fosso e piena del corso d’acqua possono arrivare nello stesso pomeriggio.

La riga dei temporali è la più lunga. In Abruzzo nomina Marsica, Bacino Basso del Sangro, Bacini Tordino Vomano, Bacino Alto del Sangro, Bacino del Pescara e Bacino dell’Aterno. In Basilicata nomina Basi-A1, Basi-B, Basi-A2, Basi-D e Basi-C. In Calabria ripete i quattro versanti tirrenici. Nel Lazio nomina Bacino del Liri, Bacini Costieri Sud, Aniene e Appennino di Rieti. In Molise nomina Frentani-Sannio-Matese, Litoranea e Alto Volturno-Medio Sangro. In Puglia nomina Tavoliere con i bassi bacini del Candelaro, del Cervaro e del Carapelle, Gargano e Tremiti, Basso Fortore, Puglia Centrale Bradanica, Basso Ofanto, Sub-Appennino Dauno e Puglia Centrale Adriatica. In Sicilia nomina il Nord-Orientale versante ionico, il Nord-Orientale versante tirrenico e isole Eolie, e il Centro-Settentrionale versante tirrenico. In Umbria nomina Medio Tevere, Chiascio-Topino, Alto Tevere, Trasimeno-Nestore, Nera-Corno e Chiani-Paglia.

La riga idrogeologica è più corta della riga dei temporali, e questo è il punto che un titolo da otto regioni perde. Ci sono l’Abruzzo, con gli stessi sei bacini della riga temporalesca. C’è la Calabria tirrenica. C’è il Molise, ma solo Frentani-Sannio-Matese e Litoranea: Alto Volturno-Medio Sangro resta nella riga dei temporali e non passa in quella idrogeologica. C’è la Puglia, con gli stessi nomi della riga temporalesca. C’è la Sicilia, con le stesse tre zone. Non ci sono, in questa fase, Basilicata, Lazio e Umbria. L’assenza della riga non svuota il temporale. Un fosso in Umbria, durante il giallo temporali, si guarda da dentro. Non si va a «verificare che l’idrogeologico non c’è».

«Otto regioni gialle» non è il foglio. Il foglio ha tre elenchi. Solo il Tirreno calabrese sta in tutti e tre. L’Umbria sta nei temporali. L’Alto Volturno sta nei temporali e non nell’idrogeologico.

Pescara, Bari, Perugia e Messina si leggono sulla zona, non sul titolo

Pescara si legge di solito nel Bacino del Pescara. Quel nome è nella riga dei temporali e in quella idrogeologica. Non è nella riga idraulica. Una casa a Pescara, oggi, ha due gialli e non ne ha tre. Il mare davanti alla città non copia la riga idraulica della Calabria. Il bacino, se la mappa conferma il civico, basta per restare giù dal tetto e lontani dal sottopasso.

Bari si legge di solito in Puglia Centrale Adriatica. Foggia si legge di solito nel Tavoliere, con i bassi bacini del Candelaro, del Cervaro e del Carapelle. Quei due nomi sono sia nei temporali sia nell’idrogeologico. Taranto non compare in quell’elenco di zone. Il nome «Puglia» sulla home del Dipartimento dice «settori». Un civico ionico si guarda sulla mappa, e una pioggia sulla città, se arriva, si tratta da dentro anche quando il codice di Bari non è il tuo.

Perugia si legge di solito nel Medio Tevere. Il Medio Tevere è nella riga dei temporali, insieme alle altre cinque zone umbre scritte nel bollettino. L’Umbria di questa fase non ha la riga idrogeologica e non ha la riga idraulica. Il temporale resta. Una previsione che nel pomeriggio parla di schiarite sull’Umbria non spegne la riga già adottata alle 15:30 di ieri. Il cielo aperto a metà giornata non è una finestra da scala.

Messina sta tra due nomi che il bollettino mette entrambi nel giallo, temporali e idrogeologico: Nord-Orientale versante ionico, e Nord-Orientale versante tirrenico con le Eolie. Il Centro-Settentrionale versante tirrenico è la terza zona siciliana della stessa riga. Palermo si legge di solito sul Nord-Occidentale, Catania sul Simeto, Siracusa sul Sud-Orientale ionico. Quei nomi non sono nell’elenco giallo di questo bollettino. La mappa conta più della provincia. Un rovescio su una via di Palermo, se c’è, si guarda dalla finestra lo stesso: l’assenza del codice non è un permesso sul cornicione mentre grandina.

