Venerdì 30 ottobre: il giallo è su cinque zone della Puglia e sulla Litoranea, non su tutta la pioggia

Il bollettino di ieri alle 14:26, per oggi, scrive allerta gialla per temporali e per idrogeologico. Le zone sono cinque in Puglia, più la Litoranea del Molise. Non è un giallo idraulico e non è tutta la regione. Il messaggio regionale parte alle 8 per 12 ore. La pioggia scritta nella vigilanza è un elenco più largo, e il vento di nord-est sta su un’altra riga. ArtigianiVicino non diagnostica a distanza e non manda la richiesta.

Ieri venerdì non aveva un colore. Oggi il foglio delle 14:26 glielo dà

La scheda di giovedì, nord-est e pioggia venerdì, leggeva il bollettino di criticità del 28 ottobre alle 14:37. Quel foglio aveva la fase del 28 e la fase del 29. La fase del 30 non c’era. Per questo ieri non si poteva dire che venerdì fosse verde: il verde non era scritto, perché la giornata non era nel documento. La vigilanza di martedì, nel terzo blocco, anticipava piogge deboli, specie nel pomeriggio, su un elenco di regioni, e teneva il nord-est anche venerdì. Quella anticipazione è stata sostituita.

Il bollettino di criticità del 29 ottobre 2026, ore 14:26, ha due fasi. Per giovedì 29 scrive assenza di fenomeni significativi prevedibili e nessuna allerta. Per venerdì 30 scrive due righe, sullo stesso elenco di zone. Ordinaria criticità per rischio temporali, allerta gialla. Ordinaria criticità per rischio idrogeologico, allerta gialla. Il rischio idraulico, in questo testo, non compare. Non c’è un arancione. Non c’è un rosso. La fase di sabato 31, in questo bollettino di criticità, non c’è: sabato non è un verde solo perché manca la riga.

Le avvertenze in calce allo stesso bollettino spiegano la mappa. Per ogni zona mostra il livello più alto e, a parità di livello, dà priorità al rischio idraulico, poi ai temporali, poi all’idrogeologico. Venerdì le due righe scritte sono gialle entrambe, e l’idraulico non è nell’elenco. A parità di giallo, la priorità della mappa va ai temporali. Vedere sulla mappa la parola temporali non cancella la riga idrogeologica del testo. Sono due frasi dello stesso colore. Il giallo, l’arancione e il rosso restano i codici della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, agganciati alle indicazioni operative del 10 febbraio 2016. Per i temporali quelle indicazioni non prevedono il rosso: i fenomeni estesi e intensi che arriverebbero a quello scenario sono già la criticità rossa idrogeologica. Oggi il livello scritto è ordinario. Non si alza a mente perché il cielo è scuro.

La vigilanza meteorologica nazionale del 29 ottobre 2026 ha tre fasi, in quest’ordine: 29, 30 e 31. La fase del 30 non ripete la frase di ieri. Non c’è più «specie nel pomeriggio». I cumulati non sono solo «deboli»: sono generalmente deboli, fino a puntualmente moderati su tratti che il foglio nomina. L’elenco delle regioni si stringe in Abruzzo e in Molise e si allarga in Campania e in Sardegna. Tenere la scheda di giovedì per salire stamattina «perché la pioggia era nel pomeriggio e non c’era un colore» è usare due frasi che il foglio di ieri pomeriggio ha già sostituito.

Venerdì 30 la criticità nazionale è gialla su zone nominate, per temporali e per idrogeologico. Non è idraulica. La mappa, a parità di giallo, mostra prima i temporali. La riga idrogeologica resta nel testo.

Cinque zone, non nove. Taranto non entra col nome

Il testo nazionale, per entrambe le righe, stampa lo stesso elenco. Molise: Litoranea. Puglia: Tavoliere, bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle; Gargano e Tremiti; Basso Fortore; Basso Ofanto; Puglia Centrale Adriatica. Sono cinque nomi pugliesi, non nove. Il 27 ottobre il giallo vento, letto in giallo vento fino alle 14, copriva tutte le zone della regione, e il motivo era il vento. Oggi il motivo è un altro, e l’elenco è più corto. «Tutta la Puglia» è una frase che questo bollettino non ha.

