Termosifone freddo in alto: quando sfiatare prima del 15 ottobre

In zona E la finestra nazionale si apre il 15 ottobre, e la domanda di questi giorni non è più «che data è» ma «perché il calorifero è caldo sotto e freddo sopra». L’aria si toglie con una valvolina, uno straccio e un minuto di attenzione. Non è un lavaggio dell’impianto e non è il momento di aprire la caldaia. ArtigianiVicino non diagnostica a distanza e non manda la richiesta: l’elenco lo apri tu.

Cosa sta dicendo il calorifero

Un termosifone non è tutto uguale solo perché è tiepido da una parte. L’aria pesa meno dell’acqua e si ferma nel punto più alto: la piastra o la colonna si scaldano in basso, restano fredde in alto, e spesso senti un gorgoglio quando la pompa parte. Quello è il caso in cui uno sfiato corto ha un senso. Gli altri rumori e gli altri freddi chiedono un gesto diverso, e insistere sulla stessa vitina non li sistema.

Tocca con il dorso della mano, non con il palmo, e solo quando l’impianto è già in funzione da un po’. A impianto spento da maggio ogni calorifero è freddo e la prova non dice nulla. Confronta due elementi dello stesso radiatore, poi confronta quel radiatore con quello della stanza accanto. Un solo elemento freddo in mezzo a una piastra calda non è aria in cima: è spesso un passaggio interno otturato, e la valvolina in alto non lo raggiunge.

Come leggere un termosifone a impianto già acceso, prima di aprire la valvola di sfiato
Cosa senti Lettura più frequente Cosa fai
Caldo in basso, freddo in alto, gorgoglio Aria nel punto alto di quel calorifero. Sfiato corto, poi chiudi. Rileggi il manometro.
Freddo tutto, gli altri scaldano Testa termostatica a zero, detentore chiuso, o valvola bloccata. Apri la testa. Non sfiatare «per prova» se non esce nemmeno un sibilo.
Caldo in alto, freddo in basso Fango o circolazione scarsa, non una bolla d’aria. Fermati. Non svuotare il radiatore nel secchio.
Tutti tiepidi allo stesso modo, casa fredda Termostato, orario, o generatore che non parte. Non è uno sfiato. Guarda caldaia e programma.

Il gorgoglio da solo non è una diagnosi. Un tubo che pesca aria ogni volta che la pompa stacca può essere un vaso di espansione stanco o una presa d’aria sul generatore, non la vitina del soggiorno. Se dopo uno sfiato corretto il rumore torna entro un’ora, non ripetere il giro di tutta la casa: hai già l’informazione, e continuare toglie acqua.

Prima della tua data, non la sera del primo gelo

Il calendario nazionale, per i Comuni in zona climatica E, apre il 15 ottobre e chiude il 15 aprile, fino a 14 ore al giorno tra le 5 e le 23. Lo ripete il D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74, art. 4. Milano e Torino stanno su quella riga, se il sindaco non ha pubblicato altro. La tabella completa, i gradi-giorno e la differenza tra autonomo e centralizzato stanno in accensione del riscaldamento 2026. Questa scheda non rifà il calendario: dice cosa fare sul calorifero quando la tua data è vicina.

Nel 2026 un atto regionale può spostare la decorrenza. Il Comune di Modena, pagina aggiornata il 24 settembre 2026, richiama la Delibera di Giunta regionale dell’Emilia-Romagna n. 1505 del 7 settembre 2026: per quell’anno l’avvio degli impianti termici a uso civile è il 1° novembre, biomassa civile inclusa, fuori dai casi dell’art. 4, comma 5, del D.P.R. 74/2013 (ospedali, scuole e gli altri edifici lì elencati). Non copiare Modena su Milano. Se abiti a Bologna o in un altro Comune emiliano, leggi l’avviso del Municipio prima di trattare il 15 ottobre come già aperto.

Prima della data ordinaria l’impianto si accende solo se il clima lo giustifica, e per non più della metà delle ore. Non usare questa settimana per «far girare tutto il pomeriggio e vedere». A impianto spento puoi già fare il giro utile: togli i panni stesi sul radiatore, porta la testa termostatica dal simbolo estate o dallo zero verso il numero alto, trova la chiave quadrata da sfiato, annota quale calorifero l’anno scorso restava freddo in alto. Lo sfiato vero, con l’acqua che si muove, lo fai la mattina del primo giorno in cui casa tua può accendere, non alle undici di sera quando la caldaia è già in blocco e l’idraulico non risponde.