Nel Lazio la riga dei temporali nomina il Bacino del Liri, i Bacini Costieri Sud, l’Aniene e l’Appennino di Rieti. Latina si legge di solito nei Bacini Costieri Sud. L’Aniene è la zona a est, non l’etichetta di ogni civico del Comune di Roma. La zona che si chiama Roma non è in questa riga. Bacini Costieri Nord e Medio Tevere laziale non ci sono. «Lazio giallo» non colora il centro di Roma. Se la mappa mette il civico in Aniene, la riga è quella, ed è solo temporalesca.

Reggio Calabria guarda lo Stretto. I quattro nomi idraulici sono versanti tirrenici. La città non eredita la riga idraulica perché la regione si chiama Calabria. Napoli e Salerno non compaiono nelle righe gialle del 24: la Campania non è tra le otto. Firenze, Prato e Livorno erano un’altra fase, quella di ieri, e ieri il giallo toscano era su tre zone diverse da Arno-Firenze. Milano, Torino, Bologna e Genova non sono in questo elenco di criticità. Il nord-ovest, nella vigilanza, ha un calo delle minime. Il calo non è un codice colore e non è un motivo per aprire il comignolo.

Pescara, Bari, Foggia, Perugia, Messina e, se la mappa lo conferma, Latina leggono una zona di questo bollettino. Roma-zona, Napoli, Reggio Calabria, Taranto, Palermo, Catania e Siracusa, in questi elenchi, sono altri nomi.

La burrasca è sulla vigilanza. I chilometri orari di una redazione non sono il foglio

Il bollettino di vigilanza meteorologica nazionale del 23 ottobre 2026 ha tre fasi, in quest’ordine: 23, 24 e 25. La fase del 24 è il secondo blocco. Non è la pioggia di venerdì e non è la tendenza di domenica.

Precipitazioni del 24: sparse, anche a rovescio o temporale, sui settori centro-orientali di Abruzzo e Molise e sulla Puglia settentrionale, con cumulati generalmente moderati. Da isolate a sparse, anche a rovescio o temporale, su Friuli Venezia Giulia, Romagna, Toscana orientale, Umbria orientale, Marche, Lazio orientale e meridionale, restanti zone di Abruzzo e Molise, Campania, Basilicata settentrionale, Puglia centrale, settori tirrenici di Calabria e della Sicilia centro-orientale, con cumulati da deboli a puntualmente moderati. Isolate, anche a rovescio o temporale, su Trentino Alto Adige, Veneto settentrionale e costiero, pianura romagnola, Toscana meridionale, restanti zone di Umbria e Lazio, restanti zone di Basilicata, Calabria e Puglia, e sulla Sicilia orientale, con cumulati deboli.

La Campania è in quella frase di mezzo, da deboli a puntualmente moderati. Napoli può prendere pioggia e restare fuori dal giallo di criticità. Le due cose stanno insieme. Non si importa la riga idraulica calabrese su un civico campano perché il cumulato è «puntualmente moderato», e non si sale sul tetto a Napoli perché «non c’è il colore». Il rovescio, se è sulla strada, si tratta da dentro. Il codice dice la fase adottata. L’acqua in casa non aspetta che il pallino diventi il tuo.

Venti del 24: forti nord-occidentali sulla Sardegna, in estensione a Sicilia, Calabria e settori tirrenici del centro-sud, con locali rinforzi di burrasca sulle due isole maggiori. Forti settentrionali sui settori alpini occidentali, in attenuazione. Tendenti a forti settentrionali sul Golfo di Trieste. Mari: molto mossi i bacini occidentali e meridionali, agitati il Mar di Sardegna e il Tirreno centro-meridionale. Temperature: in ulteriore sensibile calo le minime sul nord-ovest. Visibilità: nessun fenomeno significativo.