Il messaggio di allerta n. 1 del 29 ottobre 2026, protocollo PUGLIACFD/ALL/2026/42, come lo ripubblica il Comune di Orta Nova, indica giallo ordinario per idrogeologico e giallo ordinario per idrogeologico da temporali sulle zone A, B, C, G e I. Non indica D, E, F e H. Sulla sinottica dei messaggi regionali quei codici hanno un nome stabile: A Gargano e Tremiti, B Tavoliere e bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, C Puglia Centrale Adriatica, G Basso Ofanto, I Basso Fortore. D è il Salento, E i bacini del Lato e del Lenne, F la Puglia Centrale Bradanica, H il Sub-Appennino Dauno. I quattro che il messaggio non elenca non si aggiungono perché confinano con una zona gialla. La via si conferma sulla mappa, non col capoluogo.

Bari si legge di solito in Puglia Centrale Adriatica, la C. Se la mappa tiene il civico in C, il giallo di oggi è quello, con le due righe. Una casa sul lungomare non ne eredita un altro. Foggia si legge di solito nel Tavoliere, la B. La provincia non è un solo nome. Gargano e Tremiti e Basso Fortore, A e I, sono nel messaggio. Il Sub-Appennino Dauno, la H, non c’è. «Foggia, giallo» è vero se la via è nel Tavoliere, sul Gargano o sul Basso Fortore. È falso se la mappa ti mette nel Sub-Appennino. Al telefono serve il nome della zona, non solo la città.

Taranto si legge di solito nei bacini del Lato e del Lenne, la E. La E non è nel messaggio 42 e non è nell’elenco nazionale di venerdì. Il Salento e la Puglia Centrale Bradanica mancano allo stesso modo. Una tegola a Taranto si fotografa da una stanza perché la vigilanza, fase del 30, mette la parola Puglia nelle precipitazioni, non perché Taranto abbia il giallo di Bari. Il coppo non si va a cercare sulla falda per «approfittare» di una zona che il foglio ha lasciato fuori. Due vie dello stesso Comune possono toccare due nomi: il capoluogo non è il confine.

Bari, se la mappa conferma la C, è nel giallo. Foggia dipende dalla zona: B, A e I sì, H no. Taranto, lettura solita della E, non è in questo elenco.

Dalle 8 per 12 ore. Non è una scala alle 7

L’allegato pubblicato insieme al messaggio 42 porta nel titolo «allerta gialla - dalle ore 8 del 30/10/2026 per le successive 12 ore». L’inizio e la durata stanno lì. Dodici ore contate dalle 8 chiudono alle 20. Il bollettino nazionale delle 14:26 non stampa né le 8 né le 20. La Litoranea del Molise, in quel foglio nazionale, non eredita l’orario pugliese: il Molise non è nel protocollo 42. Chi a Termoli, o in un altro Comune della Litoranea, legge «dalle 8 alle 20» sta copiando un allegato di un’altra regione. La via molisana si conferma sulla mappa nazionale. L’ora, se un centro funzionale del Molise la pubblica, sta in quel foglio, non in questo.

Le 8 non aprono un cantiere alle 7. La vigilanza, fase del 30, non dà al vento un orario. I venti localmente forti da nord-est, dove la mappa ti ci mette, non aspettano l’allegato pugliese. Salire sulla gronda «un’ora prima, così il giallo non è ancora partito» è usare l’inizio di una frase come un permesso di quota. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 107, chiama lavoro in quota l’attività con rischio di caduta da più di 2 metri rispetto a un piano stabile. L’art. 111, comma 7, fa eseguire i lavori temporanei in quota soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. È la regola di chi manda una squadra. Non è un permesso con la scala di casa perché mancano cinquanta minuti alle 8.

Le 20 non sono, da sole, la fine del lavoro fermo. Un bollettino emesso venerdì nel pomeriggio può tenere, stringere o spostare la frase. La vigilanza ha già una fase del 31, e il bollettino di criticità delle 14:26 non ha quella fase: sabato mattina non è un verde scritto, e non è il buco in cui si sale «perché le 12 ore sono finite». La gronda piena si guarda da terra quando la frase non è più sulla tua via. Oggi, dentro le 12 ore e dentro il vento che non ha un’ora, il ramo sulla falda si fotografa da una stanza.

L’allegato pugliese parte alle 8 e dura 12 ore. Il nazionale non stampa quell’ora. Prima delle 8 non è una finestra. Dopo le 20 non è un verde di sabato.

Cosa descrive il giallo, e cosa chiede di non fare

Sullo stesso messaggio, la riga idrogeologica ordinaria descrive fenomeni localizzati: erosione del suolo, smottamenti e frane di piccole dimensioni, ruscellamenti superficiali con trasporto di materiale, allagamenti localizzati di locali interrati e sottopassi, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori. Le cautele stampate accanto sono tre. Attenzione in prossimità di corsi d’acqua e zone depresse. Non sostare in cantine o seminterrati. Evitare di attraversare sottopassi o zone allagate. Non è la frase di un fiume in piena scritta come criticità idraulica nazionale: quella riga, nel bollettino delle 14:26, non c’è. È lo scenario ordinario idrogeologico di queste cinque zone. Un sottopasso allagato non si misura con l’auto «per vedere quant’è».