Una murale con cronotermostato non è tenuta allo stesso tetto orario di una centrale condominiale: il dettaglio è nell’art. 4, comma 6, del D.P.R. 74/2013, e sta nella scheda sulle date. Non è un permesso a tenere l’impianto acceso a fine settembre «per sfiatare con calma».

Cosa puoi sfiatare senza aprire l’impianto

Il gesto riguarda la valvolina in cima al tuo calorifero, di solito sul lato opposto alla testa termostatica. È un quadretto di metallo, o una fessura, non il volantino grande e non il detentore coperto dal cappuccio sull’altro tubo. Se non la vedi, non è nascosta per farti smontare la piastra: fermati. Un controllo utile dura poco e non sostituisce la manutenzione sul libretto.

  1. Odore di gas. Esci, non accendere interruttori, non usare il telefono in casa. Chiama i soccorsi o il pronto intervento del distributore. Lo sfiato non c’entra.
  2. Manometro, se la caldaia è tua. Leggilo a impianto ancora freddo, prima di aprire qualsiasi vitina. I libretti delle murali indicano spesso 1–1,5 bar. Se l’ago è già sotto la tacca minima, sfiatare peggiora: prima la scheda pressione della caldaia bassa.
  3. Testa al numero alto. Se resta sul gelo o sullo zero, la valvola di ingresso è chiusa e in cima non arriva né acqua né aria da togliere. Il numero preciso sta sul libretto della testa, non su un’abitudine.
  4. Un calorifero, quello giusto. Parti da quello che gorgoglia o che è freddo solo in alto, spesso il più alto dell’appartamento. Straccio e una tazza sotto la valvolina. Chiave quadrata, un quarto di giro. Prima l’aria, poi uno sputo, poi un filo d’acqua continuo: a quel punto chiudi.
  5. Non lasciare aperto. Una vitina dimenticata svuota il circuito in un’ora e la caldaia va in blocco. Se la chiave non innesta e stai per prendere una pinza, fermati: arrotondare il quadretto è il modo più rapido per dover chiamare.
  6. Rileggi l’ago. Lo sfiato toglie aria e un po’ d’acqua. Se sei ancora nella fascia del libretto, puoi ripetere su un secondo calorifero che ha lo stesso sintomo. Se l’ago è crollato, il giro è finito.

Non svitare il corpo della valvola, non aprire il detentore «per far passare più acqua», non scaricare il radiatore nel secchio, non toccare il gas né lo scambiatore. Impianto termico e gas li tocca chi è abilitato al DM 37/08. Non è un bollino di questo sito: è quello che deve stare sul lavoro.

L’acqua che esce può essere calda anche a inizio stagione, se la caldaia ha già fatto un ciclo. Apri piano. Se il filo è subito bollente, chiudi e aspetta che il calorifero sia solo tiepido. Uno scottatura sulla mano è il motivo per cui lo straccio sta sotto la vitina prima del quarto di giro, non dopo.

Pavimento radiante, ventilconvettori e split non sono questa scheda. I collettori del pavimento hanno sfiati e flussimetri che non si «provano» con la stessa chiave del termosifone in ghisa. Se in casa non ci sono caloriferi ad acqua, torna alle guide per mestiere. I filtri di una pompa, prima del freddo, stanno in filtri della pompa di calore.

Testa termostatica, detentore, panni

Da maggio a ottobre molte teste restano sul simbolo del gelo o sullo zero, perché d’estate non serviva il calore. A ottobre la testa è ancora lì, il perno interno può essere rimasto premuto, e il calorifero resta freddo anche se la caldaia parte. Prima di sfiatare, porta la testa sul numero alto e aspetta un ciclo. Se gli altri radiatori scaldano e quello no, togli la testa — di solito si sgancia senza attrezzi, se il modello lo prevede — e guarda il perno. Deve sporgere e tornare fuori se lo premi con un dito, piano. Se è bloccato dentro, non colpirlo con un martello e non versarci olio da officina. Un perno che non torna è una valvola da sostituire, e una botta lo fa perdere.

Il detentore è il cappuccio sull’altro tubo, in basso o in alto a seconda di come è stato montato. Serve a bilanciare i locali: è stato lasciato più chiuso in un bagno piccolo e più aperto in un soggiorno. Aprirlo tutto «perché così scalda di più» ruba portata alle altre stanze. Non è lo sfiato. Se non l’hai mai regolato, non è il giorno in cui impari a orecchio.