La burrasca scritta sulle due isole maggiori è il vento di sabato, non un optional della Sicilia gialla. La Sardegna non è nell’elenco di criticità del 24 e ha lo stesso rinforzo. Cagliari e Sassari non ereditano il giallo di Messina. Ereditano la frase sul vento e il mare agitato. Una tegola da fissare «prima che arrivi il rovescio» è un lavoro in quota dentro la burrasca. Il vaso sul terrazzo, se è già fuori e il vento è già teso, non si insegue. Si guarda da dentro se una persiana sbatte.

Il bollettino di vigilanza non dà un nome alla perturbazione e non scrive i chilometri orari. Una previsione di meteo.it delle ore 6:00 del 24 ottobre chiama Austen la perturbazione atlantica in transito tra il Canale della Manica e il Mare del Nord, e scrive raffiche fino a 80-90 km/h sui mari di ponente e sulle isole maggiori. La stessa previsione nomina una seconda tempesta, Boelo, con venti fino a 150 km/h sull’Europa nord-occidentale: la coda, scrive, lambirebbe domenica l’Italia centro-settentrionale con piogge concentrate sulla barriera alpina. Quei nomi e quei chilometri non sono frasi del Dipartimento. I 150 km/h non sono una raffica sul tetto di Cagliari. La frase che conta per il coppo è «locali rinforzi di burrasca» sulle due isole maggiori, nel bollettino di vigilanza, fase del 24.

Trieste legge l’altra frase di vento: settentrionali tendenti a forti sul Golfo. Il Friuli Venezia Giulia è nella vigilanza delle precipitazioni, da deboli a puntualmente moderati, e non è tra le otto regioni della criticità di sabato. Il giallo di ieri sui due bacini friulani è un altro foglio, letto in due bacini, non cinque regioni. Oggi il Golfo forte non è un orario da cornicione, e non è l’arancione di giovedì.

La fase del 25, terzo blocco dello stesso foglio, non apre il cantiere all’alba di domenica. Precipitazioni da isolate a sparse, anche a rovescio o temporale, su Puglia, Basilicata ionica, Calabria, Sicilia occidentale e settentrionale e Sardegna sud-occidentale, con cumulati da deboli a puntualmente moderati. Venti forti nord-occidentali ancora su Sardegna, Sicilia e Calabria, e localmente forti settentrionali su Puglia e sui restanti settori adriatici. Mari molto mossi sui bacini occidentali e meridionali, e localmente molto mosso l’Adriatico centro-meridionale. Domenica mattina, con il giallo di sabato alle spalle sul calendario, il vento sulle isole è ancora la frase scritta. Non è una scadenza per chiudere la falda «stanotte, così domani è a posto».

Il calo delle minime sul nord-ovest non è la diagnosi del termosifone. Le ore di Milano e lo stop di Torino stanno in otto ore a Milano e in termosifoni spenti a Torino. Non si accende una stufa per compensare un giallo temporalesco al sud. Non si sale sul comignolo perché la minima scende a Milano, che in questo bollettino di criticità non ha un colore. Un calorifero freddo a metà giornata, in una città con un orario già scritto, si legge su quell’ordinanza, a casa asciutta.

Da dentro, per tutta la fase, anche dove il colore manca e il vento c’è

La pagina del Dipartimento «Rischio meteo-idro. Sei preparato?» separa il prima dal durante. Vale sulle zone gialle di oggi e vale anche dove la vigilanza scrive pioggia o burrasca senza quel codice: la Sardegna, la Campania, il Golfo di Trieste, un civico di Roma fuori dall’Aniene. Il codice dice la fase adottata. Il rovescio e la raffica, se ci sono, si trattano da dentro lo stesso.

Prima, con l’allerta già nota e l’acqua ancora fuori, la pagina chiede di seguire le misure del Comune, di non dormire nei seminterrati e di evitarli, di proteggere i locali al piano strada e di chiudere le porte di cantine e garage solo se non ti esponi. Spostare l’automobile, in quella lista, può essere pericoloso. Se devi uscire, il percorso evita le zone allagabili. Sul Tirreno calabrese la riga idraulica rende quella precauzione la prima, non un’appendice del temporale.