La riga dei temporali, nello stesso messaggio, descrive fenomeni localizzati con rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, possibili grandinate e forti raffiche di vento. Le cautele: fissare oggetti sospesi o mobili all’esterno, attenzione alla guida, non sostare sotto alberi o strutture precarie. «Fissare» è il gesto che si fa quando l’oggetto è già a portata, senza un passo sul balcone e senza una scala. Se il vaso è ancora fuori e senti il tuono, il fissaggio è già in ritardo. La pagina «In caso di temporali e fulmini» del Dipartimento chiede, all’aperto, di raggiungere un luogo chiuso e di aspettare almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di riprendere le attività fuori. Se senti i tuoni, anche se sembrano lontani, il temporale è a pochi chilometri. I fulmini possono cadere anche senza pioggia sulla testa, e a qualche chilometro dal centro del temporale.

In casa la stessa pagina chiede di evitare le apparecchiature connesse alla rete e il telefono fisso, di tenere spenti televisore, computer ed elettrodomestici, meglio staccando la spina, di non toccare condutture, cavi, tubature e impianto elettrico, di rimandare doccia e piatti, e di non sostare sotto tettoie, balconi, capannoni, gazebo e verande. Porte e finestre si tengono chiuse, e ci si tiene a distanza. Il cellulare o il cordless, se serve comunicare, è la frase di quella pagina. Non è un invito a chiamare un preventivo mentre il tuono è la frase in corso. Il quadro bagnato non si usa come prova. Il riarmo a quadro asciutto, dopo, è un’altra scheda: salvavita dopo il temporale. Quel 10 ottobre non è il giallo di oggi, e il gesto è lo stesso: se il quadro è umido, non lo tocchi.

Cantina, seminterrato e sottopasso stanno nelle cautele idrogeologiche. Alberi e oggetti fuori stanno in quelle dei temporali. Il tetto non è in nessuna delle due come posto da cui guardare.

La pioggia scritta è più larga del giallo

La fase del 30, nella vigilanza, scrive precipitazioni da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Marche, Abruzzo orientale e meridionale, Molise centro-orientale, Campania orientale e meridionale, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia nord-orientale e Sardegna meridionale. I cumulati sono generalmente deboli, fino a puntualmente moderati su Abruzzo e Molise orientale, Puglia garganica e settori centrali adriatici. Non ci sono millimetri oltre quelle due parole. Non c’è un’ora. «Puntualmente moderati» non trasforma Ancona in una zona gialla, e non trasforma tutta la Puglia nel Gargano.

Le Marche sono nella pioggia. Ancona non è la Puglia Centrale Adriatica. Il tetto si guarda da sotto. Non si sale perché «qui il colore non c’è». L’Abruzzo orientale e meridionale è nella stessa lista, e la punta moderata nomina l’Abruzzo. Pescara, se la mappa la mette in quel settore, legge la pioggia e non il giallo di Bari. Il Molise centro-orientale della vigilanza non è, da solo, la Litoranea del bollettino di criticità. Una casa interna può essere nella pioggia senza essere nella zona gialla, e una casa sulla Litoranea può essere in tutte e due. Il nome della provincia non fa il passaggio.

«Campania orientale e meridionale» non è Napoli stampata in automatico. Napoli non si aggiunge perché è un capoluogo sul golfo. Salerno è la lettura solita della parte meridionale, da confermare sulla mappa, e anche lì la frase è la pioggia della vigilanza, non il giallo pugliese. La Calabria è nominata per intero nella pioggia di venerdì. Reggio Calabria non eredita le cinque zone. La Sicilia nord-orientale è la lettura solita di Messina. Catania, Siracusa e Palermo non si aggiungono a «nord-orientale» col nome. La Sardegna meridionale è la lettura solita di Cagliari, da confermare: Sassari non è quel sud. La riga del vento, più sotto, parla di Sardegna orientale. Sono due frasi. Una casa a Cagliari non le importa entrambe solo perché l’isola è una.

La parola Puglia, nella pioggia, è più larga delle cinque zone. Taranto può stare in quella parola senza stare nel giallo. Il Gargano e i settori centrali adriatici sono la punta «moderata». Il Tavoliere non si promuove a moderato solo perché Foggia è in provincia di una zona garganica. Si legge il nome che la mappa assegna. Basilicata è nella lista della pioggia e non è nel giallo nazionale di oggi. Non si inventa una zona per avere un motivo di restare sul tetto, e non si inventa un via libera perché la regione non è colorata.