I panni stesi su tutto il calorifero, il divano appoggiato alla piastra e la tenda lunga che copre la testa non sono un guasto, ma spiegano una stanza fredda con l’elemento caldissimo dietro. Sposta, poi giudica. Una mensola stretta sopra il radiatore non è lo stesso problema di un copridivano che chiude la convezione. Se dopo aver liberato il fronte il freddo resta solo in alto, torni allo sfiato. Se il fronte è caldo e la stanza no, il limite può essere il termostato di casa, non la vitina. La lettura dei numeri, stanza per stanza, e il caso di un Comune che nel 2026 ha spostato il giorno, stanno in valvole termostatiche prima del 15 ottobre. Qui resta lo sfiato.

Non alzare insieme testa al massimo e termostato a 24 «per compensare» un calorifero mezzo freddo. Prima togli l’aria. Il tetto di temperatura in casa sta nel D.P.R. 74/2013, art. 3, e se il Comune lo stringe vince l’ordinanza. Il numero non si inventa qui.

Dopo lo sfiato l’ago scende

Ogni sfiato è una piccola perdita voluta. Su un autonomo l’ago del manometro scende subito, a volte di un decimo, a volte di più se la bolla era grande. È il motivo per cui non si sfiata «tutta la casa per essere sicuri». Due caloriferi con il sintomo giusto bastano. Il terzo, che era già caldo in modo uniforme, non va aperto per simmetria.

Se dopo il gesto sei sotto la tacca minima del libretto, la caldaia può andare in blocco anche se l’aria è uscita. Non insistere con un altro radiatore. Il carico dell’acqua, sul rubinetto che già conosci, è un altro gesto: lento, a freddo, fino alla fascia del libretto, poi chiuso. Se non hai mai visto quel rubinetto, non è il momento di cercarlo a tentativi sotto la macchina. Resta sulla scheda della pressione, e se l’ago non tiene chiama.

Una valvola di sfogo automatica — il cilindretto in ottone sopra la caldaia o nel punto più alto dei tubi — non si «aiuta» svitandola con una pinza. Se gocciola di continuo a impianto fermo, o se soffia senza mai chiudere, è un pezzo da sostituire, non un termosifone da sfiatare. Stringere a caso può romperla e lasciarti un getto sul muro.

Se esce acqua nera, chiudi

Un filo pulito, dopo l’aria, è il fine dello sfiato. Un filo scuro, marrone o nero, è magnetite e sporco del circuito: il calorifero freddo in basso, o caldo solo per metà in modo irregolare, spesso viene da lì. Chiudi subito. Non raccogliere secchi «finché torna chiara». Svuotare un radiatore dal basso, aprendo il tappo grande, fa entrare altra aria e può lasciare l’impianto senza pressione. Il lavaggio, se serve, lo fa chi vede i tubi e ha l’abilitazione, non un pomeriggio con la bacinella.

Lo stesso vale se intorno alla vitina, il giorno dopo, compare un alone umido sul muro o una goccia lenta sul pavimento. Hai chiuso tardi, o la guarnizione non tiene. Non è muffa di stagione e non si copre con una mano di pittura. Asciuga, chiudi meglio se il quarto di giro era rimasto a metà, e se la goccia torna smetti. Una perdita piccola dietro un mobile diventa il manometro basso della settimana dopo.

Additivi, liquido sigillante e «prodotti per termosifoni rumorosi» comprati al volo non sostituiscono uno sfiato fatto bene e non riparano un vaso di espansione. Se il libretto di impianto è fermo da più di una stagione, il primo freddo è il momento del manutentore, non di un flacone. Manutenzione e rapporto di controllo fumi non sono lo stesso appuntamento: il dettaglio sta in libretto e controllo fumi.

Colonna del palazzo e caldaia tua

Se in casa hai una caldaia murale che fa anche l’acqua calda, i caloriferi sono del tuo circuito. Lo sfiato di questa pagina ti riguarda, nei limiti del libretto. Se il calore arriva da una centrale del palazzo, la pompa e la pressione non sono in cucina. Puoi comunque avere aria nel tuo radiatore: la valvolina dell’appartamento, con straccio e chiave, quando l’impianto è acceso, se l’amministratore non ha scritto il contrario in bacheca. Non entri in centrale, non chiudi una colonna in cantina, non prometti al pianerottolo che «basta sfiatare tutti insieme alle nove».