Se l’acqua è già nell’edificio, i verbi cambiano. Non si scende in cantina, seminterrato o garage per mettere in salvo i beni. Non si esce per l’automobile. Dal piano terra o da sotto, si sale. L’ascensore si evita. Si aiutano anziani e persone con disabilità che sono già nell’edificio. Gas chiuso e impianto elettrico disattivato, e mani o piedi bagnati che non toccano impianti e apparecchi. L’acqua del rubinetto non si beve. Il cellulare si limita, per lasciare le linee ai soccorsi. Durante un’alluvione, scrive la pagina, l’acqua può salire anche di uno o due metri in pochi minuti. In casa i punti che si allagano prima sono cantine, seminterrati e piani terra. Fuori, sottopassi, argini, ponti, strade in pendenza e le zone più basse.

Il dopo non coincide con la mezzanotte di sabato e non coincide con «domenica il vento è solo forte, non più di burrasca». Si seguono le autorità prima di rientrare, di spalare il fango o di svuotare le cantine. Le strade ancora allagate non si attraversano. Dove l’acqua si è ritirata, il fondo può cedere. Gas e impianto elettrico si riattivano se puoi verificarlo; se serve, si chiede il parere di un tecnico. Prima degli scarichi, la pagina chiede di sapere se fognature, fosse e pozzi sono integri. Il rubinetto torna bevibile quando un’ordinanza comunale non lo vieta. Il cibo che ha toccato l’acqua dell’alluvione non si mangia. Una soglia già letta in un altro giorno sta in acqua in cantina dopo l’allerta del 12 ottobre. Quel 12 ottobre non è il Bacino del Pescara di oggi.

Sulla pagina del bollettino il Dipartimento stampa il Contact Center 800 840 840 e il centralino 06 68201. Sono numeri del Dipartimento, non linee di ArtigianiVicino. Con l’acqua che sale in casa, la telefonata di adesso è verso le autorità indicate dal Comune. Limitare il cellulare, come chiede la pagina quando l’alluvione è in corso, vale anche per non occupare la linea con un preventivo.