Il giallo è un elenco di zone. La pioggia di venerdì è un elenco di regioni e di settori, con cumulati deboli e punte moderate dove sono scritte. I due elenchi non si scambiano.

Il nord-est di oggi non è il giallo, e Genova non è il Levante

Nella stessa fase del 30 i venti sono localmente forti da nord-est sui settori adriatici centro-settentrionali, sui settori appenninici settentrionali, sulla Toscana, sulla Liguria di Levante e sulla Sardegna orientale. I mari: localmente molto mossi l’Adriatico centro-settentrionale e il Mare di Sardegna settentrionale. Non ci sono chilometri orari. Non c’è la parola burrasca. Lo Ionio, in questa fase, non è ripetuto. Trieste, Venezia e Rimini sono la lettura solita dei settori adriatici centro-settentrionali, se la mappa conferma. Non sono le cinque zone pugliesi e non ereditano le ore 8. Bologna non è la costa di Rimini. Ancona è sull’Adriatico, e la frase del vento dice centro-settentrionale: il nome della città non importa il codice.

Firenze, venerdì, sta nella parola «Toscana» del vento, senza chilometri e senza le tre zone del 23 ottobre. Lunigiana, Garfagnana-Lima e Versilia erano il giallo di quel venerdì, letto in tre zone, dalle 17. Venerdì 30 non è quel giallo. La Toscana non è nemmeno nell’elenco delle piogge della fase del 30. Un cielo asciutto a Firenze non è un permesso sul cornicione: la frase che la vigilanza scrive sulla Toscana è il vento. I settori appenninici settentrionali sono un’altra riga ancora, da confermare sul versante, non col nome del capoluogo di pianura.

La Liguria di Levante non è Genova. Genova è la lettura solita della zona B, bacini marittimi di centro. La pagina AllertaLiguria, con emissione del 29 ottobre 2026 alle 10:46, non apre una fase operativa regionale e sulle zone consultate non scrive un’allerta. Non ristampa i 40–50 km/h che la vigilanza ligure emessa il 28 ottobre alle 10:39 metteva, per venerdì, sulla zona B e sulla parte orientale della A. Quel foglio è stato sostituito come frase di oggi. I chilometri di ieri non si citano al telefono come se il centro funzionale li avesse confermati stamattina. La vigilanza nazionale, fase del 30, nomina il Levante, senza chilometri. La Spezia è la lettura solita di quel Levante, da confermare sulla mappa. Non si sale a Genova perché «ieri c’erano i 40–50 e oggi la pagina regionale è senza allerta». L’assenza di un’allerta ligure non spegne il vento che il nazionale scrive sul Levante, e non accende un cantiere nel centro.

Il molo non è il posto da cui decidere se l’Adriatico è già molto mosso. Venezia, Trieste e Rimini si leggono da dentro. Taranto non scende al lungomare a vedere uno Ionio che questa fase non nomina. Il Mare di Sardegna settentrionale non è un permesso di pontile a Cagliari: Cagliari si legge, se la mappa conferma, sulla pioggia della Sardegna meridionale, non su quel mare. Roma, venerdì, non è nella pioggia e non è nel vento. Il Lazio meridionale e il Lazio settentrionale compaiono nella fase del 31, non in quella del 30. Non si sale a Roma stamattina «perché il Lazio oggi non c’è». Un bollettino del pomeriggio può scrivere un’altra frase, e sabato la vigilanza ha già la sua.

Il vento di venerdì è nord-est su settori adriatici centro-settentrionali, Appennino settentrionale, Toscana, Liguria di Levante e Sardegna orientale. Genova non è il Levante. I 40–50 km/h erano il foglio del 28 ottobre.

Sabato è già scritto nella vigilanza, e non è un colore

La fase del 31 allarga la pioggia: da isolate a sparse, anche a rovescio o temporale, su Marche, Abruzzo, Lazio meridionale, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna centro-meridionale, cumulati deboli, fino a puntualmente moderati su Abruzzo, Molise orientale, Puglia centro-orientale, Calabria meridionale, Sicilia ionica e Sardegna sud-orientale. Il vento di nord-est resta sui settori adriatici centro-settentrionali, sull’Appennino settentrionale, sulla Toscana, e in più sul Lazio settentrionale e sulla Sardegna orientale. La Liguria di Levante, in questa fase, non è ripetuta. Le minime calano al Nord-Ovest, in modo localmente sensibile sui settori alpini occidentali. I mari restano localmente molto mossi sull’Adriatico centro-settentrionale e sul Mare di Sardegna settentrionale.