Su una montante condivisa l’aria sale verso l’ultimo piano o verso uno sfiato in soffitta. Se gorgogliano tre appartamenti sulla stessa colonna, il punto giusto può essere quello alto, e lo vede il manutentore del contratto condominiale. Sfiatare solo il tuo, una volta, con la tazza, è ragionevole. Sfiatare ogni sera, o tenere aperta la vitina «finché smette il rumore del piano di sopra», toglie acqua a tutti. Avvisa l’amministratore con una frase precisa: quale calorifero, se è freddo solo in alto, se hai già chiuso la valvolina.

Il distacco dal centralizzato, con una murale tua, ti toglie dall’orario del palazzo ma non cancella il D.P.R. 74/2013. Se non sai quale dei due casi sei, guarda se esiste una caldaia in casa che produce anche l’acqua calda sanitaria. Se l’acqua calda arriva da uno scaldabagno e i termosifoni da un’unica colonna, sei sul secondo caso. Le date e la tabella in bacheca restano nella scheda di accensione.

Quando smettere e chiamare

Chiama se l’acqua non si ferma, se senti gas, se esce fango, se la vitina non chiude, se il perno della testa è bloccato, se dopo uno sfiato la pressione ricade in poche ore, o se tutti i caloriferi restano freddi e il display della caldaia parla di fiamma, sonda o fumi. In quel caso smetti di aggiungere acqua e smetti di aprire valvoline. I codici non sono universali: Ariston, Baxi, Vaillant, Immergas, Beretta usano sigle diverse. Aprilo sul libretto della tua macchina.

Al telefono servi tre cose: città, se l’impianto è autonomo o centralizzato, e cosa hai già fatto («il soggiorno è freddo solo in alto, ho sfiato fino all’acqua chiara, il manometro è passato da 1,3 a 0,7»). Non chiedere un prezzo chiuso al primo squillo: una valvola da sostituire e un lavaggio del circuito non sono lo stesso intervento. Per leggere un importo, usa Costi. Per una detrazione su una sostituzione, Bonus. Questa scheda resta sul quando fermarsi.

L’idraulico che tocca gas e termico deve essere abilitato al DM 37/08. Se si maneggia il refrigerante di una pompa, serve anche F-GAS. Chiedilo. ArtigianiVicino non certifica imprese e non mette bollini: in elenco mostriamo le voci già presenti sulla scheda. Poi chiami tu. Se stai ancora stimando i kilowatt, il calcolatore è un altro gesto, nel browser, e non sostituisce lo sfiato.

Accensione 2026 Pressione caldaia Libretto e fumi Elenco idraulici Potenza in kW

Domande prima del telefono

Perché il termosifone è freddo solo in alto?

Di solito c’è aria nel punto più alto del calorifero: l’acqua scalda la parte bassa e il gorgoglio sta sopra. Se è freddo tutto, o solo in basso, non è lo stesso caso e sfiatare a vuoto non lo risolve.

Posso sfiatare da solo?

Sì, su un impianto autonomo, la valvolina quadrata del tuo calorifero, con uno straccio e la chiave da sfiato, quando l’impianto può già girare. Chiudi appena esce acqua senza sputi. Non svitare il corpo valvola e non aprire il circuito della caldaia.

Lo sfiato fa scendere la pressione?

Sì. Aria e un po’ d’acqua escono, e l’ago del manometro scende. Se dopo uno o due caloriferi sei sotto la tacca del libretto, fermati. Il carico, se conosci già il rubinetto, sta nella scheda sulla pressione.

In condominio posso aprire la valvolina?

Puoi sfiatare i tuoi caloriferi, con uno straccio, quando l’impianto del palazzo è acceso, se l’amministratore non l’ha vietato. Non entri in centrale termica e non svuoti la colonna. Se gorgogliano più appartamenti, il punto alto della montante è del manutentore.

ArtigianiVicino manda un tecnico?

No. Apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese.

Poi apri l’elenco e chiama tu

Se lo sfiato non basta, filtra idraulica e riscaldamento. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda. Non inoltriamo la richiesta. Se stai ancora misurando i kilowatt, usa il calcolatore; se stai leggendo un importo, vai su Costi.

Elenco idraulici Apri da Preventivo Potenza in kW