  1. La riga, prima del titolo. Bollettino delle 15:30 del 23, fase del 24. Idraulico solo sui quattro versanti tirrenici della Calabria. Temporali su zone di otto regioni. Idrogeologico su un elenco più corto: manca l’Umbria, manca il Lazio, manca la Basilicata, e in Molise manca l’Alto Volturno. «Otto regioni» non dice quale riga è la tua.
  2. Il vento si chiude da dentro. Burrasca locale sulle due isole maggiori, mare agitato sul Mar di Sardegna e sul Tirreno centro-meridionale. Persiane e oggetti leggeri si sistemano solo se il percorso è già al chiuso. Un vaso che vola non si riprende dal terrazzo.
  3. Sul Tirreno calabrese, piano alto. Tre righe gialle. La pagina del Dipartimento chiede di non dormire nei seminterrati. Se la sera ti trova già lì e l’acqua non è ancora entrata, sali prima che la soglia cambi. L’ascensore resta fermo anche per questo spostamento.
  4. Finestra, non cornicione. Tegola fuori sede vista dalla strada, ramo sulla falda, pluviale che bagna la facciata: una foto da dentro. La burrasca scritta sulla Sardegna e sulla Sicilia non è un motivo per uscire a tenere un telo.
  5. Quadro, solo se è asciutto e non lo tocchi bagnato. Con l’acqua in casa la pagina del Dipartimento dice di chiudere il gas e di disattivare l’impianto. Se il quadro è umido, o senti odore di bruciato dopo un fulmine, non lo riarmi per avere luce in cantina. Il riarmo a quadro asciutto, a fenomeno finito, sta in salvavita dopo il temporale. Il tecnico, dopo, è chi ha l’abilitazione DM 37/08.
  6. Unità esterna e ramo, dopo. Se la grandine ha colpito la macchina del clima, il circuito del refrigerante non si apre da solo. Chi maneggia quel gas ha l’abilitazione F-GAS, e ci arriva quando la macchina è raggiungibile da terra in sicurezza. Un albero che pende sulla falda resta dov’è finché qualcuno può lavorarci senza scala appoggiata durante la fase. Il filtro, a rientro consentito, è giardini e esterni.
Fase del 24 ottobre 2026. Criticità nazionale delle 15:30 del 23 e vigilanza dello stesso giorno. Il cumulato non sostituisce la zona.
Dove Riga del 24 Cosa leggere insieme
Calabria, quattro versanti tirrenici Giallo idraulico, giallo temporali, giallo idrogeologico Unica riga idraulica del foglio. La mappa può mostrare solo l’idraulico. Reggio Calabria, sullo Stretto, non è questo elenco
Abruzzo, sei bacini, tra cui il Pescara Giallo temporali e giallo idrogeologico Cumulati generalmente moderati sui settori centro-orientali. Nessuna riga idraulica
Puglia, zone del bollettino, tra cui Tavoliere e Puglia Centrale Adriatica Giallo temporali e giallo idrogeologico Moderati sulla Puglia settentrionale, da deboli a puntualmente moderati sulla Puglia centrale. Taranto non è in questi nomi
Sicilia, tre zone del nord-est e del centro-nord tirrenico Giallo temporali e giallo idrogeologico Burrasca locale sull’isola. Palermo, Catania e Siracusa si leggono di solito su altri nomi
Umbria, sei zone, tra cui il Medio Tevere Solo giallo temporali Idrogeologico e idraulico assenti. Pioggia in vigilanza da debole a puntualmente moderata sull’Umbria orientale
Lazio: Liri, Costieri Sud, Aniene, Appennino di Rieti Solo giallo temporali La zona Roma non è nell’elenco. Latina si legge di solito nei Costieri Sud
Molise Temporali su tre zone. Idrogeologico su Frentani-Sannio-Matese e Litoranea Alto Volturno-Medio Sangro resta fuori dalla riga idrogeologica. Cumulati moderati sui settori centro-orientali
Basilicata: A1, B, A2, D, C Solo giallo temporali Nessuna riga idrogeologica. In vigilanza, da deboli a puntualmente moderati sulla Basilicata settentrionale
Sardegna Nessun giallo in questo bollettino di criticità Vento forte nord-occidentale con locali rinforzi di burrasca. Mar di Sardegna agitato. Domenica il vento forte è ancora scritto
Campania, Roma-zona, nord-ovest Assenti dalle righe gialle del 24 Campania in vigilanza da debole a puntualmente moderata. Minime in ulteriore calo sul nord-ovest. Il rovescio si guarda da dentro lo stesso

Sotto questa fase il tetto, l’argine e il quadro restano fermi

Per tutta la fase del 24, sulle zone gialle, e per tutto il tempo in cui la burrasca è sulle isole o il rovescio è sulla tua strada anche fuori da quelle zone, non entra una scala, un passo d’uomo, uno spostamento di coppi, uno stasamento del pluviale dal terrazzo. La gronda piena di foglie, in un giorno asciutto, si legge da terra in un’altra scheda. Oggi, se trabocca, si fotografa da dentro. Un ramo sulla falda resta dov’è. Il vicino con la motosega sul tetto, con rinforzi di burrasca scritti sulle due isole maggiori, non è la ditta.

L’impalcatura è tra le cose che un vento di questa classe può spostare, insieme a pali, teli e vasi. Finire «due metri di ponteggio nel primo pomeriggio, finché a Perugia si vede il sole» è lavorare in quota dentro una fase temporalesca già adottata. Il ponteggio si lascia. Si guarda da dentro se un telo sbatte. Non si sale a legarlo perché una previsione di redazione ha scritto una schiarita.

Non si scende sull’argine tirrenico calabrese a controllare il livello, e non si scende nel box a recuperare una scatola, una bici, una cartella. Non si attraversa un sottopasso a Pescara o a Foggia perché il parcheggio alto è a due minuti. Non si riattacca il salvavita con il quadro umido, e non si riattacca mentre il fulmine è ancora la frase dello scenario. Non si beve dal rubinetto se l’acqua è entrata in casa, finché un avviso comunale non dice il contrario. Non si tinteggia l’angolo che si appanna perché hai chiuso tutto: i puntini neri, a casa asciutta, stanno in muffa negli angoli. Un alone sul solaio, quando si può guardare, sta in infiltrazione dal tetto.