Il bollettino di criticità delle 14:26 non ha una fase del 31. Dire «sabato è verde» è aggiungere un colore che il foglio non ha, lo stesso errore che ieri si faceva su venerdì. Dire «sabato alle 9 si sale, perché il giallo pugliese dura 12 ore» è usare la fine di un allegato regionale come un via libera nazionale. La Puglia centro-orientale della punta moderata di sabato non è, da sola, la conferma che Bari resta gialla, e non è la prova che Taranto entra. Si aspetta il bollettino che uscirà. Fino ad allora il coppo si guarda da sotto anche sabato mattina, se la fase del 31 tiene la pioggia sulla tua regione.

Sabato la vigilanza ha pioggia e vento. La criticità nazionale di ieri non ha la fase del 31. Non è un verde, e non è il buco dopo le 20.

Da dentro, finché la frase è sulla tua via

Il controllo utile, con il giallo sulla zona o con la pioggia e il vento della vigilanza sulla via, resta al chiuso. La pagina dei temporali non scrive di uscire a fissare un vaso quando il tuono è già arrivato. Il messaggio 42 non scrive di scendere in cantina a vedere se l’acqua «è poca». La scheda dell’acqua nel box, da leggere dopo, dalla soglia asciutta, è acqua in cantina dopo l’allerta. Quel 12 ottobre non è oggi. Il gesto che non cambia è non scendere mentre la cautela dice di non sostare.

  1. La riga, prima del gesto. Criticità delle 14:26: giallo temporali e giallo idrogeologico sulle cinque zone pugliesi e sulla Litoranea. Messaggio 42: A, B, C, G, I, dalle 8 per 12 ore. Vigilanza, fase del 30: pioggia sull’elenco più largo, punte moderate dove sono scritte, nord-est senza un’ora. Se la mappa non ti mette in nessuna di queste frasi, non citare Bari al telefono.
  2. Finestre chiuse, persiane da dentro. Se il fermo è interno, aggancialo. Se la persiana sbatte e il nottolino è sul balcone, non esci a prenderlo. Il balcone, in temporali, non è un riparo: la pagina del Dipartimento lo mette tra i posti da non usare come tettoia.
  3. Solo ciò che è già a portata, senza un passo fuori. Un vaso sul davanzale interno. Se per fissarlo devi stare sul balcone, il controllo è finito. Lo dirai dopo come oggetto ancora fuori.
  4. Cantina e sottopasso non si verificano di persona. Guardi dalla soglia del piano di sopra, se il vano scale è asciutto e non devi scendere nel locale. Un sottopasso si evita. Non si attraversa «piano» per recuperare l’auto.
  5. Foto da una stanza. Coppo fuori sede, antenna inclinata, unità esterna spostata, ramo sulla falda, telo di un ponteggio. Ora e lato della casa. Non apri la portafinestra per inquadrare meglio. Sotto l’albero non ti fermi a fare la foto.
  6. Quadro e spine. Se il temporale è sulla via, stacchi ciò che è già a portata e non tocchi tubi, cavi e impianto. Se senti odore di bruciato o il quadro è umido, ti allontani. Non riarmi per avere luce in cantina.
  7. Tetto e antenna restano fermi. Non per le 12 ore, e non nel buco prima delle 8. In quota, quando la frase non è più sulla tua via e un bollettino più nuovo non l’ha tenuta, ci va chi ha le protezioni.

Non camminare sui coppi, non spostare una tegola, non appoggiare una scala al cornicione, non seguire una persiana nel vuoto, non scendere in cantina a misurare l’acqua. Il giallo ordinario non è un meteo da cantiere.

Sotto questa frase il tetto, la cantina e la gronda restano fermi

Per tutto il tempo in cui la tua via è in una delle frasi di venerdì, non entra una scala, un passo sul balcone, uno spostamento di coppi, uno stasamento della gronda dal terrazzo. Non entra a Bari alle 7 «prima delle 8». Non entra a Foggia sul Gargano perché «il moderato è solo una punta». Non entra a Taranto perché la E non è gialla e quindi «si può fare in mattinata»: la parola Puglia è nella pioggia, e il vento di oggi non è un permesso sulle zone lasciate fuori. Non entra a Firenze perché la Toscana non è nell’elenco del giallo. Non entra a Genova perché la pagina regionale delle 10:46 non ha un’allerta. Non entra ad Ancona perché le Marche non sono colorate.

L’impalcatura è tra le cose che raffiche e grandine possono spostare, insieme a teli e vasi. Finire «due metri di ponteggio entro le 7:30» è lavorare in quota dentro una giornata che la vigilanza non ha spenta all’alba. Il ponteggio si lascia. Si guarda da dentro se un telo sbatte. In condominio il tetto e, di regola, le antenne destinate all’uso comune non sono il balcone del singolo piano: lo ricorda l’art. 1117, numeri 1 e 3, del codice civile. Sistemare la parte comune durante il temporale non è un favore al palazzo.

Non chiedere un prezzo chiuso «entro stasera, così il coppo è a posto prima delle 20». Le 20 sono la fine delle 12 ore scritte nell’allegato, non una scadenza di cantiere, e sabato la vigilanza ha ancora pioggia. Una sigillatura, una tegola e un’intera falda non sono lo stesso intervento. Costi serve a leggere un preventivo quando il lavoro è definito e la casa è agibile. Questo giallo non è una domanda di detrazione. Il percorso, a casa agibile e con il cantiere definito, sta in Bonus, con i testi dell’Agenzia delle Entrate, di ENEA e del GSE. Il telefono, se c’è, sta sulla scheda della ditta. Lo componi tu, dopo.

A Milano oggi finiscono le 8 ore. Non è il temporale di Bari

L’avviso del Comune di Milano del 9 ottobre 2026 consente, dal 15 al 30 ottobre, al massimo 8 ore al giorno tra le 5 e le 23. Venerdì 30 è l’ultimo giorno di quel tetto. Dal 31 ottobre il tetto scritto sale a 13 ore, non alle 14 della zona E, fino al 15 aprile 2027, salvo nuove disposizioni. Un termosifone freddo nel pomeriggio, in un appartamento milanese, può essere l’orario del palazzo. Non è il giallo sulla Puglia Centrale Adriatica, e non è un guasto da sfiatare perché al sud tuona. La lettura sta in otto ore il 15 ottobre.

Il calo delle massime, nella fase del 30, è sui settori adriatici centro-meridionali, sugli ionici calabresi e sugli appenninici centro-meridionali. Non è la pianura lombarda. Le minime in calo al Nord-Ovest, localmente sensibili sui settori alpini occidentali, sono la fase del 31, non un ordine di accendere oggi a Milano e non un allarme caldaia a Torino. Torino ha il suo calendario, letto in termosifoni spenti fino al 19, e quel 19 è già passato: non si rilegge come se fosse il giallo di Foggia. Roma e Napoli non ereditano le 8 ore, e non ereditano le cinque zone. Un calorifero freddo si legge sull’avviso del proprio Comune e sulla bacheca del palazzo. Non si legge sul bollettino di criticità delle 14:26.

A Milano venerdì 30 vale ancora il tetto di 8 ore. Da sabato il numero scritto è 13. Il temporale di oggi non diagnostica la caldaia.

Quando la scheda della ditta torna utile

Durante la frase, se un ramo blocca la strada, un cornicione cede, un sottopasso inghiotte un’auto o qualcuno è ferito, la telefonata è verso il 112 e verso le autorità indicate dal Comune. ArtigianiVicino non riceve quella chiamata e non la smista. Sulla pagina del Dipartimento il Contact Center è 800 840 840 e il centralino è 06 68201. Sono numeri del Dipartimento, non linee di questo sito. Limitare il cellulare quando c’è un’emergenza in corso vale anche per non occupare la linea con un preventivo.

La ditta torna nel discorso quando il giallo non è più la frase che ti tiene in casa, le autorità non stanno chiedendo di restare dentro, sono passati almeno 30 minuti dall’ultimo tuono se il temporale era sulla via, e un bollettino più nuovo non ha tenuto la zona. Chiama un copritetto se, da terra o dalla finestra, vedi una tegola o una lastra fuori sede, se il pluviale è stato spostato e bagna la facciata, o se il solaio segna dopo la grandine o dopo che un coppo si è mosso. La scheda dell’alone, quando il problema è la macchia e la frase del tempo non è più quella di oggi, è infiltrazione dal tetto. Chiama chi lavora in quota sugli alberi se un ramo è rimasto appoggiato alla falda o al muro e non è un fuscello che raccogli dal cortile senza scala.

Se, a frase chiusa, nel box o in cantina resta acqua e il locale è raggiungibile senza attraversare un vano allagato, la lettura è quella della scheda sulla cantina. Non è un motivo per scendere durante le 12 ore. Chiama un elettricista, e chiedi l’abilitazione DM 37/08, se un cavo del palazzo è stato strappato, se il quadro ha preso un colpo, o se senti odore di bruciato. Non è un bollino di questo sito: è l’abilitazione sul lavoro. Se la grandine o il vento hanno inclinato l’unità esterna, non aprire il circuito del refrigerante. Chi maneggia quel gas ha l’abilitazione F-GAS, e ci arriva quando la macchina è raggiungibile da terra.