Non chiedere un prezzo chiuso «entro domenica mattina, così il tetto è a posto prima della messa». La fase del 25 tiene vento forte su Sardegna, Sicilia e Calabria, e pioggia ancora sul sud. Non è una scadenza di cantiere. Una sigillatura, una tegola e un’intera falda non sono lo stesso intervento, e una ditta può non arrivare mentre l’allerta è in corso. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questa allerta non è una domanda di detrazione. Il percorso, a casa agibile e con il cantiere definito, sta in Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda della ditta. Lo componi tu, dopo.

Quando la scheda della ditta torna utile

Durante l’allerta, se l’acqua sale in casa o la strada è già un corso, la telefonata è verso le autorità, non verso un elenco di copritetti. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Il Contact Center 800 840 840 è stampato sulla pagina del Dipartimento. Il numero del tuo Comune, se è pubblicato sull’avviso locale, sta su quell’avviso.

La ditta torna nel discorso quando le autorità hanno detto che si può rientrare e guardare, e quando il vento della fase successiva non è ancora una burrasca sulla tua isola. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi una tegola o una lastra fuori sede, se il pluviale bagna la facciata e non è una goccia già nota, se il solaio gocciola, o se la grandine ha lasciato un segno sulla copertura che vedi senza salire. Chiama un idraulico se, a rientro consentito, l’acqua è stata in cantina o al piano terra e va svuotata da chi sa farlo, oppure se una perdita continua a soglia ormai asciutta. Sul versante tirrenico calabrese l’idraulico della riga è il fiume: lo svuotamento della cantina, dopo, è un altro mestiere, e aspetta il via delle autorità.

Chiama un elettricista, e chiedi il DM 37/08, se il quadro si è bagnato, se senti odore di bruciato, o se un fulmine ha lasciato la casa al buio e la pagina del Dipartimento ti ha già detto di far verificare l’impianto prima di riattivarlo. Se la grandine ha bucato o ammaccato l’unità esterna, il circuito del refrigerante lo apre chi ha l’abilitazione F-GAS, a macchina ferma e raggiungibile senza salire durante il temporale. Un albero che pende sulla falda o sul muro, a rientro consentito, è un lavoro da terra e poi, se serve la quota, di chi ha i mezzi. Il taglio in quota non si improvvisa perché il ramo «è già mezzo giù».

Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città o la zona, quale riga del 24 ti riguarda, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se l’acqua entra ancora. Una frase utile a Pescara è «Bacino del Pescara, giallo temporali e idrogeologico, niente riga idraulica, tegola visibile dalla strada, non sono salito». Una frase utile sul Tirreno calabrese è «quattro versanti, tre righe gialle compresa l’idraulica, pluviale in facciata, foto dalla finestra, cantina non l’ho aperta». Una frase utile a Cagliari è «niente giallo di criticità, burrasca sulla vigilanza, persiana sbatte, non sono uscito sul terrazzo». Una frase utile a Roma, se la mappa ti tiene fuori dall’Aniene, è «zona Roma, non sono nella riga del 24, alone sul solaio dopo il rovescio, foto dalla finestra». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.

Il filtro, se l’acqua viene dall’alto o la tegola è fuori sede, è tetti e coperture. A Pescara l’elenco è tetti a Pescara. A Bari è tetti a Bari. A Foggia è tetti a Foggia. A Perugia è tetti a Perugia. A Messina è tetti a Messina. A Latina, se la mappa ti mette nei Bacini Costieri Sud, è tetti a Latina. In Sardegna, per il vento e non per un giallo che il bollettino non scrive, gli elenchi sono tetti a Cagliari e tetti a Sassari. A Roma, fuori dalla riga se la zona è Roma e dentro se la zona è Aniene, l’elenco è tetti a Roma. A Napoli, assente dal giallo del 24, è tetti a Napoli, e serve se il solaio segna, non per copiare la Calabria. A Reggio Calabria, fuori dai quattro versanti tirrenici, è tetti a Reggio Calabria. Se l’acqua è stata in cantina, il mestiere è idraulica. Se il quadro è il problema, impianti elettrici. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.