Al telefono, quando è il momento, servono quattro cose: la città e, se la sai, la zona, il fatto che il 30 il giallo è temporali e idrogeologico e non idraulico, cosa vedi da terra o dalla finestra, e se qualcosa è ancora in movimento. Una frase utile a Bari è «Puglia Centrale Adriatica, messaggio 42, dalle 8 per 12 ore, tegola visibile dalla strada, non sono salito e non sono in cantina». Una frase utile a Foggia, se la mappa ti mette sul Gargano, è «Gargano e Tremiti, stesso giallo, ramo sulla falda, foto dalla finestra». Se la mappa ti mette nel Sub-Appennino Dauno, la frase è un’altra: «H non è nel messaggio 42, pioggia sulla parola Puglia, non sono salito». Una frase utile a Taranto è «non sono nelle cinque zone, bacini del Lato e del Lenne, coppo visto da dentro». Una frase utile ad Ancona è «Marche nella fase del 30, non nel giallo, foto dalla finestra». Una frase utile a Pescara è «Abruzzo orientale, cumulati deboli con punta moderata sull’Abruzzo, non il giallo di Bari». Una frase utile a Salerno è «Campania meridionale nella vigilanza, non nelle cinque zone, lastra vista da sotto». Una frase utile a Messina è «Sicilia nord-orientale, fase del 30, non un’allerta scritta su di me». Una frase utile a Cagliari è «Sardegna meridionale nella pioggia, il vento orientale è un’altra riga, non sono sul molo». Una frase utile a Firenze è «Toscana nel vento, non nel giallo e non nella pioggia di oggi, antenna inclinata, non sono uscito». Una frase utile a Genova è «pagina regionale delle 10:46 senza fase operativa, non cito i 40–50 del 28, non sono il Levante». Una frase utile a Milano, se il problema è il calorifero e non il tetto, è «30 ottobre, ancora 8 ore, non il temporale pugliese». Non chiedere un importo chiuso al primo squillo.

Il filtro, se la tegola è fuori sede o il pluviale bagna la facciata, è tetti e coperture. A Bari l’elenco è tetti a Bari. A Foggia è tetti a Foggia. A Taranto, per un coppo visto da sotto e non per un giallo che il foglio non assegna, è tetti a Taranto. Ad Ancona è tetti ad Ancona. A Pescara è tetti a Pescara. A Salerno è tetti a Salerno. A Messina è tetti a Messina. A Cagliari è tetti a Cagliari. A Firenze, per la frase di vento sulla Toscana, è tetti a Firenze. A Genova, per non confondere il centro col Levante, è tetti a Genova. Un ramo che pende, a rientro possibile, è giardini e esterni. Un cavo o un quadro è impianti elettrici. L’acqua rimasta nel box, a frase chiusa, si legge con idraulica e riscaldamento. Il recapito, se c’è, sta sulla scheda.

Ieri, venerdì senza colore 27 ottobre, nove zone Acqua in cantina 8 ore a Milano Elenco tetti Apri da Preventivo

Domande prima del telefono

Il giallo del 30 ottobre copre tutta la Puglia?

No. Il bollettino delle 14:26 scrive cinque zone: Tavoliere con i bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Gargano e Tremiti, Basso Fortore, Basso Ofanto, Puglia Centrale Adriatica, più la Litoranea del Molise. Il messaggio 42 indica A, B, C, G e I. Salento, bacini del Lato e del Lenne, Puglia Centrale Bradanica e Sub-Appennino Dauno non sono in quell’elenco. La vigilanza mette comunque la parola Puglia nelle piogge di venerdì: è un’altra riga, con cumulati generalmente deboli. La via si conferma sulla mappa.

Bari e Foggia hanno lo stesso orario di Taranto?

Bari, lettura solita della C, e Foggia, lettura solita della B, stanno nel messaggio 42. L’allegato scrive dalle ore 8 del 30 ottobre per le successive 12 ore. Il Gargano e il Basso Fortore hanno lo stesso giallo e la stessa durata, se la mappa ti ci mette. Il Sub-Appennino Dauno no. Taranto, lettura solita della E, non ha quell’orario perché non ha quel giallo. Le 8 non si copiano sulla Litoranea: il protocollo 42 è pugliese, e il bollettino nazionale non stampa un’ora.

Si può salire sul tetto alle 7 perché il giallo parte alle 8?