Ieri, tre zone Raffiche dal balcone Dopo la pioggia Acqua in cantina Elenco tetti Apri da Preventivo

Domande prima del telefono

Il giallo del 24 ottobre copre otto regioni per intero?

No. Nel bollettino delle 15:30 del 23 ottobre, la fase del 24 è ordinaria su tutte le righe scritte, quindi gialla, e nomina zone dentro Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. La home del Dipartimento riassume «Umbria, Abruzzo, Molise e settori» delle altre cinque. Il settore è la zona, non il confine regionale. In Basilicata i codici scritti per i temporali sono A1, B, A2, D e C. In Calabria i quattro nomi sono tutti tirrenici. La mappa del civico conta più del titolo.

Roma, Napoli o Reggio Calabria sono nella riga idraulica?

In questo bollettino la riga idraulica è solo sui quattro versanti tirrenici della Calabria. Reggio Calabria non è in quell’elenco. Roma come zona di allerta non è tra i quattro nomi laziali, che sono solo temporaleschi: Liri, Costieri Sud, Aniene, Appennino di Rieti. Napoli non è in nessuna riga gialla del 24. La vigilanza può comunque scrivere pioggia sulla Campania, da debole a puntualmente moderata. Quella classe non è il codice, e non è un motivo per salire.

Sulle isole si può salire a fissare i coppi prima del rovescio?

No. La vigilanza del 23, fase del 24, scrive venti forti nord-occidentali sulla Sardegna in estensione a Sicilia, Calabria e settori tirrenici del centro-sud, con locali rinforzi di burrasca sulle due isole maggiori, e mari agitati sul Mar di Sardegna e sul Tirreno centro-meridionale. La Sardegna non ha il giallo di criticità e ha la burrasca. Domenica, nello stesso foglio, il vento forte su Sardegna, Sicilia e Calabria è ancora scritto. I chilometri orari di una previsione di redazione, 80-90 o 150 sull’Europa nord-occidentale, non sostituiscono quella frase e non aprono il terrazzo.

In Umbria il giallo temporali include anche l’idrogeologico?

In questa fase, no. Le sei zone umbre sono nella riga dei temporali. Non sono nella riga idrogeologica e non sono nella riga idraulica. Perugia, se la mappa la tiene nel Medio Tevere, legge il temporale. Una schiarita nel pomeriggio, se una previsione la scrive, non cancella la riga delle 15:30. Alto Volturno, in Molise, è l’esempio inverso sullo stesso foglio: c’è nei temporali e non c’è nell’idrogeologico. In entrambi i casi il tetto resta chiuso durante il fenomeno.

ArtigianiVicino manda un copritetto durante l’allerta?

No. Con l’acqua che sale segui Comune e Dipartimento. L’800 840 840 è il Contact Center stampato sulla pagina del bollettino, non una linea di questo sito. Quando il rientro è consentito, il vento non è più la frase che ti tiene in casa, e dalla strada vedi una tegola fuori sede, o il solaio segna, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Gas e impianto elettrico, prima di riattivarli, li vede chi è abilitato al DM 37/08. Il refrigerante dell’unità esterna, se la grandine l’ha colpita, lo vede chi è abilitato F-GAS.

Poi apri l’elenco e chiama tu

Se, a rientro consentito, dalla strada vedi una tegola fuori sede o il pluviale bagna la facciata, apri tetti e coperture e leggi la scheda. A Pescara, a Bari, a Foggia, a Perugia e a Messina la zona di oggi è nel bollettino: il recapito, se c’è, sta sull’elenco di quella città. In Sardegna il motivo è la burrasca, non un giallo che questo foglio non scrive. A Roma, a Napoli e a Reggio Calabria la riga idraulica di oggi è un’altra zona. L’elenco di quelle città serve se, a casa tua, il solaio segna. Se l’acqua è ancora in casa, la telefonata di adesso è verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo guardando la pioggia da una finestra al piano alto, il giro è finito senza chiamata.

Elenco tetti Elenco idraulici Apri da Preventivo