No. L’ora di inizio è nell’allegato regionale. La vigilanza nazionale, fase del 30, non la stampa, e tiene il nord-est senza un orario su altre coste. Il lavoro in quota, per chi manda una squadra, dipende dalle condizioni meteorologiche, non dal minuto che manca all’allerta. La gronda si guarda da terra. Un alone già comparso si annota da sotto.

La pioggia sulle Marche è lo stesso giallo di Bari?

No. Ancona legge le Marche nella fase del 30 della vigilanza. Bari legge la Puglia Centrale Adriatica nel bollettino delle 14:26 e nel messaggio 42. Pescara, Salerno, Messina e Cagliari stanno in settori della pioggia, non nell’elenco giallo. Napoli, Catania, Palermo e Sassari non si aggiungono col nome del capoluogo. Un bollettino emesso oggi nel pomeriggio sostituisce queste frasi.

ArtigianiVicino manda una ditta con questo giallo?

No. Ramo sulla strada, cornicione che cede, persona ferita: 112 e autorità del Comune. L’800 840 840 è il Contact Center stampato sul sito del Dipartimento, non una linea di ArtigianiVicino. Quando la frase non ti tiene più in casa e dalla strada vedi una tegola fuori sede, apri l’elenco, leggi la scheda e chiami tu. Non inoltriamo messaggi e non certifichiamo imprese. Un cavo o un quadro lo vede chi è abilitato al DM 37/08. Il refrigerante dell’unità esterna, se il circuito va aperto, lo vede chi è abilitato F-GAS.

Venerdì 30 ottobre 2026. Criticità nazionale delle 14:26 del 29, messaggio di allerta 42 e vigilanza dello stesso giorno. Sabato è la fase del 31 della vigilanza: non è un colore.
Dove Cosa è scritto Cosa non autorizza
Criticità nazionale, fase del 30 Giallo temporali e giallo idrogeologico: Litoranea del Molise e cinque zone pugliesi. Nessuna riga idraulica. La fase del 31 non c’è Non è tutta la Puglia. La mappa, a parità di giallo, mostra prima i temporali e non cancella l’idrogeologico
Messaggio 42, allegato Zone A, B, C, G, I. Dalle ore 8 del 30 ottobre per 12 ore. Cantine, sottopassi, alberi e oggetti fuori nelle cautele Le 8 non sono una scala alle 7. Le ore non si copiano sul Molise. D, E, F e H non si aggiungono
Bari, Foggia, Taranto Bari si legge di solito in C, Foggia in B. Gargano e Basso Fortore sono nel giallo. Sub-Appennino Dauno e Taranto, lettura solita della E, no Il capoluogo non è il confine. La parola Puglia nella pioggia non colora Taranto
Vigilanza, fase del 30 Piogge deboli, punte moderate su Abruzzo, Molise orientale, Gargano e settori centrali adriatici. Vento di nord-est anche su Toscana, Liguria di Levante e Sardegna orientale Non c’è più «specie nel pomeriggio». Genova non è il Levante. I 40–50 km/h erano il foglio del 28
Liguria, emissione delle 10:46 Nessuna fase operativa regionale. Sulle zone consultate, nessuna allerta Non spegne il Levante della vigilanza nazionale. Non è un permesso sul cornicione a Genova
Vigilanza, fase del 31 Pioggia ancora su un elenco largo, compreso il Lazio meridionale. Vento anche sul Lazio settentrionale. Minime in calo al Nord-Ovest Non è un verde: la criticità del 29 ottobre non ha questa fase. Non è il buco dopo le 20
Milano, avviso del 9 ottobre Fino al 30 ottobre, al massimo 8 ore tra le 5 e le 23. Dal 31 il tetto scritto è 13 ore Un calorifero freddo oggi pomeriggio non è il temporale di Bari e non è un guasto da sfiatare

Poi apri l’elenco e chiama tu

Se, quando il giallo non è più la frase che ti tiene in casa, dalla strada vedi una tegola fuori sede o il pluviale bagna la facciata, apri tetti e coperture e leggi la scheda. A Bari e a Foggia la zona di oggi, se la mappa conferma, è nel messaggio 42. A Taranto il motivo non è quel giallo. Ad Ancona, a Pescara, a Salerno, a Messina e a Cagliari la frase di oggi è la pioggia della vigilanza. A Firenze è il vento sulla Toscana. A Genova non è il Levante e non sono i chilometri di ieri. Se un ramo è sulla carreggiata o qualcuno è ferito, la telefonata di adesso è verso il 112 e verso le autorità, non verso questo elenco. Se stai solo sentendo la persiana da una stanza con le finestre chiuse, il giro è finito senza chiamata.

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